Max Payne  0

Un classico per PC approda sul portatile Nintendo con tutto il sapore dell'originale. Max Payne combatte ancora una volta la criminalità con l'aiuto del Bullet Time: nonostante lo schermo di ridotte dimensioni e le minori capacità grafiche, è sempre lui!

Il Bullet Time arriva anche sul GameBoy Advance!

Direttamente "rubata" da Matrix, ecco apparire in un videogame la possibilità di rallentare il tempo e gestirlo a proprio favore. Con la pressione del tasto laterale R, Max si tufferà in avvincenti capriole, a volte fisicamente improbabili ma di forte impatto visivo, che lo renderanno capace di schivare le pallottole dei nemici con la stessa semplicità con la quale Neo parava i colpi dell'agente Smith alla fine del primo film. Schivare i nemici e contemporamente controbattere riempiendoli di piombo: è questo l'unico metodo con il quale è possibile superare ogni livello di Max Payne. La domanda che sorge naturale è: ma se questa è una trasposizione isometrica in 2D, l'effetto finale sarà avvincente come nella sua controparte poligonale? La risposta è sicuramente un "ni". Di certo per gli sviluppatori era impossibile ricreare un mondo totalmente tridimensionale che riuscisse a rendere possibile un bell'effetto di rotazione della telecamera già visto su sistemi molto più potenti. D'altra parte Max Payne su GameBoy Advance è sviluppato si in 2D, ma con personaggi completamente in 3D. Inoltre il motore grafico calcola gli oggetti su schermo come vettoriali, riuscendo quindi a creare una fisica molto realistica. Una cosa simile si era già potuta apprezzare in Rogue Spear, sempre su Gba e sviluppato dagl'italiani della UbiSoft di Milano.

Un gioco molto Pulp

Mobius Entertainment è il team dietro titoli come Army Men e Drome Racers, sicuramente di scarso impatto nell'immaginario collettivo di qualsiasi videogiocatore moderno. Mobius è anche la Software House che si è occupata di questa conversione difficilissima e rischiosissima. Già, perchè è ovvio che cercare di mantere il feeling originario del titolo giocato su Pc sia arduo. Per farlo era necessario snaturare qualcosa. Il lavoro fatto risulta alla fine ottimo proprio per questo motivo: giocare a Max Payne sul portatile Nintendo dà le stesse sensazioni di un tempo, anche se effettivamente trattasi di un gioco molto, molto diverso, sopratutto dal lato grafico-visivo. L'approccio all'azione e la giocabilità sono inalterate quindi. E' pressochè impossibile superare un'area colma di nemici senza utilizzare il Bullet Time. E questo "aiuto" non è infinito: una barra stile quella d'energia di Street Fighter vi indicherà il periodo rimanente per restare sospeso in aria con il tempo alla moviola, e l'unico modo per riempire questa barra è mandare a segno i propri colpi, cercando di non essere colpiti ed uccisi a propria volta, ovvio. Potendo vantare personaggi completamente contruiti in 3D, le animazioni di Max Payne sono veramente d'effetto. I nemici volano in aria, afferrano armi, stramazzano al suolo con un realismo mai visto prima d'ora. Il tempo rallentato fà il resto. Come accennato prima, ogni oggetto anche se 2D ha una griglia vettoriale invisibile che lo rende di fatto un falso 3D. Ogni sedia, tavolo, scatola sbattuta o toccata volerà per aria e rotolerà in terra sotto i vostri occhi stupiti.

A letto i bambini, arriva Max

L'incipit della storia è il medesimo: Max è un poliziotto duro e dai forti principi che deve vendicare l'uccisione dell'amata moglie affrontando boss malavitosi, spacciatori di droga e criminali di ogni tipo, il tutto attraverso una storia dal taglio fumettoso e una serie di situazioni dal sapore Noir francese anni sessanta. La storia è divisa in tre grandi capitoli per un totale di 12 livelli. Gli intermezzi ricalcano quelli della versione originale e sono disegnati e curati molto, molto bene. Avete sicuramente pensato giusto: non sono molti livelli. E' vero, per finire Max Payne non impiegherete più di qualche oretta, forse il tempo di un Roma - Milano in Eurostar e la storia sarà già volta al termine. Non si può considerare Max Payne un gioco longevo. L'appetibilità del titolo è però da ricercarsi altrove, ad esempio nelle tonnellate di tipi di armi proposte: si va dalla classica pistola, alle mitragliette Uzi, al fucile a pompa fino alle bombe a mano. La rigiocabilità però è prossima allo zero. La vera sfida è nel finire ogni livello senza morire, prendendolo quasi come un gioco simulativo, un "one shot one kill" stile Rainbow Six. Morire vi farà ripartire poco più indietro, mentre finire l'ultima vita (ce ne sono 4) vi costerà il ritorno all'inizio del livello.

