Natale 2003 - Sparatutto  2

Per chi anche a Natale non riesce a essere più buono, ecco arrivare la parte dove si spara: pallottole, impulsi, raggi laser, sequenze binarie, poco importa! Merry 'Fragging' Christmas...

Halo (<a href="http://shopping.multiplayer.it/catalog/product_info.php?products_id=885">Disponibile nello Shopping a 59.90€</a>)

Da progetto originale di Bungie, inizialmente concepito per Pc e poi trasferito su Xbox, nasce questa riedizione, nata dalla collaborazione fra Bugie e Gearbox, team già noto per altre conversioni.
In Halo vestiremo i corazzati panni di Master Chief, ultimo esponente di una divisione di soldati cyborg, impegnato nel disperato tentativo di salvare la razza umana dalla furia dei Covenant, una sorta di comunità religiosa interrazziale che tenta in ogni modo di eliminare i terrestri, per motivi religiosi. A fronte di una trama non propriamente originalissima, Halo offre una giocabilità davvero buona, forse appesantita solo qua e la da alcune ingenuità, derivanti più dal suo essere nato per console che non da veri e propri difetti. Rispetto alla verisione per Xbox, l’edizione PC offre maggiori possibilità multiplayer, anche ondine, alcune nuove mappe per questa modalità e un arsenale leggermene più nutrito, arricchito da armi non utilizzabili nella precedente versione.
L’aspetto grafico è contemporaneamente croce e delizia: se da un lato abbiamo un design davvero buono che non fa nemmeno sentire troppo il basso numero di poligoni, dall’altro il gioco presenta la pesantezza endemica di tutte le conversioni da Xbox, che raggiunge livelli quasi drammatici con schede video della famiglia Ati e che pertanto richiede una riparazione immediata a mezzo patch. Nonostante questo limite il gioco si presenta coinvolgente al punto giusto, sia grazie al multiplayer che ne aumenta la giocabilità sia grazie a molti accorgimenti in singleplayer, quali gli slot per le armi limitati a due, la possibilità di guidare i mezzi (in cui Halo è stato quasi un capostipite), la possibilità di avere alleati non giocanti. Da non dimenticare anche il fatto che, per la sua stessa natura di console game, Halo presenta diversi livelli di difficoltà (che comunque si mantiene al massimo su profili medi), caratteristica che lo rende adatto sia ai giocatori più esperti che a chi si avvicina a questo genere per la prima volta.

Call of Duty (<a href="http://shopping.multiplayer.it/catalog/product_info.php?products_id=841">Disponibile nello Shopping a 49.90€</a>)

Il periodo della Seconda Guerra Mondiale sta vivento un momento d’oro per quallo che riguarda i videogiochi. Le produzioni in questo senso si sono moltiplicate a vista d’occhio nel corso dell’ultimo anno. Call Of Duty è un po’ l’emblema di questa moda: un gioco formalmente ottimo, con un gameplay interessante e un design di altissimo livello, con tutti i crismi che ci si aspetta da un FPS con aspirazioni tattiche ambientato nell’ormai noto periodo storico. A dire il vero non aggiunge grandi innovazioni a questo filone, ma le tre campagne singleplayer (inglesi, americani, russi) lo rendono comunque un titolo in grado di offrire un discreto quantitativo di ore di gioco. Nel corso delle missioni il giocatore sarà portanto anche ad affrontare situazioni di gioco leggermente fuori dagli schemi, quali fughe in jeep o missioni a tempo, non così comuni in questo tipo di gioco, caratteristiche che ne aumentano sicuramente il gradimento.
Inoltre il gioco ha dalla sua una notevole impostazione cinematografica, che sulla carta ne fa un potenziale vincitore, nonostante il fatto che gli elementi realisti delle scene vengano molto spesso sacrificati a favore dell’economia del gioco e della storia. Un caso eclatante quello degli alleati del giocatore che, se uccisi, tornano in vita ‘magicamente’ dopo qualche tempo. Comunque, per chi non cerca realismo esasperato, è uno dei migliori titoli in circolazione riguardante la seconda guerra mondiale, oltre ad essere il più recente in ordine cronologico.
Fra le altre importanti caratteristiche ricordiamo un comparto grafico e sonoro di primissimo ordine, che ben si sposa con il feeling cinematografico di cui è permeato l’intero gioco, e che già da solo catturerà l’attenzione di molti fin dalle primissime battute. Non manca naturalmente una sezione multiplayer, corredata da alcune innovative modalità di gioco, che permetteranno di prolungare il divertimento anche dopo il termine delle nutrite campagne singleplayer.
Un FPS storico con tutti i clichè del caso insomma, un po’ come il buon vecchio panettone, buono per tutti i palati...

