My Wii  0

L'E3 è passato, e finalmente l'alone di mistero attorno alla nuova console Nintendo si è dissolto. Entusiasmo o delusione? La redazione ne discute...



A Los Angeles, quest’anno, sono arrivato con più di qualche dubbio in merito a Wii, ex Revolution. Non ero del tutto convinto dell’idea –rischiosissima- di coinvolgere anche i non-giocatori, imboccando quindi una strada che avrebbe potuto portare verso semplificazioni delle meccaniche che poco si sarebbero adattate ai gusti di chi segue i videogame da parecchi anni. D’altro canto, non potevo che trovarmi d’accordo sulla volontà, o meglio la necessità, di differenziarsi marcatamente dalla concorrenza, per entrare così in un mercato che non avrebbe acconsentito all’esistenza di tre console accomunate dalla stessa filosofia e dal medesimo approccio al media in questione. Dopo aver avuto la fortuna di provare con mano quanto era presente sullo showfloor, devo ammettere candidamente di aver accantonato gran parte delle mie riserve: il controller funziona, è abbastanza intuitivo e soprattutto divertente. Anche la componente grafica non mi è dispiaciuta; pur parecchie spanne dietro a Ps3 e Xbox 360, mi è sembrata comunque in grado di poter mostrare buone cose soprattutto a chi è più propenso a guardare stile e sostanza piuttosto che numero di poligoni su schermo. Le difficoltà nel prendere confidenza col sistema di controllo di Twilight Princess, la necessità di valutare approfonditamente le caratteristiche della console e la mancanza di un prezzo ufficiale ben preciso mi fanno ancora mantenere una posizione di attesa; sta di fatto che non vedo davvero l’ora di avere un Wii nel mio salotto.
Andrea Palmisano

E’ bastato quanto visto all’e3 per farsi un’idea del Wii e del wiimote? Una qualche idea senz’altro, un’idea precisa sicuramente meno. E’ difficile tracciare l’identità di una console come il Wii, soprattutto quando mancano ancora diversi mesi al lancio. Non si capisce ancora bene cosa voglia essere, a chi voglia rivolgersi, e cosa possa offrire di preciso. Dove penderà la bilancia dell’offerta ludica? Dalla parte dei Sudoku e dei Brain Training o da quella dei Super Mario e degli Zelda? Secondo quanto mostrato all’e3 Nintendo sembra volerci rassicurare in questo senso, presentando di fatto molti brand classici per la nuova console da casa, come a voler dire “tranquilli, su Wii ci sarà tutto quello che vi aspettate”. E allora speriamo veramente che, come su DS, ai titoli pensati per i “non giocatori” si affianchi una marea di proposte per chi invece gioca da una vita. E speriamo che sia in grado anche di riaccendere quella curiosità per i videogiochi che via via con gli anni molti di noi hanno inevitabilmente perso. Che porti rivoluzione nel gameplay e non solo nell’interfaccia, perché francamente, Zelda Twilight Princess me lo giocherei molto più volentieri su GameCube, dove con un pad in mano, sembra tutto più naturale. Per quanto riguarda il wiimote è difficile esprimersi non avendolo provato direttamente, sembra magicamente preciso, ma sembra anche che gli sviluppatori si trovino in difficoltà nel creare qualcosa di immediato come farebbero con uno stick.
Alessandro Pomili

Nintendo si rivela come al solito capace di generare emozioni. Che siano esse negative o positive, poco conta, lo stile nel creare hype della casa di Kyoto pur senza crearne (?!) è indubbio. Partiamo quindi con un nome, Wii, tanto ridicolo a prima vista quanto geniale alla seconda analisi per poi lasciare il dubbio, infine, che proprio azzeccato non sia. Stessa cosa si potrebbe dire dell’innovativo Wiimote su cui si basa l’intera rivoluzione. All’inizio esaltante, poi ridimensionato si spera che permetta di fare cose nuove ed eclatanti, ma per ora ci permette bene o male di gestire Mario come lo gestivamo prima e Samus in maniera più accurata ma anche più complessa. E poi? Bhe di giochi ce ne sono, l’idea di poter giocare le vecchie glorie scaricate dalla rete è esaltante –ma un vero appassionato quelle vecchie glorie non dovrebbe già averle?- , e dietro c’è sempre Nintendo. Considerando cosa è riuscita a fare su un sistema come il DS, che aveva raccolto bene o male le stesse critiche, e i suoi risultati ottenuti in passato su tutti i suoi hardware, ha assunto tanti e tali crediti da far passare un po’ in secondo piano qualsiasi critica –che però deve esserci-. Già, l’hardware, in passato, sul mercato home, Nintendo non è mai stata indietro come potenza a video ai suoi più diretti concorrenti. In questo caso è palese che ciò accada, in maniera più o meno marcata lo vedremo tra un po’, e sinceramente l’appassionato Nintendo un po’ frigge nel non potersi vantare del Mode 7 e dei 256 colori su schermo anche se lo nasconde bene. Quindi, un E3 che di dubbi ne ha sciolti, ma anche creati.
Andrea Franzone

