Medieval LordsMedieval Lord: Build, Defend, Expand 

MonteCristo Games torna alla ribalta con un piatto davvero delizioso per gli affezionati al genere strategico gestionale. Un graditissimo balzo indietro nel tempo per vestire i polverosi panni di un Lord Medioevale.

Innovazione nella tradizione

Fino a qui nulla di strano, sembrerebbe il solito strategico in tempo reale. Eppure non vi è alcuna frenesie nelle fasi di gioco, e non ci sono popolani da addestrare per costruire edifici, o risorse da accumulare per poter disporre nuove unità. Bisogna invece occuparsi della città, costruire gli edifici necessari per il corretto sviluppo di un piccolo villaggio, in previsione della crescita fino a raggiungere le dimensioni di una grande città fortificata. Dunque le caratteristiche tipiche dei gestionali riaffiorano con rapidità, focalizzando l’attenzione del giocatore sia sugli aspetti bellici, come la gestione delle strutture difensive e l’arruolamento della popolazione per la costituzione dell’esercito, sia ponendo il problema della gestione del popolo, con le sue esigenze, prima fra tutte la fame e la necessità di produrre e conservare cibo e beni di consumo. La prima cosa di cui bisogna prendersi cura è l’umore della popolazione, perché da esso deriva il buono stato di salute del regno. E’ possibile accedere ai grafici di ogni singola abitazione monitorando così lo stato degli occupanti ed il livello delle sei principali caratteristiche da tenere in considerazione: disponibilità di acqua, cibo, serenità, salute, società e difesa militare.

In un mondo che ormai boccheggia per la mancanza di aria fresca una variazione sul tema non può far altro che riattivare la speranza..

Innovazione nella tradizione

L’interazione con l’ambiente è totale e la conformazione del terreno può essere utilizzata a proprio vantaggio sfruttandone le caratteristiche morfologiche. Ad esempio un crinale può risultare una buona difesa contro l’avanzamento dei nemici, ma un terreno scosceso rallenta gli spostamenti e la costruzione della città. E’ possibile in oltre sfruttare strategie legate alle infrastrutture, distruggendo ponti e strade per tagliare la strada al nemico, o imbastire rotte commerciali per favorire alleanze economiche e politiche.
Le battaglie appaiono semplificate eppure molto gradevoli. Si controllano gruppi da decine di unità per volta, che si spostano per accampamenti e sono reclutate direttamente dal popolo (come nella realtà la guerra porta gravi disagi nella popolazione anche dal punto di vista economico e produttivo). Le unità possono occupare diverse postazioni di difesa (come le torri vedette) e sono disponibili anche mezzi d’assedio e differenti tipi di milizie.
Il ciclo delle stagioni che controlla la produzione agricola ed il flusso migratorio della popolazione alla perenne ricerca del luogo migliore in cui vivere mettono a dura prova l’abilità manageriale del giocatore che deve scontrarsi coi tipici problemi del monarca medioevale. Come se non bastasse i vicini possono assumere atteggiamenti ostili, o peggio ancora ci si può imbattere in qualche irrequieto popolo nomade o in un piccolo accampamento di pirati col pallino per il saccheggio di città ricche e ben pasciute.

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Nell'attesa, conclusioni

La versione preview lascia già intravedere la stoffa di cui sarà composto il gioco nella versione finale. Il comparto grafico è ottimamente realizzato, e tradisce solo nel dettaglio dei popolani (un po’ troppi pixel sgranati per i buongustai del bel 3D a tutti i costi). Edifici e strutture sono realizzati con molta cura e riproducono gli stili architettonici tipici delle varie popolazioni. Il motore grafico offre uno spettacolo davvero gradevole riproducendo un ambiente 3D molto raffinato, e la possibilità, forse un po’ inutile, ma molto piacevole, di procedere con la telecamera rasoterra per poter visitare le città in prima persona, offrendo uno spettacolo davvero esaltante.
L’interfaccia di gioco a prima vista appare un po’ complicata, ma presa un po’ la mano col gioco e le sue dinamiche si diventa ben presto padroni della situazione. Rimanere un po’ spiazzati durante i primi minuti di gioco è del tutto normale, perché dell’aspetto di ciò che ci si para davanti agli occhi si giurerebbe di essere finiti di fronte al più classico degli RTS, mentre invece Medieval Lord punta la sua potenza soprattutto sulla fase di costruzione e gestione della città, a partire dalla pianificazione urbanistica fino ad arrivare alla gestione del territorio per il controllo della qualità della vita del popolo, fattore da tenere in primissimo piano per la buona riuscita delle missioni ed il raggiungimento degli obiettivi.
Non ci resta che aspettare la versione finale di questo gioco atteso per poter gustare un titolo che potrà rivelare molto più di quanto ha fatto credere fino ad ora. In un mondo che ormai boccheggia per la mancanza di aria fresca una variazione sul tema non può far altro che riattivare la speranza di chi non ha ancora perso la passione anche per i generi più bistrattati.

Buone aspettative

Medieval Lord: Build, Defend, Expand Direttamente dalle fucine di MonteCristo Games, già nota per Desert Rats VS Afrika Corps e l’atteso D-Day, è in arrivo uno strategico dalle inaspettate potenzialità, che potrà seriamente dire la sua in un campo fin troppo uniformato a concepì ridotti a veri e propri canoni.
Medieval Lords è il gioiello che non ti aspetti, capace di fondere la rapidità di un RTS con la finezza di un gestionale.
A giudicare dai risultati si può tranquillamente affermare che MonteCristo Games si sta affermando a sorpresa nel panorama degli strategici. Fino ad ora ha dato prova di grande professionalità, producendo piccoli capolavori capaci di colpire dritto al cuore anche i più navigati giocatori. Medieval Lord è ancora in fase beta e la versione giunta nelle nostre mani mostra ancora gli evidenti segni e le sbavature tipiche di un work in progress, eppure già affiorano tutte le caratteristiche del titolo che potrà farà il botto tra qualche mese, e dire la sua dinnanzi a tanti parenti che oramai si riposano sotto gli allori oramai logori dell’RTS classico.
Lo scopo del gioco gioco è semplice e diretto quasi quanto il suo titolo. Il lapidario “Build, Defend, Expand” in effetti racchiude l’essenza e l’anima di un gioco tanto semplice quanto profondo ed accattivante. Ambientato in una pseudo-terra medioevale, come mostra la mappa principale dalle vaghe fattezze europee che riporta nomi topografici e località europeggianti, il gioco propone attraverso differenti missioni un unico schema diretto, semplice e gustosissimo. Il giocatore si trova a fare i conti con un territorio dove già sono insediate popolazioni avversarie e deve dare il via alla propria dominazione sulle terre libere fino a contrastare e magari respingere lo scomodo vicinato.

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