Secondo Commento

Max Payne su GBA è, innanzitutto, un eccellente esempio delle potenzialità tecniche del portatile Nintendo; ma Max Payne su GBA è anche un ottimo adattamento alle capacità della console, tramite scelte stilistiche che hanno mantenuto intatta gran parte dell’atmosfera che ha decretato il successo del gioco nella sua veste originale. Certo non mancano gli errori: da una AI inconsistente ai proiettili provenienti da nemici fuori obiettivo, passando per una marcata ripetitività che potrebbe annoiare alcuni giocatori ancor prima di arrivare alla tutt’altro che inavvicinabile sequenza finale. Ma sarebbe ingiusto togliere i meriti ad un titolo capace di divertire, e che perdipiù si inserisce in un filone di certo non affollato su GBA.
Andrea "Sano" Palmisano

Questione di fede

Già, la fede del "se non vedo non credo" non è possibile in Max Payne su GameBoy Advance. Uno dei problemi maggiori di questa versione è che spesso e volentieri vi troverete ad attaccare ed essere attaccati da personaggi non visibili, fuori dallo schermo e dal vostro raggio d'azione. Per questo è importante avere fede e credere che ci sia qualcuno, anche se non lo vedete. In questo senso l'audio è di fondamentale aiuto per capire se ci sono nemici in arrivo o dietro l'angolo. Questo difetto era stato aggirato in modo brillante dai colleghi italiani di UbiSoft che per Raibow Six inventarono un sistema per "spostare" la visuale indipendentemente dalla posizione del personaggio su schermo, permettendo di poter vedere cosa ci fosse a distanze altrimenti proibitive. In Max Payne invece ci troviamo spesso immischiati in furiose sparatorie contro signor Nessuno, e questo ha l'effetto duplice di a) mettere una certa ansia nel giocatore (l'avrò preso? Sarà ancora vivo? Chi si celerà dietro l'angolo?), b) trovarsi a sparare senza motivo, all'impazzata. Ciò non toglie che questi momenti sono veramente pochi e minimali e non vanno ad intaccare una giocabilità comunque goduriosa e soddisfacente. Tornando sul sonoro, da segnalare intere parti completamente parlate, che ovviamente non sono numerossissime e lunghissime, ma di indubbio pregio qualitativo, condite da musiche veramente belle ed effetti sonori credibili e vari. Giocare Max Payne con le cuffie è caldamente consigliato, quindi.

Commento

Non se ne vedono spesso di Action-Shooter su una piccola piattaforma come GameBoy Advance, tantomeno dei giochi realizzati bene e dalla trama avvincente. Rockstar, prima di far approdare GTA sul nostro piccolo schermo Nintendo, ci regala un titolo quasi inatteso, sbucato fuori dal nulla. Max Payne è un'eccellente conversione da Pc che mantiene il feeling dell'originale senza snaturarne nulla eccetto che la grafica interamente poligonale. In ogni caso tutti i personaggi su schermo interamente in 3D sono già un bel vedere, e uniti ad un comparto audio coinvolgente riescono a creare una delle avventure più belle attualmente disponibili su un hardware portatile.

    Pro:
  • stesso feeling e sapore dell'originale
  • animazioni 3D dei personaggi poligonali
  • ottimo comparto audio
    Contro:
  • molto, molto breve
  • nemici fuori campo

Dopo pacioccosi Mario, fumettosi Yoshi e avventurosi Zelda, sulla piccola console portatile Nintendo sbarca uno dei rari titoli targati "per adulti". Non più salti sopra i funghi ma finalmente un bel pò di sano gore, violenza, sparatorie e sangue. Rockstar trascina il popolare franchise di Max Payne dagli schermi del Pc a quello in miniatura del GameBoy Advance. Caratteristica peculiare di Max Payne è senza ombra di dubbio lo spettacolare effetto speciale del Bullet Time già ammirato al cinema nella trilogia di Matrix. Il tempo che rallenta, la telecamera che ruota tridimensionalmente mentre i proiettili vi sfiorano riuscendo a freddare più di un nemico alla volta era fonte di una soddisfazione grandiosa. Di conseguenza i dubbi sull'effettiva funzionalità di un titolo del genere su uno schermo di pochi pollici sono legittimi, e cercheremo di fugarli completamente durante questa recensione.