Resident Evil Zero  0

L'orrore riparte da Zero. Dopo averci letteralmente deliziato il palato con il riuscitissimo remake del primo Resident Evil, Capcom torna al lavoro su GameCube con un nuovissimo capitolo della saga più spaventosa di tutti i tempi, ed è un prequel!

Videogioco o videoGioco?

Certamente il peso degli anni si sente e si vede. Paragonando il primo RE uscito su Saturn e PSX con lo Zero, il divario è allucinante: pur mantenendo la stessa impostazione "Personaggi 3D - Fondali prerenderizzati", è evidente l'exploit grafico dovuto al quadruplicarsi del bittaggio, mai come ora i modelli poligonali dei personaggi sono stati così complicati, belli e "reali", mai come ora dei fondali sono stati così curati e fotorealistici.
La cura maniacale dell'aspetto "video" è però inversamente proporzionale a quanto si sono preoccupati di evolvere la parte "gioco", direi… Resident Evil è sempre e ancora Resident Evil, per fortuna. O purtroppo, da un altro punto di vista: ancora caricamenti alle porte da aprire, ancora caricamenti nelle scale da salire, ancora lo stesso sistema di controllo… Il mio metro di paragone, in sede di recensione, è ovviamente quel Rebirth uscito sulla stessa macchina, ma anche il signor Code Veronica apparso su Dreamcast e da molti (compreso me) reputato il capitolo più riuscito e bello da giocare.
Partiamo dalla storia. La trama di Resident Evil non è ancora completamente chiara e definita in tutti i suoi aspetti, e per questo Capcom ha ben pensato di offrirci un capitolo totalmente inedito che vada a ripescare e ad approfondire gli avvenimenti accaduti "prima" dell'inizio della saga, nel lontano 1996. Ovvero prima che gli agenti della S.T.A.R.S. si ritrovassero nella spaventosa magione della Umbrella.
Protagonisti di questo Zero sono la nostra vecchia, cara conoscenza Rebecca Chambers e Billy Coen, un ex Navy Seal accusato dell'omicidio di 23 persone innocenti, e per questo figura molto "anti-eroe" e fuori schema in qualsiasi classico survival horror: ipertatuato, maglietta stile Bruce Willis e manette ciondolanti dal polso, Billy è il perfetto bulletto di periferia, che accanto ad un bocconcino come Rebecca sta veramente d'incanto.

E perché non VideoGioco?

