Nstory: from Nes to WiiNstory presents: Baseball + Pinball + Ice Hockey 

'Nstory: from NES to Wii' va alle origini del gioco simulativo: tenetevi pronti a riscoprire Baseball, Pinball e Ice Hockey...

Nintendo History from NES to WII

Wii è la console Nintendo che più di ogni altra abbatterà i confini tra giochi “vecchi” e “nuovi”: la Virtual Console di Wii potrà connettersi a un network ufficiale, offrendo ai giocatori tutti i più grandi hit della storia di Nintendo. Alla faccia degli anni trascorsi, i classici Nintendo non hanno un valore puramente nostalgico, legato ai ricordi di un giocatore, proprio come un bel film non ha soltanto un valore affettivo per lo spettatore. Si tratta di giochi il cui valore in termini di divertimento e il cui fascino di piccoli mondi giocabili rimane intatto per qualunque videogiocatore. Nintendo si è dimostrata la più fervente tra le compagnie decise a fare fruttare il proprio catalogo: enorme, variegato, e che annovera titoli che hanno fatto la storia dell’avventura videoludica. Presto, questo catalogo sarà disponibile per tutti i possessori di Wii. I tempi sono maturi perché tutti i giocatori riscoprano questi titoli, non solo gli appassionati di retrogaming alla caccia di console d’epoca e cartucce da collezione: giochi capaci di divertire e affascinare quanto – e spesso di più – di molti giochi contemporanei.

Volume IV - Flipper, Mazze e Scarponi


Baseball (1985 NES)

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Volume IV - Flipper, Mazze e Scarponi

Alcuni dei giochi di questa puntata di Nstory risentono leggermente del passare del tempo. Ed è, forse, Baseball a soffrire maggiormente degli anni trascorsi. Non si tratta tanto del fatto che abbia smesso di risultare divertente o di funzionare in maniera riuscita sul piano dell’interazione. È piuttosto, a farlo sembrare un po’ difficile da giocare, il fatto che il gioco sportivo abbia conosciuto una grandissima evoluzione, fondata progressivamente su due aspetti principali: il realismo e la componente del brand, delle statistiche, dei dati ufficiali. Realismo e statistiche sono proprio quello che manca a Baseball, che si presenta con animazioni d’epoca molto stilizzate e richiede al giocatore persino di appuntarsi alcuni dei dati, che non sono tenuti in memoria dal gioco. Ecco perché nel 2006, quando il videogioco sportivo ha assunto la forma di un progetto pubblicitario, di brand, di design e di stato dell’arte delle animazioni e della logica corporativa delle star sportive, Baseball rischia di apparire decisamente poco attraente sul piano della spettacolarità. Baseball, infatti, non proviene solo da un’era in cui le possibilità tecniche non erano che alla preistoria del realismo del videogioco sportivo: proviene anche da un contesto di produzione giapponese ancora totalmente all’oscuro delle possibilità dello stars/sport videogame system di matrice statunitense che avrebbe trasformato la cultura del gioco sportivo in una pratica dell’aggiornamento annuale delle licenza. La questione delle statistiche da appuntare a penna, poi, potrebbe infastidire molti giocatori. Se si è disposti a scindere l’aspetto tecnologico, spettacolare, estetico e del corredo di dati e sponsor ufficiali, però, Baseball continua a funzionare non male. Il videogioco sportivo (e non solo) avrà pure fatto avanzare la tecnologia fino al punto in cui certi generi si identificano ormai con caratteristiche di realismo e complessità estetica e comunicativa, ma rimane pur sempre la necessità di un solido design e controllo del gioco. In questo senso, Baseball non si presenta con particolari problemi. A parte qualche imprecisione nel controllo, tutte le regole dello sport rimangono intatte e consegnano il ricordo a quel tipo particolarissimo di esperienza dei giochi sportivi dell’era pre-spettacolare: lo sport appariva quasi un pretesto per muovere degli sprite secondo quelle regole e non tanto la ragione fondativa del titolo.

PINBALL(NES 1983)

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Volume IV - Flipper, Mazze e Scarponi