Tra Sony, Microsoft e Nintendo, è stata sicuramente a quest'ultima a spuntarla nel confronto tra le tre conferenze che hanno illuminato tutti, all'E3, circa il futuro delle console di nuova generazione. L'apatia di Sony e Microsoft è stata schiacciata da una grande N più brillante che mai, con la sua nuova console casalinga, un supporto ancora più massiccio verso il DS e una caterva di titoli affascinanti. Non è tutto oro quel che luccica: il timore è che tecnicamente il Wii sia già anziano alla sua nascita. Non sono certo rivoluzionarie le sue capacità tecniche, e oggigiorno il mercato sembra volere solo un'esperienza audio-visiva sempre nuova e sorprendente. Eppure, il Wii con quel buffo controller e le sue potenzialità, con le idee innovative che trasudano dai suoi prestigiosi nuovi titoli (Mario Galaxy in primis) ha già vinto il primo round della nuova Console War. Sperando sempre che i "Mario" sportivi siano agli sgoccioli...
Christian La Via Colli



Reazioni al Wii? Le stesse che pensavo avrei avuto prima di assistere alla conferenza Nintendo. Stanno provando a riscrivere la storia dei videogiochi con una rivoluzione potenzialmente ancora più grande di quella che portò a Super Mario 64 nel lontano 1996. Le possibilità di raggiungere l’obbiettivo ci sono, ma il compito è sicuramente difficile e Nintendo dovrà dar sfogo a tutto il suo talento per riuscire nell’impresa. All’E3 abbiamo avuto un assaggio, un piccolo assaggio di quello che ci aspetta. Sono rimasto compiaciuto da Metroid Prime 3 e Zelda, estasiato da Super Mario Galaxy, incuriosito dalla serie Wii Sports. Sono apparse d’incanto così tante porte verso nuove dimensioni di gioco che sarà un piacere vedersele concretizzare una dopo l’altra davanti ai propri occhi. L’aspetto migliore mi sembra risieda nella capacità del nuovo pad di adattarsi ad ogni giocatore: semplice più di un controller normale quando deve essere semplice, come nel Tennis, più complesso quando deve essere complesso, come in Zelda. E la complessità non ha niente a che vedere con la macchinosità o l’immediatezza, perché è chiaro che una cosa può essere immediata e complessa allo stesso tempo. Una caratteristica non esclude l’altra. Potenzialmente, quindi, il Wii potrebbe appagare tutti. Ultima nota per le capacità grafiche del Wii. Sapevamo che non sarebbe stato all’altezza delle altre, ma vederlo è stato molto più crudo che leggerlo. Confido ancora in dei miglioramenti, Mario Galaxy dimostra che dentro quell’hardware c’è molto di più di quanto non sia venuto fuori all’E3, ma contemporaneamente non m’illudo che possa raggiungere una qualità paragonabile ai giochi per Xbox360/PS3. Il Wii fa parte di una new-gen, non della next-gen. E dopo l’E3, tra tutti i dubbi e le certezze che ha alimentato, questa mi sembra l’unica cosa inconfutabile.
Alessandro Bacchetta

