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Le peggiori 20 copertine della storia dei Videogiochi

Alcuni giochi entrano nella storia grazie alle loro qualità, altri rimangono impressi nella memoria collettiva per motivi meno nobili... Scopriamo insieme quali sono le 20 copertine più oscene della storia dei videogiochi!

SPECIALE di Claudio Camboni   —   08/07/2006

loghi accattivanti disegnati da esperti di marketing ed artisti che riuscirebbero a far sembrare bello e desiderabile anche un Digiblast trovato nella cesta delle offerte. O forse non è sempre così?

Si potrebbe scrivere un intero libro sull'argomento ma una cosa è certa: quando si tratta di vendere, l'abito fa il monaco, eccome! Nel caso specifico dei videogiochi si tratta di un tasto particolarmente delicato in quanto beni emozionali, che si lasciano comprare da soli e che si fanno diretta concorrenza sugli scaffali di mezzo mondo, una copertina affianco all'altra, in una vera e propria guerra visiva. Se consideriamo poi che l'aquirente medio di videogiochi non si informa mai prima di fare un'acquisto, ecco che ne capiamo l'importanza oltre il fattore meramente estetico. Spesso e volentieri i nostri cari designer sono riusciti a creare delle confezioni così brutte da rendere il gioco indimenticabile. Creativi in preda a crisi d'identità, disegnatori depressi e tristi, studi grafici diretti da Cristiano Malgioglio? L'obiettivo è comunque mantenuto: rendere il videogame indimenticabile almeno quanto Mario64, il primo Zelda o Doom. Perchè era divertente? Nemmeno per idea, ma aveva una copertina degna del peggior capolavoro d'arte moderna. Il nostro piccolo documentario sulle più incredibili cover che i nostri occhi abbiano mai visto in un negozio di videogames si dipana attraverso 20 perle di assoluto valore: giochi a volte dimenticati ma illustrazioni che sono entrare nell'immaginario collettivo di tutti noi. La classifica parte ovviamente dall'ultima posizione fino a giungere al capolavoro estremo che occupa il primo posto assoluto. Sono stati presi in considerazione i giochi per console dall'epoca NES fino ai giorni d'oggi. Impossibile includere anche PC ed Amiga, la lista si sarebbe allungata in modo abominevole.

Sulla scia del trash videoludico riproponiamo ai lettori più giovani ed a quelli di memoria corta due pubblicità di assoluto valore artistico, due console SEGA splendidamente ritratte con dei personaggi d'eccezione. In questa prima cover ecco presentato Master System II a fianco di un giovanissimo e stralunato Mancini (starà pensando, ma che mi tocca fare?!) insieme ad uno stortissimo Walter Zenga, all'epoca della notti magiche di Italia90. Testimonial davvero porta fortuna: l'Italia perse il mondiale e SEGA smise di produrre console qualche anno più tardi. Perchè non mandarli a Berlino con una bella bandiera Francese?

Altro giro, altro mito. Il motivetto della sua pubblicità ancora è fresco nelle nostre deboli menti di videogiocatori: "Ocio però, sono Giochi Preziosi!", con le variabili "Libidine"; "Doppia Libidine" e "Libidine con i fiocchi". Palese il tentativo pubblicitario di accostare il prodotto videoludico ad uno dei più grossi playboy italiani dell'epoca, come a voler dimostrare che i "giochini" piacciono almeno quanto "quell'altro" divertimento. Il tentativo riuscì ed il MegaDrive fu considerata una delle console più "cool" dell'epoca: più adulta e spaccona di Nintendo riuscì a ritagliarsi la sua grossa fetta di mercato in tutto il mondo.

15° posto.

Tra le più brutte creazioni mai apparse in un gioco ce n'è una che non faticherete a trovare in qualsiasi negozio oggi stesso: "Crash Tag Team Racing". L'accostamento di colori e la dinamicità non sarebbero malvagie tutto sommato, salvo poi notare l'espressione da tossico appena uscito da una comunità di recupero del personaggio principale che ci regala grosse e grasse risate. Ultimo posto, ma d'onore per uno dei giochi PSP presenti in classifica.

14° posto.

