Need for Speed: Shift - Provato  37

Electronic Arts tenta di rialzarsi dopo lo scivolone, cambiando tutte o quasi le carte in tavola del più celebre e venduto dei suoi titoli di guida.

Lo scorso autunno, con Undercover, la serie Need for Speed ha toccato il punto più basso e pericoloso degli ultimi anni, quello in cui ci si sente dire che oramai vale solo il nome e dove evidentemente si devono fare i conti con una pianificazione del lavoro non così ispirata come si pensava. Dopo il tracollo, quantomeno qualitativo, la prima strada percorribile sembrava quella del momentaneo abbandono del brand e invece Electronic Arts ha stupito tutti annunciando un ventaglio di nuove uscite, togliendo dalle mani di Black Box Studios lo sviluppo della punta di diamante per console next gen e affidandolo a Slightly Mad Studios, un neonato team londinese composto da un'ottantina di persone, tutte o quasi prima impiegate da SimBin, veterani con alle spalle la realizzazione della serie GTR e di GT Legend. Nasce così Need for Speed: Shift, un cambio di direzione - il titolo è una dichiarazione d'intenti - che per intensità e violenza sembra quasi un testacoda, un azzardo che è stato possibile provare in anteprima nel corso di un evento dedicato a parte della line up autunnale di EA.

Si torna in pista

Gli appassionati di tuning, corse clandestine e intere città esplorabili liberamente possono mettersi il cuore in pace, Need for Speed: Shift sarà un ritorno alle corse su circuito, un misto di gare ambientate su piste realmente esistenti e altre ritagliate tra le strade di alcune delle più celebri città del mondo, tutte però rigorosamente dotate di cordoli, guard rail e griglie di partenza, lasciandosi alle spalle gli eccessi dati dai vari turbo, bivi grazie ai quali tagliare il percorso e belle ragazze dotate di bandiera per capire quando partire. Meno cultura underground e più realismo, quindi, tanto nell'impostazione quanto nel modello di guida che già nella pre alpha provata si presentava forte di un'impostazione decisamente realistica, con le macchine dotate di peso e la costante richiesta di impostare ogni curva con precisione, pena lo schianto contro le protezioni e il parziale offuscamento della vista, una soluzione piuttosto innovativa per penalizzare in modo credibile gli appassionati dei muretti e i corridori della domenica. Purtroppo lo stato dei lavori ancora piuttosto acerbi non ha permesso di farsi un'idea di quali saranno le opzioni inserite, anche se resta scontato l'inserimento di una modalità carriera e quello del multiplayer, che certamente coinvolgerà anche l'online per almeno otto giocatori, anche se la presenza su schermo di dieci macchine nel corso delle prove potrebbe suggerire un ulteriore aumento in tal senso.

Conoscere i propri avversari

Nell'ottica di costruire un'esperienza il più coinvolgente possibile molti sforzi saranno riposti nell'elaborazione di un'intelligenza artificiale sofisticata che caratterizzi gli avversari al di là della semplice presenza di alcuni circuiti preferiti ma dando loro una sorta di personalità, una serie di tratti che ne distinguano inequivocabilmente il comportamento su strada. Elementi da valutare a opera finita a differenza della già buonissima fisica, perfetta nel restituire ogni singolo scontro o cambio di direzione dando il giusto feedback, così come nella gestione dei danni che si manifestano sia rovinando l'estetica della macchina che influendo sulla sua funzionalità.
Graficamente le due piste mostrate, Brands Hatch e uno scorcio di Londra, si sono presentate in modo assolutamente credibile e, nel secondo caso, addirittura sontuoso tanti e tanto ben fatti erano i dettagli a bordo pista e la fedeltà ai moltissimi punti di riferimento noti praticamente a tutti, Palazzo di Westminster e annesso Big Ben compresi. Molto buoni anche i modelli delle automobili, sia esternamente che negli interni, tutte realmente esistenti e facenti capo a marchi storici del calibro di BMW, Mercedes e Pagani, mosse a trenta immagini al secondo costanti a più di sei mesi dall'uscita e con tutto il lavoro di rifinitura ancora da venire. Chiudono la panoramica un'illuminazione molto convincente e un uso non eccessivo del blur, il tutto per ora mostrato solo su PC e quindi da valutare una volta trasportato su console. Questo è quanto al momento, non abbastanza per veder risposte la totalità delle proprie domande ma un primo incontro con un gioco che nel bene e nel male sarà sulla bocca di tutti nel corso della prossima stagione autunnale, una svolta promettente rispetto al passato che ha suscitato un rinato interesse per una serie che rischiava altrimenti di andare a scemare.