Lost Planet: Extreme Condition - Hands On  0

Un'altra conversione da Capcom? Su, scrociate le dita e piantatela con gli scongiuri. No, non serve neanche appellarsi a San Gennaro, perché questa volta pare che tutto stia andando per il verso giusto.

è un videogioco, bellezza, e tu non puoi farci niente

Guarda mamma, un menù di configurazione!!!

Pare che la sollevazione popolare avutasi in seguito alla pubblicazione di Resident Evil 4, peggiore su picchio rispetto alle versioni GameCube e PS2, nonostante i due anni di gap, sia servita non solo a far rilasciare una patch per il suddetto gioco, ma anche per dare coscienza a Capcom che non basta prendere un capolavoro per console e buttarlo dentro un PC per avere un buon prodotto.

Grossi e cattivi

Lost Planet: Extreme Condition è un gioco d’azione in terza persona (ma è possibile anche passare alla prima) in cui vestiremo i panni di Wayne, un cowboy dagli occhi di ghiaccio che fuma sempre un sigaro cubano e sputa a più di 20m; pare anche che nel corso del gioco ci saranno scontri con la spada a base di insulti e che tra i nemici ci sarà una scimmie a tre teste… ahem, forse abbiamo fatto un po’ di confusione. Allora. Sì. Wayne è giusto, il resto no. In realtà trattasi di soldato spaziale che deve vedersela con una razza aliena piuttosto nervosetta, gli Akrid, e con una multinazionale che vuole sciogliere le nevi eterne del pianeta E.D.N. III per costruirci villaggi vacanze e centri commerciali. Come fare per fermare questo sfacelo? Ovvio, un bel massacro generalizzato e si risolve tutto. Pare brutto, ma è un videogioco, bellezza, e tu non puoi farci niente.
Per sopravvivere su un pianeta così ostile (come lo chiamereste un posto dove nevica continuamente e dove vivono degli insettoni repellenti che vorrebbero pasteggiare con le vostre sopracciglia?) c’è bisogno di mezzi eccezionali, come ad esempio la tuta per tutte le stagioni messa a disposizione del nostro eroe, capace non solo di assorbire i colpi dei nemici, ma anche di accumulare energia per ripristinare la salute di Wayne in modo repentino, funzione utilissima nel caso, ad esempio, in cui gli arrivasse un missile tra capo e collo, eventualità non troppo rara a pensarci bene. Ovviamente non mancheranno delle armi più o meno potenti, trasportabili a coppie, sullo stile di Halo, insomma, che vanno dalla classica mitraglietta buona per tutte le stagioni, passando per il classico fucile a pompa ottimo per gli alieni con problemi gastrointestinali, e arrivando al lancia missili che rende la vita piacevole e permette di far saltare in aria bestioni giganteschi come fossero fatti di carta velina. Ma non solo. Wayne ha anche a disposizione un comodissimo rampino retrattile che gli consente di arrivare in posti altrimenti irraggiungibili e che richiama alla mente un classico di Capcom, Bionic Commando, come già fatto notare dall’immarcescibile Antonio Jodice nella recensione della versione console, che potete leggere a questo indirizzo.

Grossi e cattivi

I nemici sono molti e molto vari e vanno dai soldati della multinazionale arrivando al nutrito esercito di creature insettoidi, che possono raggiungere dimensioni veramente impressionanti fino a riempire il vostro schermo e il televisore del vostro vicino di casa. Per combattere questi essere titanici avremo spesso a disposizione dei veicoli robotici molto più resistenti della nostra tutina da aerobica e armati decisamente meglio, che renderanno gli scontri ancora più spettacolari e, soprattutto, ci toglieranno dalla categoria “carne da macello”.

È tutto così bello?

