Project Nomads  0

Impadronitevi, con Project Nomads , di una delle isole volanti che solcano i cieli di una Terra ormai distrutta dalle catastrofi naturali del futuro e edificatela come una fortezza. Dovrete pensare anche a combattere gli oppressori dei pochi sopravvissuti comandando aerei e torrette di fuoco nei panni di uno dei Nomadi. Incuriositi? Leggete l' anteprima di Simone Pesenti per saperne di più su questo titolo che si preannuncia particolarmente innovativo.

NON SPORGERTI DAL BALCONE

La terra come la conosciamo oggi non esiste più, tutto si è distrutto fin giù nelle fondamenta del pianeta e le masse rocciose e gli oceani non sono che un ricordo.
Enormi esplosioni hanno squassato il pianeta facendolo sbriciolare letteralmente nel cosmo creando il più grande cataclisma di tutti i tempi.
Misteriosamente però parti del pianeta si sono aggregate ricreando magicamente un’atmosfera respirabile (giù i libri di scienza per piacere, continuate a immaginare che è meglio) all’interno della quale fluttuano sospese nel nulla senza fondo delle vere e proprie isole volanti.
La razza umana è ridotta a poche centinaia di migliaia di abitanti, che ne corso dei decenni si sono lentamente adattati a queste condizioni di vita. I Nomadi, sono coloro che scandagliano le zone inesplorate del mondo, alla ricerca di materiale da rivendere al Mercato Grigio e si lanciano a rotta di collo a bordo dei loro areoplani, che possono apparire anche come dei sofisticati deltaplani a motore… in pratica dei trabiccoli a motore.
Il maggiore pericolo che incombe sui nostri sono i raid dei [] una sorta di gruppo auto eretto a regime totalitario, che tenta in tutti i modi di avere tutte le poche risorse sotto il suo possesso. Ed è proprio durante una delle vostre incursioni che i vostri due amici vengono abbattuti dai caccia e presi prigionieri, mentre voi atterrate in maniera non troppo morbida su un’isola vicino ad un misterioso altare.
Ed è qui che, rialzati e impolverati, assistete al prodigio. Avete risvegliato lo spirito di un Fondatore, uno degli anziani che governavano queste terre prima di quanto voi e i vostri bisnonni possiate ricordare. Egli vi istruirà su come potete sfruttare l’energia mistica di questi luoghi…

L’ISOLOTTO E’ MIO E ME LO GESTISCO IO

Il tentativo di mixare diversi generi non sempre si è rivelato un successo e la chiave di tutto è la capacità di saper dosare per bene le varie componenti, senza strafare o pretendere troppo, e in questo Project Nomads ci sa fare.
Oltre a poter comandare uno dei tre personaggio disponibili, ovvero John, Goliath o la dolce Susie dovrete maneggiare numerosi apparati meccanici a vostra disposizione lungo le missioni, allocarli a mo’ di strategico sulla vostra personale isola fluttuante e bardarla all’inverosimile per sfondare le difese della corporazione e assicurare un futuro prospero ai Nomadi.
La cosa divertente è che non vi limiterete a piazzare qua e là apparecchi meccanici per “arredare” il vostro atollo, ma li manovrerete sul serio e spesso in prima persona!
Che soddisfazione correre verso una torretta missilistica e cominciare a far fuoco sui caccia nemici in avvicinamento! Il tutto avviene con un passaggio indolore alla visuale in prima persona, sempre pronta a ritornare sul nostro personaggio una volta che scenderemo dalla torretta alla volta, per esempio, dell’hangar. Da qui decolleremo all’istante sul nostro fido biplano alla volta della base nemica, schivando colpi e proiettili diretti verso di noi.
Dopo una prima occhiata già si sente a pelle che il titolo ha dalla sua l’arma dell’intraprendenza videoludica, ciò che molti non hanno il coraggio di osare PN lo fa, ovvero sperimentare il divertimento inconsueto.