Sempre dalla serie "droghe ed allucinazioni" ecco arrivare di gran lena la copertina alla quattordicesima posizione. Anche in questo caso si tratta di un gioco relativamente recente, uscito su PlayStation2 nel Novembre del 2002 e da allora mai dimenticato a causa dell'incredibile espressione del giocatore ritratto. A metà strada tra un Kamikaze nipponico che va rapidamente incontro alla morte ed una felicità estremamente marcata, è proprio questo contrasto di emozioni che riesce a far entrare NCAA March Madness 2003 nell'olimpo delle cover più brutte del mondo. Da notare che il designer fu evidentemente licenziato dopo quest'uscita in quanto le successive pubblicazioni sono assolutamente ottime per quanto riguarda il genere sportivo.

13° posto.

Le ultime posizioni di questa classifica vedono protagonisti giochi di recente fattura. E' da notare come negli ultimi anni la cura del prodotto videogioco abbia raggiunto dei livelli impensabili ed è quindi molto difficile trovare delle cover realmente orripilanti tanto da poter entrare in ranking. Tuttavia qualche grafico poco lucido ancora esiste, ed è quindi con piacere annunciare che la tredicesima posizione è occupata da un gioco per Sega Dreamcast, Pen Pen Tricelon che tanto ci ha allietato durante il periodo di lancio! Gli animaletti protagonisti del gioco pubblicato da Infogrames non sono mai stati stupendi, ma in molti ancora ci mandano Email chiedendoci cosa diavolo fosse quella roba blu sopra la testa del pinguino. Ed altrettanti, a distanza di anni, ancora ci chiedono se quello effettivamente si trattase di "Pinguino" e non qualche particolare specie di orca assassina. Un particolare merito va anche all'accostamento di colori azzardato che vede contemporaneamente su schermo un rosa, un giallino, un bel viola, il marrone ed altri colori che nemmeno la mia scheda video da 8MB riuscirebbe a visualizzare.

12° posto.

Ancora giochi relativamente recenti protagonisti, a dimostrazione che il peggio ancora deve arrivare ed arriva da tempi lontani. Ed ancora una PSP sulla cresta dell'onda che con la sua eseconda copertina si dimostra la console dal maggior rapporto titoli usciti/cover da dimenticare. Parliamo dell'atteso seguito di Untold Legends, sottotitolato "The Warrior Code". Alcuni lettori ci hanno fatto notare che il protagonista dell'illustrazione ha un fisico da mangiatore di bistecche piuttosto che da guerriero. A meno che, forse, il suo "codice" sia quello di partecipare ad ogni Sagra di paese che trovi in Toscana durante l'estate. Solo così si spiegherebbe un fisico degno di Giampiero Galeazzi.

11° posto.

Finalmente un tuffo nel glorioso passato con una vera perla degli anni '80: WonderBoy 3 per SEGAe Master System. Ecco che finalmente riusciamo a notare l'approssimazione tipica di molte produzioni di quell'epoca, e sopratutto di molte copertine di quella storica console, una sfondo a righe blu stile tovaglia da pic nic ed un disegno (quando va bene) appiccicato sopra. Nonostante il protagonista non sia proprio bello da guardare ci dobbiamo comunque soffermare sull'espressione degna di far concorrenza a quella di Crash Bandicoot in 15° posizione, assolutamente vuota ed allucinata, come persa in un mondo lisergico e artificiale. Oltretutto pare disinteressarsi completamente dei mostri e dei nemici che lo circondano, con un senso di invulnerabilità degno di chi esce dall'osteria a tarda sera. Ricapitolando: minimalismo, colori sgargianti che mal si accostano, forme ed anatomie azzardate ed espressione di WonderBoy sono i motivi di questa posizione di tutto rispetto.

10° posto.

Entriamo rapidamente nella Top Ten, le peggiori dieci copertine di sempre, e lo facciamo con un gioco dell'epoca 16bit, il famosissimo Strider uscito su Megadrive ormai più di dieci anni fa. Questo titolo fu sviluppato da SEGA in collaborazione con Tiertex Design Studios, che forse sono anche responsabili di questa oscena copertina. Oscena ai giorni nostri, attenzione, con il senno di poi è divertente guardare i prodotti del passato che godevano di un loro stile ben caratteristico ma che con il tempo è poi diventato obsoleto nonchè buffo. Come ad esempio i capelli ingelatinati e la tutina viola attillata del protagonista, che in queste condizioni si permette anche di brandire una spada da guerriero, aumentando a dismisura l'effetto comico. A cavallo degli anni '80 e '90 certe pettinature erano quasi obbligatorie: al giorno d'oggi sono oggetto di numerose interrogazioni parlamentari atte a vietarne l'uso ed il costume in luoghi pubblici.

