ArchivioRevolution: le opinioni dei redattori 

Revolution: una console, un mistero, tante opinioni. Noi vi presentiamo quelle di chi conosce e ama Nintendo: le aspettative, le speranze, le paure, i sogni dei redattori di Multiplayer.

"Adelante Nintendo, con juicio!" Potrebbe essere questo lo sprone che vorrei fare a Nintendo per la prossima generazione di console. Immaginiamo una Grande N lavorare alacremente, decisa a profondere il massimo impegno per invertire la tendenza che vede il successo commerciale delle sue home console in caduta verticale col passare delle generazioni. Nintendo sembra intenzionata ancora una volta a stupire, inventandosi soluzioni innovative sia a livello hardware/interfaccia che a livello di giochi. Grande sforzo insomma, e allora non si può fare altro che trattenere il respiro in attesa di questa nuova edizione dell'E3, che si preannuncia sontuosa. La casa di Kyoto sembra voler dare uno scossone all'industria del videogioco (e ai suoi proseliti), imboccando una strada di sperimentazione spinta che non sembra correre in parallelo rispetto a quelle di Sony e Microsoft. Giusto così, perché è questo che vogliamo e perché è questo che ci si aspetta da una casa che questo mercato lo ha fatto nascere e crescere, portando avanti un'encomiabile sposalizio di tradizione e innovazione. Ma azzardare troppo potrebbe rappresentare anche un'insidia, se non un rischio vero e proprio, e le risposte di un pubblico sempre più distratto potrebbero non essere quelle preventivate. Non abbia vergogna, poi, di cedere all'imitazione: la via del gioco online va battuta al più presto, anche e soprattutto prendendo a modello quanto fatto dal colosso di Seattle. Come punto di partenza, s'intende.
Alex Anolfi

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Il GameCube è stata un'ottima console, dal Revolution bisogna aspettarsi ancora di più. Come appassionato di RPG, mi auguro proprio che la ludoteca della nuova console Nintendo ospiti molti più titoli di questo genere, che sfruttino abbondantemente le sue capacità, visto che su GameCube ne abbiamo giocati davvero pochi e decisamente poco rivoluzionari. Spero anche che venga sfruttata a dovere la connessione al Nintendo DS: la connettività GC-GBA è stata una grande idea, purtroppo sfruttata pochissimo e da poche software house (pensateci, forse è solamente Four Swords Adventures a fare un uso intelligente del collegamento al GBA), e con un gioiello tecnologico davvero rivoluzionario come il DS e l'ingegnosità di Nintendo il Revolution sotto questo aspetto potrebbe far faville. Non resta che aspettare, ma il futuro è decisamente roseo.
Christian La Via

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L’interfaccia nei videogiochi è cruciale: è il tramite tra hardware e sensazioni, tra macchina e giocatore. Il suo sviluppo va insieme a quello del gioco; la vera “difference” è proprio in questa integrazione di design, e Nintendo lo sa avendo trainato l’industria per anni con innovazioni assorbite dal resto dell’industria: la croce direzionale, il DS, la vibrazione, il controllo analogico, il Power Glove, i tappetini, gli altri extra del NES. Revolution va in questa direzione: si parla di un controller privo di bottoni fisici, dotato di touch system e sensibile al movimento, ma anche di wireless come norma e di una filosofia “touching is good, feeling is better”. L’obbiettivo sembrerebbe svecchiare l’interazione con un’interfaccia intuitiva, “fisica”, più che mai adatta al gioco mainstream, ai party e music games, al gioco in socialità online come offline. Certo, non tutte le ciambelle escono col buco. Che ci sia o meno “Revolution”, ne guadagnerà comunque una visione del videogioco diversa da quella della concorrenza, in cui allo sfoggio cosmetico della potenza o all’attrattiva della convergenza mediale si oppone una visione del gioco sempre più immersiva.
Marco Benoit Carbone

"Adelante Nintendo, con juicio!" Potrebbe essere questo lo sprone che vorrei fare a Nintendo per la prossima generazione di console.

