Mario Kart: Double Dash!!Mario Kart: Double Dash!! 

Recensione: Uno dei giochi simbolo Nintendo per eccellenza arriva in versione 128bit. Riuscirà a rinverdire i fasti del prequel e a dimostrarsi all'altezza di uno dei migliori titoli di sempre? La sfida è ardua, esprimere un verdetto ancora di più, soprattutto con così poco tempo a disposizione per provare il gioco. Ma lo facciamo lo stesso...

Mario Kart: Double Dash!! Mario Kart: Double Dash!!

"Chi fa di se stesso una bestia si sbarazza della pena di essere un uomo."<br>Dr Johnson

Talvolta quando la vita si complica e i predatori iniziano a farsi sotto l'unico, vero rimedio è fare il pieno joypad e di una console Nintendo, poi guidare come un degenerato, per rilassarsi, come si suol dire, nel grembo di questa piccola evasione. Si. Sfidare le faine sul loro terreno. Piombare sgommando giù per il crine di un vulcano, derapare e impennarsi con una bottiglia di Ceres in mano ed il clacson sparato che copre la musica. Occhi vitrei follemente dilatati al grido di frasi inarticolate. Delirio spastico. Un gruppo di autentici derelitti trasudanti sfida e psicosi terminale davanti ad un televisore, questo è Mario Kart. Strapazzare i bastardi fino a fargli scuotere la milza, questo è Mario Kart. Non dimenticherò mai il peggior periodo della mia vita. L'unica cosa che riuscivo a salvare in una giornata erano le sfide a Mario Kart. Certo, è vero che questo dovrebbe indurmi a riflettere maggiormente sulla mia condotta, ma può benissimo anche far riflettere voi sull'impagabile potenziale di un gioco capace di smuovere dal suo torpore persino un depresso cronico. L'affetto che mi lega a questo prodotto, in effetti, è imbarazzante. Eppure, proprio in forza di questo legame morboso, non avrò alcun imbarazzo nel giudicarlo, come si fa con un amico col quale si è condiviso ogni genere di esultanza e spasimo. Guardiamoci in faccia. Su Mario Kart DD Nintendo concentra l'intera stagione di GameCube. La stampa specializzata, parlo di quella che conta, quella capace di veicolare messaggi che arrivano alle orecchie di tutti, lo crocifigge senza mezzi termini. Una congiura? Un complotto? Niente di tutto questo. Per quanto vi siano novelli Fox Mulder pronti a giurare di aver visto un uomo che fuma nella penombra di questa o quella redazione illustre, il punto fermo resta un altro, ovvero che Nintendo abbia stravolto un gioco perfetto e in molti non abbiano minimamente gradito. Si, perché Mario Kart 64 è un gioco perfetto, se vogliamo essere puntigliosi è l'unico videogioco perfetto che abbia mai giocato, e mi assumo le responsabilità dell'affermazione con cognizione di causa. Ma qui entrano in ballo Nintendo ed una scommessa. Una scommessa che s'impernia sul dimostrare quanto e come questo nuovo gioco, non sia solo eccezionalmente diverso dal predecessore, ma anche più divertente. Nessuno è in grado di comprovarlo ad oggi. Difatti né la mia review né quelle che si accavallano in Rete, o sulle pagine delle riviste specializzate, possono uscire dall'inghippo poggiando i piedi su presupposti oggettivi. E non cadrò nell'errore. Non mi lancerò in personalissime considerazioni. Se mi limitassi ad una fredda, incompleta e fallace cronaca dei fatti inerenti a ciò che questo DD riesce a riservarmi, ad oggi, beh, non mi distaccherei poi troppo dalla crocifissione di poche righe sopra. Certo, vedo un potenziale pressoché infinito, ma ora, pad alla mano, sono anni luce distante dalla perfezione tecnica e dalla strategia matematica concessimi dal predecessore, ovvero distante, distantissimo, da quelle caratteristiche peculiari in forza delle quali Mario Kart 64 si è rivelato come il gioco più sofisticato di sempre per quanto riguarda l'esperienza multiplayer. Posso indicarvi i motivi che m'inducono a sostenerlo, oltre non possiamo davvero spingerci.

