Republic: The RevolutionRepublic: The Revolution 

A distanza di un anno dalla prima preview e in occasione dell'imminente uscita, abbiamo gettato un secondo sguardo su questo promettente titolo di casa Eidos.

Republic: The Revolution Republic: The Revolution
Republic: The Revolution Republic: The Revolution

Sweet home Novistrana

Forse i Lynyrd Skynyrd si rivolteranno nella tomba, però il nome del paese in cui Republic ci catapulta si chiama veramente così. Si tratta di una piccola repubblica dell’Est europeo comandata dal consueto presidente democratico, che ha fatto incarcerare ed ammazzare i vostri genitori circa vent’anni fa. Voi per gratitudine deciderete di impegnarvi in politica e ribaltare il governo presente, soppiantandolo con un decisamente migliore: il vostro.
Detto così non sembra un titolo entusiasmante, praticamente un simulatore di ballottaggio elettorale con annesse campagne politiche varie e inciuci sotto banco, però fidatevi che semplicemente guardando gli screenshots vi potrete rendere conto di che razza di lavoro si siano sobbarcati gli Elisir.
Novistrana è divisa in tre zone, tre diverse cittadine che dovrete conquistare con la vostra politica che fondamentalmente si muoverà intorno a tre cardini: la mazzetta, il sorriso e le legnate. Potrete creare un gruppo di sostenitori per farvi appoggiare e decidere se vincere l’opposizione con la semplice politica, per costringere l’infausto presidente a rassegnare le dimissioni, oppure potrete ricorrere a rivolte popolari o a golpe militari veri e propri.

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L’azione

Mi rendo conto di come tutto sembri ancora confuso, quindi immaginate di essere un politicante agli esordi, avete un paio di sostenitori soltanto, però uno di questi è membro di una qualche gang criminale ( infatti ognuno delle migliaia di abitanti di Novistrana ha la sua personalità definita e diversificata da uno speciale algoritmo ) e decidete di utilizzarlo per “persuadere” una famosa star del mondo dello spettacolo a unirsi e sostenere la vostra causa. Ora, avendo deciso di usare la forza e avendo inviato un personaggio che conosce bene certi sistemi, il risultato sarà positivo e avrete ottenuto maggior sostegno per voi e la vostra battaglia politica.
Come nel mondo reale, un simile incontro dovrà avvenire di nascosto, altrimenti i passanti potrebbero notare la “discussione” fra i due personaggi e avvertire la polizia, cosa che ovviamente rovinerebbe la transazione.
Questo era solo un piccolo esempio di ciò che potrebbe essere il più grosso “simulatore di società” mai visto finora.

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Dati tecnici

Un’intera città, con migliaia di abitanti che si comportano in maniera reale, niente pedoni stupidi stile GTA3 o Midtown Madness, ma persone vere che si muovono, vanno a lavorare prendono i mezzi pubblici e pensano. Hanno idee riguardo la loro situazione politca, possiedono le loro abilità particolari, hanno la loro religione e così via. Cicli di giorno e notte, con illuminazione dinamica e ogni effetto che possa far soffrire la vostra scheda video con il clima di questi giorni verranno abbondantemente implementati in un titolo che, comunque, si dichiara ampiamente scalabile.
Il motore grafico è talmente potente da consentirvi una visuale a “volo d’uccello” stile Sim City, come al contempo uno zoom in grado di fornirvi una visuale quasi soggettiva dei singoli dettagli della metropoli.

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E quindi…

Novistrana arrivo! Almeno per quello che è stato annunciato io mi preparo il posto in prima fila, con tanto di pop-corn, bibitame e mazza da baseball per persuadere le teste calde a supportarmi alle prossime elezioni. E se poi di attendere le elezioni non ho voglia, vorrà dire che manderò i carri armati a dare una svegliata all’ammuffito presidente, è ora di scavare una nuova conca per chiappe sulla presidenziale poltrona in pelle umana.
Republic sembra, insomma, uno di quei titoli troppo belli ed originali per essere veri. In un certo senso lo si potrebbe affiancare a un The Sims, ma milioni di volte più grande e con una certa sostanza che al titolo EA, a mio parere, è sempre mancata. Inoltre, pur essendo un titolo completamente aperto esiste un filo conduttore che lega le varie azioni di gioco, un po’ come accadeva in GTA3, che pur lasciando il giocatore completamente libero, lo guidava per manina attraverso alcuni passaggi obbligati in modo da non trasformare la libertà di movimento in misera dispersione.
In ogni caso, se tutto va secondo i piani, ci si rilegge presto per la recensione completa.

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Republic: the revolution

Se ne sta parlando da qualche annetto ormai, fu presentato ancora all’E3 del 2001 e oggi, finalmente, sembra sia in arrivo. Sto parlando di Republic :The revolution, un ambiziosissimo progetto degno del più perverso Peter Molyneaux (beh non così perverso, qui scimmie giganti non ce ne sono…) sviluppato dai pressoché ignoti Elisir Studios e pubblicato da Eidos “Tomb Raider” Interactive. Quello che si preannuncia un gioiellino di programmazione sarà sui nostri scaffali verso la fine di questo mese e, in attesa della review approfondita, cerchiamo di sciogliere il bandolo e spiegare un po’ di cosa si tratta.

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