“La Vecchia Signora Cocciuta ci riprova!": questo ciò che mi salta in mente quando sento parlare del Revolution. La spietata multinazionale Nintendo riprova ad anteporre l'innovazione –anzi, la Rivoluzione- alla potenza bruta, la classe alla forza, la raffinatezza alla massificazione. In questo DS da casa spero di ritrovare tutta la bravura che ha la Nintendo nel far scaturire da piccole ma grandi idee giochi meravigliosi. Non so se mi ritroverò a dimenare giroscopi, accarezzare pad squamosi, parlare ad una macchina o cos'altro, ma so cosa la Big N può tirar fuori da un semplice bongo, da due tasti dorsali o da uno stick analogico: mi potrebbe bastare. Temo le parole ghetto, incomprensione, abbandono. Mi spaventano le terze parti, le politiche suicide, la mancanza di voglia di assaggiare cose nuove. Aspetto nuovamente come ormai da anni, mai sazio, Mario, Zelda, Metroid, ma anche tanti nomi mai ascoltati. Il Revolution dovrà riparare agli errori di Nintendo preservandone i pregi, vendere alla massa senza snaturare il concetto, far divertire tutti dal nonno al nipote come si vedeva sulle scatole e nella pubblicità del Nes. E se ci riuscirà con una inevitabile Rivoluzione allora dovremo fare i complimenti, per l'ennesima volta, alla Vecchia Signora Cocciuta.
Andrea Franzone [C] Revolution: le opinioni dei redattori Revolution sarà il quinto discendente di questo signore qui Revolution: le opinioni dei redattori Che forma avrà? Intanto mettiamo i puntini sulle i... [/C]

Se si usa un attimino di senso critico nel discernere e sintetizzare il vortice di voci e dichiarazioni ufficiali che ci ha accompagnato in questi mesi e vi si unisce la conoscenza di storia e filosofia di Nintendo, un’idea ce la si fa: l’applicazione ai videogiochi di un sistema di controllo già esistente che porterà maggior semplicità e coinvolgimento, un hardware potente ed estremamente ottimizzato, un sistema online subito all’altezza, i titoli storici e il supporto delle terze parti più importanti, sono tutti punti fermi sui quali potremmo scommettere senza paura; ma tutto il resto, reazione del mercato compresa, è avvolto nelle nebbie del futuro. Una cosa mi preme dire, però: di Xenon (mi piace ancora questo codename…) e PS3 sappiamo ancora pochissimo, ma la sostanza la conosciamo. Saranno il top, con un impatto tecnico commovente e giochi imprescindibili, e saranno la massima espressione del modo di giocare che ci accompagna da tanti anni. Revolution, però, potrebbe essere qualcosa in più; e sin da adesso, che è avvolto nel più fitto mistero, spinge le menti dei giocatori a fantasticare, a immaginare cosa potrebbe essere e come ci intratterrà di qui a qualche anno. Ci spinge sin da adesso, In una parola, a sognare.
Michele Lamberti

