ArchivioNintendo DS Lite 

La versione ridisegnata del Nintendo DS raggiunge finalmente i lidi europei. Potevamo esimerci dal dedicargli una approfondita prova su strada? Certo che no...

Nintendo DS Lite Nintendo DS Lite Nintendo DS Lite

Iniziamo il confronto tra le due versioni da ciò che non è cambiato, ovvero il software della console, identico in tutto e per tutto a quello oramai familiare della prima edizione. Ovviamente non manca la pictochat, per la gioia di chi è solito utilizzare tale graziosa applicazione integrata. I punti di contatto però si concludono qui, dal momento che DS Lite rappresenta un tale miglioramento dell’originale da rendere quasi impossibile fare il “passo all’indietro” dopo aver avuto il piacere di metterci le mani sopra. Già a partire dal packaging si intravede lo stile che Nintendo ha voluto adottare; minimal, stiloso, cool, ma senza per questo mettere l’estetica davanti alla funzionalità. La composizione della confezione all’interno è studiata in modo da sfruttare praticamente tutti gli spazi senza sprechi. La sorpresa viene dalla scoperta dell’assenza del thumb strap, ovvero il laccetto con un apice di plastica da indossare sul pollice al fine di usare quest’ultimo in alternativa al pennino; una scelta, questa, che praticamente sancisce il fallimento -o meglio l’abbandono- di questo metodo di controllo alternativo, spostando quindi la luce dei riflettori solamente sullo stilo. Questo con buona pace degli invero pochi giochi nei quali il thumb strap risultava effettivamente preferibile, su tutti Mario 64 DS. Il caricabatterie, va sottolineato, è caratterizzato da un collegamento alla console differente dal predecessore, rendendo quindi impossibile utilizzare quelli di GBA o del DS classico. Tornando al pennino, anche questo è stato ridisegnato per questa occasione, risultando un po’ più spesso e lungo, per un risultato finale effettivamente superiore soprattutto nelle lunghe sessioni di gioco.

Nintendo DS Lite Nintendo DS Lite Nintendo DS Lite

Per quanto riguarda invece la console, come spesso è stato detto, il design complessivo appare riconducibile a quello di iPod di Apple; le linee sono più sobrie ed essenziali (ora è un parallelepipedo perfetto), e l’abbandono del colore grigio in favore di un nero o un bianco lucidi dona un fascino decisamente maggiore alla console. Le dimensioni sono state ridotte sostanzialmente; il DS Lite è circa il 40% più piccolo e il 20% più leggero del primo DS. Inoltre la disposizione del peso è molto più equilibrata, fattore questo che appare evidente soprattutto quando si impugna la console con una sola mano. Il pulsante di accensione è stato spostato dalla zona interna dell’handheld a quella esterna, sul bordo destro, scongiurando così il rischio di spegnimenti per errore. Anche la stilo non si infila più dall’alto, bensì appena sotto il tasto power, mentre in basso resta il selettore del volume. La croce direzionale è stata ridotta nelle dimensioni di circa il 15%, ma la migliore progettazione della stessa ne rende l’utilizzo senza dubbio più preciso e gratificante; anche i tasti sono stati migliorati, mentre Select e Start sono stati invece riposizionati. Gli slot delle cartucce sono rimasti invece nello stesso posto; quello per i giochi del GBA è però coperto da un “coperchio”, che ha finalità unicamente stilistiche ed estetiche. La profondità dello slot GBA è inoltre stato ridotto per motivi di spazio, con l’effetto di lasciar fuoriuscire di circa un centimetro oltre al profilo della console le cartucce una volta inserite.

Nintendo DS Lite Nintendo DS Lite Nintendo DS Lite

Ma senza ombra di dubbio la caratteristica più importante nel passaggio tra DS e DS Lite è legata allo schermo, forte di una luminosità incredibilmente superiore e settabile su 4 livelli. La differenza è davvero evidente, e incide anche sulla resa dei colori che appaiono più accesi e brillanti; anche il raggio di visibilità dello schermo è stato amplificato. La batteria promette inoltre 9 ore di durata in più a fronte di una in meno per un completo ciclo di ricarica. In definitiva quindi, DS Lite rappresenta un enorme passo in avanti rispetto alla prima edizione del portatile Nintendo sotto praticamente ogni punto di vista. Esteticamente -finalmente- bello, più comodo da utilizzare, con uno schermo di un altro pianeta e una batteria maggiorata, il suo acquisto può quindi essere giustificato se non consigliato anche a chi sia già in possesso del “vecchio” DS. Un redesign quindi eccellente, che spazza via in un colpo solo molte delle principali critiche mosse nei confronti dell’handheld della grande N e spiana la strada per un futuro ancora più roseo di quanto già non fosse prima.

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Il successo enorme di Nintendo DS, andato anche oltre alle aspettative più ottimistiche, può essere ricondotto a una lunga serie di fattori. Tra questi difficilmente è possibile ascrivere la componente estetica, da molti criticata sia per una ergonomia non eccezionale, sia per un design poco moderno e senza dubbio inferiore a quello di PSP. Seguendo una tradizione ormai consolidata in casa Nintendo per quanto riguarda i portatili, la casa di Kyoto ha quindi ben pensato di ridisegnare quella che a tutti gli effetti è al momento la punta di diamante della propria line-up di console. E’ quindi nato DS Lite, giunto finalmente in questi giorni anche in Europa; ecco la nostra prova su strada. La console Dal 23 giugno Ds Lite è quindi disponibile in tutti i negozi europei, nelle due colorazioni bianco o nero. Il prezzo, in Italia, è fissato a 159 euro, una decina in più rispetto ad altri Paesi della comunità e una ventina circa più del vecchio DS.