FUOCO ALLE POLVERI, DAGLI ALL’OPPRESSORE

Tecnicamente parlando la grafica di questo titolo risulta gradevole ma anche azzeccata allo stile di gioco, adattandosi alle varie condizioni nelle quali saremo immersi.
Infatti l’impegno che si deve sobbarcare il motore nel gestire visuali di diverso tipo è quantomeno da considerare, se non per il numero di poligoni (comunque di tutto rispetto) per le variabili in gioco e i continui cambi di inquadratura.
A condire il tutto un’interfaccia davvero ridotta allo stretto indispensabile per non perdere mai il senso di pericolo imminente mentre il cervello manda messaggi che gridano: “Azione!”
Mano a mano che procediamo verremo gratificati da pezzi sempre migliori da aggiugnere alla nostra collezione di marchingegni e ci sentiremo anche persone importanti, grazie alla presenza di artefatti magici che ci doneranno poteri dimenticati da tempo immemore, come la possibilità di scagliare dalle mani le rinomate palle di fuoco.
Una vera gioia di effetti e di battaglie al fulmicotone, sotto cieli stellati o tramonti struggenti, grazie al motore in grado di cambiare dinamicamente le condizioni atmosferiche.
Non dimentichiamo inoltre che il sistema di gioco prevede anche delle sottoquest che si distaccano dalla trama principale, donando nuova linfa alla componente prettamente action del gioco, attingendo a uno dei sacri dogmi tipici degli rpg, ovvero la non-linearità.
E non dimentichiamo il multiplay fino a otto giocatori, che si sposa perfettamente all’orgia aero-battagliera dei furiosi deathmatch concepiti per questo gioco.
Chiaramente siamo coscenti che tutto questo ben di dio di concept unito alla relativamente giovane esperienza del team di sviluppo ogni tanto ci dona anche qualche bad clipping o la sensazione che alcuni movimenti del personaggio non siano gravitazionalmente perfetti, però considerato il pout pourri di elementi sopra elencato siamo diposti a chiudere un occhio, in attesa della versione finale pronta per noi sugli scaffali.

UN NOMADE CONTRO TUTTI

Detto in tutta onestà non ho pretese esagerate nei confronti di Project Nomads, e penso che sia lo stesso da parte di chi lo ha concepito come un sereno approccio al videoludo privo di fronzoli e grossi paroloni.
Qui si gioca e ci si diverte, si punta sulle idee originali di team di sviluppo che si affacciano per le prime volte sull’oceano di squali mangiatutto del calibro di Blizzard e soci.
Per cui lode alla sperimentazione ragionata, che fa sorridere per un’idea nuova ma allo stesso tempo ci rende contenti per una consuetudine e di sicuro non ci fa rimpiangere il denaro speso, cosa che spesso accade quando siamo inebriati dall’hype dei grandi nomi.
Facciamo così, mentre io stesso mi arrampico sul tetto e resto appollaiato a riflettere sul delirio concettuale di questo mio ultimo paragrafo, voi armatevi di chiave inglese e iniziate a fare pratica di stringi-svita bulloni, dato che entro la fine di quest’anno potremo indossare i panni di un Nomade tuttofare del futuro.
Salta i pericoli, vola tra gli alberi, corri insieme a noi… oltre gli ostacoli, per tutti gli uomini liberi…

STRINGITI FORTE A LANA

…e poi vaaai. Quanto mi mancano i tempi in cui il coraggioso Conan, il ragazzo del futuro scorrazzava in giro per le verdi isole di una terra post-olocausto, ma già in fase di rinascita come segno indelebile della natura che vive. E in essa pochi uomini, coraggiosi e un po’ pionieri di un nuovo mondo tutto da riscoprire.
Forse è un’ immagine più poetica di quella che vogliono dare i fidi programmatori al soldo della CDV, ma non stento a credere che un po’ si siano ispirati al cartone della nostra infanzia, almeno per quanto riguarda la tecnologia e un pizzico di ambientazione.
Ma andiamo con ordine. Project Nomads che cos’è? Innanzitutto con un gioco di parole è un progetto sul serio, ovvero quello di creare qualcosa di nuovo e originale, sebbene ancorato ai capisaldi del gameplay videoludico come azione, un pizzico di tattica e poter manovrare dei mezzi di vario genere.