Metroid Prime 3: CorruptionMetroid Prime 3: Corruption - Provato 

In attesa del lancio europeo previsto tra qualche settimana, ecco la nostra prova sulla versione americana di Corruption.

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Inizia l'avventura

La stessa naturalezza dominerà anche i primi momenti a piedi, con il corpo ben protetto dalla nostra tuta. Una volta atterrati in uno degli ampi hangar della nave madre potremo camminare liberamente, parlando con le guardie che ci forniranno indicazioni utili per raggiungere la briefing room dove siamo attesi dal comandante in persona. I primi passi nel mondo di Corruption rimarranno sicuramente impressi nella memoria di ogni appassionato: muoversi guardandosi intorno e interagire con l'ambiente non è mai stato più semplice, immediato, comodo. Il sistema di controllo è in parte derivato dai capitoli precedenti per Game Cube e per camminare basta inclinare lo stick analogico presente sul Nunchuk: in questo modo potremo avanzare, indietreggiare e spostarci lateralmente. Con il Wiimote potremo invece muovere lo sguardo per mirare e, spostando il mirino verso i bordi dello schermo, ruotare verso destra o sinistra. Bastano pochi secondi per rendersi conto che il sistema di controllo è perfetto e che il feedback visivo che si ottiene in risposta ai movimenti è stato studiato per riuscire a coinvolgere il più possibile il giocatore, fornendogli gli strumenti necessari a garantirgli libertà di movimento e massima semplicità nei comandi. Muoversi negli ambienti diventa quindi rapido, immediato, coinvolgente e si ha un senso di libertà totale. Ai tasti sono deputati il salto, il fuoco, la trasformazione in sfera e il lock on. Proprio a quest'ultimo bisogna dedicare maggiore attenzione poiché ha subito dei raffinamenti che vanno inevitabilmente a modificare leggermente lo stile di gioco. Nei primi due capitoli della serie eravamo abituati a un lock perfetto sui bersagli: una volta agganciato un oggetto o un nemico lo sguardo rimaneva fisso e il movimento attorno all'obiettivo avveniva senza mai perderlo di vista o farlo uscire dal reticolo di mira. In Corruption le cose sono leggermente diverse: il lock avrà la funzione di muovere la testa di Samus in direzione dell'obiettivo ma la mira di precisione sarà comunque libera: ciò indica che sarà comunque impossibile perdere di vista il bersaglio ma dovremo comunque mirare per colpirlo. In questo modo l'intensità raggiunta dagli scontri è sicuramente maggiore e dovremo mettercela davvero tutta per schivare il fuoco nemico, cercando nel contempo di colpire il suo punto debole nel modo più preciso e letale possibile. Anche nell'interazione con l'ambiente sono stati fatti dei decisi passi avanti: potremo quindi toccare realmente con mano panelli, macchinari e serrature, andando ad esempio ad aprire una porta blindata afferrando la maniglia con il tasto A, tirandola a noi muovendo il Wiimote, ruotandola su un lato e reinserendola, per farla scattare spingendo in avanti il telecomando. Questo è solo un esempio di come l'interazione con gli ambienti aumenta il coinvolgimento e di come giocando si viene risucchiati all'interno dello schermo senza nemmeno rendersene conto. Sempre in quest'ottica è stato implementato il raggio traente montato sulla mano sinistra della tuta di Samus. Grazie a questo gadget potremo appenderci a sporgenze apposite in modo da superare baratri e crepacci, afferrare oggetti in lontananza per tirarli a noi e soprattutto cercare di disarmare gli avversari, strappando loro direttamente dalle mani armi e scudi portatili. Per far ciò basterà mirare, premere il tasto Z, mimare il lancio in avanti con il Nunchuk e infine ritirarlo verso di noi. In questo modo vedremo il raggio partire dalla mano di Samus, collegarsi all'oggetto mirato e, al nostro strattone, volare verso di noi. Tutto questo diventerà utilissimo sia durante i combattimenti sia per risolvere i moltissimi enigmi che dovremo affrontare visitando i vari pianeti che compongono il gioco.