Max Payne 2 (<a href="http://shopping.multiplayer.it/catalog/product_info.php?products_id=896">Disponibile nello Shopping a 39.90€</a>)

Cosa ci fa un gioco in terza persona in mezzo agli FPS? In effetti abbiamo risposto a questa domanda nel corso di un breve consulto redazionale, arrivando alla conclusione che MP ben rappresenta una categoria di giochi: gli shooter in terza persona (di cui è anche praticamente il capostipite, ma questa è un’altra storia). Il gameplay di Max Payne 2 è, in molte fasi, assimilabile a quello di un FPS, se non fosse per la diversa posizione di camera, ed ecco spiegato il motivo per il quale questa sezione si chiama semplicemente ‘Shooter’ e non First Person Shooter. Considerazioni tecnofilosofiche a parte, Max Payne 2 è indubbiamente un prodotto interessante, vuoi per la sua personalità forte (sia negli argomenti trattati che nella caratterizzazione dei personaggi), vuoi per la sua realizzazione tecnica ottima, vuoi perchè è uno dei pochi prodotti in cui la trama e l’intreccio hanno un sapore davvero cinematografico, arricchito ovviamente da tutte le invenzioni tecniche che abbiamo imparato ad apprezzare.
La storia inizia con Max Payne che, dopo le disavventure del primo episodio, torna al suo vecchio lavoro al distretto. Ben presto però, a testimonianza del fatto che alcune persone per i guai hanno la calamita, si ritroverà implicato in una serie di avvenimenti a dir poco sconvolgenti.
Max Payne 2 investe moltissimo sulla trama, scelta che si riflette anche sulla lunghezza del gioco, non eccessiva per consentire a tutti di terminarlo e apprezzarlo. La longevità è comunque garantita da diverse modalità di gioco e da un’aspetto scenografico che indubbiamente invoglia a rigiocare, esattamente come si riguarda volentieri un bel film. Tecnicamente il gioco offre alcune scelte interessanti: per esempio accanto a un notevole realismo della fisica, potenziata dal celebre motore Havok, troviamo una gestione delle armi da fuoco molto vicina all’arcade.
Comunque sono molti i punti a favore di questo titolo, oltre alla già citata trama: un sistema di controllo ottimo, una realizzazione tecnica assolutamente notevole e soprattutto un’atmosfera inimitabile.
Max Payne 2 è caldamente consigliato, oltre ovviamente a tutti i videogamer, agli amanti dei film d’azione, in particolare a quelli di John Woo, ai quali si ispira apertamente in diverse circostanze.

Tron 2.0 (<a href="http://shopping.multiplayer.it/catalog/product_info.php?products_id=1047">Disponibile nello Shopping a 49.90€</a>)

