Mario Party 5  0

Il party game per eccellenza ritorna con il suo carico di minigiochi e allegra baldoria. Ma arrivati al quinto capitolo, c'è ancora spazio per nuove idee? Scopritelo nella nostra recensione!

Let's Have a Party!

Mario Party 5 porta in dote, come era prevedibile, un numero ancor maggiore di minigiochi rispetto al predecessore; questa volta siamo attorno alla settantina abbondante, per la stragrande maggioranza riusciti e godibili, anche se un attento giocatore della serie non tarderà a riconoscere in alcuni di essi gli stessi giochi presenti nel prequel, rinnovati graficamente ma immutati nelle meccaniche. Nulla di cui allarmarsi, a nostro avviso, tanto meno per la cura riservata alla realizzazione dei menu e della presentazione del titolo, che si attesta ad un livello inferiore rispetto a MP4. Ma trattandosi di chincaglierie accessorie si può chiudere un occhio senza mugugnare troppo. Sebbene il cuore del gioco sia naturalmente la modalità Party, Nintendo/Hudson ha ben pensato di introdurre nuove modalità per sfruttare i numerosi minigiochi senza necessariamente dover ricorrere ai noti tabelloni principali. Mentre alcune di esse si sono rivelate sorprendentemente riuscite, come avremo modo di spiegare più avanti, altre non riescono a decollare e si fanno ben presto dimenticare. All'interno della modalità Party, ovvero quella sorta di Giro dell'Oca poc'anzi accennato, sono presenti inizialmente sei tavoli differenti, che si presentano notevolmente migliorati dal punto di vista grafico, maggiormente elaborati tridimensionalmente, tanto da far apparire piatti, al confronto, quelli della precedente edizione. Si va da ambientazioni che richiamano il dolce mondo di Hansel e Gretel ad altre di collodiana ispirazione, passando per un livello futuristico ed uno subacqueo. Il cast di Mario Party 5 ingrossa le file arruolando Toad, MiniBowser e il fantasmino Boo, mentre Donkey Kong non è più un personaggio selezionabile ma assume un nuovo ruolo, seppur di secondo piano, all'interno del gioco. Al gorillone, infatti, è stata affidata una delle tante caselle del tabellone, con il compito di elargire monete (o stelle, se vi va meglio) previo successo ai dadi o fruttuosa raccolta di banane. La gestione degli oggetti avviene in maniera differente rispetto a MP4: essi non si acquistano più nei negozi, bensì vengono consegnati gratuitamente da appositi distributori presenti lungo il percorso. Una volta entrati in possesso di un oggetto, ci si trova di fronte ad una scelta che aumenta sensibilmente la componente strategica del gioco: si può decidere di pagare il prezzo indicato e usare l'oggetto sul proprio personaggio (ad esempio usare un fungo per poter lanciare due dadi anziché uno), o in alternativa è possibile lanciare l'oggetto su una delle caselle del tabellone (in questo caso non si paga nulla), dimodoché a subire gli effetti previsti dall'oggetto sarà chiunque capiti o transiti sulla casella.

Vinci e Godi!

La novità più divertente e meno cervellotica di Mario Party 5 si presenta allorché i giocatori si apprestano ad affrontare gli ultimi cinque turni: ogni qualvolta due personaggi vengono a trovarsi nella stessa casella (ma in alcuni casi può bastare anche solo essere di passaggio per una casella già occupata), essi sono chiamati ad affrontarsi in duello. Prima dello scontro testa a testa, uno dei due giocatori decide la posta da mettere in palio per sé e per l'avversario; ciò può essere una considerevole quantità di monete, ma altresì ci si può giocare una o più stelle faticosamente guadagnate nel corso della partita. E' in questi frangenti che un giocatore di Mario Party si rivela per quello che realmente è. Da che mondo è mondo l'universo dei mariopartisti si divide in due categorie: quelli che gioiscono compostamente per il malloppo strappato al contendente, e quelli che calcano la mano bullandosi senza ritegno alcuno, godendo nell'umiliare goliardicamente chiunque gli capiti nelle vicinanze. Se possiamo darvi un consiglio, nelle vostre serate-party circondatevi degli esseri appartenenti alla seconda categoria: solo con queste premesse l'esperienza Mario Party sarà in grado di toccare il suo apice massimo.

No Party? No Fun.

La valutazione in calce all'articolo è da considerarsi riferita unicamente alle modalità per quattro giocatori. Riteniamo preferibile non penalizzare un titolo, pensato in tutto e per tutto per il multiplayer, per la sola ragione che la modalità per un giocatore non è all'altezza del resto. Prendetelo per quello che è: già dal nome che porta sulla copertina Mario Party non promette nulla più di ciò che offre. Divertimento per quattro giocatori, e solo per quelli, a nostro parere. Già in due o tre giocatori MP5 risulta meno divertente che in quattro, mentre da soli si rivela snaturato, scarsamente gustoso, francamente noioso, e questo è un fattore di cruciale importanza nel momento in cui vi doveste trovare a ponderarne l'acquisto. Se è un numeretto che volete, beh, in single player Mario Party non vale più di quattro.