Dei giochi presentati in questa puntata di Nstory, Pinball sembra essere quello che ha sofferto di meno per il tempo trascorso. In parte, ciò è dovuto alla scarsa evoluzione che ha interessato la simulazione videoludica del flipper: nonostante il genere continui a incarnarsi in nuovi titoli anche oggi, la lateralità della sua collocazione commerciale e lo scarso rapporto con il realismo fanno sì che lo scarto tra Pinball e i flipper videoludici di oggi risulti forte esteticamente, ma non tale da alterare la percezione che si ha del gioco. Il pregio e il difetto maggiori di Pinball sono presto detti. Il primo è quello di offrire una struttura di gioco in cui più aree sono disposte verticalmente: per cui la sfuggita della pallina oltre il fondo non si risolve necessariamente nella sua perdita ma nello sconfinamento in un’area di gioco sottostante, con il giocatore che tenta di avanzare sull’asse verticale raccogliendo i molti bonus. Il difetto di Pinball è invece una fisica della palla che, per quanto non sia irrealistica sul piano degli effetti, lo è su quello dell’apparenza: più che una solida biglia, la pallina sembra spesso galleggiare, scivolare e spostarsi un po’ come una bolla o uno sprite che non rotola affatto, in maniera decisamente irreale. In questo senso, Pinball risente di una rappresentazione più avanzata della fisica e dell'estetica del flipper, all’epoca non disponibile per i programmatori. Eppure, Pinball è ancora dannatamente capace di divertire. E anche questo irrealismo della biglia dona, in un certo senso, un po’ di fascino in più al titolo d’epoca Nintendo: come, del resto, la comparsata di Mario, l’aspetto minimale ma accattivante dei flipper, e quel voluto soffermarsi delle confezioni originali sui grossi pixel che componevano quegli arcaici e divertentissimi sprite.

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Ammazza, che mazza...

A puro titolo di curiosità, riportiamo un episodio della serie de I Simpson di Matt Groening in cui Bart si imbatte in un videogioco non proprio entusiasmante, ribattezzato dal doppiaggio italiano "Ammazza, che mazza". Bart lo riceve in dono al posto di "Tempesta d'ossa" e non sembra particolarmente felice. Dai menu lo sentiamo scegliere "massima potenza" e la mazza da golf più grossa nonostante i consigli della voce parlante sulle presunte finezze tecniche del gioco del golf. Cosa c'entra Ammazza, che mazza con i giochi di Nstory? Semplice: la pubblicità del gioco lo presenta vantando in regalo una matita con cui segnarsi i punteggi, esattamente come bisognava fare nei giochi arcaici (dai punti di Odissey alle statistiche di Baseball). Riferimento voluto o pura coincidenza?


ICE HOCKEY(NES 1988)

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Come anche Baseball, Ice Hockey risente del tempo trascorso, e del confronto con l’attuale stato dei giochi sportivi, raggiunto nei più di venti anni di evoluzione tecnologica e del consumo di videogiochi. La mancanza di brand ufficiali, la rappresentazione dello sport nei suoi tratti simulativi essenziali, la presentazione grafica ultra minimale consegnano, più che una simulazione vera e propria, una sorta di idealizzazione fumettosa dello sport. Ice Hockey, allora, è particolarmente interessante per interrogarci sulle modalità con cui Nintendo intende rendere disponibili questi giochi per la Virtual Console di Wii, dalla quale sarà possibile scaricare titoli di una ventina di anni di storia Nintendo. Va sempre ricordato che i giochi di cui parliamo sono i giochi che era possibile giocare venti anni fa sulla prima home console di Nintendo, il NES. L’architettura hardware di questa console d’epoca consegnava rappresentazioni grafiche che oggi possono apparire, al di la del loro fascino, tecnicamente arcaiche, ma che rappresentavano almeno la media delle possibilità di quei giorni. Su Wii, questi giochi ritorneranno in versione emulata, si spera fedelmente, o prestando attenzione solo a difetti relativi al sistema di salvataggio, di multiplayer e della presentazione. Un principio dell’emulazione, inteso nel rispetto del senso storico del gioco originale, è infatti quello per cui il gioco, almeno sullo schermo e prescindendo dall’interfaccia originale, si faccia giocare esattamente come l’originale. Rimane allora il problema del ruolo che questi giochi assumeranno per molti consumatori che, considerata la particolarità del genere e avendo bene in mente gli esempi attuali di giochi, potrebbero non essere interessati a riceverli se non sotto forma di ultraeconomici trastulli. Il pericolo maggiore di giochi come Ice Hockey è infatti quello di non invogliare particolarmente il giocatore distratto a causa del comparto estetico datato. Eppure, Ice Hockey non è affatto uno scacciapensieri minimale, ma un gioco sportivo discretamente strutturato, probabilmente ricavato e migliorato da un ancora più vetusto Ice Hockey per l’Atari VCS 2600. I controlli ogni tanto si rivelano lenti, non aiutando il gioco sul comparto della frenesia. Eppure, la sfida multiplayer di buon livello si offre con un potenziale strategico non indifferente nonostante la semplicità di base del controllo, e fornisce ancora oggi la possibilità di divertirsi. Sarà interessante vedere come Ice Hockey sarà importato su Wii e se potrà usufruire del sistema di movimento immersivo dell’innovativo controller Nintendo, rinverdendo eventualmente il suo progetto multiplayer.

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Nella prossima puntata di Nstory: from NES to Wii...
SUPER MARIO BROS 2 + SUPER MARIO BROS 3: due capolavori dell'era a otto bit che riscoprirete su Wii.

Nel frattempo non perdetevi tutti i numeri di RETROLUDICA, la nostra rubrica dedicata al retrogaming e alla storia videoludica.

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