Perry Rhodan: Il Mito di IllochimPerry Rhodan - Provato 

Quarant'anni di pubblicazioni non sembrano aver invecchiato Perry Rhodan, che non pago della vita cartacea si appresta a fare il suo ingresso nel mondo delle avventure grafiche. Speriamo solo non finisca per prendere polvere sugli scaffali.

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Perry lascia l'avventura per l'enigmistica

Di una cosa si può essere sicuri, Perry Rhodan è un’avventura grafica punta e clicca che segue alla lettera il protocollo del genere, nel quale si dice che per definirsi tale, un’ag deve implementare la barra del menù per l’inventario e un insolente puntatore del mouse, con il quale selezionare i personaggi, indagare gli oggetti ed attivare eventuali meccanismi. Non c’è comunque scritto da nessuna parte che sia vietato pensare qualcosa di nuovo, ma non è da escludere che la versione completa possa stupire con meccaniche appositamente studiate per l’immortale Perry. Il primo livello si apre in piena emergenza, perché il Ministro della Sicurezza ha revocato a Mr. Rhodan il permesso di lasciare la Residenza Solare. Sembrerebbero misure cautelari, ma c’è chiaramente qualcosa di anomalo e non è nello stile del personaggio rimanere con le mani in mano.

Gli enigmi non tardano a farsi interessanti fin dalla seconda fase di gioco

Perry lascia l'avventura per l'enigmistica

Dalle prime esplorazioni si potrebbe pensare a Syberia, forse il parente più prossimo a questa fatica di Deep Silver, ma in questo caso è lecito aspettarsi un ritmo più incalzante e molta meno solitudine. Siamo comunque nel regno della speculazione, perché la prima parte si è risolta più che altro nell’andare costantemente in giro da una locazione all’altra. Da notare l’assenza di qualche inquadratura aggiuntiva che avrebbe reso più comodo il punto di vista su alcune aree, evitando di ciccare per sbaglio sull’uscita mentre ci si vorrebbe solamente spostare lungo il pavimento. Peccato perché le avventure hanno bisogno di un taglio dinamico, specialmente se vogliono trasmettere un senso di urgenza e di rischio, come nel caso di Perry Rhodan. In compenso gli enigmi non tardano a farsi interessanti fin dalla seconda fase di gioco. A parte l’umorismo del mettere gli escrementi di una pianta nella tazzina del caffè, da passare a un inserviente, l’ingegno al servizio della meccanica domina lo spirito dei puzzle. Si tratta di coordinare le informazioni con l’uso di oggetti, e l’aspetto tecnologico è prepotentemente in primo piano. Per essere solo al secondo livello di gioco, la quantità di oggetti a disposizione e i numerosi dialoghi lasciano sperare che il livello medio dell’avventura si manterrà più alto rispetto alla media del genere.

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Una storia scritta in codice binario

Purtroppo anche se le voci dei personaggi sono state tutte doppiate, la lingua parlata era il tedesco e non si trattava neppure delle registrazioni definitive. Anche le animazioni si sono rivelate incomplete, escludendo qualunque possibilità di potersi sbilanciare sull’effettiva validità dei modelli in relazione all’ambiente. Quest’ultimo è l’unico elemento sul quale spendere comunque qualche parola. Fino a qui non c’è nulla da eccepire sugli sfondi bidimensionali, che si lasciano apprezzare per la completezza dei dettagli e per la scelta dei colori, finalmente saturi dopo la moda dilagante delle tinte alleggerite. Non è ancora chiaro fino a che punto si possa parlare di parallasse. Ammirando il panorama fuori dalle vetrate si vedono sì navi volanti che si alternano davanti a noi, ma su di uno sfondo immobile come un piccione sul monumento. L’effetto è spiacevole e restituisce uno scomodo senso di finzione. Sebbene l’idea di implementare grosse strutture tridimensionali tra i fondali sia lodevole, dovremmo attendere per vedere fino a che punto gli sviluppatori faranno uso di luci e ombre volumetriche per dare vita alla nuda pietra. Così com’è, Perry Rhodan non sembra discostarsi molto dalla maggior parte delle avventure grafiche che si susseguono a scadenza fissa. Chissà però che una versione definitiva del gioco non chiarisca meglio quello che Deep Silver ha in mente di fare con questo consumato antieroe dei tempi passati.

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Perry Rhodan sarà disponibile per PC.

Il mondo che verrà, se non lo distruggeremo prima

Perry Rhodan può suonare bizzarro come nome, considerando che l’omonima saga di fantascienza è lontana dal mainstream italiano. Si tratta comunque di un’epopea decennale, iniziata negli anni sessanta in Germania e ancora florida, sebbene non goda di consensi unanimi tra la cerchia degli appassionati. Essere al corrente delle vicissitudini letterarie di Perry non è però importante, perché questa avventura targata Deep Silver potrebbe benissimo rappresentare l’ennesimo approfondimento stand alone, una gemma che impreziosisce l’universo della serie senza il bisogno di una conoscenza pregressa per potersi orientare nel suo mondo. Naturalmente qualche elemento completamente nuovo è stato ideato appositamente per la versione videoludica del buon Perry e nel caso specifico si tratta di una pericolosa razza aliena, tanto per non provarci neppure ad essere originali. Questi misteriosi Illochim hanno a che fare con il rapimento della sua migliore amica, Mondra, della quale comunque non è stato possibile sapere molto di più in questa versione di prova. A dire il vero i due livelli contenuti nella demo si sono rivelati profondamente buggati e lontani da quella che sarà la versione definitiva. Il vero enigma da risolvere insomma, è se valga la pena o meno perdere il sonno in attesa che Perry assuma una forma accettabile per la commercializzazione.

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