Londra: una visita a LucasArts  0

Siamo volati a Londra per seguire la presentazione dal vivo di tre nuovi titoli della lineup Lucas per il 2004. Lineup che sembra voler rinnovare decisamente l’approcio di Lucas al mercato. Scopriamo insieme come.

Presentazione e prime novità

Arriviamo comunque a presentazione già iniziata da qualche minuto, il che però non ci impedisce di apprezzare parzialmente una versione pre-alpha di Star Wars Battlefront e la visione completa delle presentazioni di Republic Commando e Mercenaries.
Il primo gioco visto per intero, Republic Commando, si presenta come uno shooter in prima persona, fortemente improntato all’azione ma con qualche elemento tattico, derivante dalla presenza, oltre che del personaggio che andremo a pilotare, di tre compagni di squadra, che potranno essere usati sia come semplice copertura sia come effettive teste d’ariete. Molto interessante l’interfaccia di gioco, realizzata emulando il display del casco, e molto interessanti alcune delle scelte in termini di gameplay e di ambientazione. Una su tutte l’ìinterfaccia di comando per i nostri compagni, che porta all’estremo il concetto di “interfaccia visiva”. In presenza di luoghi in cui è possibile dare ordini, il display ci mostrerà una sorta di ologramma dei nostri uomini delle diverse posizioni, e sarà sufficiente confermare una delle opzioni per vederli muovere.
Per tutti i fan di Star Wars: il gioco è ambientato fra gli episodi II e III e fornisce una sorta di integrazione per quello che riguarda le storie parallele. Ovviamente nel gioco saranno presenti alcuni spoiler, ma in senso positivo: sarà possibile vedere alcune delle ambientazioni, dei personaggi, e dei mezzi di Episodio III, ma senza nessun riferimento alla storyline. Citiamo solo un esempio su tutti: in una delle ambientazioni, Kashyyyk, sarà possibile vedere i guerrieri Wookie, bestioni di tre metri accanto ai quali il buon vecchio Chewbacca (che vi ricordiamo essere un ingegnere) farebbe la figura di un peluche.

Repetita juvant

Dopo Republic Commando viene annunciato Mercenaries, anche questo in stato di pre-alpha, sviluppato da Pandemic, il team che sta lavorando contemporaneamente anche a Battlefront. Il gioco sembra interessante, ma ne riparleremo un poco più avanti.
Termina la presentazione, e dopo un breve rinfresco in perfetto stile, i ragazzi del Team Lucas, grazie all’intercessione di Francesca, che ringraziamo, ci danno un raro esempio di disponibilità e gentilezza offrendoci la possibilità di una nuova visione privata della presentazione. Che naturalmente accettiamo più che volentieri. La presentazione è avvenuta in un cinema, ed essere in una sala da cinema in pochi è già una sensazione curiosa di per sè. Essere in pochissimi e per di più sapere che lo schermo sta lavorando esclusivamente per noi è da provare. Comunque la presentazione di risolve in una sorta di preintervista in cui il team Lucas, oltre a presentarci nuovamente i tre giochi, risponde instancabilmente alle nostre domande.
Scopriamo così nuovi dettagli, in particolare su Battlefront. Che ha alcune frecce interessanti al suo arco. Prima di tutto, e questa è una notizia che riguarda principalmente i possessori di PS2, sarà la prima volta che su questa console verranno riportati contenuti della prima trilogia. In secondo luogo il multiplayer sarà garantito per tutte le versioni, sia online, per un massimo di 16 giocatori sulle console e 32 su PC, che via rete locale, dove il numero massimo di giocatori sarà raddoppiato. Inoltre è un’opera interessante, poiche comprende praticamente tutto l’universo noto di Star Wars, 15 ambienti su 10 diversi pianeti, con la possibilità di giocare in due ambientazioni distinte: quella “tradizionale” degli episodi IV, V, VI, oppure quella della trilogia moderna. Battlefront è principalmente un gioco di conquista, che vede le diverse fazioni in lotta fra di loro per la conquista dell’intera galassia. Se la premessa non è particolarmente originale, c’è da dire che il gioco sembra essere di buona realizzazione sia dal punto di vista tecnologico che da quello del gameplay, dove i sei diversi personaggi per ciascuna fazione la fanno da padrone, offrendo un’ottima varietà di gioco. Dal punto di vista tecnico la versione vista e a nostra disposizione per le prove, una pre-alpha su PS2, sembrava essere già convincente, senza grossi problemi di sorta. Le premesse sono buone, ma vi rimandiamo ad una preview approfondita nei prossimi giorni.

