Ninja Gaiden Sigma - Hands On  22

Ryu Hayabusa si è rifatto il trucco per PS3. Avrà mantenuto lo stesso Sex Appeal? La nostra prova dell'ultima demo disponibile!

The way of the Ninja

Sebbene dalla demo non emergano grosse differenze dall’episodio uscito anni or sono su Xbox (aspetto estetico a parte, ovviamente), Yousuke Hayashi, director del progetto, tiene a precisare come questo Sigma non sia una semplice rivisitazione in alta definizione dell’originale, puntando l’attenzione sui numerosi tratti distintivi che andranno ad arricchire il già fornito pacchetto iniziale.

La prima novità che balza agli occhi è la possibilità di poter equipaggiare, fin da subito, un nutrito numero di armi, che andranno ad affiancarsi alla classica Dragon Sword.
L’indole distruttiva sarà dunque accontentata dalla Dabilharo, una spada a due mani lenta ma immensamente devastante, mentre chi privilegia l’agilità avrà soltanto l’imbarazzo della scelta tra i Nunchaku, il Lunar (il classico bastone nipponico) e la Dragon’s Claw & Tiger’s Fang, unica arma inedita del titolo, dotata, che oltre che di un nome impronunciabile, di un buon compromesso tra rapidità ed efficacia, essendo nient’altro che le doppie katana.

The way of the Ninja

Un’altra innovazione promessa è la diminuzione delle scene filmate in favore di una maggiore immedesimazione del protagonista: quelle che su Xbox erano scene in CG, in Sigma saranno dunque in Real Time e talvolta interattive.

I personaggi giocabili saranno inoltre due: allo storico protagonista Ryu andrà infatti ad affiancarsi Rachel, pettoruta cacciatrice di demoni già apprezzata nella versione precedente, anche se solo come personaggio gestito dall’ IA. Le differenze dal punto di vista della giocabilità sono notevoli, come testimoniato dalla Special Mission inserita nella demo (una sorta di modalità Survival in cui è necessario sopravvivere alle innumerevoli ondate di creature il più a lungo possibile): Rachel è infatti molto impacciata nei movimenti, complice il War Hammer che equipaggia, e necessita quindi di una maggiore padronanza per essere gestita nelle situazioni più affollate.
Passare da un protagonista all’altro non sarà una libera scelta del giocatore, bensì un' imposizione del plot narrativo: nei panni di Rachel verremo infatti a conoscenza di numerosi retroscena altrimenti ignorati.

Ninja Gaiden Sigma promette di perfezionare una delle produzioni più idolatrate della scorsa generazione. Le novità preannunciate dagli sviluppatori (sulle quali ci è ancora impossibile esprimere giudizi,) unite alla strepitosa e ulteriormente affinata giocabilità, incoronano il titolo Tecmo come gioco da inserire senza remore nella lista della spesa, sia che siate possessori del capitolo uscito su Xbox, e sia, a maggior ragione, che siate tra i pochi a non aver vissuto a tempo debito le gesta di Ryu Hayabusa.

Anche l'occhio vuola la sua parte

Piccole innovazioni a parte, il feeling e la giocabilità del titolo rimangono gli stessi di sempre, nel bene e nel male.
Nel male, perché il gioco preserva la sua natura espressamente Hardcore, e l’elevata difficoltà che contraddistingue la saga continua a scoraggiare i giocatori meno smaliziati. Il sistema di controllo non è particolarmente ostico da digerire, e permette una mirabile sequenza di combo (sia a livello qualitativo che quantitativo); tuttavia, l’eccessiva velocità dell’azione, unita ad una gestione della telecamera “confusionaria”, non può non mettere in difficoltà l’utente inesperto.

Gli Hardcore Gamers, invece, troveranno in Ninja Gaiden Sigma pane per i loro denti: una volta presa confidenza con i comandi, si renderanno protagonisti di spettacolari combattimenti all’arma bianca, e rovineranno la tappezzeria tipicamente nipponica con i litri di sangue che sgorgheranno dalle teste mozzate dei nemici (vedremo come si comporterà su questo versante la censura europea…).
Saranno soprattutto loro a godersi appieno le nuove ambientazioni promesse, e gli inediti scontri gestiti da un' IA che, a detta di Hayashi, sfrutta a dovere le immense potenzialità del processore Cell.

Anche l'occhio vuola la sua parte

Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, facciamo una promessa: Ninja Gaiden su Xbox ha spremuto fino all’ultimo bit il potentissimo chip grafico della console di casa Microsoft, ed è tutt’oggi graficamente superiore a molte produzioni NextGen (o presunte tali). Ciononostante, il passo avanti fatto con questo remake è tangibile in tanti piccoli particolari. Risoluzione a parte (fino a 1080p sui televisori compatibili), il gioco presenta un notevole dettaglio (specie degli ambienti esterni), oltre che un numero considerevole di poligoni su schermo. Ottimo il modello di Ryu, preso direttamente da Dead or Alive 4, e perfetto il frame rate, mai in crisi nemmeno nelle fasi più affollate. L’impressione è che, messo nelle mani giuste, anche un Hardware tutt’altro che "user friendly" come Playstation 3 possa regalare produzioni esteticamente sublimi senza sforzi eccessivi.

Ninja Gaiden, e soprattutto la successiva versione Director’s Cut sottotitolata “Black”, è stato sicuramente tra i titoli più stupefacenti della scorsa generazione, nonché una delle poche esclusive nipponiche in possesso di Microsoft. Ora, con l’avvento delle console di nuova generazione, il boxaro ego di Itagaki-san sembra vacillare di fronte al remake, di prossima uscita, del suo capolavoro, non su Xbox 360, bensì su PlayStation 3.
Semplice mossa commerciale, o il preludio all’approdo dell’intera saga (perlomeno anche) sui lidi Sony?