Lost Planet - Hands On  0

Abbiamo provato i primi cinque livelli con una versione avanzata del gioco. Nel ghiaccio di E.D.N. III tra Mech e mostri giganti!

motore di gioco che muove senza battere ciglio immense distese di neve, senza clipping, popolandole di creature enormi

Progressi glaciali

Abbiamo avuto la possibilità, tra l’altro, di pilotare altri mezzi oltre al robot della demo, uno in particolare sembra molto interessante sotto il profilo del gameplay, ovvero quello che si trasforma anche in slitta da neve. Peccato che avesse vita davvero breve, perché veniva continuamente travolto e distrutto dai bruchi richiamati dalle vibrazioni del motore. L’azione è sempre frenetica, ed aiutata dall’intelligenza artificiale dei pirati della neve e degli Akrid che rispondono a logiche diverse e concorrenti, dandosi anche battaglia tra sé quando si incontrano negli schemi di gioco; tanto che è possibile decidere come comportarsi e chi attaccare prima, in caso di sfortunati incontri multipli. I comandi si confermano precisi nella maggior parte dei casi, con qualche incertezza nell’utilizzo del rampino. Quest’item, che va usato per sfruttare propaggini e sporgenze del fondale per arrampicarsi e raggiungere nuove parti delle mappe o per mettersi al riparo durante gli scontri, ci è parso a volte poco preciso. O meglio, va registrata la gestione delle collisioni del personaggio in alcune fasi, soprattutto quelle in pure stile platform, dato che a volte ci si trova a precipitare dai palazzi, complice anche la telecamera che in queste occasioni ha qualche incertezza. Tra l’altro, una delle cose che lascia un po’ perplessi in un contesto esaltante, è il fatto che la libertà di movimento del protagonista è limitata agli edifici subito ai lati delle mappe e ai balconi su questi situati. Emblematico, in questo senso, un bellissimo scenario di una piazza dominata da un arco di trionfo completamente ghiacciato. La sensazione di potersi muovere liberamente e di lanciarsi oltre le prime costruzioni si infrange, infatti, subito dopo essere saliti sul balcone più vicino: giusto il tempo di andare a sbattere sul primo muro invisibile, che serve a far capire che questo è un action shooter e non un free roaming e che le mappe sono tutte focalizzate sull’inferno che si scatena entro limiti ben definiti.

E.D.N. III è un pianeta perennemente coperto di ghiaccio. Durante il programma di colonizzazione, le operazioni incontrano l’ostile resistenza di una razza aliena che sembra dominarne l’ecosistema, quella degli Akrid. Queste creature si nutrono di una sostanza che costituisce una potente fonte energetica, che nasce nel sottosuolo e che viene rilasciata dal loro corpo una volta uccise. Grazie agli studi compiuti su di essa, viene preparata una tecnologia che permette di costruire tute termiche e macchinari in grado di operare sotto zero, così da aiutare i colonizzatori a mettere le mani sulle miniere dove nasce l’energia vera e propria. Questa è l’ambientazione di Lost Planet, gioco di Capcom nel quale si devono vestire i panni di un giovane soldato che perde il padre in uno scontro con gli Akrid e che sposa la causa di alcuni reietti, intenti a combattere gli alieni e i pirati della neve che popolano i ghiacciai, con lo scopo di liberare per sempre E.D.N. III e scoprirne tutti i segreti. Abbiamo provato in esclusiva una beta con i primi cinque livelli del single player e ne siamo venuti fuori con tante buone sensazioni.

Il sole del nuovo anno

Lost Planet dovrebbe uscire in Europa ad inizio 2007, giusto in tempo perché si esaurisca la carica d’adrenalina appena scatenata da Gears of War. Inutile dire che questo sia uno dei titoli più attesi del prossimo anno e che, giocando a questa demo, il motivo ci è apparso ancora più evidente. Il gameplay immediato e frenetico di LP si sposa perfettamente con ambientazioni ricche di fascino e di citazioni. Lavorando a quei piccoli difetti riscontrati e dando fondo alla sua ben nota creatività per i restanti livelli, Capcom ha tra le mani la possibilità di sfornare uno dei giochi più interessanti del prossimo anno, e che promette faville anche in multiplayer. Ci aspettiamo grandi cose da Lost Planet, soprattutto che quel rampino diventi più di un semplice diversivo e che venga messo alla prova in vere e proprie sessioni di platform jumping con mappe che si evolvono sempre più in verticale. Anche la storia, tra l’altro, sembra interessante, affidata com’è a cut scene, tutte realizzate con il motore di gioco, con una cura maniacale per la resa dei volti dei personaggi. Insomma, occhi aperti perché ne vale la pena!

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Progressi glaciali

Di Lost Planet ha fatto molto parlare di sé la demo pubblicata su Market Place ai tempi dell’ultimo E3. Sono davvero tanti i possessori di Xbox 360 che ancora la conservano su Hard disk e che ogni tanto la fanno girare in attesa del gioco definitivo, e davvero a ragione. Questi primi cinque livelli non hanno fatto che confermare quanto di buono ci aveva lasciato quella prima esperienza, dandoci la possibilità di saggiare alcune caratteristiche che prima ci si erano presentate solo di sfuggita. Prima tra tutte, sicuramente, la bontà del motore di gioco che muove senza battere ciglio immense distese di neve, senza clipping, popolandole di creature enormi. Una delle scene più epiche è quella che vede il nostro eroe su un ghiacciaio dal quale spuntano dei bruchi, simili a quelli visti in Dune, che distruggono rovine di palazzi e carcasse dei mech abbandonate nella neve. La demo, infatti, ci ha colpito favorevolmente, dato che molti degli elementi, sui quali ci si può arrampicare, nei livelli possono essere distrutti dal protagonista o dai mostri, andando a modificare la conformazione delle mappe.