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La corruzione del Wii

Proprio i combattimenti hanno raggiunto un'importanza cruciale grazie al sistema di controllo che spettacolarizza ogni movimento del giocatore. Un ottimo esempio è la battaglia contro Ridley, famoso avversario dell'Universo di Metroid che riappare più agguerrito che mai, essendo sopravvissuto alla battaglia finale del primo episodio della saga. Lo scontro si svolge in una struttura verticale contenente un generatore; l'attivazione di tale dispositivo riporterà online il sistema difensivo del pianeta su cui ci troviamo, sotto attacco da parte della flotta dei pirati spaziali. Ridley irromperà improvvisamente nell'area, afferrando Samus con gli artigli e spingendola in un baratro di cui non si vede il fondo. Inizierà quindi uno dei scontri più movimentati dell'intera saga in cui la nostra eroina e l'essere alato combatteranno in caduta libera per svariati minuti. Ridley cercherà di colpirci con gli artigli e la coda oppure con il suo soffio infuocato da lontano. L'unico punto vulnerabile sarà la bocca, estremamente difficile da colpire per via della caduta che provoca urti e scossoni al reticolo di mira. Bisognerà poi tener conto anche del fattore tempo che renderà ancora più appassionante lo scontro: il baratro è alto 16000 metri e appena inizieremo a cadere un indicatore posto nella parte bassa dello schermo mostrerà quanto manca al raggiungimento del terreno che, in caso di impatto, sancirà la morte di Samus. La frenesia ci accompagnerà durante tutta la caduta mentre lotteremo con tutte le nostre forze per cercare di evitare i colpi sferrati dal nemico, cercando di mirare al suo punto debole. Lo scontro non sarà poi statico ma ci vedrà cadere prima sotto al nostro nemico, poi sopra, invertendo di colpo il punto di vista, trovandoci infine faccia a faccia negli ultimi attimi della battaglia che decreteranno la nostra sopravvivenza o il nostro oblio. L'aspetto grafico del gioco mostrerà durante questi minuti tutti i suoi punti di forza, dando una sensazione di vertigine palpabile durante la caduta, per via dell'altezza e della velocità elevata. I cambi di prospettiva durane lo scontro ci disorienteranno e dovremo aggrapparci a tutto il nostro sangue freddo per riuscire ad avere la meglio durante il poco tempo concessoci prima di raggiungere il terreno senza alcuna possibilità di sopravvivenza. Proprio il comparto tecnico saprà entusiasmare gli appassionati almeno quanto quello relativo alla giocabilità: graficamente il gioco si presenta ottimamente, in puro stile Metroid; il motore grafico è stato potenziato in modo ottimale e riesce a fornire una fluidità stabile a 60 fps, andando a gestire ambienti spesso più ampi di quelli visti nei precedenti capitoli. Il gioco inizia tra i corridoi della fregata della federazione, un ambiente insolito rispetto alla moltitudine di pianeti inospitali che siamo stati abituati a visitare. Ben presto però avremo la possibilità di mettere piede su nuovi mondi e potremo assaporare quel senso di solitudine e scoperta tanto caro a chi ha apprezzato i primi due capitoli. Una menzione particolare va agli effetti quali fuoco, acqua, polvere e alle esplosioni, più belle e coreografiche che mai. Solo un piccolo dettaglio rovina leggermente la festa: la mancanza del filtro anti-aliasing fa sì che i contorni degli oggetti non siano particolarmente netti e, soprattutto negli ambienti iniziali, dominati da strutture squadrate e forme geometriche regolari, il difetto si fa particolarmente notare. Una volta messo piede sul primo pianeta, però, l'aliasing si farà improvvisamente minore e il crescente coinvolgimenti fornito dal mix di esplorazione e combattimenti farà sì che passi totalmente in secondo piano, rendendolo praticamente insignificante davanti a tanta magnificenza grafica e di game design. Il sonoro non si discosta moltissimo da quanto già sentito negli illustri predecessori, con un ottimo supporto Dolby Pro Logic II che riesce a immergere ancor di più il giocatore nei mondi alieni che andrà ad esplorare e nelle nuove battaglie che lo attendono. Il primo impatto con Corruption lascia quindi il segno: il nuovo sistema di controllo è perfetto e graficamente ci troviamo davanti a un gioco che non sfigura a confronto con molti titoli per le console rivali. Un peccato per l'aliasing così marcato ma approviamo la scelta dei ragazzi di Retro Studios di favorire la fluidità a scapito della pulizia video, poiché in questo modo hanno garantito il perfetto funzionamento del sistema di controllo, mai così accurato e preciso in ogni frangente. Metroid Prime 3: Corruption è pevisto per il 26 Ottobre sul mercato europeo. Restate sintonizzati sul Multiplayer.it per la recensione completa.

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La saga di Metroid è sempre stata uno dei capisaldi di Nintendo, in grado di mettere d'accordo azione ed avventura, combattimento e puzzle solving, con uno stile ricercato e personale. Retro Studios ha avuto il coraggio di osare ed è riuscita a mantenere tutte queste caratteristiche traghettando la serie dagli episodi in 2D al 3D più puro. Frutto di questi impresa fu Metroid Prime, uscito nel 2003 per GameCube. Dopo un seguito non troppo dissimile dal predecessore Retro Studios osa ancora, andando a proporre l'episodio finale della trilogia sulla console più recente della casa di kyoto: il Nintendo Wii. Se il passaggio dalle due alle tre dimensioni aveva caratterizzato il primo episodio, lo stravolgimento del sistema di controllo rappresenta il passo avanti più importante in quest'ultimo Corruption, provato in anteprima per voi in versione americana. Le aspettative erano decisamente alte e Corruption era atteso al varco come il primo vero titolo in grado di sfruttare il sistema di controllo introdotto con l'accoppiata Wiimote - Nunchuk. Altri esperimenti sono già stati tentati con risultati alterni: se il porting di Resident Evil 4 ha funzionato decisamente bene lo stesso non si può dire per Red Steel, sparatutto di Ubisoft tanto innovativo quanto acerbo. I primi minuti di gioco lasciano subito il segno: una volta superato il menu iniziale verremo subito catapultati dietro al visore di Samus. Con somma sorpresa ci troveremo sulla navetta della nostra cacciatrice di taglie preferita, circondati da altre navi più piccole e da una fregata della federazione di dimensioni mastodontiche. Grazie al Wiimote potremo muovere lo sguardo per orientarci tra i vari comandi a disposizione: molti degli indicatori visibili sul cruscotto della nave potranno essere attivati e manipolati, direttamente puntando e muovendo il telecomando del Wii. Dopo pochi secondi ci verrà richiesto di fornire il nostro codice di identificazione per ottenere il permesso di atterrare sulla nave madre. Basterà quindi premere alcuni pulsanti in modo da attivare i sistemi di trasmissione, digitare il codice di identificazione e, una volta ricevuta conferma, procedere all'atterraggio. Dovremo quindi accendere i motori e aumentare la velocità grazie a una cloche posta sul lato sinistro del pannello di bordo. Ogni azione verrà segnalata a video grazie all'illuminazione di spie e schermi, starà poi al giocatore scoprire come interagire con gli strumenti in modo totalmente naturale: basterà muovere direttamente il braccio di Samus con il Wiimote, premendo i pulsanti e afferrando i controlli utilizzando il tasto A.

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