Rayman: Raving Rabbids  0

Mucche volanti, Afro melanzane danzanti, bianchi conigli bavosi strillanti: la Rayman buillabaisse a base di minigame è servita.

Uaaaaaaaaah

Il padre di Rayman rimase subito folgorato dalle potenzialità del nuovo pad Nintendo, tanto che decise di basare il seguito della sua più fortunata creazione attorno a questa nuova periferica. Nonostante Rayman Raving Rabbids (d’ora in poi RRR) verrà convertito su quasi tutte le piattaforme commercialmente attive, è evidente che il gioco sia stato pensato attorno al telepad Wii, console dove ovviamente darà il massimo di se stesso. Questo nuovo capitolo non è un diretto successore del 3, ma rappresenta una svolta netta e decisa sia sul piano ludico che su quello stilistico: è stato abbandonato il genere originario e la classica impostazione umoristica. Quest’ultima, come lascia intendere il titolo del gioco, ha lasciato spazio ad uno stile tendente al demenziale: un gruppo di conigli pazzi da secoli osserva la terra e ora, dopo aver raccolto le informazioni essenziali, è pronto a conquistare il nostro pianeta. Rayman verrà rapito da questi folli animaletti, e per riguadagnare la libertà dovrà affrontare una serie di prove che, se superate con successo, gli garantiranno sempre più sturalavandini (sì, sturalavandini), strumenti utili a creare una scala a pioli, a sua volta necessaria per evadere dalla prigione nella quale è stato rinchiuso. Rayman potrà accedere alle varie prove da un’arena centrale strutturata in modo che ricordi il Colosseo, e ad accompagnarlo in ogni test ci sarà una mandria di conigli rabbiosi pronti ad urlargli contro continuamente, in ogni circostanza, senza alcuna motivazione, solo per fargli e farvi perdere la concentrazione. Se dovessimo riassumere quanto visto finora con una sola parola, non avremmo dubbi su quale scegliere: “Uaaaaaaaaaaah”.

Rayman buillabaisse

La demenzialità è quindi il filo conduttore del nuovo Rayman, ma il fatto preoccupante è che questo stesso aspetto ha oscurato e sta tuttora adombrando tutto il resto, che indubbiamente, controller alla mano, verrà prepotentemente a galla. Né l’E3 né le fiere successive sono riuscite a fugare il sospetto che Ubisoft abbia truccato bene una figlia non troppo bella, e questo dubbio, purtroppo, persiste anche adesso che manca poco alla commercializzazione. RRR è un gioco formato da tanti minigame, circa settanta stando a quanto dichiarato da Ubisoft, ai quali si potrà accedere dal “Colosseo”; non è ancora chiaro se sarà possibile affrontarli liberamente oppure se ci sarà un limite quotidiano, anche se le ultime indiscrezioni sembrano far propendere verso quest’ultima ipotesi. Sebbene molti credano sia tra le cose più facili che ci siano per uno sviluppatore, realizzare dei validi minigame è in realtà un arduo compito che solo pochi sono riusciti a svolgere adeguatamente: tra questi ci sono SEGA e Nintendo che, guardacaso, si presenteranno entrambe nel periodo di lancio con ben tre giochi di questo tipo, cioè Monkey Ball, Wario Ware e Wii Play. La principale differenza tra RRR e questi titoli sta nel fatto che non è composto da minigame mordi e fuggi come gli altri, ma da degli eventi troppo corti per essere definiti livelli ed eccessivamente lunghi per essere propriamente etichettati come minigiochi. La qualità delle prove viste finora è abbastanza altalenante, si passa da alcune situazioni piuttosto banali ad altre molto interessanti. Alla prima categoria appartiene sicuramente il lancio della mucca che, per quanto intrigante da vedere e simpatico da sentire, non aggiunge molto a quanto fatto in Super Mario 64 nel 1996. Tra le migliori, senza anticipare troppo, c’è indubbiamente quella che simula il salto con la corda: girando il nunchuk ruoterà la catena, sollevando il telepad salterà Rayman. Questo procedimento, apparentemente semplice, siamo sicuri che divertirà e darà del filo da torcere a tutti i giocatori, esperti e non. Impossibile non nominare anche lo stage ambientato al mare, nel quale bisognerà respingere i vari conigli vestiti da sub che emergeranno dall’acqua. In questa circostanza Rayman avrà in dotazione una bottiglia di succo di frutta, che andrà agitata spostando velocemente il nunchuk su e giù; il movimento andrà ripetuto fin quando il liquido non sarà in procinto di saltare fuori dal contenitore, cosa che farà trasformandosi in uno spruzzo che dovrete indirizzare, tramite il telepad, contro i conigli.

Appuntamento a dicembre

Come anticipato prima, Rayman avrà molta concorrenza al lancio: indubbiamente fare delle applicazioni semplici ed intuitive è stata una delle idee più naturali tra i game designer entrati a contatto col telepad, idee che si sono tradotte in una serie di titoli composti da minigame. Nintendo e SEGA hanno già dimostrato in passato il loro valore in questo campo, e tutte le prove su strada non hanno lasciato presagire alcun calo degli standard ai quali ci hanno abituato. Ubisoft dal canto deve palesare tutta la sua abilità, perché strutturare un intero titolo su una serie di minigame, per quanto intrigante possa sembrare, è un compito molto difficile. Se riuscirà ad eguagliare le due concorrenti a livello ludico allora lo stile e la grafica di Rayman, ma soprattutto i gridi dei suoi conigli, faranno il resto. L'invasione comincerà l'8 dicembre 2006.

La saga di Rayman ebbe inizio nell’ormai lontano 1995, grazie a Ubisoft e nel particolare a Michael Ancel, ideatore dello strambo personaggio privo di braccia e gambe. Il primo episodio era un platform a due dimensioni di grande livello, tanto che venne subito collocato dalla critica tra i mostri sacri del genere; Rayman 2 uscì invece a fine 1999 su praticamente ogni console, portando con sè le tre dimensioni e rivelandosi un titolo sicuramente sopra la media. Senza contare i vari spin-off, tutti purtroppo di basso valore ludico, Rayman 3 non fu in grado di rivelarsi migliore dell'illustre prequel, lasciando quindi la serie ferma in una specie di senso di incompiutezza. Nel settembre 2005 Nintendo presentò il telepad del Wii, all’epoca Revolution, facendo sognare tutti gli appassionati di videogiochi del mondo con le sue probabili, impossibili, possibili ed improbabili applicazioni: tra questi c’era anche Michael Ancel. Da quel giorno la melanzana non è stata più la stessa.