Graficamente parlando Lost Planet appare splendido e, nonostante la versione del gioco nelle nostre mani non sia quella definitiva, possiamo affermare che il lavoro svolto da Capcom è stato eccellente. Quindi niente patch a posteriori per aggiungere le ombre e per rendere meno piatta la grafica, ma tutti gli effetti speciali al massimo sin da subito (sempre nei limiti del vostro hardware, s’intende) e via di esplosioni gigantesche e di luci stroboscopiche… forse anche troppo. L’ultima frase è dovuta al motion blur, che francamente abbiamo trovato esagerato e ci ha fatto venire un po’ di nausea dopo qualche minuto di azione confusa. Fortunatamente è disattivabile e, quindi, abbiamo potuto continuare a testare la beta senza diventare giallo paglierino in volto. Per il resto le texture sembrano ottime così come i livelli sembrano godere di un design ispirato e pensato per regalare più varietà possibile.
Per ora non abbiamo fatto volutamente alcun accenno alla questione DirectX, di cui vi parlerà diffusamente Stefano nel paragrafo successivo. Per ora vi basti sapere che il gioco girerà sia sotto DirectX 9 che sotto DirectX 10. Attualmente, inoltre, non sappiamo se alcuni problemi della versione 360 siano stati risolti, come ad esempio la scarsa longevità e la caoticità del multiplayer. Capcom non ha fatto sapere nulla in tal senso lasciando quindi supporre che non ci saranno differenze sostanziali, che altrimenti sarebbero state scritte a caratteri cubitali su tutti i comunicati stampa. Ma per un giudizio definitivo vi rimandiamo alla recensione vera e propria, dove i nodi verranno al pettine e le mezze stagioni smetteranno definitivamente di esistere.

Vai 8800, Corri!

Se disponete di una scheda video compatibile con le DirectX 10, vale a dire una NVIDIA serie 8X00 o una AMD serie 2x00 e disponete dell'ultimo sistema operativo di casa Microsoft (Windows Vista, per chi si fosse dedicato al cucito in questi mesi), potrete spremere a fondo tutti gli shader unificati scaricando il demo DirectX10 di Lost Planet, che trovate a questo indirizzo.
Bisogna premettere che Capcom, saggiamente, ha deciso di non riscrivere l'intero engine per renderlo compatibile con le ultime librerie, ma si è limitato ad applicare gli shader model 4.0 soltanto ad alcuni elementi di spicco, quali il modello del protagonista, quello di alcuni alieni più grossi e ad alcune textures presenti nelle due mappe disponibili.

Vai 8800, Corri!

Decisi a tutto pur di sfornare il primo titolo DX10 Compatible, i programmatori si sono impegnati anche a migliorare il sistema particellare, mostrandovi quindi delle esplosioni decisamente più gratificanti, ed un nuovo sistema d'illuminazione dinamica.
Purtroppo le immagini in galleria non rendono il risultato finale, vuoi perché riducono ad una mera immagine statica, vuoi perché l'effetto blur tende a sfocare qualsiasi screen al minimo movimento del mouse: tuttavia provate ad immaginarvi tutta questa roba in movimento, con esplosioni ovunque e la smodata necessità di recuperare calore: aspettiamo ansiosamente il 29!

Guarda mamma, un menù di configurazione!!!

Finalmente Capcom pare averlo capita e, dopo una serie di conversioni da console a PC che definire indegne è un eufemismo (Resident Evil 4, Devil May Cry 3, Onimusha 3… avete presente?), sta per far uscire un titolo che tiene finalmente in considerazione il fatto che un computer non è una console con i tasti. Cosa significa questo? Semplice: abbiamo provato una versione beta di Lost Planet: Extreme Condition e siamo rimasti piacevolmente colpiti dal livello della conversione. La prima sorpresa è la presenza di vari menù di configurazione che permettono di adattare il gioco al proprio hardware: è quindi possibile scalare il motore grafico per farlo girare anche su macchine vecchiotte e sono selezionabili moltissime risoluzioni, tra cui molte native per monitor 16:9. Anche a livello di sistema di controllo siamo messi molto bene, visto che Lost Planet è giocabile tranquillamente sia con un joypad, sia con il mouse e la tastiera. Sappiamo che sembrano banalità, ma credo che in molti saranno rasserenati dall’avere informazioni su questi aspetti, che normalmente sono considerati scontati per un gioco PC, ma non nel caso delle conversioni di Capcom.