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"You sit beside me, so newly charming, sweating dew drops glisten freshen your side"

La prima cosa che ci balzò all'occhio una volta che Mario Kart abbandonò il Mode 7 per abbracciare il suo primo full 3D, fu il caos totale del quale si era inzuppata l'azione. Se prima un guscio rosso era un tesoro da custodire gelosamente, adesso ne avevo tre in canna e tre che mi roteavano attorno. Se prima non era affatto semplice difendersi da un avversario umano che mi tallonava con un guscio rosso, adesso dovevo fare i conti col medesimo che ringhiava con ben sei proiettili da scaricarmi nella nuca. In più ci si erano messi pure gli NPG, che anziché attaccarmi con l'unico bonus-personale dell'episodio originale, avevano guadagnato l'accesso alla maggioranza (non alla totalità) dei bonus disponibili. Bene, un terzo giro di vite e possiamo dire che adesso l'area di gioco si sia praticamente trasformata in una dannata orgia di pericoli. Per rendervi subito l'idea del nuovo grado di spaesamento in cui ci proietta fin da subito questa edizione DD sappiate che, ad esempio, gli NPC non solo hanno accesso alla totalità dei bonus, ma ci mettono pure del loro avendone uno peculiarissimo di corredo: in poche parole dispongono di una potenza di fuoco maggiore di quella offerta dai due prequel allorché sommati; è così che capita di essere primi salvo beccarsi due gusci rossi nel groppone dall'NPG alle costole, quando ne arriva un altro e scarica del suo, quindi un terzo che con un calcio nei denti ti getta giù da un precipizio: eri primo e la tua gara è finita, per la gioia dell'altro giocatore umano che rantolava nei bassifondi della classifica. Ciò si traduce, senza girarci troppo attorno, in un inedito approccio alla gara: se nei prequel le sfide prendevano sostanzialmente corpo fra i soli avversari umani e la CPU si limitava a coprire il ruolo del semplice "ago della bilancia", oggi si gareggia contro altri 7 veicoli dal nostro medesimo potenziale distruttivo. Per complicare ulteriormente il tutto Nintendo ha ben pensato di eliminare lo "scudo" per eccellenza, ovvero il triplice guscio che nella versione a 64 bit ti ruotava attorno al veicolo rendendoti quasi inattaccabile (quasi). E non è finita. Adesso, nel preciso istante in cui vieni colpito da un bonus avversario perdi pure quelli in tuo possesso a giro per la pista, ed è così che ti ritrovi ad entrare in autentici giri di schiaffi dai quali non puoi uscire in alcun modo: te ne stai lì, nudo, mentre tutti quelli che passano rincarano la dose. Certo non sei solamente disorientato. Al disorientamento si somma una certa frustrazione iniziale che immagino avrà fatto rimpiangere le meccaniche della scorsa edizione a più di una persona. Perdere, ad esempio, un Gran Premio per colpa di un guscio che occupa l'intera carreggiata e che viene a sorprenderti alle spalle senza il minimo preavviso, quindi senza la minima possibilità di reazione, avrà verosimilmente fatto storcere il naso a più di un purista, è pacifico. Certo è che si debba entrare in un'ottica radicalmente diversa. Fate tesoro di questo consiglio: tenete sempre le orecchie dritte (il guscio spinoso dell'edizione a 64 bit si rivela un'ottima scuola). Le regole sono cambiate e la prima è che nessuno è mai al sicuro. Non sto a ribadirvi che mi sia già messo alle spalle più di un inconveniente del genere (non ci metterete molto a imparare ad evitare i gusci rossi appellandovi unicamente alle vostre capacità di pilota), per quanto ancora il tutto non possa dirsi pienamente sotto controllo una volta aggiunti al piatto della bilancia anche i pericoli ed i "disturbatori", dislocati lungo i vari tracciati, a dir poco implementati alle voci numero e cattiveria. E' comunque di basilare importanza metabolizzare fin da subito le nuove regole, le nuove gerarchie di armi, le contromosse relative ad ogni bonus, senza dimenticare mai che adesso ci sono due character da switchare costantemente, onde evitare di precludersi l'accesso a preziosissimi bonus extra. A tal proposito vi consiglio di muovere i primi passi caricando a bordo una delle due pulzelle selezionabili fin da subito e capaci di garantirvi uno "scudo" (bonus personale) ancor più impenetrabile del trittico di gusci offerto dal prequel. Quest'ultimo discorso vi avrà fatto intuire che i personaggi non siano tutti selezionabili fin dall'inizio: centro. Vi attendono Toad (Kinopio) e la sua dolce metà, nonché due vecchie conoscenze estrapolate da Super Mario Sunshine e Luigi's Mansion che avrete il piacere di sbloccare assieme ad un'autentica pletora di veicoli per tutti i gusti, due nuovi Gran Premi, la storica modalità Specchio e nuove arene per il Battle Mode. Un ultimo suggerimento. Non fossilizzatevi su di un'unica coppia di personaggi né sul medesimo veicolo: diverse caratteristiche emergeranno con competenze discriminanti in questo e quel Gran Premio che ci apprestiamo ad affrontare.