Non solo Dadi

Come anticipato nel precedente paragrafo, gli sviluppatori hanno introdotto alcune modalità di gioco che abbiamo avuto modo di testare a fondo e riteniamo non debbano essere trascurate. La modalità "Decathlon" permette a quattro giocatori di affrontarsi in una serie di dieci minigiochi, per ognuno dei quali riceveranno una valutazione numerica con conseguente classifica; la cosa importante, in questo caso, non è tanto vincere tutte le prove, quanto piuttosto comportarsi discretamente in ognuna di esse, evitando di fallirne completamente qualcuna. Rudimenti di abilità puzzle sono richieste nella modalità "Minigiochi a Colori", che prevede una sorta di scacchiera di caselle e una serie di minigiochi scelti a caso; dopo ogni gioco, il vincitore ha modo di colorare una casella del proprio colore, e in circostanze speciali è possibile stravolgere l'esito della partita conquistando anche caselle già colorate dagli avversari. L'aspetto più interessante della modalità "in Pista" consiste nella possibilità di scommettere prima di affrontare un minigioco; i quattro concorrenti, a bordo delle rispettive mini-automobili, devono percorrere un giro intero di un circuito segmentato in numerosi settori. Solo chi vince il minigioco ha facoltà di tirare il dado e avanzare lungo il percorso del numero equivalente di caselle. Ogni giocatore ha a disposizione due funghi normali, che danno diritto di tirare due dadi alla volta, e un fungo d'oro, che permette di tirarne tre. I funghi rappresentano dei bonus che il giocatore deve scommettere una volta a conoscenza del gioco che si appresta ad affrontare, confidando nella propria capacità di spuntarla sugli avversari. In caso di sconfitta il bonus è perduto, per cui, capirete, essi devono essere impegnati con doverosa oculatezza. Prevedibilmente, anche quest'ultimo capitolo della serie fallisce laddove nessuno dei suoi predecessori è mai riuscito. Ad onta del tentativo profuso da Nintendo per rendere più appetibile la modalità per giocatore singolo, lo Story Mode offerto da MP5 è assolutamente incapace di intrattenere il giocatore per più di mezz'ora, sconfinando ben presto nella monotonia, acuita da note di tristezza per quanti avessero già avuto modo di sperimentare il gioco in multiplayer con la giusta compagnia.

Commento

Pur non discostandosi troppo dal predecessore, Mario Party 5 non fatica a dimostrarsi il miglior party game di sempre, merito del considerevole pacchetto di minigiochi disponibili, di un paio di nuove modalità di gioco tutt'altro che trascurabili e, per quanto possa interessare, di una realizzazione dei tabelloni sicuramente ispirata dal punto di vista grafico. Amare MP5 significa accettare anche l'ingombrante peso che nel gioco spetta al fattore fortuna: MP5 richiede sì doti di abilità e, in misura minore, di strategia e accortezza, ma la fortuna è sicuramente l'elemento preponderante del gioco. Lo stesso spirito che vi spinge a godere delle vittorie e ricchezze accumulate a scapito degli amici, deve esservi d'aiuto per smorzare con una grassa risata la delusione di aver perso tutto, sul filo di lana e per un beffardo disegno della sorte. Detto questo, l'acquisto del titolo è consigliabile agli amanti della serie e rappresenta un'ottima scusa per infrangere il dindarolo rimpinguato sotto le feste (e magari fare colletta), a patto che siate disposti a insultarvi amorevolmente almeno una volta alla settimana e a sedare i permalosetti della compagnia. Per chiunque non avesse mai giocato un episodio della serie Mario Party e volesse risparmiare qualche soldo, vada pure sul sicuro con Mario Party 4 in edizione economica Player's Choice. I giocatori solitari stiano alla larga. Molto alla larga.

    Pro:
  • Più di 70 minigiochi
  • Duelli 1 vs 1
  • Nuove modalità ben riuscite
    Contro:
  • Solo nelle occasioni giuste...
  • ... e solo con gli amici giusti
  • Gravemente insufficiente in singolo

Il quinto episodio della giovane saga di Mario Party si presenta in grande spolvero puntuale all'appuntamento con le festività natalizie, quasi ne avvertisse furbescamente il clima giocoso e scanzonato di convivialità, che succede ai succulenti banchetti tradizionali e libagioni annesse. Chiaramente non è un caso, dal momento che è fuor di dubbio che l'habitat ideale per un gioco come Mario Party, ovvero le condizioni ideali per sprigionare il suo potenziale devastante di spensierato divertimento, risponde il larga misura alla seguente descrizione: quattro o più persone riunite attorno ad un GameCube, sazie di qualunque cosa fuorché dell'ultimo sberleffo, del virtuosismo sarcastico più spinto, della battuta pennellata ad hoc, rigorosamente sbattuta in faccia per goderne pienamente le conseguenze. Volendo fornire un descrizione sommaria di Mario Party 5, a beneficio di chi non sappia di cosa si stia parlando, risulta difficile non parlare del Gioco dell'Oca, ovvero di un tabellone lungo il quale i personaggi-pedine si muovono alla mercé dei dadi, ma che differentemente da esso non possiede un punto di arrivo da agognare quale meta finale. Molto analiticamente si potrebbe dire che Mario Party è fatto di monete da vincere, stelle da acquistare e una caterva di minigiochi. Così facendo, tuttavia, si passerebbe sotto silenzio gran parte dei motivi di interesse che ruotano attorno al più bel party game di sempre.