Il Padrino IIIl Padrino II - Provato 

Si torna nell'America del Padrino e delle famiglie d'onore, questa volta negli anni '60, questa volta da Don!

Una delle costanti nella storia del cinema è la cronica e quasi universale inferiorità dei seguiti rispetto agli originali; alcune eccezioni però esistono e Il Padrino - Parte II è forse la più fulgida di queste rare occasioni, con Francis Ford Coppola in grado di guidare un cast stellare attraverso le vite di due generazioni di malavitosi italiani trapiantati in America. Una manciata di anni or sono Electronic Arts prese questa colossale proprietà intellettuale e la traspose in ambito videludico con intelligenza e carisma, ottenendo un risultato più che lusinghiero e mettendo le basi per questo secondo capitolo che, si spera, possa ripetere l'exploit cinematografico. È stato possibile vedere e brevemente provare una versione pressoché completa de Il Padrino II nella sua incarnazione per Xbox 360.

Arrivano Dominic e Fidel

L'intero complesso di vicende a cui si prenderà parte si inserisce nel continuum della parte del film ambientata negli anni '60 e partirà con il protagonista a Cuba, alla corte di Batista nell'ultimo giorno del suo governo, la sera stessa in cui Castro porterà a termine la rivoluzione e inizierà il suo cammino. In quella sera così pregna di significato ed eventi si prenderà per la prima volta il controllo di Dominic, partito per l'isola caraibica come assistente del boss Aldo Trapani e tornato a New York come suo successore, vista la prematura morte di questo nell'ultima e drammatica scena di un bel tutorial ambientato tra le strade cubane in subbuglio. Un inizio scoppiettante e sapientemente costruito sul duplice passaggio a cui si assiste, con la violenza e le armi protagoniste di entrambi e quasi a mettere a confronto i due cambiamenti, Castro e Dominic a comando di due diverse strutture ma con in comune il grande potere decisionale che ne consegue; proprio la narrazione e l'atmosfera è sembrata una delle migliori caratteristiche del titolo, con dialoghi potenti e ben girati oltre alla presenza di più telecamere a cui il gioco attinge autonomamente in base alla posizione in cui ci si trova nel momento in cui partono i filmati precalcolati.
La struttura scelta per il gioco è piuttosto lineare e priva del senso di progressione che invece il primo capitolo offriva: si parte come più importante esponente della Famiglia, il Don, e si dovrà utilizzare la massima risolutezza possibile per conquistare le aree e le attività commerciali delle tre città presenti - New York, Cuba e Miami - sfruttando l'aiuto dei clan affiliati e facendo sparire dal resto del mondo quelli rivali, cercando nel frattempo di tener fuori dai giochi la polizia. Se quindi tornerà l'anima da sand box d'azione che tanto bene ha fatto coppia con la criminalità organizzata da Grand Theft Auto in poi, ci saranno molti e molto frequenti inserti strategici che si risolveranno nel reclutare tutta una serie di scagnozzi - dotati delle più diverse capacità, da quella di portare le prime cure mediche fino all'abilità nel maneggiare gli esplosivi - da far poi progredire all'interno delle gerarchie del clan, utilizzandoli per creare piccoli gruppi con cui eseguire materialmente le missioni o da mandare a compiere in solitaria tramite una mappa strategica chiamata Don's View, piccole estorsioni, ricatti o pedinamenti nel caso ci fossero testimoni ai propri crimini da far stare zitti.

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Il lavoro del boss

Preso in mano il pad i controlli rispondono bene sia con le armi che a mani nude, nel secondo caso con una bella variante alle classiche prese che permette, una volta bloccato l'avversario, di percuoterlo e colpirlo utilizzando l'analogico destro e di interagire con alcune parti del fondale, facendolo ad esempio sporgere da un parapetto per mettergli paura ed eventualmente fosse possibile, facendo salire l'apposita barra inserita per indicare la disponibilità a trattare con "l'interlocutore". Nelle normali operazioni di racket si potrà ancora interagire con quanto stipato nei negozi e nelle attività, distruggendolo, così come ci saranno sessioni di guida libera, entrambi però elementi per cui si attende una prova più approfondita. Le missioni provate oltre al tutorial si risolvevano in una visita a una drogheria locale e all'assalto a una fabbrica controllata da dei rivali: in entrambi i casi non ci si è trovati al cospetto di grosse rivoluzioni o straordinari esempi di level design ma comunque di uno scripting efficace e dalla solita dose di proiettili e botte dispensati con generosità.

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Le tre città inserite saranno riprodotte in una loro piccola parte ma liberamente esplorabili e dotate di buona personalità, sperando che la superficie messa a disposizione da ciascuna di esse sia sufficientemente vasta per i palati dei giocatori oramai abituati a grandi rappresentazioni dei centri urbani realmente esistenti. Purtroppo non è stato possibile sperimentare a fondo la gestione degli affiliati - o scagnozzi o come si preferisce chiamarli - limitandosi a dover raccogliere alcune informazioni sull'integrazione di questa caratteristica in entrambi, l'avventura e il multiplayer: come detto saranno reclutabili a piacimento soddisfatte certe condizioni e utilizzabili entro determinati ambiti, per un totale di circa settanta personaggi non giocanti, ma la cosa più interessante sarà la possibilità di farli crescere e far loro guadagnare nuove abilità sfruttandoli nel multiplayer competitivo come propri alter ego e attraverso un apposito e ancora non mostrato sistema di crescita. Una buona idea per spingere gli utenti a non buttar via nulla del lavoro degli sviluppatori e tenerli il più possibile legati al controller, magari in attesa dei contenuti scaricabili.

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Mostri spaziali e affari sporchi

Cos'hanno in comune il miglior survival horror del 2008 - Dead Space - e Il Padrino II? Il motore di gioco, che sotto l'esplicativo nome di Godfather Engine muove e muoverà entrambi, per quanto con risultati diversi. È bene subito dire che il titolo spaziale a base di sbudellamenti e alieni gode di un dettaglio e di una precisione non riscontrabili nelle però molto più vaste e varie ambientazioni del free roaming di stampo mafioso, che al momento offre una buona modellazione dei personaggi ma una forse non ancora esaltante qualità delle superfici e una scarsa ricchezza di particolari, pur presentando sempre abbastanza elementi su schermo e una fluidità accettabile. Belle come già detto le scene di intermezzo che purtroppo non è stato possibile sentir recitate se non in inglese e in francese, incrociando quindi le dita per un doppiaggio italiano si spera all'altezza della situazione - i film della serie godono di un doppiaggio assolutamente stellare e irripetibile - e magari accompagnato da una colonna sonora più varia di quella del primo gioco.
Il Padrino II arriverà nei negozi il prossimo febbraio con buone speranze di soddisfare gli amanti del genere e del suo predecessore, calcandone la scia e aggiungendo molti elementi la cui effettiva profondità potranno fare la differenza tra il successo e tutto quello che viene prima.

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