Revolution, però, potrebbe essere qualcosa in più

Quello che si prospetta quest'anno è sicuramente l'E3 delle sorprese, ma se per le due console di prossima generazione Sony e Microsoft siamo già a conoscenza a grandi linee delle strategie e delle tecnologie che implementeranno, dalla sponda Nintendo è il silenzio più assoluto, Iwata stuzzica la fantasia dei videogiocatori con poche informazioni, mai complete, sempre sognanti, e così comincia il valzer dei rumors: c'è chi vuole il Revolution come console dipendente quasi unicamente dal pad, chi la pensa come un’evoluzione casalinga del DS, chi parla di giroscopi, immagini 3D e tasti a pressione, escono le prime liste di giochi in lavorazione...
La verità è che non ci sono immagini, non ci sono fonti sicure, sono davvero pochi al mondo quelli che in questo mare di illazioni sanno cosa aspettarsi da questa generazione Nintendo e sfortuna nostra tengono la bocca cucita. Per sapere quello che ci si prospetta bisognerà aspettare la conferenza Nintendo, è sempre stato così e non nascondo che questo tipo di strategia mi piace, il piacere dell'aspettativa e la sorpresa finale è qualcosa che rimanda ai tempi in cui si era bambini e l'unica nostra aspettativa girava sul giorno di Natale. Nintendo è stata fondamentalmente coraggiosa, Iwata ha sempre assicurato che più che badare al reale progresso tecnologico della console si sarebbero fissati sulla rigenerazione di quell'aspetto di entertainment perduto negli ultimi anni, una console definita come una nuova esperienza nel campo videoludico, un rischio grossissimo. Se il Revolution avrà successo tra un anno saremo quasi sicuramente qui a produrre sperticate lodi per Nintendo, se farà fiasco lo farà in modo totale. Questa volta non ci saranno mezze misure.
Si chiamerà veramente Revolution? Questo non possiamo saperlo.
Sarà rivoluzionario? Nel bene o nel male, su questo possiamo contarci.
Alessandro Locatelli [C] Revolution: le opinioni dei redattori Reggie è il leader Rivoluzionario! Revolution: le opinioni dei redattori Come ci stupirà quest'anno Sua Giocabilità? [/C]

Mai come con questa generazione di console, la situazione di Nintendo è stata così misteriosa da lasciare del tutto confusi di fronte alle –poche- informazioni finora trapelate. Revolution, si dice, sarà diverso dalla concorrenza made in Sony e Microsoft, proponendo un autentico nuovo approccio al videogioco. Un concetto sulla carta splendido, ma che ha bisogno di idee davvero valide per riuscire a farsi strada tanto tra i consumatori quanto tra gli sviluppatori. Perché se è vero che probabilmente non c’è spazio per 3 piattaforme accomunate da una stessa filosofia di utilizzo all’interno del mercato attuale, è altrettanto vero che distaccarsi troppo da questa filosofia potrebbe mettere in imbarazzo l’utenza, legata ad un tradizionalismo che finora non sembra dare grossi segni di cedimento. Non abbiamo però alcun dubbio che in casa Nintendo tutte queste cose siano ben chiare, ed è questo il motivo per cui guardiamo con estrema fiducia all’ormai imminente conferenza stampa di Los Angeles del 17 Maggio. Segnatevelo sul calendario...
Andrea Palmisano

Revolution: le opinioni dei redattori Revolution: le opinioni dei redattori

Tra le console di prossima generazione, Revolution è probabilmente quella rimasta più avvolta nel mistero, e proprio per questo la sua futura presentazione si presta a rumor e speculazioni di ogni genere. Lasciando perdere queste più o meno credibili voci di corridoio, quel che è certo è che Revolution per Nintendo non rappresenta solamente una nuova piattaforma hardware, ma soprattutto l’occasione per riscattarsi degli errori commessi con Nintendo 64 prima e GameCube poi, che ne hanno compromesso il pieno successo commerciale. E se da un certo punto di vista la “rivoluzione” che questa nuova console sembra portare con sé non può che essere attesa con curiosità ed entusiasmo, d’altra parte c’è da sperare anche che Nintendo non punti esclusivamente sulla sua proverbiale Difference, ma che riconosca invece la fondamentale importanza del massiccio supporto di sviluppatori third party.
Fabio Palmisano [C] Revolution: le opinioni dei redattori Il nuovo Mario al lancio? E Rivoluzionario? Revolution: le opinioni dei redattori Zelda, con ogni probabilità l'ultima hit GameCube [/C]