Code chilometriche per provare il joypad del Wii, finalmente a portata di mano di una torma di visitatori e non più riservato a una cerchia di pochi eletti, elogi per i concept e la giocabilità di molti titoli, il tripudio della lineup DS per la prossima stagione: sarebbe scontato affermare che Nintendo abbia trionfato senza appello a questo E3, convincendo il pubblico come e forse (anzi sicuramente) più di due anni fa, quando fu il DS ad essere presentato su quel palco dall’allora neo assunto Reggie Fils-Aime e Satoru Iwata. Il ritorno di Mario in un platform 3D con tutti i crismi dopo anni di spin-off sportivi ha aggiunto, come si suol dire, la ciliegina sulla torta, assieme a uno Zelda Twilight Princess ormai ufficialmente spostato su Wii, almeno in parte, e ad un Super Smash Bros. non titolo di lancio ma comunque capace di mandare in delirio le folle come pochi. E allora, visto che sarebbe sin troppo facile esprimere su questo E3 Nintendo un’opinione entusiastica in tutto e per tutto, andiamo a cercare il pelo nell’uovo, se pure ce n’è uno. E allora andiamo a pescare la grafica non all’altezza della restante next gen, i problemi di calibrazione del pad riscontrati in molte prove su strada, parecchi titoli di qualità non esaltante, non immediati da giocare come ci si aspetterebbe, oppure non così “nintendosi” e decisamente più generalisti che in passato. Poi, però, le code chilometriche restano, il delirio per i giochi più hardcore pure, e in più ci si mettono anche i commenti favorevoli dei dirigenti dei due colossi, Sony e Microsoft, che Nintendo ha deciso di non sfidare apertamente, ma in modo ben più subdolo. E così, esprimere un parere negativo o avanzare delle critiche diventa dannatamente difficile.
Virginia Petrarca

Devo ammettere di essere sempre stato un po’ scettico nei confronti di Wii, in particolar modo a seguito della presentazione del controller: un evento che, unito alle dichiarazioni di Nintendo circa la propria politica di estrema accessibilità ed immediatezza per i giochi, mi aveva fatto immaginare Wii come un puro e semplice container di minigame. Un timore, questo, che l’E3 ha contribuito decisamente ad allontanare, pur non eliminandolo del tutto. La nuova console ha infatti dato dimostrazione di sapersela cavare in maniera convincente anche a fronte di strutture ludiche piuttosto complesse (un esempio su tutti Metroid Prime 3: Corruption), e soprattutto ha dato sfoggio di una line-up composta da titoli all’apparenza solidi e carichi di potenziale, con lo splendido Mario Galaxy in testa. Esaltante per molti versi, Wii ha lasciato però spazio ad alcune perplessità, principalmente legate alle sue capacità grafiche e all’effettiva maggiore immediatezza di questo nuovo sistema di controllo rispetto a quello classico via pad. Niente di trascendentale, comunque, visto e considerato come il fattore divertimento (da sempre indicato da Nintendo come pilastro dei propri prodotti) sembra destinato a godere di ottima salute su Wii: una console che segue certamente una strada diversa rispetto ai competitors, e che proprio in questo aspetto potrebbe trovare il suo maggiore punto di forza.
Fabio Palmisano

Nintendo ha da sempre abituato i propri appassionati ad invenzioni, colpi di genio, cambiamenti ed evoluzioni di concetti già esistenti. Ma se da questo lato la casa di Kyoto è sempre andata avanti, guardando al mercato la sua "fetta" si è costantemente assottigliata ad ogni generazione. E' evidente che il progetto Wii abbia la grande responsabilità di invertire questa tendenza tornando a far crescere la compagnia nel settore home, e di come vogliano realizzare questo obiettivo: creare qualcosa di mai visto e giocato prima d'ora. Personalmente questa nuova macchina stuzzica perchè promette giochi freschi, gameplay inediti, idee totalmente originali. Da fedelissimo Nintendo la mia aspettativa è che il telepad funzioni in modo preciso ed intuitivo, che riesca cioè a semplificare l'azione di gioco piuttosto che renderla più macchinosa: i primi segnali non sono stati molto incoraggianti, le prove durante questo E3 hanno segnalato una diffusa tendenza alla "complicazione" di alcuni movimenti, gli stessi che dopo venti anni di utilizzo del Joypad fanno parte del corredo cromosomico di ogni giocatore e che ormai realizziamo in modo naturale. Wii sarà sicuramente appetibile al grande pubblico grazie al costo del software più basso rispetto alla concorrenza, un ringraziamento speciale arriva anche da tutti gli sviluppatori. Sarà però un successo commerciale solo se avrà le stesse tre caratteristiche del fratellino portatile DS: semplificazione dei controlli, massiccio supporto delle terze parti e prezzi bassi. In questo momento mi trovo purtroppo scettico per ognuno di questi tre punti compreso l'ultimo (in queste ore si parla di 249 euro per la console, un po’ elevato forse), ma staremo a vedere: nella battaglia commerciale i colpi di scena sono dietro l'angolo. Data l'elevata originalità del Wii, la conclusione è che mai come in questa generazione possedere una console Nintendo sarà così indispensabile, ma allo stesso tempo la necessità di affiancargli un'altra macchina si farà sentire in modo prepotente.
Claudio Camboni