Resident Evil Zero è caratterizzato da una serie di gustose novità, molto gradite e ben accette, e da altrettanti passi indietro rispetto ai precedenti capitoli prima menzionati: partiamo col parlare di tutto ciò che mi ha fatto piacere vedere e giocare, per le cattive notizie c’è tempo dopo...
Innanzitutto, pur essendo un gioco da "single player", i personaggi da incarnare sono due. Non in differita, contemporaneamente. Rebecca e Billy possono qui scorrazzare terrorizzati dagli zombie felicemente in coppia, sparando e risolvendo i vari puzzles unendo le loro facoltà mentali digitali (che poi sarebbero le vostre…). Ve la sentite di essere doppiamente intelligenti? No problem, alla Capcom hanno pensato anche a questo. Infatti gli enigmi e i problemi che vi si pareranno contro sembrano proprio studiati partendo da questo presupposto: essere doppiamente facili, venendo incontro alle vostre facoltà mentali già duramente messe alla prova dallo sdoppiamento di personaggio.
Il controllo di ambedue i personaggi, in alcune parti del gioco, è fondamentale per il prosieguo dell'azione e della storia e dà un senso di "strategia" al gioco, per sbloccare particolari situazioni sarà inevitabile una certa cooperazione tra i due bei ragazzi. E' possibile scambiare oggetti tra loro, così come è possibile (halleluya!) lasciare oggetti in giro per le locazioni, senza dover ogni volta ricorrere all'ormai vetusto baule. Una volta posato un item, questo apparirà nella mappa, consentendovi di poterlo recuperare in un secondo momento. Purtroppo duole constatare come, per l'appunto, Resident Evil Zero sia pieno zeppo di oggetti da trasportare, e che decine e decine di volte sarete costretti a tornare indietro per posare qualcosa e liberare degli spazi dall'inventario. Fattore che sì, allunga notevolmente il tempo di gioco, ma a scapito di un effettivo divertimento.
Per switchare il personaggio principale che si desidera controllare basta premere il tasto Z, e dopo una breve pausa di circa 2 secondi (nella quale sentirete il battito cardiaco, correlato da un gustoso effetto blur motion), sarete in grado di usare Rebecca o Billy. C'è da dire che nelle scene più caotiche, dove incontrerete numerosi nemici, questo piccolo break dovuto al cambio-omino può risultare fastidioso e addirittura può creare degli svantaggi, ma nulla di insopportabile. Preso il controllo del personaggio primario, questi si muoverà con l'analogico della mano sinistra, mentre il personaggio secondario con il tasto analogico C. Se è vero che spesso è necessario avanzare in coppia per fronteggiare orde agguerrite di zombi, è anche vero che molti passaggi devono essere necessariamente affrontati o con Rebecca o con Billy.
Le creature che ostacoleranno il vostro cammino, oltre ai classicissimi zombi, sono varie e variegate, e comprendono succose new entry come i pipistrelloni e i super insetti giganti.
Il gioco parte in sordina per acquistare spessore andando avanti nella storia. Devo dire che purtroppo, a conti fatti, la storyline appare un po’ forzata e non particolarmente ispirata, pur avendo degli spunti interessanti per un appassionato della saga. Per esempio, durante la storia saranno approfondite alcune tematiche come il T-Virus e alcuni "vecchi" personaggi.

Gli Anni Passano per Tutti, tranne che per gli Zombie

Passando ai lati negativi, ancora legati al passato, citerei innanzitutto il sistema di controllo non proprio perfetto. In alcune scene molto movimentate dovrebbe essere consentita una rapida fuga previo sgattaiolamento, invece non è possibile nemmeno girarsi di scatto, costringendovi ad effettuare una rotazione a 90° del personaggio, movimento particolarmente lento e macchinoso, che spesso darà un bel vantaggio ai non vivi che vi stanno alle calcagna.
Il sistema di salvataggio è ancora legato ai mitici nastri d'inchiostro ed alle macchine da scrivere, come da buona tradizione, e l'unica piccola differenza è che in questo Resident Evil Zero ci sono molti più nastri da raccogliere, di conseguenza potete salvare molte, molte più volte.
Gli enigmi, seppur ben elaborati (soprattutto grazie alla collaborazione tra Rebecca e Billy), sono ancora troppo insensati e stupidi, a mio giudizio. La facilità di essi è fuori discussione (avete mai incontrato un enigma particolarmente difficile in un qualsiasi Resident Evil?), quel che è disarmante è dover capire il motivo per il quale è necessario compiere certe azioni per poter sbloccare alcuni item. Azioni assolutamente "nonsense" se poste in un contesto realistico.

Uno spettacolo!

