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Magic Leap, il provato della realtà aumentata più avanzata al mondo

Alla GDC 2019 abbiamo potuto sperimentare Magic Leap: hardware per la realtà aumentata tecnologicamente avanzatissimo, dal potenziale rivoluzionario ma ancora imperfetto.

PROVATO di Umberto Moioli   —   22/03/2019

Magic Leap e in generale la realtà aumentata (in teoria) potrebbero arrivare dove la realtà virtuale, Oculus e soci non arriveranno mai. In un futuro non così lontano potrebbero davvero diventare qualcosa in grado di integrarsi nella nostra vita di tutti i giorni, cambiandola. Vedere e interagire con oggetti virtuali all'interno della nostra realtà quotidiana è molto diverso da estraniarsi dal mondo esterno e venire catapultati in un ambiente interamente virtuale. Per quanto questo possa essere interessante o bello in sé. Certo i costi sono ancora proibitivi (Magic Leap costa l'equivalente di oltre 2.000 €) e non mancano i limiti tecnici, ma se per un momento non ci si pensa, guardando un po' più avanti, il potenziale è enorme. Durante la GDC 2019 abbiamo potuto testare due demo differenti; le applicazioni sono in realtà infinite ma per il momento e per la natura di queste pagine, ci limiteremo a descrivere l'applicazione di questo strumento nel campo dell'intrattenimento. Non abbiamo ancora deciso se si tratta di una vera rivoluzione oppure di un costoso giocattolo, però siamo felici di averlo testato. E se volete un'anticipazione di quello che pensiamo la risposta è no, oggi come oggi non compreremmo un visore simile.

Magic Leap

Nella loro essenza i Magic Leap sono degli occhiali un po' buffi dotati di particolari lenti e una serie di telecamere e sensori. Sulle lenti vengono proiettate delle immagini che, essendo poste a differente profondità a seconda degli oggetti attorno a noi, mescolano gli elementi virtuali con quelli reali. Non è proprio come mettersi un normale paio di occhiali, un po' perché sono comunque piuttosto ingombranti, un po' perché per reggersi utilizzano un archetto che va a poggiare sul retro della testa. In ogni caso per comfort, peso e vestibilità il risultato è infinitamente migliore rispetto a Oculus Rift s, HTC Vive e PlayStation VR. Volendo, già oggi ci si può andare in giro sfruttando le applicazioni lanciate dall'immissione sul mercato della scorsa estate ad oggi. La tecnologia contenuta in Magic Leap e nel piccolo computer "tascabile" a cui sono collegati non si limita alle lenti, comunque, dato che il dispositivo contiene sensori per seguire il nostro sguardo e capire in quale direzione guardiamo, altri per tenere sempre conto della posizione della testa, un microfono per potervi interagire vocalmente e supponiamo altre 1'000 cose più o meno appariscenti che fanno la differenza tra un giocattolo e un dispositivo che ha ambizioni anche professionali. Il piccolo PC collegato agli occhiali è composto da un'unità di calcolo e da una di memoria, non pesa moltissimo e può essere appeso al collo oppure messo in tasca. La miniaturizzazione del computer inserito negli occhiali per la realtà aumentata sarà di certo un importante passo verso la commercializzazione su larga scala, visto che andare in giro con un computer appeso al collo non è quanto di più pratico si possa immaginare. Ad ogni modo in apertura dicevamo delle due demo presenti alla GDC, ecco com'è andata la nostra prova.