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"Somewhere Over The Rainbow"

Le novità non riguardano il solo gameplay ma lo stesso impianto di gioco. La prima e più visibile, senza dubbio, la si evince direttamente dal suffisso Double Dash. Se giocando contro un solo avversario umano la cosa non si fa sentire più di troppo, giocando in quattro cambia tutto radicalmente. Il passeggero e il conducente si cambieranno i ruoli premendo contemporaneamente il tasto Z: il secondo si concentrerà essenzialmente sulla guida mentre il primo sarà chiamato a gestire il boost durante le derapate (stick analogico destra/sinistra), nonché a difendere il veicolo dagli attacchi da tergo ed ovviamente a passare all'attacco; questo potrà avvenire sia tramite i canonici bonus che con la semplice pressione dei tasti dorsali grazie ai quali prenderà vita l'inedito attacco a "mani nude": giusto quest'ultimo farà sobbalzare leggermente il veicolo ora a destra, ora a sinistra, operazione utilissima anche per togliere dai guai un conducente distratto in traiettoria, ad esempio, su di una banana. Ho testato una sola volta le possibilità offerte dal gioco in LAN. Vale un po' il discorso che mi appresto a farvi per la modalità 2 Vs 2, ovvero che per ottenere risultati soddisfacenti occorrerà avere un ottimo feeling col proprio partner, visto che saranno molti i casi in cui, ad esempio, il passeggero che controlla i bonus, vi proietterà con fungo ora in un dirupo, ora su di una macchina che sopraggiunge frontalmente a gran velocità (a proposito, alcuni veicoli a forma di fungo vi saranno sorprendentemente "amici"). Sulle prime è tutto un litigio con un'unica garanzia che si chiama mal di testa; col passare del tempo le cose cominciano ad acquisire una fisionomia ben più solida, convincente mentre nella tua testa si palesano margini di miglioramento, ai fini dell'esperienza ludica, virtualmente infiniti. Certo, spesso ti troverai comunque a perdere una gara e non sarà minimamente colpa tua, anzi sarà tutta del tuo partner: una cosa che non esiste proprio in Mario Kart, almeno per come lo conoscevamo fino ad oggi. A molti puristi questa cosa non piace affatto, ma è palpabile l'intento degli sviluppatori di estendere lo stuolo di litigi ed insulti del dopo gara su più vasta scala. Per la cronaca, anche per il sottoscritto il massimo dell'esperienza giocosa resta ancorata all'uno contro uno. Addentrandoci nelle novità è doveroso sottolineare che adesso potremo utilizzare due bonus praticamente all'unisono, non occorre, insomma, attendere che svanisca l'effetto di una star per attivare il boost di un fungo. Di notevole spessore si conferma infine la mossa della disperazione in forza della quale si possono letteralmente rubare i bonus agli avversari franandogli addosso con un boost oppure previa pressione dei tasti dorsali del pad da parte del passeggero: provate ad impratichirvi fin da subito. Durante le prime gare noterete molti punti di contatto con l'originale episodio a 16 bit, vuoi nei "bonus-personali" delle varie coppie di characters, vuoi negli effetti sortiti da alcuni item, vuoi nella stessa partenza con boost; niente di più sbagliato. Il titolo, a conti fatti, annovera il meglio di entrambi gli episodi precedenti ma allo stesso tempo vanta un'ossatura personalissima che solo il tempo saprà decidere se la migliore di sempre o meno. Sul fronte tecnico il prodotto si conferma a livelli altissimi. Ottima complessità poligonale, frame rate granitico, ma soprattutto tanto stile e tanta sana tradizione Nintendo. Texture mapping discontinuo per quanto ciò non possa pesare in alcun modo nell'economia di un prodotto imperniato sulla profondità concettuale. Soundtrack pregna di citazioni. Il design dei tracciati resta il fiore all'occhiello di una saga che giusto in quest'ambito ha costruito gran parte delle proprie fortune; alcuni di essi sono autentici grovigli di scorciatoie e strade parallele, utili entrambe per togliersi dai guai allorché nel target dell'avversario. Una parola per la famigerata Rainbow: commovente.

Mario Kart: Double Dash!! Mario Kart: Double Dash!!

