PrototypePrototype - Provato 

Nel freddo di una New York di fine Gennaio, abbiamo finalmente provato Prototype!

Dopo il terremoto causato dalla fusione con Activision, dei giochi che Vivendi stava sviluppando non ne sono rimasti poi molti. Uno di questi è Prototype, a cui abbiamo finalmente potuto giocare al 45° piano di un grattacielo sulla 52esima strada di New York, dopo aver assistito ad un paio di presentazioni negli anni precedenti. I Radical Entertainment riprendono la formula che avevano indovinato con i giochi legati ad Hulk e la perfezionano nel lanciare un nuovo brand e un nuovo personaggio, Alex Mercer, che, senza ricordarsi niente del suo passato si muove in una New York, per l'appunto, spettacolare e impazzita cercando di scoprire chi è, e cosa l'ha portato ad essere un'arma di distruzione di massa, in grado di ottenere poteri incredibili e di assorbire qualsiasi altro essere umano o creatura, riuscendo ad acquisirne le abilità. Non si tratta di una ricostruzione realistica e meticolosa della Grande Mela, ma della personale interpretazione del team, tutta al fine di dare vita a un'esperienza mozzafiato.

Devastazione totale

Alex è un personaggio, né buono, né cattivo, vuole solo sopravvivere e scoprire chi è, con tutto il gioco che segue questa impronta. Le strade sono animate da due fazioni: quella dei militari, che verosimilmente hanno più di una colpa nella trasformazione subita da Alex, e quella degli Infetti, ovvero delle creature mostruose, che probabilmente hanno subito la stessa sorte del protagonista, ma con minor fortuna. In tutto questo c'è il nostro eroe che, dopo aver afferrato qualsiasi NPC, appartenente alle fazioni di cui sopra, lo può assorbire con la pressione del tasto Y e prenderne energia vitale e ottenere Evolution Points. Questi non sono altro che punti esperienza che potranno essere spesi per personalizzare al massimo l'esperienza di gioco, andando ad aumentare la potenza delle diverse mosse che verranno acquisite durante la storia. Soprattutto, però, Alex può assumere le sembianze e apprendere le capacità dei personaggi che cattura, al termine di una sequenza che vede ogni volta il suo corpo "aprirsi" e inglobare il malcapitato di turno, per poi trasformarsi in tutto e per tutto in una replica di quest'ultimo.
Nella demo, Alex aveva tre poteri a disposizione che andavano da un paio di artigli a la Wolverine, due pugni granitici e una specie di alabarda, in cui si trasformavano le braccia. Già, perché i poteri del protagonista altro non sono che delle vere e proprie mutazioni che il suo corpo subisce con un effetto di morphing, che lo vede avvolto di decine di filamenti organici e di una non meglio precisata sostanza nera e fluida. Ad ogni potere corrispondono mosse speciali diverse, da ottenere con diverse combinazioni di tasti, ed ognuna di esse può essere potenziata coi punti evolutivi di cui s'è parlato.
I risultati sono davvero spettacolari, visto che tutte le mosse possono essere alternate con i colpi delle armi che si raccolgono dai soldati e che si usano anche mentre si spiccano salti da un grattacielo all'altro. Con la semplice pressione del grilletto analogico destro, Alex si arrampica su qualsiasi parete e a tutta velocità, e da lì può passare da un palazzo all'altro, persino assalendo gli elicotteri che lo inseguono, cercando di prenderne possesso. Così come dei carro armati, dei quali si assume il comando dopo aver premuto a ripetizione un tasto, a simulare lo sforzo per strappare la botola d'accesso. Tutto questo mentre il motore che gestisce la fisica, e realizzato tutto internamente come il resto dell'engine poligonale, fa saltare ed esplodere decine di elementi su schermo senza rallentamenti e incertezze.
Nel mezzo ci sono i civili, che possono essere uccisi per rifornirsi d'energia vitale e per assumerne le sembianze, così da far perdere le proprie tracce, ma che non danno punti esperienza. Proprio per rispettare l'indole di Alex, il cui intento è solo quello di venire, in qualche modo, a capo del mistero che l'avvolge.

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Mille missioni da compiere!

Con un pulsante si accede alla mappa di New York, su questa le aree rosse indicano quelle presidiate dagli infetti e quelle blu dai soldati. Le missioni sono indicate da delle icone che ne segnano il punto di partenza. Oltre a quelle principali, ci sono decine di sotto quest che possono essere portate a termine per raccogliere ulteriori punti esperienza e i tanti oggetti collezionabili sparsi per il gioco. Da quel che abbiamo visto si tratta di eventi in cui ci verrà chiesto di uccidere un certo numero di personaggi in un certo periodo di tempo, o di raccogliere o distruggere di elementi del fondale, sempre all'insegna della velocità e dell'azione più pura, senza tanti indugi su scelte morali o particolari sfumature che non siano quelle legate alla narrazione della trama principale.
Così come in Grand Theft Auto, ogni volta che scoppia un conflitto, sale quello che viene chiamato Intensity Level, o livello d'intensità, che fa accelerare l'azione e lancia decine di NPC, tra civili, infetti e soldati, tutti alle calcagna di Alex, che per levarsi d'impaccio dovrà trasformarsi in uno dei personaggi che avrà precedentemente assorbito. Per farlo, però, sarà necessario andare fuori dal raggio dell'area in cui è avvenuto lo scontro, e solo allora potrà camuffarsi. Almeno fino a quando non si sarà acquisito il potere che permette di assorbire gli altri personaggi senza farsi scoprire, cosa che fa intuire come in Prototype ci sia anche una buona dose d'azione Stealth.
Per adesso abbiamo affrontato una missione divisa in cinque step, che prevedeva l'uccisione di un certo numero di soldati, poi di carri e di elicotteri fino all'assorbimento di un personaggio, necessario ai fini della quest principale. Nel mezzo decine di salti e di combo, da eseguire con diverse sequenze di tasti, alcune, forse, un po' intricate, e per le quali sarà necessario prendere dimestichezza. Il motore gestisce senza pop up di rilievo altezze notevoli, grattacieli e, come detto, una miriade di oggetti interattivi su schermo, tra macchine, passanti, mostri, alberi e pezzi di fondale. I singoli elementi che compongono l'insieme, appena si intuisce tutto quello che è possibile fare con Alex, rendono evidente la bontà del lavoro svolto dai Radical Entertainment.
Come tutti i giochi di questo tipo, Prototype se la giocherà con la varietà dell'azione e la sua capacità di tenere attaccato il giocatore al pad per tutte le ore necessarie ad arrivare alla fine. Per adesso, Giugno 2009 dovrebbe essere il mese dell'esordio di Prototype e Multiplayer.it continuerà a seguire il nuovo progetto dei Radical, che sembra avere tutto quel che serve per segnare la nascita di un brand di successo.

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