Myst IV: RevelationMyst 4: Revelation, primi passi 

In contemporanea all'uscita del demo ecco le nostre prime impressioni.

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Revelation presenta infatti un motore grafico ibrido che da un lato usa il classico Quicktime VR per la navigabilità dei fondali prerenderizzati (con risultati ben superiori a quanto ci abbia abituato questa tecnica nell'ultimo periodo, basti pensare a CSI), integrato con l'inserimento di elementi poligonali, quali casse di legno, sportelli e leve, che possono essere fisicamente spostati.
La cura riposta per far si che tali elementi si integrino correttamente con gli sfondi bidimensionali è stata encomiabile, almeno a giudicare dal risultato pressochè esente da difetti. Non si tratta, inolte, di una mera feature estetica, perchè la presenza di questi elementi costituisce un'importante innovazione per un gioco dalla rigida struttura come Myst, in cui ora non si tratta più semplicemente di cliccare nei punti giusti, ma occorerà raccogliere, spostare e manipolare gli elementi dello scenario. Si spera che ciò spiani la strada per enigmi sì complessi ma dalla soluzione guidata dalla logica e non da un quanto mai abusato e sempre banale pixel seaching.
Detto questo, ci attende la classica formula vincente che ha fatto la fortuna della serie: paesaggi evocativi, grandi musiche, personaggi ambigui e taciturni e l'immancabile, visionario, mix di macchine in un personalissimo stile steam-punk.

Occhio al demo giocabile

Dalla nostra Area Files potete prelevare il demo giocabile di Myst 4 di ben 191 mb. Scaldate la vostra ADSL!

Myst, più che un gioco o una serie, è da anni un'istituzione nel mondo dei videogiochi per aver creato un approccio al mondo delle avventure grafiche rimasto pressochè unico nel suo genere.
Ricordo ancora lo scalpore che causò l'uscita del primo sequel - Riven - nel 1999, dopo tanti anni che lo separavano dal predecessore. L'uscita di un nuovo episodio non è più in grado di generare tanto movimento, siamo al quarto capitolo dopotutto - il quinto contando anche lo spin-off Uru.
Il pubblico della serie però è rimasto fedele nel tempo, uno zoccolo duro di avventurieri hardcore che non si lasciano spaventare dagli enigmi storicamente più complessi che videogiocatore ricordi e da una struttura narrativa volutamente lenta e criptica, basata più sulla forza di un'immagine che su quella di un dialogo esplicito.
Inoltre il sottotitolo "Revelation" dovrebbe elettrizzare quanto basta più di un vecchio appassionato, magari da anni lasciato solo con i suoi dubbi circa i particolari di una storia intricatissima.
Dal momento che i risvolti di quest'ultima sono tutt'ora ignoti, concentriamoci sulle caratteristiche tecniche di questo prodotto, che sembra voler far tesoro dell'"esperimento Uru" che tentò di condurre la serie nel terreno per lei inesplorato degli engine 3D.

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