ArchivioIntervista a Jim Merrick 

Una interessante chiacchierata con il responsabile Marketing di Nintendo Europe sul passato e, soprattutto, sul futuro della casa di Kyoto.

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M.it – Passiamo ad una domanda… ancora più difficile! Avete già deciso un papabile prezzo di riferimento per la Revolution?

M – (Scuote la testa ndr,) No, non ne abbiamo anche se Nintendo è conscia del fatto che quando diciamo di voler raggiungere un mercato di massa, significa essere ancora più sensibili alle politiche di prezzo di quanto già non si sia. Quindi sappiamo l’importanza di un giusto prezzo ma non siamo ancora pronti all’annuncio.

M.it - In una recente intervista al Nikkei Business, il presidente Iwata ha dichiarato che Revolution sarà un completo fallimento se non sarà in grado di superare le vendite di Gamecube. Una dichiarazione molto pesante, che ne pensa?

M – Penso sia stato realista, intendo dire che la Revolution sarà indirizzata al mercato videoludico esistente, attuale. Il controller offrirà un gameplay completamente innovativo che siamo certi gli utenti ameranno, ma vogliamo attrarre dalla nostra anche chi non è un giocatore oggi. Vorremmo avere come clienti anche colori i quali non si descriverebbero come ‘videogiocatori’, se riusciremo a realizzare questo obbiettivo, riusciremo sicuramente a superare i numeri di mercato del Gamecube.

M.it – Cosa pensi sia andato storto con la politica di mercato legata a Gamecube?

M – In buona parte c’è da ammettere che abbiamo avuto dei rivali più formidabili di quanto ci aspettassimo. Microsoft con Xbox è un tipo di concorrente diverso da quelli che conoscevamo. La maggior parte dei competitori conosciuti in passato pensavano ad andare in attivo e ad ottenere degli utili. Anche per i publisher non è un discorso banale dover scegliere su quali piattaforme concentrarsi ma ancora una volta tutto si è focalizzato sul denaro, su chi era disposto a pagare affinché i giochi fossero sviluppati per la propria console.

M.it – Nintendo ha dichiarato che il nuovo nun chuck controller permetterà un approccio del tutto nuovo al genere degli FPS. Ma gli stessi FPS non sono tra i titoli più apprezzati in Giappone quanto invece lo sono in Europa. Questo sta a significare che Revolution sarà una console più "occidentale"?

M – Penso che in generale, Nintendo stia cercando di divenire una società dalla forma globalizzata. Vogliamo pensare strategie indirizzate all’intero mercato mondiale e chiaramente questo coinvolge anche la Revolution, ma non vorrei dire che il nun chuck controller sia espressamente indirizzato verso gli FPS o al mercato europeo, sarà dedicato anche a molti altri generi. Certo, senza poter vedere nulla di concreto, pensare ad un FPS è il modo più semplice di capire oggi come funzionerà il nun chuck controller e il suo controllo diretto. Sarò in grado di mirare nell’angolo in basso a destra dello schermo e passare all’angolo in alto a sinistra con un salto immediato. Cosa che se facessi con il solito Pad, coinvolgerebbe il necessario ritardo dovuto alla meccanica dello stesso.

M.it – Nintendo DS è stato un successo e l’online gaming non potrà che aumentarne il potenziale. Nintendo si è finalmente resa conto della necessità di puntare sul online?

M - Domanda interessante! Nintendo è da sempre una sostenitrice dell’online gaming e la gente di norma mi guarda incuriosita quando ne parlo pensando che sia buffo sentirlo dire ad un’azienda che attualmente non offre nessun prodotto online. Ma se guardiamo al passato, Nintendo ha offerto il proprio primo gioco online già con il Famicom (Nes in Italia ndr.), abbiamo avuto giochi online per il brand Pokémon su cellulare e Gameboy, con distribuzione satellitare e la possibilità di scaricare giochi, ovviamente nel solo Giappone.
Nintendo ha una grande esperienza in questo campo, io stesso sono stato a capo del Network Department per un certo numero di anni e il nostro impegno è stato sviluppare un’infrastruttura per offrire online gaming per il Gamecube. Semplicemente sino ad oggi abbiamo deciso di non offrire servizi oline. Perché? Perché crediamo che l’utenza non fosse pronta, sebbene si sia stati i creatori di tutto questo e si abbia toccato con mano il suo potenziale, non siamo convinti che i giocatori fossero in grado di recepirlo, senza contare le tante difficoltà per renderlo effettivo. Pensiamo alle problematiche economiche, in questo campo l’online gaming ha fatto qualche passo indietro trovandosi a chiedere di pagare ai propri utenti prima per poter giocare poi, con la conseguenza che molti cancellano in breve i propri abbonamenti.
Nintendo ha voluto cambiare questo paradigma con l’uso della wi-fi grazie al quale siamo liberi di connetterci mentre siamo a casa, al negozio, dove ci pare, cancellando non solo la barriera economica ma anche quella meccanica. A volte penso che i videogiochi siano cosi popolari in parte perché sono semplici: inserisci la scheda, accendi e funziona! Non ci sono settagli, non ci sono installazioni, patch etc. Internet, in un certo senso, è il contrario di tutto questo, è il mondo delle password, degli username, dei DNS, degli indirizzi IP… o mio Dio! E’ tutto così complicato! Sposare questi due mondi è una sfida complessa, un’unione che Nintendo è riuscita a realizzare pienamente con l’uso del Wi-Fi. Se sto giocando a Mario Kart non devo spostarmi dal gioco a qualche pagina web per registrarmi o similia, semplicemente decido che voglio giocare con i miei amici o con sconosciuti del mio livello di capacità, eliminando anche una barriera psicologica rappresentata da quelle community in cui trovo solo fanatici, dove è difficile inserirsi per qualsiasi newbie che si trova a perdere ad ogni partita.

