Diario del CapitanoIncontrarsi un giorno a Terni 

Un meeting redazionale può riservare notevoli sorprese, già dal primo giorno

Le precedenti puntate del Diario del Capitano

Se vi siete persi le puntate precedenti del Diario del capitano (oltre 1200 editoriali), ecco le coordinate per rintracciarle:

- successive al 3 maggio 2004
- dal 2000 al 30 aprile 2004

Arrivare a Terni, per chi parte da Udine, è tutt’altro che un viaggio di piacere. Sveglia alle 6, partenza alle 7 con l’Eurostar, cambio a Roma, e arrivo nella ridente città umbra alle 14.50 di un’estate che ha deciso di sbocciare proprio in quelle ore, rendendo il seppur breve tragitto dalla stazione alla redazione un piccolo calvario grondante di sudore. Accanto alla mia drammatica condizione aggravata sotto al peso di un un paio di borse passeggiava allegro il Baronkarza, del tutto immune al calore anche con una elegante giacca che ne sottolineava l’imponente figura. Giunti finalmente di fronte alla porta d’ingresso ecco arrivare anche Tanzen, veracemente napoletano incorniciato in un completino estivo con ampie scritte pro Inghilterra stampate sulle terga. Un paio di rampe di scale, ed ecco finalmente l’ingresso negli uffici del boss Pucci, incastonato dietro ad uno schermo ma immediatamente prodigo di saluti, così come tutta la simpatica gente impiegata nelle frenetiche attività che garantiscono la vita di Multiplayer così come lo conoscete. Ma vedere lo spettacolo da “dietro le quinte” è sempre molto interessante e divertente… Saltando a piè pari la riunione in sé, di cui si parlerà in dettaglio in un’altra occasione su queste pagine, vale la pena soffermarsi su quanto accaduto in serata: raccattato l’intrepido grafico Manu, devastato da 11 ore di treno (per la serie, c’è sempre chi sta peggio), è arrivato il momento della cena in un gradevole ristorantino appena fuori dalla città. L’affiatato gruppo di colleghi-amici, compresi anche il mitico Quakeman e la vivace Valentina Pieraccini, appena sedutosi al tavolo è stato immediatamente colto da arsura della gola, più comunemente chiamata sete. Sete Nera per l’esattezza. In tal senso l’intuizione del Barone, supportata da una buona dose di scaltrezza, ha posto subito fine al problema ordinando numerosi litri di vino rosso della casa. L’effetto è stato immediato e devastante. I primi bicchieri hanno infatti rallegrato gli animi, tanto da accogliere il prode Mauro Skyrise Fanelli con una vera e propria ovazione da curva nord. Appena sceso dalla fiammante Mazda Rx8, il torinese più amato dagli italiani ha deciso di ordinare una pizza ed una coca grande. Mai errore fu più grande. Immediatamente interrogato da chi vi scrive a riguardo, Mauro ha voluto rimarcare il dramma affermando “No, io non bevo vino”. Drammatiche le contromisure: la coppia Sano-Tanzen ha infatti provveduto ad eliminare dal tavolo il bicchierone di coca, sostituendolo con una abbondante coppa di rosso. Non abbiamo nemmeno citato l’acqua come bevanda perché, come molti sapranno, l’acqua fa ruggine ed è quindi stata immediatamente scartata. Il clima di giovialità e simpatia ha testimoniato anche la manifestazione di un vero e proprio miracolo, ovvero il temibile mistero del bicchiere che non si svuota mai. Pur bevendo in continuazione infatti, i calici dei commensali erano sempre incredibilmente pieni, costringendo quindi i presenti a verificarne l’effettiva connotazione esoterica ingurgitando senza soluzione di continuità il rosso nettare. E così e continuata per un paio di ore, con un risultato finale facilmente immaginabile. Da sottolineare la precisione del Tanzen, capace di portare mezza combriccola all’albergo pur con lo spettro di un alcool test che avrebbe lasciato poche speranze di conservare la patente. Tutto questo mentre Valentina, evidentemente soggetta alla versione “loquace” dell’ebrezza da vino, snocciolava il suo francese. Questo è solo il primo giorno di riunione… e oggi si continua. Dedicateci un pensierino oggi, stiamo lavorando per voi. Dov’è il vino?

Andrea Palmisano - email