Ride to Hell - Anteprima  16

Invitati in Austria, abbiamo visto una versione preliminare dell'atteso free roaming fatto da Deep Silver Vienna. Anni di apprendistato in Rockstar torneranno finalmente utili!

Non solo Cursed Mountain per Deep Silver Vienna, che nel corso della recente visita alla sua sede austriaca ha permesso di dare un primo sguardo ad una versione tutt'altro che completa del secondo titolo in sviluppo, quello più visceralmente legato all'esperienza fatta con i vari Grand Theft Auto. Ride to Hell è quindi forte delle premesse tipiche dei free roaming più ambiziosi: una grande cura per l'ambientazione, lo studio di molte fonti per elaborare al meglio le tematiche trattate e ovviamente un'enorme mole di contenuti, tanti da riempire la gigantesca ambientazione di gioco e tenere incollati allo schermo per decine di ore.

I mitici anni sessanta

Protagonista delle vicende sarà Ray Kaminski, reduce del Vietnam tornato in un paese profondamente mutato e, seppur ferito dalla brutalità della guerra, ancora vivo e pulsante, pieno di nuove correnti di pensiero, tutte intente a chiedere - o a prendersi - una libertà che non sempre era stata loro garantita. Ray verrà quindi introdotto al mondo delle bande motociclistiche e alla cultura che ruota attorno ad esse, libero di scorazzare nel deserto a cavallo tra California, Nevada e il confine messicano, tagliando con le sue due ruote quell'ambiente polveroso fatto di piccole città dalle basse case e molti spazi vuoti, orizzonti mozzafiato con vista sulle montagne e scorci di quello che negli anni a seguire sarebbe diventato il mare più ricercato ed esclusivo degli Stati Uniti d'America. Gli anni sessanta protagonisti assoluti quindi, anche grazie ad un minuzioso lavoro di studio delle fonti che partendo da film come Easy Rider si è protratto fino all'approfondimento di fenomeni come quello degli Hell's Angels, la più famosa tra le associazioni motociclistiche, passando da tutta una serie di sottoculture nate o prosperate in quel periodo, gli hippie su tutti.
Premesse non banali e lontane dalla solita città piena di bande criminali e super cattivi, cucite attorno ad una struttura di gioco già vista ma troppo spesso sviluppata in maniera superficiale: il cuore dell'esperienza sarà la solita sequenza di missioni da portare a termine, scegliendo per chi lavorare e intervallando i compiti assegnati ad un po' di sana esplorazione, magari unita all'esecuzione di qualche minigioco o compito secondario. Allo stato attuale Ride to Hell è ancora troppo in divenire per poter esprimere un giudizio sensato sulla qualità del sandbox - tanto che le missioni mostrate sono state attivate tramite una serie di salvataggi, evitando di spostarsi sulla mappa se non per brevi tratti - ma se da una parte sarà molto difficile proporre un'enorme mole di contenuti in un ambiente così arido e desertico, dall'altra è stato piacevole vedere quanto ogni singola attività o inseguimento si adatti perfettamente al contesto, apparendo come qualcosa di cui quasi già si possiedono le basi, forti dei moltissimi riferimenti culturali e poi mediatici fuoriusciti da quegli anni.

Funghetti e altre delizie

Nel corso della demo è stato possibile vedere una manciata di missioni, nulla di trascendentale e non quelle più spettacolari presenti poi nel prodotto finito ma sicuramente adeguate nel mostrare lo spirito dell'opera. Si è passati senza soluzione di continuità dallo scatto di alcune foto a una modella aspirante attrice di film porno - genere in quegli anni letteralmente esploso negli Stati Uniti - fino alla consegna di alcune sostanze all'interno di una comunità hippy, passando per l'esilarante raccolta di alcuni funghi all'esterno di una tavola calda dove Ray aveva ordinato un hamburger a cui però mancava l'adeguata farcitura, una caccia al porcino per tentativi che passava inevitabilmente dall'assunzione di alcune varianti allucinogene con tanto di fantastici effetti visivi e distorsione delle capacità sensoriali. Non sono quindi state mostrate le immancabili sparatorie evidentemente a causa di un sistema di combattimento ancora da perfezionare, mentre si è vista una breve scazzottata gestita da uno schema di comandi decisamente tradizionale per il corpo a corpo e che anche in questo caso sarà meglio giudicare dopo una prova diretta.
Per muoversi all'interno della mappa ci saranno una grande quantità di mezzi a due e quattro ruote, da rubare come sempre ma anche - e qui si trova una delle migliori innovazioni del prodotto - da costruire nel caso della propria moto. Sarà infatti possibile recarsi all'interno dell'apposita officina e montare un bolide unico e personalizzato, unendo i pezzi che verranno sbloccati completando gli obbiettivi e accrescendo la propria notorietà, un mezzo realizzato tra centinaia di possibili combinazioni, tanto nell'estetica grazie a un'enorme libreria di disegni e decorazioni, quanto nella sostanza, tra marmitte, motori e forcelle. Un'aggiunta in grado di dare profondità, con la motocicletta impossibile da perdere grazie ad un sistema che la renderà sempre disponibile qualsiasi cosa succeda e il cui progetto sarà condivisibile online, con modalità ancora tutte da scoprire.

Scorci in progress

Visivamente a farsi apprezzare è la fedeltà al periodo, con ogni singola casa, baracca e tenda perfettamente a tema come chi la abita. In generale e nonostante i temi trattati spazino dalla droga al sesso, passando dall'immancabile violenza, il clima generale non è mostruosamente sopra le righe ed esplicito, un complesso equilibrato che oltre a non far cadere l'insieme nel solito mix di eccessi riesce a dare a Ride to Hell un'immagine piuttosto personale. Tecnicamente a mettersi in luce è la mappa che, per quanto sia stata mostrata solo in piccola parte, appare enorme come poche volte è capitato di vedere: incredibile quando ci si trova sulla cima di uno dei monti che ne movimentano la morfologia. Non male i modelli e la varietà delle texture - che però non brillano per qualità - mentre è ancora tutta in divenire la questione fluidità e pulizia, segni inequivocabili che i lavori sono tutto fuorché conclusi.
Una data d'uscita precisa ancora non esiste ma vista la mole di lavoro mancante e la volontà di metterlo sugli scaffali dei negozi entro l'anno, difficilmente ci si discosterà dal periodo natalizio. I prossimi mesi saranno ricchi di eventi e fiere, ci sarà modo di parlarne di nuovo.