Per quanto riguarda il comparto video-sonoro, Resident Evil Zero è un piccolo upgrade di Rebirth, con tutte le implicazioni del caso: dimenticatevi lo stupore provato alla vista della grafica del remake del primo capitolo, che si distaccava nettamente dai vecchi RE, e aspettatevi un titolo molto simile a quest’ultimo. Che non è un male, anyway…
I modelli poligonali di Rebecca e Billy sono favolosi: ricchi di poligoni, complessi e molto realistici. Le cut-scenes realizzate con il motore del gioco non soffrono più dei fastidiosi scatti visti nel Rebirth, e questa volta risultano molto fluidi e ben realizzati. Così come le scene realizzate in CG: assolutamente di prim'ordine, quanto di meglio sia stato mai visto su GameCube.
Le ambientazioni sono 2D, ma non semplici bitmap, bensì veri e propri full motion video carichi di effetti speciali e animazioni: vegetazione, ombre, pioggia, fumo e fuoco, tutto estremamente bello. Devo dire che, seppur tecnicamente validissimi, i background soffrono di scarsa ispirazione. Oltre che nell’ormai famoso treno, vi troverete protagonisti in una magione della Umbrella Corporation e vi troverete ad affrontare ancora una volta il tragitto nella navetta già visto nel capitolo Nemesis.
Le musiche sono invece assolutamente fantastiche, ricche di suspence e di coinvolgimento emotivo: non saranno poche le volte che sobbalzerete dalla sedia o vi troverete con la mascella aperta, ed in fondo un survival horror a questo serve…
Purtroppo la versione italiana "gode" di un particolare trattamento di sfavore rispetto alla controparte americana: la localizzazione schifosamente brutta. Sicuramente non è stata eseguita in Italia, e altrettanto sicuramente non è stata supervisionata da un traduttore italiano: numerosi sono gli errori di sintassi e ortografici, soprattutto nelle preposizioni semplici e nell'uso del femminile/maschile e del plurale/singolare. Questo aspetto rende spesso un tono "buffo" al gioco, in netto contrasto con il sentimento che vorrebbe suscitare la frase detta, perdendo purtroppo di credibilità ed effetto "thriller".

Commento

In definitiva, se siete arrivati fino a questo punto leggendo la recensione, forse vi sarete fatta un'idea molto negativa di Resident Evil Zero. In realtà non è così male, si tratta comunque di un buon Resident Evil, con molti pregi ma anche con diversi difetti. Niente di terribile (a parte le traduzioni italiane), ma è quasi scandaloso che nel 2003 Capcom non si sia decisa a fare dei passi in avanti eliminando difetti facilmente eludibili; sicuramente si nota l'influenza del progetto per Nintendo64 (doveva uscire su questo formato inizialmente).
Il mio consiglio è di giocarlo per quanto apporta al "mondo Resident Evil" e per passare una decina di ore "spensierate", in attesa di qualcosa di più corposo, magari il prossimo Resident Evil 4, che promette veramente, veramente bene.

    Pro
  • Comparto audiovideo al top
  • Due personaggi in gioco…
  • …e per questo strategico
  • Addio bauli…
    Contro
  • …ma bentornate porte e scale!
  • I soliti enigmi stupidi
  • Troppo backtracking

Un Orrore senza Fine

Resident Evil è una saga molto longeva, una delle più lunghe (e famose) in campo videoludico: con il trascorrere degli anni è apparso praticamente su ogni piattaforma di successo esistente, iniziando su PlayStation e Saturn, è apparso con il secondo capitolo su Nintendo64 (probabilmente la miglior versione) per poi approdare su Dreamcast con lo splendido Code Veronica (il mio preferito, completamente in 3D), convertito poi per PlayStation2 e arricchito da un Director's Cut, e non ha mancato una comparsata persino su GameBoy, fino all'arrivo sul 128 bit targato Nintendo con il meraviglioso remake del primo episodio, Rebirth.
Effettivamente, pensandoci bene, sono passati diversi anni dall'ultima apparizione di un capitolo interamente originale di Resident Evil. Dopo le riedizioni dei vecchi capitoli su Dreamcast, la conversione per PS2 e il remake su Cubo, in casa Capcom devono aver sentito il bisogno di creare qualcosa di nuovo per poter trainare ancora uno dei loro più famosi e prolifici franchise. Il progetto Resident Evil per la nuova macchina Nintendo è ambizioso, molto ambizioso, tanto da farlo diventare un'esclusiva, almeno fino a Resident Evil 4: fino ad allora sulla potente macchina Nintendo vedranno luce praticamente tutti i capitoli esistenti; dopo il primo, sono stati (ri)pubblicati il secondo e Nemesis, quest'anno è prevista l’uscita di Code Veronica e più in là avremo Resident Evil 4, il tutto condito da questo capitolo-prequel che è proprio lo Zero di cui ci accingiamo a parlare.