Commento

Inutile dilungarsi ulteriormente su di un gioco del quale si è detto praticamente tutto. E' l'ora delle valutazioni, ed è proprio qui che mi sciolgo come neve al sole. Meccaniche, gameplay e automatismi non sono stati ancora metabolizzati, il suo effettivo potenziale è del tutto inesplorato ed io mi trovo già nella scomodissima condizione di dover emettere un verdetto. Certo se dovessi basarmi su quanto assaporato fin'ora ed azzardare un iniquo e sgraziatamente forzato confronto con quel prequel più e più volte chiamato in causa all'interno della review, beh, Mario Kart per GameCube esce dannatamente a testa bassa dalla sfida. Ma senza mezzi termini. Il fatto è che sappiamo tutti come stiano effettivamente le cose, e lo sappiamo per sana induzione. Facciamo così. Io mi prometto di stendere una nuova review che coglierà il frutto allorché maturo. Solo allora lo assaggeremo e mettendoci il cuore in pace ritoccheremo il voto verso l'alto consegnandogli quell'agognato trono o verso il basso consacrando, per contro e per sempre, Nintendo 64 come la massima espressione dell'intera produzione Nintendo. Per ora non posso davvero andare oltre l'8. Troppo basso? Non oggi, non se messo a fianco del cristallino 10 di una versione in tutto e per tutto ancora decisamente superiore.

Pro: Ottimo il multiplayer Buona realizzazione tecnica E' molto diverso dal prequel, forse meglio Contro: E' molto diverso dal prequel, forse non all'altezza IA truffaldina

Mario Kart: Double Dash!! Mario Kart: Double Dash!!
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"Out on the tar planes, the glides are moving, all looking for a new place to drive"

La chiacchierata che abbiamo l'obbligo di mettere in piedi sarà lunga, gravosa e soprattutto attorcigliata come l'inedita versione della Rainbow Road contenuta nel pacchetto al vaglio; parlo di obbligo, un impegno dettato da vincolanti tempi editoriali che mi fanno avvicinare a questa pagina verosimilmente acerbo: insomma, Mario Kart dona storicamente lustro al suo ricchissimo gameplay solo con l'avvicendarsi degli anni quando io sono in pista da appena una settimana. Certo non posso dire di essermi risparmiato né in singolo né in multiplayer, intendo in tutte le sue sapide salse, ma non posso dire nemmeno di aver ben chiari tutti i tasselli di un mosaico che andrà a comporsi con la consueta escalation da metabolizzare automaticamente, inconsapevolmente, nei mesi quindi negli anni a venire. Precisazioni vagamente attendibili sul perché di questo scritto. Nessuna affermazione fisica o prepotente, non ce ne sarebbe bisogno. Al microfono c'è un ignorante, nel senso più genuino del termine. Sarà semplicemente un viaggio diverso. La classica affermazione del tutto-è-autentico-e-decente in queste pagine, con sprazzi di rischio fisico personalissimo e lampi sparuti di consapevolezza trasparente. Un grossolano, fisico tributo alle fantastiche possibilità di vita offerte da questo prodotto - ma solo per gente dotata di autentico spirito critico. Gente capace di mettersi, innanzitutto, all'animo di capire come e quanto Nintendo sia la compagnia più coraggiosa del pianeta. Non vi annoierò con un qualche sbrodolamento spicciolo. V'invito unicamente a riflettere per un nanosecondo a cosa significhi gettare alle ortiche il gameplay-perfetto, ovvero quello del prequel, ovvero l'unico gameplay veramente perfetto che abbia realmente toccato in vita mia, e taglio idealmente la storia dei videogiochi considerata nella sua interezza, per riscriverne uno in larga parte inedito, uno "nuovo" insomma, che germoglierà come dicevamo a lungo termine, ma costruendosi su inediti automatismi da assimilare, inedite meccaniche da padroneggiare, inedite pretattiche da pianificare. Sorvoleremo sui motivi che hanno portato questi signori a maturare una scelta tanto atipica per un baraccone dei videogiochi ponderato così, per come lo si conosce. Sappiate solo che sono signori rispettabili a tal punto che ci sarebbe da mettersi la giacca e la cravatta ogni qualvolta li tiriamo in ballo. Ok, fin qui c'eravamo anche prima. Ma noi vogliamo sapere se il nuovo Mario Kart è migliore del vecchio. Beh, sarò deludente ma non posso esservi di nessun aiuto, semplicemente perché non ne so niente. Sarà solo il tempo a dirci se Nintendo 64, come molti credono, sia stata la camera verde di un onda che gli amanti dell'universo Nintendo non cavalcheranno mai più, oppure se questo capitolo rinnoverà il medesimo gap ludico che registrammo col passaggio dai 16 a 64 bit. E anche all'epoca, mi piace ricordarlo a tutti, fu necessario dare tempo al tempo affinché il passaggio del testimone pervenisse all'ufficializzazione unanime.

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