Dà una strana sensazione trovarsi qui a parlare della console Nintendo prossima ventura, di cui è già stata annunciata la presentazione durante l'E3 e che sarà quindi probabilmente in dirittura d'arrivo entro l'anno prossimo. Strana soprattutto perché, nel frattempo, un titolo cardine come il nuovo Zelda è stato parimenti annunciato a breve e perché la generazione "cubica" sembra non essersi pienamente esaurita. Ma forse è solo un'impressione ed effettivamente gli anni son passati anche per il GameCube, pur senza farsi troppo sentire. Stando alle parole di Satoru Iwata, il Revolution sarebbe talmente differente da tutto ciò che si è visto finora da rischiare di rendere difficili persino i porting di eventuali titoli multipiattaforma. Non nego che un sistema di controllo "alternativo" al solito pad (sebbene mi sia difficile immaginarne uno ancora più particolare del touch screen e ugualmente realizzabile) avrebbe un suo fascino, ma anche sfornare qualcosa di troppo unico sarebbe un mezzo passo falso: la storia insegna. Dal Revolution mi aspetto soprattutto un pieno supporto dell'online ed esponenti di qualità delle serie più quotate a Kyoto, oltre ad una quantità di nuovi validi franchise per rendere anche la next gen degna di essere guardata con curiosità vera.
Virginia Petrarca [C] Revolution: le opinioni dei redattori Miyamoto l'ha fatto tremare più di Tom Cruise e Brad Pitt nudi Revolution: le opinioni dei redattori Molto probabilmente Revolution non sarà sullo showfloor [/C]

Le ultime voci stanno guadagnano sempre più credibilità. Il Revolution non sarà mostrato completamente all’E3. Pare ci si debba accontentare delle specifiche definitive e filmati. Se la curiosità dopo tali voci non aumenta, lo fa di sicuro lo scetticismo: c’è chi dice che neanche Nintendo sappia cosa sia. Io invece penso che Nintendo sappia più che bene cos’è il Revolution, e che anzi stia pure ad uno stato di sviluppo piuttosto avanzato: in quest’ultimo anno praticamente il GameCube non sarà più supportato dalla casa madre, qualcosa deve pure fare nel frattempo… Gli altri dubbi invece nascono dal concetto stesso di Revolution: perché Revolution? Il videogame non va più bene? La console a mio parere sarà molto più “standard” di quanto si possa immaginare. Avrà qualche nuova forma di interazione, e si baserà su tecnologie esistente e già sfruttate (anche nei videogiochi magari), ma con la solita maestria Nintendo nel rendere funzionale quello che ancora non lo è: pensate al 3D e ai comandi analogici… La casa ci ha già abituati a idee semplici che funzionano alla grande una volta applicate ai videogiochi. Nintendo sa fare troppo bene il suo mestiere per cancellare tutto e riscrivere da capo il fondamento dei videogiochi: perché abbandonare una storia di successo per creare qualcosa di aleatorio con sbocchi per il futuro e vantaggi ancora incerti?
Alessandro Pomili

Revolution: le opinioni dei redattori Revolution: le opinioni dei redattori

Da Nintendo non ci si poteva che aspettare una… rivoluzione per il successore di GameCube. Del resto la casa giapponese è diventata famosa proprio per il suo “osare”, talvolta esagerando (vedi Virtual Boy) e sempre rivolgendosi a una fetta di videogiocatori che, per forza di cose, non sono mai la maggioranza. Perché la maggioranza cerca solo l’ultimo ritrovato della tecnologia, vuole solo vedere meglio ciò che già conosce. Magari perché le novità la spaventano. Dunque il compito di Revolution sarà estremamente delicato: proporre qualcosa di realmente innovativo e ugualmente affascinante, abbastanza da scuotere il videogiocatore medio dal proprio torpore. La rivoluzione sarà nel controller? Nell’online (rigorosamente WiFi)? Nei giochi? Ancora non è dato saperlo. La mia personale opinione, comunque, è che servirà qualcosa di davvero eccezionale per puntare a un successo maggiore di quello ottenuto da GameCube: un’esperienza di gioco completamente diversa, che dia vita a nuove prospettive. Una rivoluzione, insomma.
Tommaso Pugliese

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