LEGO Indiana Jones: Le Avventure Originali - Provato  5

Dopo il successo dei titoli dedicati a Star Wars, i mattoncini LEGO ricostruiscono un'altra saga storica...

Versioni a confronto

Per quanto LEGO Indiana Jones non sia un titolo che faccia leva su qualità grafiche particolarmente impressionanti, le versioni PC, PlayStation 2, PlayStation 3, Xbox 360 e Wii differiscono per caratteristiche piuttosto evidenti: nella fattispecie, la console Nintendo e la old-gen Sony offrono una cosmesi che si allinea in tutto e per tutto a quella dei precedenti LEGO Star Wars (con alcuni leggeri miglioramenti), mentre le altre piattaforme consentono al prodotto di esprimersi con maggiore forza sul fronte della definizione e degli effetti grafici. Più marcato il dislivello sul fronte del multiplayer, consentito solo in forma locale su PlayStation 2 e Wii e che nelle altre versioni contempla anche l’online.

Indy è un personaggio costruito

LEGO Indiana Jones parte dagli stessi presupposti che hanno fatto la fortuna di LEGO Star Wars, offrendo dunque un gameplay semplice ma stimolante che si abbina ad un gustoso tono parodistico per quanto riguarda la narrazione della trama. Il gioco copre dunque i primi tre capitoli della saga cinematografica (I Predatori dell’Arca Perduta, Il Tempio Maledetto e L’ultima Crociata), con una mezza dozzina di livelli per ciascuno ispirati alle fasi più “calde” delle varie pellicole. Ogni stage è introdotto ed inframmezzato da cutscene che scimmiottano in maniera molto divertente le sequenze interpretate da Harrison Ford e compagnia bella: al di là della sensazione di piacevole straniamento provocata dal vedere un blocchettoso dr. Jones in azione, sono anche le espressioni dei personaggi,

LEGO Indiana Jones parte dagli stessi presupposti che hanno fatto la fortuna di LEGO Star Wars

il loro buffo modo di parlare tramite versi incomprensibili e in generale la sottile ironia di fondo che permea il tutto a rendere LEGO Indiana Jones una piccola chicca per gli amanti della parodia. Ed il comparto tecnico del titolo Traveller’s Tales agisce in perfetta sincronia con quanto descritto finora, a cominciare da una cosmesi davvero lodevole principalmente dal punto di vista stilistico, a fronte di come i vari scenari dei film siano stati ricostruiti in pieno stile LEGO: memorabile, sotto questo aspetto, una sequenza giocabile che ripropone quella famosa scena nella quale Indy sfugge da un enorme masso rotolante, qui rappresentato da un gigantesco e blocchettoso ammasso di mattoncini. Insomma, per quanto tecnicamente lungi dall’essere propriamente next-gen, la grafica di LEGO Indiana Jones è comunque molto curata e piacevole, accompagnata inoltre da una colonna sonora che, com’è ovvio, attinge a piene mani dalle musiche originali delle varie pellicole.

Dr. Jones & pals

Al di là dell’attrattiva che può costituire per i fan della trilogia, il prodotto LucasArts si dimostra soprattutto solido dal punto di vista del gameplay, continuando con successo la strada inaugurata da LEGO Star Wars. Ci troviamo dunque nuovamente di fronte ad un action game che mescola sapientemente elementi platform e puzzle, contraddistinto da una forte componente co-operative: i personaggi su schermo sono infatti sempre due, indipendentemente che si giochi in coppia o da soli (in questo caso il comprimario viene gestito dalla CPU ma è possibile assumerne il controllo in qualunque momento), un elemento sul quale ruota gran parte dell’esperienza ludica globale. Al di là di azioni piuttosto convenzionali quali saltare qua e là, sconfiggere nemici e raccogliere bonus, LEGO Indiana Jones si presta spesso e volentieri a piccoli rompicapo che richiedono l’uso di abilità peculiari dell’uno o dell’altro personaggio: mentre Indy può usare la sua frusta per raccogliere oggetti lontani, appendersi a determinate sporgenze e via discorrendo, i vari partner (ce ne sono oltre 60 da sbloccare) possono essere capaci di sfruttare innate capacità fisiche o determinati items per interagire con successo con elementi dello scenario altrimenti inutilizzabili. Oltre a ciò, l’opera Traveller’s Tales presenta una maggiore ricchezza rispetto ai precedenti LEGO Star Wars, vuoi che si parli dell’esistenza di una vasta serie di armi di vario tipo (si va da sedie, bottiglie e bastoni fino a pistole, fucili e bazooka) o, più generalmente, di una più marcata ricerca della varietà all’interno dei singoli stage. Permangono invece sostanzialmente inalterati gli elevatissimi valori di contenuti extra da sbloccare spendendo i vari pezzi di LEGO raccolti sul proprio percorso: ciò è possibile all’interno dell’Università -liberamente esplorabile- nella quale ogni stanza corrisponde ad un piccolo negozio dove acquistare nuovi comprimari, cards, trucchi e via discorrendo. Fa il suo gradito ritorno anche l’editor di personaggi, che consente di sbizzarrirsi creando il proprio “omino” di LEGO utilizzando le parti provenienti da ogni singola figura riscontrabile nel gioco. Anche sotto il profilo del replay value, infine, LEGO Indiana Jones sembra aver ereditato il meglio dai titoli di Star Wars, con stage che vanno giocati più volte e con diversi protagonisti per essere sviscerati di ogni tesoro possibile.