Hitman 2: Silent Assassin - Day two  0

Il secondo giorno di coverage dedicato a Hitman 2: Silent Assassin ci introduce il meccanismo di gioco che fa da motore all'avventura vera e propria: dalle parole di Valerio Santinelli, il nostro Killer personale, si capisce che di miglioramenti rispetto al primo episodio se ne intravedono già parecchi, e se la versione finale manterrà le promesse che questa Beta ci sta regalando, ci troveremo di fronte ad un vero e proprio capolavoro. Dopo avere datto una rilettura all'articolo di ieri , spazio all'appuntamento odierno con il nostro Focus!

Ai posti di comando!

Il feeling di gioco è un mix tra il vecchio Thief, che si basava sulla capacità del giocatore di sgattaiolare e passare inosservato, e Soldier of Fortune, dove perpetrare una carneficina è cosa da tutti i giorni.
In effetti il punto forte di Hitman 2 è proprio l’unione della strategia alla velocità d’azione tipica degli FPS. Non si è obbligati a seguire un certo stile di gioco, ma è decisamente consigliabile pianificare le proprie mosse prima di lanciarsi in azioni di pura violenza.
Per fare questo abbiamo a disposizione una mappa del territorio in cui ci muoviamo, con segnalate alcune postazioni nemiche e locazioni di scale, botole, muri di cinta, ecc..
Buttarsi a capofitto in bocca al leone non è una buona strategia in Hitman 2. E’ molto meglio far pressione al proprio istinto di conservazione e cercare di approfittare di nascondigli, pertugi e barricate per cercare di avvicinarsi il più possibile al nostro obiettivo.
A volte questo non è possibile, e l’unico sistema è aprirsi un varco nella resistenza nemica con il fuoco. Non è di certo un problema, visto il quantitativo di armi disponibili. Certo è che in questo modo non si ha vita facile. Il sistema di combattimento non è quello di un FPS in cui si possono ricevere centinaia di proiettili in corpo e rimanere comunque in vita. In Hitman 2, quando si viene colpiti, ci si fa male sul serio!
C’è da notare che in Hitman 2 sarà possibile giocare anche con la visuale in prima persona. IO Interactive ha dimostrato in questo modo di saper accontentare i fans che si lamentavano della visuale in terza persona che spesso non era adatta nei momenti di grande caos dovuti alle sparatorie e ai killer che sbucano da ogni direzione.

Quando “eliminare” non basta

Hitman 2 ci porta ad intervenire personalmente in certe faccende non troppo pulite. Mentre nel primo episodio le missioni consistevano nel far fuori qualcuno con delle armi da fuoco, in Hitman 2 dovremo intervenire in prima persona per assicurarci che nessun particolare delle uccisioni venga tralasciato. E così ci ritroveremo ad impersonare un chirurgo in India per mandare all’aria un’operazione a cuore aperto di un boss della mafia.
Questo è solo uno dei ruoli che dovremo ricoprire durante le nostre missioni. Alla IO Interactive garantiscono che dovremo agire proprio come dei veri killer professionisti e dovremo portare a termine i nostri compiti e sparire nel nulla a lavoro terminato, senza dare nell’occhio.
Gli aspetti positivi della prima incarnazione del nostro super-assassino sono rimasti inalterati. Possiamo raccogliere oggetti e cambiarci d’abito, anche rubandolo ai cadaveri. Non ci facciamo problemi a spostare cadaveri e a nasconderli nelle toilettes pubbliche e a prendere il posto dei defunti pur di passare inosservati.

Il kit del piccolo sicario

In Hitman 2 non manca il solito inventario di armi da fuoco. Abbiamo a disposizione la nostra fida Hardballer calibro 45 che ci segue dal primo episodio, più le varie Beretta 92, Desert Eagle, Ruger 22, PSM e Colt Python. Tra l’armamento più “grosso” troviamo i vari H&K, Uzi, M60 e via dicendo.
Chiaramente non possono mancare i fucili di precisione (Dragunov SVD, Barrett M95, ecc..) che fanno parte delle armi indispensabili a chi vuole agire senza doversi gettare nella mischia.
A completare il corredo c’è il sempreverde coltello del Pentagono, la corda di pianoforte e il cloroformio.
Naturalmente potremo indossare i panni di chi uccidiamo, e potremo stordire anzichè uccidere certi avversari.Bene, anche il nostro secondo appuntamento con Hitman 2 è finito. Nel terzo parleremo degli aspetti più “tecnologici” del gioco e scopriremo se Hitman 2 supporterà la modalità di gioco multiplayer.

La storia si ripete

Benvenuti al secondo appuntamento con Hitman 2: Silent assassin. Questa volta voglio parlarvi del gameplay di Hitman 2. Per un titolo di questo genere è di fondamentale importanza che l’interazione con il giocatore sia il più semplice possibile, pur permettendo di compiere un numero elevato di azioni che non rientrano in quelle dei classici FPS.
L’originale Hitman, che ti calava nei panni di un assassino spietato, è stato acclamato ed allo stesso tempo criticato. Acclamato per il ritmo incessante e l’aspetto compatto e realistico delle ambientazioni, ma criticato per il sistema di controllo fin troppo complesso, per un sistema di gestione delle telecamere scandaloso e per la gestione degli obiettivi che spesso non erano sufficientemente chiari.
Hitman 2 mira a correggere tutti i problemi segnalati dai giocatori del primo episodio e a portare una nuova esperienza di gioco in grado di coinvolgere il giocatore al 100% e di fornire un’esperienza di gioco al passo con i tempi per quanto riguarda il lato prettamente tecnologico.
Il sistema di gioco, pur essendo stato perfezionato, è ancora molto simile a quello del primo episodio. Il controllo del giocatore è quello classico degli FPS, con l’aggiunta di alcuni tasti per la gestione della telecamera e dell’inventario.