9° posto.

Ancora PlayStation2 sulla cresta dell'onda con l'ennesima copertina da dimenticare. A dire la verità il gioco incriminato è uscito però in diversi formati, ma è così che ci piace ricordarlo. Si tratta di Super Bust A Move della Taito edito da Akklaim in tempi non sospetti. Un puzzle game avrebbe bisogno forse di maggior fantasia per attirare ignari consumatori. Protagonista di questa cover è un inquietantissimo neonato dalla bocca a cuore e diversi particolari da sottolineare. Primo tra tutti, perchè deve avere la scritta del titolo spalmata in fronte come a fargli uno sgarbo? Secondo, un bambino con gli occhiali da sole stile Terminator potrebbe comparire nei vostri peggiori incubi. Ultimo ma non per importanza: sta eseguendo una bolla con un chewingum oppure è la classica bavettina che tutti abbiamo a quell'età? La redazione di Multiplayer ha scartato quest'ultima possibilità.

8° posto.

SEGA Master System si conferma peggior console della storia, sotto il profilo "copertine". Potevamo sceglierne a decine ma ci siamo limitati alle più rappresentative, anche per non togliere spazio agli altri orgogliosi partecipanti. All'ottavo posto troviamo il dimenticato Cloud Master, titolo senzatempo nel senso che forse mai nessuno gli dedicò un minuto di gioco. E' il momento di tornare prepotentemente alla ribalta però, grazie alla sua fastidiosissima cover. Ritorna il motivo "coperta a righe" ormai simbolo di quella generazione, ma stavolta troviamo come protagonista una specie di "Goku" dei poveri che cavalcando una nuvola cerca di tirare un'infelice sfera d'energia ad una tigre (ma perchè tutto ciò?). Particolari che hanno permesso a Cloud Master di entrare in classifica: accostamento verde-rosso della sua tunica, espressione divertita mentre tenta di uccidere un'animale in via d'estinzione, palla di fuoco assolutamente insufficiente.

7° posto.

Dopo PSP troviamo adesso un portatile della concorrenza, GameBoy Advance ed il suo tristissimo Karnaaj edito da Jaleco (alcuni attenti lettori ci hanno chiesto se effettivamente Jaleco esista ancora: ebbene si, ed è testardamente a lavoro su WII e 360). Difficile trovare un pregio nella copertina di questo videogame. Tutto pare meticolosamente studiato per essere assolutamente fuori luogo, partendo dalla capigliatura del personaggio in primo piano, brutto il colore e incredibilmente fatto male anche il taglio. Spostiamoci poi sul background dove si vede chiaramente un'automobile viola fucsia sfrecciare in avanti. O forse indietro? Bello anche il logo del titolo, con le due bandierine appese alla lettera R, un vero tocco di classe ma mai quanto il viso di lui che sembra uscito da quelle foto che ti scattano senza che tu lo sappia mentre scendi dal Niagara di Gardaland. Da avere assolutamente!

6° posto.

Ci avviciniamo al podio e lo facciamo ancora con PlayStation2, vera macchina sforda copertine indimenticabili. E stavolta ecco spuntare una fanciulla, finalmente. Si tratta di Portal Runner sviluppato da 3DO (lo stesso lettore che ci chiedeva di Jaleco ci ha scritto anche per 3DO, e si, anche questa software house è contro ogni logica di mercato ancora in vita). Prescindiamo ovviamente dalla bontà intriseca del gioco, un'incrocio tra Indiana Jones, Star Trek e Raffaella Carrà negli anni 70, e ci concentriamo su questa favolosa cover. La protagonista pare scappare da qualcosa di misterioso, forse il suo parruchiere, mentre sullo sfondo possiamo notare un vortice che avvolge qualsiasi cosa intorno, e quindi non ci permette di capire cosa diamine ci sia. Forse un castello, ma di sicuro il colore e la pettinatura della ragazza rimarranno impressi nelle menti di voi lettori ancora per molto tempo, così come l'espressione da manichino dei grandi magazzini e l'anatomia busto/bacino contriara ad ogni regola.