Dr. Grordbort's Battle

La prima demo che abbiamo testato era Dr. Grordbort's Battle, realizzata in collaborazione con Weta Workshop. Indossati i Magic Leap all'interno di una stanza in stile steampunk riprodotta nello stand dell'azienda, ci è stato chiesto di combattere a colpi di pistola con altre due giocatori dotati dello stesso dispositivo. Il gioco non è davvero nulla di particolare, ma resta un banco di prova perché mescola la grafica 3D proiettata sulle lenti, con la necessità di calcolare le interazioni tra i giocatori in una sorta di costosissimo laser game. Da una parte c'è l'interazione con l'ambiente circostante che ci chiede di coprirci dietro a qualsiasi oggetto presente nella stanza (nel nostro caso dei divani e delle valige) e di muoverci come più ci piace. Dall'altra c'è l'effetto impressionante nel vedere l'ambiente intorno a noi modificarsi, cambiare in un modo che qualsiasi altra applicazione non rende possibile. La prima volta che si schiva un raggio laser o lo si para con la mano sinistra, quindi si spara con la destra e si colpisce il nemico, l'effetto è decisamente... strano. Diciamo che inserendo della grafica 3D in un ambiente reale, il risultato è chiaramente artefatto, non c'è il rischio che quanto ricreato sulle lenti si mescoli del tutto con la realtà, ma allo stesso tempo è anche più credibile e immersivo rispetto alla "semplice" realtà virtuale: sei nel tuo salotto di casa o nel tuo ufficio, non in un mondo distante e alieno. Un po' come quando nei film di fantascienza si vedono le comunicazioni olografiche, con i corpi virtuali richiamati sul ponte di comando che sono semi trasparenti e ogni tanto vanno e vengono perché si perde il segnale, però è indubbio che il risultato è più coinvolgente che alzare la cornetta e chiamare. Eravamo curiosi di sperimentare il field of view di Magic Leap e dobbiamo dire che ci sono ancora numerosi problemi: sull'asse orizzontale tutto sommato il campo visivo è notevole e, a meno che non si cerchi di osservare agli angoli in maniera innaturale, la realtà aumentata non sembra mai abbandonarci. Sull'asse verticale le cose vanno diversamente e spesso lo sguardo cade in zone che non sono coperte dalle immagine proiettate sulle lenti. La domanda vera è, vogliamo davvero giocare uno sparatutto in realtà aumentata? Probabilmente no. Non tanto perché siamo vecchio stile ma perché la TV, il controller, il mouse e la testiera e molti altri strumenti che usiamo quotidianamente per giocare sono perfetti per divertirci, non voglio per forza di cose catapultarci in un mondo iper immersivo ma sono passatempi raffinati, frutto di tanti tentativi e decenni di ottimizzazioni. Così com'è, Dr. Grordbort's Battle è più un'attrazione da parco giochi che un'alternativa ad Apex Legends. Magari Pokémon Go potrebbe funzionare, ma servono ancora numerose migliorie. Di certo la tecnologia c'è e pensare a cosa potrà diventare entro qualche anno mette enorme curiosità.

Benvenuta, Mica

La seconda demo a cui siamo stati invitati a prendere parte era quella di Mica: presentata qualche mese addietro e citata anche durante la conferenza di Epic Games dell'altro giorno, si tratta di una sorta di amica virtuale: non un assistente come Alexa o Google Home, piuttosto un personaggio non giocante con cui interagire e, in un futuro, parlare di qualsiasi cosa. Per ora l'applicazione è comunque molto semplice: Mica a marzo 2019 non ha ancora iniziato a parlare e comunica con noi a gesti. Ci invita a prendere il controller, ci porta in giro per la stanza e ci mostra come creare un semplice collage con delle forme colorate. Il modello di Mica è molto, molto ben fatto ed espressivo ma per ora non ci sono grandi interazioni. Una bella demo e poco più. Mica ci ha dato la stessa sensazione di Magic Leap nel suo complesso: se si immagina cosa potrebbe diventare tra qualche anno le potenzialità sono infinite, ma oggi come oggi i limiti sono così tanti che non è assolutamente ipotizzabile che una tecnologia del genere incontra i favori del grande pubblico. Forse ci sarà un periodo in cui sarà prerogativa di certi utilizzi professionali e poi piano piano si avvicinerà all'utente comune. Visitare un museo con un oggetto del genere, guardare un film interattivo oppure sperimentare altre iniziative di breve durata potrebbero presto essere attività stravolte dall'avvento della realtà aumentata e simili tecnologie. Per qualcosa di quotidiano e familiare invece il passo sembra davvero troppo, troppo lungo.

Magic Leap è un prodotto molto avanzato e potenzialmente interessantissimo. La realtà aumentata in futuro potrebbe cambiare il modo in cui viviamo perché si integra con la nostra quotidianità in un modo che la realtà virtuale non è capace di fare. Al momento le applicazioni sono ancora rudimentali e, per quanto impressionanti, anche le tecnologie adoperate non sembrano essere pronte. Se avete l'opportunità di provarlo fatelo, tutti gli altri possono aspettare qualche anno senza timore di arrivare troppo tardi.

CERTEZZE

  • Tecnologia molto interessante
  • Quando funziona è affascinante

DUBBI

  • Ancora troppi limiti
  • Prezzo proibitivo per quello che fa
  • Lo vediamo meglio sfruttato una tantum piuttosto che tutti i giorni