Uno dei più grandi giochi dei primi anni ottanta sta per tornare ed i vent'anni che si porta sulle spalle sembra non dimostrarli affatto. Tutto ciò che occorre sapere su Pitfall Harry nella nostra anteprima.

Pitfall Harry Pitfall Harry

Più che un sequel, questo titolo di casa Activision sembra un vero e proprio ritorno alle origini, considerando il ritorno dell’inimitabile e originale esploratore a danno del figlio Harry Jr. proposto nelle ultime incarnazioni a 16 e 32 bit. In questo episodio il nostro eroe si troverà catapultato da un elicottero in una giungla sudamericana con lo scopo di ritrovare e salvare una spedizione dispersa di avventurieri. Nei meandri della giungla, fra fitte coltri d’erba, è facile, e quasi automatico, perdersi. Ancora più facile è lasciarci le penne, considerando che la fauna, in posti del genere, riserva sempre accoglienze calorose con cenette a lume di candela dove, a fare da piatto principale, saranno proprio gli sventurati turisti. Il giocatore dovrà dunque destreggiarsi fra orde affamate di alligatori e pirañha, senza considerare la massiccia presenza dei nativi del posto che, oltre a combattere armati, avranno l’audacia di preparare trappole e tendere agguati. Strutturato in circa cinquanta livelli, Pitfall Harry miscela sezioni puramente action ad altre in perfetto stile platform, passando inoltre da livelli con inquadratura laterale fissa ad altri più “modernamente” costituiti dalla visuale libera a 360°. Il fine dei programmatori è eloquente: dare ai 50 livelli di gioco quanta più varietà possibile. Harry sarà in grado di lanciarsi di liana in liana, saltare da un coccodrillo all’altro oltre che liberarsi dalle sue fauci ed, infine, usare una vasta gamma di accessori presenti in determinate locazioni. Anche le ambientazioni godranno di una certa varietà, in quanto oltre all’immancabile giungla si aggiungeranno buie caverne, miniere sotteranee, antiche rovine azteche e sontuosi ghiacciai. Dal punto di vista tecnico, Pitfall Harry si distingue più per la simpatia generata dallo stile grafico che per la sua composizione poligonale. La scelta di Edge of Reality di apportare al gioco un look fumettoso risulta sicuramente efficace, con scelte cromatiche che sembrano quantomai azzeccate. Ma in questo contesto grafico a fare da mattatore sarà proprio il protagonista. Pitfall Harry avrà infatti una grande varietà di espressioni facciali, quasi tutte tendenti al demenziale, oltre ad un numero impressionante di animazioni. Soprattutto su quest’ultima caratteristica gli sviluppatori statunitensi puntano molto e, sembra, a giusta ragione. Activision assicura anche che il gioco avrà il supporto del Progressive Scan ed il Dolby Pro Logic II.

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La causa sposata da Activision è sicuramente di difficile caratura. Rinverdire un brand con oltre vent’anni sulle spalle non è sicuramente semplice, ma la strada intrapresa sembra quella giusta. Pitfall Harry potrebbe essere la giusta congiunzione fra il passato ed il presente; potrebbe unire, per farla breve, due fazioni di videoplayers ben distinte fra loro. I giocatori dal lungo curriculum ludico potrebbero riscoprire con Pitfall Harry certe sensazioni forse dimenticate, mentre le nuove leve potrebbero aprire importanti pagine del passato in chiave, logicamente, moderna. Tante supposizioni, forse troppe, che avranno riscontro verso fine dell’anno in corso, periodo in cui è fissata l’uscita di Pitfall Harry.

Pitfall Harry Pitfall Harry
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Avete cinque secondi per dire cosa vi viene in mente menzionando Pitfall. Cinque, quattro, tre, due, uno. Tempo scaduto. Non allarmatevi nel caso in cui questo nome non porti alle vostre menti nulla in particolare, perché Pitfall è un gioco vecchio quasi quanto il videogioco stesso, ma ancora oggi leggendario per i veterani del pad. Le origini di Pitfall hanno dimora nei primi anni ottanta, quando il videogioco era ancora una forma pioneristica d’intrattenimento. Bastavano pochi pixel su schermo, un concetto di gioco accattivante ed il resto veniva automaticamente. Per chi ancora non avesse ben focalizzato il gioco, nonostante siano passati ben più di cinque secondi oramai, Pitfall era un gioco d’azione a scrolling orizzontale con un esploratore come protagonista che ricalcava un po’ gli stereotipi di Indiana Jones. Il nostro Harry dunque si doveva destreggiare fra salti, liane e pericolosi coccodrilli. Era il 1982, ma quei pixel generati dall’Atari 2600 ancora echeggiano fra gli scantinati della memoria videoludica. Nel corso degli anni Pitfall si vide nuovamente tirato in ballo, passando, fra una macchina e l’altra, tutte le generazioni di console fino al fatidico arrivo sull’allora neonata macchina Sony. La Playstation fu dimora del primo grande salto che Activision fece fare al suo amato avventuriero; ovvero il primo, ed al momento l’unico, episodio poligonale con tanto di suffisso 3D a sottolinearlo. Activision ha dunque nuovamente deciso di rispolverare la sua più vecchia gloria, affidando agli sviluppatori statunitensi Edge of Reality il delicato compito di rinverdire per l’occasione questo nuovo episodio della saga senza però snaturarne le caratteristiche storiche.