Mario Golf: Toadstool TourMario Golf: Toadstool Tour 

Mario torna a giocare a Golf, questa volta sul GameCube, portandosi dietro la solita compagnia... sarà ancora successo per Camelot?

Welcome to Mario Golf! Wha uh!

La presentazione del gioco è molto bella, una scenetta di qualche minuto tutta realizzata in FMV che ritrae tutti, o quasi, i protagonisti... non si può dire che alla Camelot non abbiano sfruttato il passaggio dalle cartucce ai mini-dvd. Proiettati all’interno del gioco da questo filmato che si conclude con una frase dall’immancabile accento Mariesco, si viene per prima cosa chiamati a scegliere se giocare da soli o in multiplayer, come in molti altri spin-off di Mario. Quello che differenzia questo prodotto dagli altri è la possibilità di giocare in quattro anche con un solo pad, poiché le azioni dei vari giocatori non sono contemporanee. Inutile dire che il massimo del divertimento si raggiunge proprio giocando in quattro, per questo è stata anche inserita la possibilità di giocare due contro due. Oltre alle classiche sfide golfistiche ci sono anche svariati mini giochi e, come nella versione a 64 bit, il più riuscito è sicuramente quello degli anelli, che consiste nel far passare la pallina attraverso dei cerchi disseminati lungo il tracciato concludendo con un Par la pista. E proprio quest’ultima frase cela il vero problema del multiplayer di Mario Golf, le parole Par, Birdie, Bogey, Bunker, i tanti tipi di mazze, sono tutte cose che appartengono ad uno sport non molto diffuso qui da noi e quindi, pur essendo un gioco abbastanza arcade e di facile apprendimento per coloro che conosco un po’ le regole, al contrario per tutti gli altri potrebbe essere piuttosto lungo imparare sia i regolamenti sia come tirare. Perché, badate, se tirare è semplice, tirare bene tenendo conto di tutte le componenti, comprese quelle atmosferiche, non lo è affatto.

Mario Golf: Toadstool Tour Mario Golf: Toadstool Tour

Single Player

Anche giocando da soli il divertimento non manca, soprattutto grazie alla buona quantità di tracciati e modalità. Due sono quelle più profonde e curate: il torneo e la sfida contro un personaggio comandato dalla CPU. Il Torneo consiste nell’affrontare 18 buche, alcune corte con par 3, altre più lunghe con par 5, cercando alla fine del Tour di totalizzare un punteggio totale inferiore agli altri. Vi ricordo in breve le regole golfistiche: ogni tracciato ha un numero chiamato par, che indica la quantità di tiri necessari a non perdere punti. Quindi, se una pista ad esempio ha par 3, per fare buca senza perdere punti dovrete impiegare solo tre tiri. Se ce ne metterete 4 andrete a +1 e questo risultato viene chiamato “Bogey”, mentre, con due tiri, andrete a -1 e realizzerete un Birdie, e così via. Per ottenere il risultato totale alla fine delle 18 piste basterà sommare gli score di ogni singolo tracciato. Ogni volta che arriverete primi in un Torneo ne sbloccherete un altro, sempre più difficile… in tutto ce ne sono una decina. I primi Tour sono ambientati in località realistiche mentre, proseguendo, troverete dei tracciati sempre più ispirati al mondo di Mario e sempre più indirizzati verso il gioco arcade piuttosto che verso il realismo. Così, oltre a molte citazioni ai giochi, rivolte anche ai nuovi come Mario Sunshine, troverete pure degli elementi Marieschi come Tubi, Funghi e Nemici, che non fungono solo da contorno ma sono degli oggetti coi quali interagire. Oltre al Tour ci sono le sfide uno contro uno con la cpu, durante le quali dovrete però assistere ai tiri del vostro avversario. In queste sfide vince chi impiega meno tiri a fare buca, e in totale chi ottiene prima 10 vittorie. Ci sono anche diversi minigiochi, oltre a quello già citato degli anelli ce ne sono alcuni a tempo, altri in cui si vince solo facendo birdie, altri ancora che presentano tornei con delle piste solo par 3… insomma, non è di certo la varietà che manca. Se non bastasse, inoltre, le condizioni metereologiche sono variabili, e oltre al vento che influenzerà molto la traiettoria della pallina potrete imbattervi in terreni appesantiti dalla pioggia. Non è facile considerare ogni cosa, è un gioco che per essere padroneggiato richiede diverso tempo, molto profondo per essere un arcade.

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It’s me, Mario!