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M.it – Ritroveremo tutta questa ‘esperienza online’ anche su Revolution?

M - Forse è un po’ presto per parlare delle capacità online di Revolution. Abbiamo detto che godrà della tecnologia Wi-fi, abbiamo detto che avrà un sistema di gestione digitale e sicuro dei dati che ci permetterà di offrire i nostri utenti i vecchi giochi del Famicom, del Super Nintendo o del Nintendo 64, basterà scaricarli e giocare! Per quello che invece riguarda strettamente l’online gaming, dipenderà dai giochi stessi…

M.it – Torniamo al nun chuck controller, in passato altre aziende hanno apprezzato così tanto i vostri sistemi di controllo da.. copiarli. Siete preoccupati che questo possa succedere nuovamente?

M - Certo! Là fuori abbiamo un rivale che ci ha battuto almeno un paio di volte sul tappeto del mercato, proprio dopo che avevamo annunciato delle novità! Ma siamo fiduciosi nel fatto che il nostro controller sia così unico nel suo modo di funzionare che lo difenderemo in modo aggressivo. Abbiamo dei diritti legali su di esso….

M.it – Ultima domanda, che tipo di supporto utilizzerà la Revolution? DvD? O un formato proprietario?

M - Usiamo un disco ottico ad alta densità che è molto, molto simile ad un DvD pur non essendo la stessa cosa. Non usiamo un DvD standard semplicemente per proteggerci dalla pirateria ma si tratta sostanzialmente della stessa tecnologia.

M.it - Grazie mille Jim, è stato un piacere

Si ringrazia Nintendo Italia per aver reso possibile questa intervista

L'interesse verso Nintendo Revolution, già altissimo da parecchi mesi, è letteralmente esploso dopo la presentazione del controller allo scorso Tokio Game Show. Allo stesso tempo però, i fan della grande N sono costretti ad ingannare l'attesa sì con un DS in grande spolvero, ma anche con un Gamecube ormai alla frutta. Cerchiamo quindi di risolvere qualche interrogativo con un'intervista succosa a Jim Merrick, responsabile Marketing di Nintendo Europe.

Multiplayer – Con ogni probabilità, Revolution uscirà in contemporanea mondiale nel 2006. E' l'inizio di una nuova strategia di mercato nella quale non ci saranno più differenze tra i mercati europei, giapponesi e statunitensi?

Merrick – Non direi che si tratti esattamente di un inizio, abbiamo cominciato a lavorare su strategie di marketing globali già un certo numero di anni. Il fatto che io stesso sia un americano a capo del marketing europeo, è di per sé il segnale di un pensiero strategico maggiormente globalizzato.
Il Nintendo Ds è stato lanciato con uno scarto di quattordici settimane sulla piazza mondiale ed è quanto di meglio abbiamo fatto sin ora. Magari Microsoft sarà in grado di fare di meglio con la Xbox 360°, e in fondo mi auguro davvero lo faccia perché sarebbe una vera sfida ed al contempo una mossa corretta. Corretta nei confronti degli utenti europei che sono giustificatamente frustrati dal fatto di essere sempre lasciati per ultimi sebbene a monte ci siano svariati motivi pratici, ad esempio la localizzazione necessita di tradurre il gioco nei tanti idiomi presenti sul territorio così come di venire a patti con tanti distributori diversi. Ma non meno importante, dobbiamo migliorarci e lo faremo.

M.it – Revolution ha sorpreso tutti, lasciandoci con un palmo di naso anche grazie con il suo originalissimo controller. Quando potremo vedere tutto questo potenziale concretizzarsi? Quando potremo mettere le mani su qualcosa di giocabile?

M – Oh! Domanda difficile! (ride) Vorrei tanto avere una risposta da darti! Nintendo è stata molto accorta e riservata nel non mostrare nulla al Tokio Game Show di Settembre, il video di presentazione è stato accuratamente realizzato per dare l’idea di tutte le novità del gameplay pur senza mostrare alcun gioco e sebbene non fosse cosa facile, credo si sia fatto centro! Abbiamo colpito e fatto volare l’immaginazione delle persone!
Il punto è che non vogliamo mostrare nulla finché non sarà completato. Non vogliamo mostrare qualcosa che non sia interamente giocabile e quindi comprensibile. E quando sarà? Diciamo così, se dovessi andare al prossimo E3 senza aver nulla da provare sulla mia Revolution, sarei molto contrariato!