Terminiamo questa nostra rassegna con un titolo che ha sicuramente colpito, per una serie di motivi.
Innanzi tutto si rifà (con tutte le licenze del caso, essendo prodotto da Disney Interactive) al celeberrimo Tron, film che,oltre ad aver portato alla ribalta il concetto di Cyberspazio, ha il pregio, insieme a Wargames, di aver regalato i primi deliri di onnipotenza a noi e una serie di preoccupazioni enormi ai nostri genitori quando ci vedevano smanettare coi primi terminali (“mica che adesso quello mi fa partire i razzi”...).
Comunque, per chi si ricorda il film, realizzato nel classicissimo ambiente “simil-wireframe”, è facile capire come non sarebbe stato proponibile un gioco realizzato con un apparato grafico che ricordasse quell’ambiente: sarebbe stato anacronistico e poco adeguato alle esigenze estetiche del giocatore moderno. Il lavoro fatto dal team di sviluppo è invece notevole: sono riusciti a creare praticamente da zero un nuovo modo di rendere l’idea di Cyberspazio, adeguato sia al nostro immaginario che alle nostre esigenze estetiche.
All’interno del gioco ci troveremo, come già accadde nel film, ad impersonare Jet Bradley, figlio dell’inventore del processo di digitalizzazione, che si trova a indagare su quanto è accaduto al padre, ovviamente all’interno del mondo digitale. Il gioco si muove grazie al noto motore LithTech, in una nuova incarnazione, che fa sfoggio di spettacolari effetti di luce. Il gioco inoltre presenta un’interessante principio che ne condiziona il gameplay: il giocatore ha a disposizione un’unica fonte di energia, alla quale attingere per tutte le esigenze, da quelle esplorative a quelle più strettamente belliche. Inoltre è presente un interessante sistema di progressione del personaggio, basato su una ipotetica ricompilazione del proprio alter ego digitale. Il gioco presenta moltissime citazioni dal vecchio film, come ovvio, ma anche dall’informatica in generale e da quell’enorme serbatoio che è l’immaginario collettivo degli appassionati di informatica e fantascienza: intelligenze artificiali, hacker, files segreti e molto altro ancora. Per vedere l’informatica con un occhio diverso.

XIII (<a href="http://shopping.multiplayer.it/catalog/product_info.php?products_id=902">Disponibile nello Shopping a 49.90€</a>)

XIII (che si legge “tredici” e non “tredicesimo”, come alcuni ancora credono) è un prodotto con molti meriti, in particolare relativi al suo aspetto grafico e allo sviluppo della trama che amalgama il gioco, mutuata da un celebre fumetto francese.
Ed è proprio l’ispirazione fumettistica il principale pregio di questo gioco, che, con ottima intuizione dei suoi autori, è stato interamente realizzato con la nota tecnica del Cel Shading, con una versione pesantemente personalizzata dell’Unreal Engine.
In XIII i giocatori potranno trovare soprattutto un gameplay interessante, una trama non banale direttamente mutuata dalla serie a fumetti e soprattutto una regia di primissimo ordine, con tanto di tagli scenici, scene scriptate e filmati. Il tutto realizzato con una coerenza di stile notevole e uno stile da spy story ben studiato e non stucchevolmente retrò.
In particolare il gioco ci vede iniziare su di una spiaggia, al fianco di un’avvenente bagnina, mentre stiamo ripendendo i sensi. Il protagonista ha perso la memoria, ma fin dalle primissime battute di gioco capirà di essere una presenza scomoda per molti. Unici indizi la chiave di una cassetta di sicurezza e un curioso tatuaggio alla base del collo recante il numero Tredici in cifre romane. Da qui in poi la storia ci porterà alla ricerca della verità fra uffici governativi, foreste, accampamenti militari e basi segrete, alla ricerca della verità sulla nostra identità e sul segreto che ci circonda.
Dal punto di vista tecnico la scelta del Cel Shading si rivela vincente anche sotto il profilo delle prestazioni: contrariamente a molti ‘colossi’ dell’ultima generazione, XIII è apprezzabile anche su di una macchina di fascia medio-bassa, il che lo rende una perfetta strenna natalizia. Il gioco offre anche alcune features per il multiplayer discrete, ma purtroppo non eccelse: si sentono la mancanza di configurazioni più avanzate e di un maggiore bilanciamento delle armi. Un prodotto interessante che, soprattutto per il suo stile originale, merita fiducia.