5° posto.

Riecco ancora i 16 Bit, questa volta con Super Nintendo, e quell'aria da spacconi anni '80 che spesso si intravede nei video di Michael Jackson (Bad) o di Billy Idol, in ogni caso miti di quell'epoca ormai passata. Ma se l'epoca è passata, Rival Turf della Jaleco (ancora loro!) rimane nella storia entrando tra le prime cinque copertine più brutte di tutti i tempi. Lo sfondo parrebbe essere la sede principale di Nintendo a Kyoto, ma perchè due bulli proprio li davanti? Anche in questo caso la scelta cromatica non è delle più felici e troviamo colori caldi come rosso ed arancione accostati a blu ed azzurrino, contribuendo a creare quel famoso "effetto 80" che tanto ci è caro.

4° posto.

Al quarto posto, a ridosso del podio, un clamoroso colpo di scena. Un Ex-equo per due copertine appartenenti alla stesso gioco ma sviluppatato da due software house differenti e su due piattaforme diverse. Si tratta di Pro Wrestling che si aggiudica questa posizione grazie a due perle: su GameBoy Advance e sull'intramontabile Master System ed il suo effetto tovaglia immancabile. I commenti sono quasi superflui a questo punto, ma la testa staccata e tenuta tra le braccia del wrestler non sarà dimenticata molto facilmente questo è certo!

3° posto.

Entriamo di prepotenza tra i primi tre posti, le tre perle più belle (o brutte che dir si voglia) dell'eterogeneo firmamento delle copertine dei videogiochi per console. Stavolta è un gioco PSX nella sua versione nipponica a lasciarci a bocca aperta. Si tratta di "Asumitsu", un non ben noto simulatore di atletica leggera con vaghe tonalità omosessuali. Molte domande ci arrivano dai lettori più smaliziati da quando questo gioco uscì nel paese del Sol Levante. Una di tante, cosa staranno indicando i due? E perchè piangono? Ma sopratutto, perchè deve tenergli la mano necessariamente in quel modo? Lo stile anni '60 con la quale è stata realizzata questa cover passa quasi in secondo piano, ma è curioso notare la somiglianza di questa con alcuni album dei Dik Dik.

2° posto.

Eccoci quasi arrivati al vincitore assoluto, ma non prima di presentare il secondo classificato (con onore). Si tratta di un'altra versione di Bust a Move, questa volta il seguito uscito su SEGA Saturn e qui presente con la versione americana. Il suddetto gioco è anche apparso su Nintendo64, PlayStation e GameBoy. La copertina recita un'allarmante "Dovrebbe essere illegale!" che unito all'immagine di un mostro chiuso dentro una sfera con due aghi giganteschi infilati negli occhi non è un messaggio troppo positivo per tutte quelle mamme che si trovano a dover scegliere un gioco per il compleanno del figlio. Cover assolutamente allucinata e senza senso, che per questo merita un buon piazzamento nella classifica generale. Ma ora andiamo a scoprire il vero vincitore!

Il Vincitore Assoluto.

Ebbene un applauso per la copertina più brutta ed inspiegabile della storia. Correva l'anno 1992 quando su SuperNintendo i giapponesi di Kemco fecero uscire quello sparatutto che risponde al nome di Phalanx, che tra l'altro non era nemmeno così malvagio. Creare una cover di uno shoot'em up non è la cosa più difficile del mondo, prendi un'astronave, fai qualche esplosione, una navetta nemica, insomma si procede per clichè. Evidentemente questo concetto non ha sfiorato le malsane menti creative degli artisti Kemco, che hanno reclutato un ultra pensionato, gli hanno messo una specie di mandolino in mano, l'hanno fatto mettere su una sedia e gli hanno detto: "Ora stai fermo per la foto, che ti facciamo sfrecciare un'astronave dietro". E così hanno fatto veramente! Ormai oggetto di culto e di collezione in tutto il mondo, Phalanx vince a mani basse la competizione tra le peggiori copertine del mondo. Ancora complimenti ed alla prossima!

Fuori concorso.

Non ha potuto partecipare al concorso in quanto non rappresenta nessun videogioco ma questa pubblicità Nintendo andava comunque citata, se non altro per le espressioni che molto hanno in comune con alcune delle cover fin'ora presentate. Si tratta in ogni caso di una delle peggiori pubblicità Nintendo e per questo vince un premio tutto speciale. Tutti a bocca aperta e con aria disinibita per questa favolosa brochure: all'epoca come oggi giocare Nintendo era sinonimo di divertimento, e si vede!