"Chi se lo sarebbe aspettato? Tutti a pensare che la nuova console Nintendo fosse "rivoluzionaria" nelle capacità tecniche, oppure nelle caratteristiche del controller. E invece era rivoluzionaria nel nome: Wii. Niente parole altisonanti o che facciano pensare alla potenza, bensì qualcosa di simpatico, estremamente conciso ed originale. Il che riflette anche il modo in cui la macchina è stata presentata al pubblico: non un sistema pensato per gli hardcore gamer, bensì aperto a tutte le utenze. Chi ci vuole giocare a pesca può farlo, parimenti ci si può cimentare nell'ultimo episodio di Metroid Prime. A tal proposito, quanto visto all'E3 a livello tecnico è tutt'altro che rivoluzionario: chi si aspettava una grafica sbalorditiva o comunque un netto passo in avanti rispetto a quanto visto su GameCube, e fin da subito, rimarrà inevitabilmente deluso. Mai come in questo caso, però, è più importante la sostanza che l'apparenza: un'esperienza di gioco diversa e più completa potrebbe rappresentare comunque un sostanziale progresso. L'unico timore è che ancora una volta Nintendo incappi in uno degli assurdi del mercato dei videogame: l'originalità non paga quasi mai."
Tommaso Pugliese

Ho a malapena ricordi di un mondo senza videogiochi e controller: eppure, in tutti questi anni sono stati pochi i momenti in cui ho atteso più entusiasticamente di mettere le mani su di una nuova console come oggi per Wii. Da bambino, quando i joypad “a tavoletta” erano considerati una novità e la norma era il joystick a ventose, tentavo di coinvolgere ai videogiochi i parenti più grandi: e osservavo con divertito scherno i loro tentativi di spostare la testa pretendendo di sbirciare oltre l’angolo di visuale, o il modo in cui sterzavano muovendo tutte e due le braccia in giro maldestramente. Da domani, su questo modo di giocare non ci sarà più molto da ridere. Wii è un piccolo passo, una prima sterzata verso una delle imprese più agognate del gioco elettronico: quella dell’immersione totale, della trasparenza dell’interfaccia. Non è che non riesca a immaginare una cosa migliore oggi per il gioco elettronico: ma non sono proprio disposto a immaginare che un vero videogiocatore possa non ritenere esaltante questa piccola, grandiosa prospettiva.
Marco Benoît Carbone

Doveva essere Revolution, è stato invece Wii. La sostanza di fatto non cambia, telecomando e tutto il resto annesso: code chilometriche sullo showfloor (i pionieri parlavano di 5 ore, una follia ma per amore di curiosità questo ed altro) per provare il nuovo modo di giocare di Nintendo. A questo punto una sostanziale suddivisione è d’obbligo, tra chi ha avuto la fortuna di provarlo e chi ha avuto la sfortuna di limitarsi ai soli video: da qui all’uscita della console nei negozi potranno uscire decine di video, centinaia di feedback, resta il fatto che avere tra le mani il telepad è l’unica cosa capace di dare una qualsivoglia sensazione, emozione o giudizio reale. Per il momento, sotto il profilo grafico, quello che si è visto e giocato parla di un Gamecube 1.5 (con qualche picco positivo, Mario Galaxy ad esempio), ribadiamo che Nintendo ha messo per il momento da parte grafica e prestazioni, per aprirsi ancora di più al mondo dei non-giocatori. Da quel poco che posso raccontare della mia esperienza, posso dire che non avere tra le mani un pad, un blocco unico su cui poggiarsi, è la cosa più strana: ogni movimento dettato dalla mano che regge il telepad è registrato con precisione su video, il nunchaku (quando c’è) guida gli altri movimenti: non si parla di un leggero cambiamento nel modo di giocare ma di uno drastico. Anno zero. Per tutti. In conclusione, impossibile giudicare le potenzialità di una console come il Wii dopo pochi minuti di gioco: ci vorranno ore probabilmente per “rieducare” la propria memoria corporea ad eseguire i nuovi movimenti. Da sempre seguo Nintendo e solo un’altra volta sono stato colto da dubbi nei riguardi di una nuova console, questa si chiamava Nintendo DS e ad oggi la ritengo una dei migliori prodotti mai realizzati in questo ventennio di videogiochi. Spero sia un buon segno.
Alessandro Locatelli