Terminata la presentazione e provato il Battlefront, ci rechiamo come da clichè a terminare la serata: breve riposo in albergo e cena in un centralissimo pub, poi qualche chiacchera con i colleghi e finalmente il meritato riposo: domani è giorno di interviste.

Martedì 16 Marzo

Ci accingiamo alle interviste, organizzate peraltro nello stesso albergo in cui abbiamo dormito: il massimo della comodità. Vinco la tentazione di scendere a fare le interviste in pantofole (in fondo siamo professionisti, no?) e ci si accinge alla serie di interviste one-to-one, che ovviamente vengono riprese dall’occhio attento della telecamera e che presto vi verranno riproposte. Fra le persone intervistate spicca l’istrionico Peter Hirshamann, patron di Mercenaries, che come prima cosa ha l’abitudine di... intervistare i suoi ospiti, "per portare un po’ di feedback ai ragazzi degli studios". Mercenaries è un gioco interessante, basato su di un principo molto semplice: il giocatore potrà scegliere uno dei tre protagonisti e lanciarsi nel pericoloso mondo di questi ronin moderni, alla ricerca di cinquantadue ricercati in Corea del Nord. Il meccanismo di gioco è quello facilmente intuibile: si parte con un piccolo budget iniziale, che cresce in funzione del lavoro svolto e dei danni fatti dietro le linee nemiche. Interessante il fatto di poter “ordinare” mezzi e armamenti attraverso un palmare e riceverli direttamente aviotrasportati. Il sistema di gioco è molto aperto, e le mappe di dimensioni notevolissime: il gioco si svolge normalmente in terza persona, ma è possibile anche, per esempio, appropriarsi di un elicottero e ingaggiare un dogfight con altri mezzi aerei. Anche questo gioco è in fase di sviluppo, e dovrebbe vedere la luce entro al’autunno nelle versioni console, mentre per PC... “there’s no PC version scheduled” (il significato di questa frase vi sarà più chiaro dopo la visione della videointervista.

Martedì 16 Marzo

Ultimate le interviste e avuto il meritato riposo, come direbbe qualcuno, la musica è finita, gli amici se ne vanno. Le ultime parole con qualche collega internazionale, i saluti di rito ed un taxi ci riporta verso l’areoporto. Alle 19.30 circa siamo nuovamente in Italia, pronti per un nuovo reportage.

Le anteprime Lucas della giornata:

La partenza

Milano Malpensa, 15 marzo 2004, ore 9.15, aereo in partenza alle 10.15, un’ottima tabella di marcia. Ma non è mai saggio mettersi in viaggio dopo avvenimenti tristi e deplorevoli quanto quelli di Madrid, e complice un acuirsi dei controlli, ci si ritrova invischiati in una lunga fila all’imbarco. Arrivo al gate trafelato, salvo scoprire che per cause tecniche, il volo è posticipato. Si parte alle 11.35. Scopriamo poi che la causa del ritardo è la nebbia su Roma (il che capita più o meno una volta l’anno, e questo è tutto un dire). L’attesa scorre con riflessioni interiori sul calcolo delle probabilità e la legge di Murphy, ma tutto sommato si è visto di peggio. Una volta imbarcati il volo scorre tranquillo, e arrivati a Londra recuperiamo parte del ritardo grazie all’auto definito “Most Professional Driver” che in effetti ci trasporta sulla rotta Heathrow – Londra centro in trenta minuti circa, un record.