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Rainbow Six 4: LockdownRainbow Six: Lockdown 0

Il mondo ha ancora bisogno di Rainbow, il gruppo segreto specializzato nel risolvere attacchi terroristici e crisi internazionali…

Rainbow Six: Lockdown Rainbow Six: Lockdown Rainbow Six: Lockdown

Qualcosa è cambiato

“Squadra che vince non si cambia”, questo è certo, e l’ottima riuscita di Rainbow Six 3 ha messo in difficoltà gli sviluppatori del team Red Storm Entertainment. Cosa poteva essere cambiato? Cosa poteva essere aggiunto? Qualsiasi modifica “pesante” avrebbe potuto rovinare una struttura di gioco ormai collaudata e che funzionava alla perfezione, in un mix tra azione e strategia capace di conquistare anche i videogiocatori più esigenti. La scelta più naturale è stata di attuare delle modifiche in alcuni comparti, lasciando quasi invariato il resto. Questo non significa assolutamente che Rainbow Six: Lockdown sia identico a Rainbow Six 3, bensì ne rappresenta la naturale evoluzione. Ci sono nuove armi? Certo. Ci sono nuove ambientazioni? Naturalmente. Ciò che è cambiato è il modo di rapportarsi al gioco, per tutta una serie di motivi. Innanzitutto, il briefing che ci viene mostrato all’inizio di ogni missione è stato sostituito da una versione completamente animata, che ci mostra molto meglio l’area di azione e che quindi ci permette di capire finalmente perché scegliere per la nostra squadra un equipaggiamento anziché un altro. Il team è sempre composto dal personaggio che controllate (“Ding”) più tre compagni a cui dare ordini, in questo caso con un set arricchito da opzioni come, ad esempio, “Fuoco di copertura”. Non solo è migliorata l’intelligenza artificiale dei membri di Rainbow controllati dal gioco, ma anche il loro aspetto è ora riconoscibile ed è possibile distinguerli. Dovrebbe essere sensibilmente migliorata anche l’IA dei terroristi che affronterete, e che non rimarranno immobili ad affrontarvi, ma anzi cercheranno di cogliervi di sorpresa non appena si accorgeranno della vostra presenza.

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Nuove modalità

Le novità maggiori, comunque, si esplicano nella presenza di livelli “alternativi” e di un multiplayer online piuttosto ricco. Per quanto riguarda i primi, si tratta di sezioni in cui si dovrà comandare la propria squadra da lontano, nella fattispecie dall’alto di una torre dove ci si è appostati con un fucile di precisione. Il quadro della situazione dovrebbe essere chiaro: i vostri amici si muoveranno e voi dovrete coprirli, sparando ai nemici molto rapidamente. Questa aggiunta è probabilmente dovuta alla volontà di Red Storm di enfatizzare in alcuni casi l’azione “sniper”, che finora mancava a Rainbow Six per una particolare impostazione dei livelli.
La seconda novità risiede nel multiplayer online, decisamente più completo rispetto agli episodi precedenti. Sarà possibile organizzare i soliti deathmatch all’interno di aree piuttosto vaste, anche a squadre, per un totale di sedici partecipanti. E non mancherà una modalità più strategica, in cui bisogna “conquistare” determinate zone dello stage prima degli avversari. Sarà anche possibile prendere il controllo dei terroristi, il che vi darà accesso ad un arsenale differente.

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Sono dappertuttooo!!!

La versione PS2 di Rainbow Six: Lockdown sarà certamente quella meno evoluta graficamente, dunque gli sviluppatori hanno pensato di omaggiarla di un simpatico bonus: il rilevatore di movimento. Si tratta di un dispositivo identico a quello visto nel film "Alien 2", che potrete utilizzare all'occorrenza per individuare i nemici mentre si avvicinano, dunque scoprendo la loro posizione.

Nuove soluzioni

La realizzazione tecnica di Rainbow Six: Lockdown sarà migliore rispetto a Rainbow Six 3, qualunque sia la versione presa in esame. Se su PS2 le migliorie si limiteranno a una serie di texture più definite e a una migliore applicazione dei colori, su Xbox e GameCube si dovrebbero vedere anche effetti speciali inediti. In tutti i casi, ci saranno delle modifiche che riguarderanno non solo l’aspetto degli agenti di Rainbow (come già anticipato), ma anche e soprattutto l’interfaccia utente, rappresentata stavolta attraverso il visore di Ding. Potrete controllare lo stato di salute della squadra, la condizione delle armi, gli ordini da impartire e tutto il resto proprio in questo modo. Quando Ding verrà colpito, però, assisteremo al “rovescio della medaglia” di questo approccio: il visore potrà rompersi anche irrimediabilmente, diminuendo le vostre possibilità di successo.
La serie Rainbow Six finora si è sempre contraddistinta per la solidità del proprio gameplay, che comprende elementi strategici e fasi estremamente coinvolgenti. Un prodotto dotato di uno spessore non indifferente, dunque, che con la quarta edizione promette non solo di reiterare la propria tradizione, ma di aggiungere elementi nuovi e di grande interesse.

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Tratto da un romanzo di Tom Clancy, Rainbow Six è ormai un prodotto storico per Ubisoft, che lo ha lanciato su PC per poi riproporlo anche sulle maggiori console da gioco. Rainbow è una squadra di agenti speciali altamente selezionati, nata per contrastare situazioni estremamente complesse e delicate, a livello internazionale. Costituito e coordinato dall’ex agente della CIA John Clark, Rainbow all’occorrenza si precipita in aiuto delle nazioni che ne fanno richiesta. Per questo quarto episodio, però, le cose vanno diversamente: qualcuno ha scoperto l’esistenza di Rainbow, ed è riuscito a rapire uno dei suoi componenti. Starà a voi, nei panni del leader “sul campo” Domingo Chavez, recuperare il compagno scomparso, in un viaggio che vi porterà a fronteggiare gruppi di terroristi in varie zone del pianeta.