Unreal II: The AwakeningIrreale! Unreal 2 dal vivo. 

Dopo Doom 3, è capitato sotto le nostri mani quello che potrebbe essere l'unica vera alternativa, Unreal 2: abbiamo avuto il piacere di sperimentare una breve sessione di gioco che ha fatto maturare in noi alcuni sentimenti contrastanti, e che vi riportiamo in questo nostro resoconto dal vivo. Bando agli indugi, diamo spazio al titolo Epic, destinato a fare parlare di se per lungo, lungo tempo...

Irreale! Unreal 2 dal vivo. Irreale! Unreal 2 dal vivo.

Unreal 2


A questo punto veniamo accompagnati dalla nostra interlocutrice nella sala del briefing dove un ologramma ci spiega che il pianeta sottostante è stato attaccato da una creatura aliena che lo ha avvolto e trasformato in una entità biologica. Il nostro compito è, naturalmente, quello di liberare il pianeta e immediatamente veniamo accompagnati alla prima navicella disponibile: nel tragitto assistiamo ad un litigio tra un alieno ed il capitano...
Appena scesi dal pianeta assistiamo però ad una prima sorpresa, in quanto delle guardie di un'altra corporazione umana sono a guardia dell'entrata della caverna e ci accolgono a fucile spianato. Lo scontro diventa durissimo quando spuntano fuori cinque umani in un mech che rilasciano contro di noi l'intero arsenale a loro disposizione: in questo momento l'azione di gioco diventa frenetica ed assistiamo ad uno spettacolo di fuoco e luci veramente splendido. In particolar modo una granata a deframmentazione ci cade di fronte ed esplode liberando una decina di palle infuocate che ci vengono incontro. Il nostro arsenale, che è stato attivato dal programmatore con un codice Cheat, comprende per il momento la pistola di base (che risulta molto più potente della controparte del primo capitolo e la riprova sono i dieci metri di volo che riusciamo a far fare ad un nemico dopo aver caricato l'arma per qualche secondo), un fucile da cecchino dotato di un interfaccia decisamente più futuristica e colorata rispetto a quello del primo episodio, ed un fucile mitragliatore d'assalto dotato fuoco secondario (così come la maggior parte delle armi a disposizione, ci spiegano i programmatori) veramente d'effetto. Nonostante un design piuttosto curato ed una animazione molto convincente, le armi sembrano comunque troppo grandi se rapportate al resto dell'area di gioco, in quanto ostruiscono una buona visuale di gioco: siamo convinti che questo particolare verrà corretto con l'avavanzare dello sviluppo.

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Unreal 2


Dopo avere liberato il percorso, riusciamo finalmente a scendere nella caverna, abitata da creature eteree che volano nell'ambiente circostante incuranti della nostra presenza: questo ci ha fatto molto piacere, in quanto l'aspetto che ha fatto nascere in noi più di una perplessità riguarda proprio l'atmosfera generale del gioco. Se l'inizio del primo episodio (ricordato a ragione tra i momenti storici del videoludere) ci immerge in un mondo solitario, alieno, nel quale capitiamo per caso e per caso dobbiamo ritrovare la nostra identità, l'inizio di Unreal 2 ci ha riproposto la stereotipata immagine dell'eroe che deve compiere una missione, idea fin troppo abusata dai titoli della concorrenza: se dovessimo riassumere il nostro pensiero a riguardo, diremmo sicuramente che si è persa la poesia dell'universo della Epic, a scapito di un ambientazione fin troppo simile a quella che abbiamo potuto vedere recentemente in Halo.
Ritornando alla nostra esperienza di gioco, una volta trovata una delle zone da minare, facciamo brillare l'esplosivo e cerchiamo di trovare la via di fuga più veloce, in quanto la caverna intorno a noi (che è la creatura stessa) perde sangue acido e trema sotto i colpi del terremoto da noi scatenato: veniamo inseguiti da due alieni non certo ben intenzionati (il cui design purtroppo riusciamo solamente ad intravedere) e raggiungiamo l'uscita, ponendo fine così alla nostra sessione di gioco.
Come avrete senz'altro intuito, non siamo rimasti particolarmente colpiti dalla nostra esperienza di gioco: ci aspettavamo forse un gioco rivoluzionario e ci siamo trovati di fronte semplicemente quello che potrebbe essere l'unica alternativa a Doom3. Siamo altresì convinti che la Epic certo ci riserva molte sorprese nel proseguio del gioco, e che ci sono ottime speranze che il gioco rappresenti l'ennesimo capolavoro FPS in grado di conquistare un mercato sempre più saturo. Ci è stato anche assicurato che non è stata contemplata la possibilità di guidare veicoli, e questo ci ha lasciato un pò dispiaciuti, soprattutto in considerazione del responso positivo rispetto a questo aspetto da parte di chi ha potuto provare il già citato Halo, con cui Unreal 2 sembra condividere più di un elemento.
Per adesso è davvero tutto, speriamo di essere smentiti presto da una sessione di gioco più intensiva che possa confermare le buone impressioni che comunque abbiamo ricevuto da un titolo così importante.

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Unreal 2

Prima di entrare nella stanza della presentazione dell'ultimo capolavoro in programmazione negli studi della Epic, avevamo in mente una sola domanda: potra' riuscire questo titolo ad avere lo stesso impatto che il precedente aveva avuto sull'industria dei videogames? Ora, a poco meno di un'ora dal nostro incontro ravvicinato non siamo ancora in grado di darvi una risposta definitiva, ma cercheremo di farvi rivivere la nostra esperienza: quanto segue e' infatti il resoconto dei primi venti minuti del gioco (singleplayer), dai quali abbiamo ricavato emozioni contrastanti e non certo definite. A margine, la totale assenza di immagini inedite poichè non abbiamo avuto modo di recuperarle e i programmatori non ci hanno dato la possibilità di pubblicarle.
Partito il gioco, assistiamo ad una brevissima introduzione in computer grafica che ci fa vedere il nostro ritorno da una missione esplorativa nello spazio più profondo: al nostro arrivo troviamo la ragazza che vedete ritratta in uno degli shot a corredo dell'articolo che ci viene incontro e ci parla. A questo punto prendiamo il controllo del personaggio e cominciamo a dare uno sguardo all'ambiente circostante: il dettaglio grafico è impressionante, le texture risultano particolarmente pulite anche a dettaglio ravvicinato. Lo stesso modello del personaggio è stato ricostruito con cura, ed è un piacere osservare i suoi movimenti. Proviamo a muoverci all'interno della stanza e la nostra intercolutrice ci osserva girando lo sguardo e ruotando il busto quando ci abbassiamo e saltiamo: quando ci fa una domanda appare un piccolo menu di scelta (ora è molto piccolo, ci sono solo due possibilità di risposta ma a detta dei programmatori dovrebbe essere ampliato in breve tempo) dove trovare la risposta che più ci si addice.

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