Ci sono ben sedici personaggi tra cui scegliere, quattro dei quali da sbloccare. Oltre ai fratelli Mario, troviamo due figure femminili, Peach e Daisy, due scimmiesche, Donkey e Diddy Kong, tre malvagie, Wario, Waluigi e Bowser e, per finire, il classico Yoshi, accompagnato dal suo amico Birdo, e il ritorno della tartaruga Koopa. Come ho detto prima ci sono molte citazioni rivolte a Mario Sunshine, e questo vale anche per i golfisti segreti…
Questi personaggi non variano ovviamente solo per aspetto, ma anche per le loro caratteristiche. Ognuno ha tre parametri: Impact, Spin e Control. A questi si aggiungono la potenza e la tecnica, che serve sia per una maggiore precisione sia ad imprimere il giro alla pallina, in certi frangenti molto utile.
Manca solo una cosa, la più importante: come si tira. Innanzitutto si controlla il tracciato da tutte le inquadrature possibili, si da un’occhiata alla direzione ed alla potenza del vento, si sceglie la mazza e ci si prepara a spedire la pallina più lontano possibile. Il tiro si controlla tramite una barra in fondo allo schermo. Per caricarlo si preme A, a questo punto la barra comincerà a muoversi verso sinistra e dovrete fermarla nel momento che ritenete giusto per settare la potenza: più a sinistra sarà la barra più il tiro sarà potente. Settata la potenza, sarà la volta della precisione. Questa fase sarà più facile coi personaggi tecnici, più difficile con quelli potenti. Fermando la potenza con A, per semplificare la vita ai giocatori, la precisione verrà settata automaticamente. Se invece fermerete la potenza con B, starà a voi a determinare la precisione del tiro, rappresentata da un piccolo segmento, fermandola al momento giusto nel punto giusto… questa operazione può essere ultimata in tanti modi: con la semplice pressione di A o di B, e in questo caso il tiro rimbalzerà normalmente, oppure picchiettando velocemente A+A o A+B, il che darà una spinta ulteriore in avanti alla pallina una volta toccata terra, oppure B+B o B+A, che invece la farà tornare indietro. Queste ultime mosse non c’erano nella versione precedente, e rendono il gioco più arcade ma anche più divertente. Una volta entrati nel green, ovvero nella zona adiacente alla buca, dovrete colpire la pallina con un tocco corto e preciso tramite una mazza chiamata Pat. Un processo sicuramente più difficile a dirsi che a farsi.
Purtroppo però, oltre ad essere più arcade di Mario Golf 64, che può essere considerato un pregio o un difetto a seconda dei punti di vista, ne mantiene il problema principale, ovvero la fisica della pallina, nei rimbalzi piuttosto falsata. Anche la potenza e la direzione del vento segnalate al momento del tiro non rispecchiano, in rare occasioni, quanto accade poi una volta lanciata la pallina.

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Graphic & Sound

La grafica è migliorata molto rispetto alle prime apparizioni, e il risultato finale è ottimo. I personaggi sono molto belli e animati con maestria, il design delle piste, sia estetico che pratico, non è da meno. Lo stile è quello classico Nintendo, con figure rotondeggianti e colori molto vivaci.
Bellissima la realizzazione dell’erba alta, un po’ meno quella corta, rappresentata semplicemente da una texture in stile Sonic Adventure, che fa comunque la sua figura. Al contrario di Mario Golf 64, in cui l’ambientazione era quasi sempre quella classica golfistica, in questo Toadstool Tour spesso i tracciati sono ambientati in delle zone che conosciamo perché già viste in Mario 64, Mario Sunshine o, incredibile ma vero, in Zelda!
Il sonoro è impeccabile, carini gli effetti, soprattutto le voci dei personaggi che potrete azionare voi stessi per infastidire l’avversario (o per congratularvi, ma dubito che qualcuno usufruirà di questa funzione…), ottime le musiche spesso tratte anch’esse dai giochi di Mario. C’è da ricordare poi la bellissima presentazione, con la quale chiudiamo questo siparietto “tecnico” facendo i complimenti alla Camelot.

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Commento

Mario Golf: Toadstool Tour è un gioco arcade, più arcade di quanto non lo fosse Mario Golf 64. Vuoi per le nuove mosse, vuoi per i nuovi tracciati, ma questo episodio a 128bit è molto più Mario e un po’ meno Golf. Il che può essere un bene o un male. Dal suo antenato eredita il principale difetto, ovvero la fisica della pallina, che in certe occasioni non rispecchia la realtà. Stesso discorso per il Multiplayer, divertentissimo, purché troviate degli amici a cui piaccia questo sport e che abbiano la pazienza necessaria ad imparare.
Il gioco è divertente e vario, molto profondo, un must per gli appassionati di Golf e una possibile sorpresa per coloro che non si sono mai avvicinati a questo sport. Una cosa è certa: nel suo genere, è il migliore.

Pro: Divertente, vario e longevo Ottimo Multiplayer Buona grafica e simpatiche citazioni alla saga di Mario Linkabile alla versione per GBA Contro: I rimbalzi poco realistici della pallina Basato su uno sport non molto comune qui in Italia

Mario Golf ha una storia piuttosto lunga. Il primo gioco che si può inserire nella serie risale addirittura all’epoca del NES, e si chiamava semplicemente Golf. Una normale simulazione golfistica, quindi, se non fosse che facevano capolino due tra i più famosi personaggi della Nintendo: Mario e Luigi. La saga venne ripresa solo molti anni più tardi da Camelot, che creò Mario Golf 64 a cavallo tra il 1999 e il 2000. Ora, nel 2003, visto il successo del primo episodio, la società Giapponese, sempre in collaborazione con la Nintendo, ha deciso di riproporre il suo titolo in una nuova forma, apportando alcune piccole ma sostanziali modifiche che lo differenziano dal fortunato predecessore.

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