20° posto.

Ingraniamo la marcia e partiamo subito forte (nel senso che ci vuole uno stomaco preparato) alla scoperta delle più aberranti creazioni legate alle copertine di videogiochi, e lo facciamo con la console "commerciale" per eccellenza, PlayStation, che ha partorito nel corso della sua lunga esistenza una miriade di incredibili creazioni ai limiti dei controlli qualità Sony (li fanno?). E' proprio il caso di parlare di questo Bio Freaks edito da Midway. Il titolo del gioco appare molto azzeccato vista la bruttezza del personaggio ritratto. I complimenti vanno anche al disegnatore del logo: se esistesse una classifica apposita avrebbe già scalato diverse posizioni!

19° posto.

Ed eccoci di fronte ad una creazione dallo stile inconfondibimente anni '80. Ovvero colori inseriti a caso, laser e luci a creare un'orrido effetto futuristico ed una posa plastica assurda del personaggio. Non che le copertine di MegaMan siano storicamente bellissime, ma questa le batte tutte. Il protagonista qui sembra impaurito, ma da cosa? Certo trovarsi in un posto che sembra disegnato da un bambino con i pennarelli non è proprio una situazione piacevole, ma almeno poteva tenere le gambe in una posizione normale. E proprio per questo entra in classifica.

18° posto.

Eccoci ad un gioco che sicuramente non è passato alla storia per la sua bellezza ed il divertimento che offre, quanto piuttosto per essere considerato uno dei titoli con la copertina più brutta di sempre. L'abbiamo quindi inserito nella nostra classifica senza pensarci nemmeno un secondo, e l'immagine parla da sola riguardo al sentimento che ci ha causato: irritazione!

17° posto.

Ed ecco un'altra assurda copertina entrare in classifica, ancora una volta grazie alla console sforna trash per eccellenza, PlayStation. Non ce ne vogliano gli appassionati, ma effettivamente su questa storica console è stato pubblicato l'impubblicabile, grazie alla sua grandissima popolarità e diffusione è stata per anni rifugio per giochi assolutamente di tutti i generi, dai capolavori alle opere semi artigianali, proprio come questo Punky Skunk. Una copertina disegnata probabilmente con il Paint di Windows che inanella una serie di record personali: peggiore scelta cromatica, peggior titolo e puzzola più antipatica del mondo. In redazione è già diventato il gioco più ricercato nelle aste online.

16° posto.

Finalmente un gioco per Nintendo64 in classifica, ci troviamo di fronte a Iggy's Reckin'Balls, ovvero l'unico pesce al mondo con problemi al fegato provocati da alcolismo. Basti notare il colorito giallo opaco degli occhi, tipico dei bevitori cronici con l'organismo oramai debilitato. Il nostro Iggy sembra però ancora esser felice nel suo mondo alcolico, attorniato da creazioni della sua mente ormai allo stremo: figure architettoniche degne di Monkey Ball, strani esseri sullo sfondo ed un'atmosfera che nemmeno le menti di tre Walt Disney linkati tra loro potrebbero mai immaginare.

Quando entriamo in un negozio per comprare qualcosa, spesso e volentieri senza avere un'idea precisa di cosa acquistare, è cosa nota che un pò tutti andiamo a naso, a pelle, guardando con gli occhi le cose che più ci attraggono visivamente, scatole sgargianti, colori brillanti, loghi accattivanti disegnati da esperti di marketing ed artisti che riuscirebbero a far sembrare bello e desiderabile anche un Digiblast trovato nella cesta delle offerte. O forse non è sempre così? Qualsiasi mercato è costellato da una serie di insuccessi clamorosi provocati da un errato "packaging", insomma da una cosmesi del prodotto sbagliata, basti pensare alla mozzarella nera che nessuno mai si azzardò ad acquistare perchè non regalava una bellissima sensazione, oppure al dentifricio gusto nocciola che fu ritirato dal commercio dopo qualche ora a causa del disgusto provocato dal suo colore. Altri geniali creativi hanno invece giocato bene sulla leva della confezione creando alcuni tra i più grossi successi planetari.