“Il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”. Volendo inscenare questo antico proverbio orientale, in un improbabile gioco delle parti, storia e tradizione assegnano a Nintendo il ruolo del saggio, che con il suo Wii ambisce ad aprire la via verso una sorta di terra promessa del gameplay, incontro ad esperienze di gioco vergini e fresche. Senza imbarazzo alcuno mi approprio del ruolo dello stolto, e guardo con inebetito entusiasmo a questa nuova scommessa Nintendo, figlia tanto di cuore impavido quanto di strategico raziocinio. Dopo il crudele teaser-appetizer metonimico dello scorso TGS, Nintendo all'E3 ha finalmente svelato le sue carte (non tutte?), ma non ha sciolto completamente i miei dubbi. La mia luna, quella che mi aspetto da Wii, si chiama immersività videoludica. Ma questa luna non è piena ai miei occhi; non tanto per quel pad, che pur con qualche riserva mi sembra un passo fondamentale verso ciò che anelo, quanto per il timore che un approccio tecnologico troppo cauto possa parzialmente inficiare l'esperienza che ho in mente. Ma forse non sono stolto solo per gioco, e sto semplicemente guardando dalla parte sbagliata.
Alex Anolfi

Il progetto Wii per Nintendo è tanto importante quanto ambizioso, questo è assodato, e si fonda sugli stessi crismi del fortunatissimo DS. Fa ben sperare questa similitudine, certo, così come non si può trascurare la fiducia mai tradita da una grande N che, per non saper né leggere né scrivere, s’è tirata fuori da ogni corsa all’arsenale più potente dirigendo il tiro altrove. I capoccia Nintendo vogliono ampliare l’utenza che gioca, vogliono fare giocare anche chi non s’è mai sognato d’impugnare un pad. Questo, signori miei, è il punto di partenza di un progetto che potrebbe letteralmente stravolgere quello che ora chiamiamo mondo videoludico. Logico che una mossa del genere si ritrovi ad essere tanto coraggiosa quanto possibilmente deleteria. Le incognite ci sono e non scherzano. Potenzialmente il concetto di ‘gioco per tutti’ è scomodo quanto una seggiola senza cuscini, in quanto potrebbe realmente non accontentare nessuno. Nintendo dovrà giocarsi bene tutte le carte, e sono molte, in suo possesso. Marketing mirato ed insistente, terze parti presenti in gran quantità e giochi immediati capaci sì di osare ma anche di andare in profondità al momento opportuno. Questa è la ricetta su cui, a mio avviso, dovrà concentrarsi Nintendo. Fiducioso con riserva.
Matteo Trinelli

Premessa d’obbligo: non saprei cosa dire della nuova, obiettivamente rivoluzionaria interfaccia uomo-videogioco pensata da Nintendo, se non una disamina sulle sue (enormi) potenzialità, che però son state fatte tante volte in tante sedi. “Playing is believing” è una chiarissima dichiarazione d’intenti. Quello che si può dire senza tema di eccessivi entusiasmi, è che Nintendo è partita non col piede giusto, ma con quello perfetto: al di là del giudizio sui singoli prodotti ludici, praticamente tutte le reazioni degli addetti ai lavori sono state positive, e trovo particolarmente impressionante il “grande ritorno” della Enne nei favori degli analisti economici e della borsa. Certo, son cose che a un videogiocatore possono non importare, forse anche dar fastidio, ma se Nintendo ha fatto la Revolution è soprattutto per reimporre al mondo un marchio, uno stile e una filosofia che Sony aveva un attimo messo in disparte. La sensazione di un nuovo DS insomma c’è tutta, e Dio solo sa cosa questo possa significare per gli azionisti della Grande Enne. Poi, per giocare, tutti noi avremo il tempo necessario. W il Wii!
Michele Lamberti