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Questo PX4000 presenta inoltre l'interessante funzione Turbo, la quale consente di programmare uno o più tasti, in modo da ottenere, per gli stessi, la ripetizione continuata della loro azione (a tasto costantemente pigiato) qualora il gioco non lo prevedesse. Ciò risulta chiaramente utile in ogni tipologia di sparatutto, ove si ottiene un conveniente "fuoco a raffica". Si dimostra invece inutile laddove è prevista una doppia funzione per un tasto quando esso rimane premuto. Altra chicca è la presenza di una rotella throttle (autocentrante), che poteva tornare comoda nei giochi di guida (per accelerare e frenare), oppure nelle simulazioni di volo (per controllare il timone) se fosse stata integrata meglio. Questa infatti è posta sotto il gamepad, frontalmente tra i due stick e non è molto facile da raggiungere con il pollice destro, ma genera presto tensione nella mano; la sua gommosità garantisce invece un'aderenza soddisfacente. Il throttle si attiva premendo due volte il pulsante analogico (contemporaneamente viene disattivato lo stick destro), il quale serve a passare attraverso le tre differenti impostazioni di funzionamento del gamepad: Digitale, Analogica, Analogica e Throttle.
L'utilizzo dei tasti è sempre confortevole: quelli di azione hanno un'ampia escursione (per garantire un'efficace risposta qualora impiegati come analogici), quelli dorsali invece (giustamente) pressoché nulla. I doppi ed ingombranti motori (compatibili Dual Shock( / Dual Shock 2() di questo gamepad sono davvero potenti nel fornire il giusto feedback al giocatore, che si sente ancor più partecipe dell'azione. Chiaramente, i risultati migliori si ottengono su PS2, verso la quale questa periferica è prioritariamente indirizzato. Si annovera infine uno splendido D-Pad ad otto direzioni.

Concludendo, ci troviamo di fronte ad un prodotto solido, poliedrico ed estremamente preciso, ma dalle dimensioni esagerate, che alla lunga possono stancare le mani proprio per l'impugnatura in cui sono costrette. 4

Pro: Leve analogiche di grande robustezza e precisione (a dispetto del non confortante aspetto)... ...e funzionano pure nella modalità digitale emulando D-Pad e Tasti Azione Assi bloccabili sugli stick analogici Presenza di un throttle (può far comodo, a volte...)
Contro: Dimensioni esagerate per un'impugnatura poco ergonomica ed alla lunga stancante Aspetto complessivo che fatica ad essere accettato (de gustibus, comunque)

Questo nuovo gamepad Saitek mi ha favorevolmente convinto. E qui lo dico. Magari di primo acchito possono infastidire le sue generosissime dimensioni (specialmente se confrontate con quelle del modello originale Sony) ed il suo aspetto poco sobrio, ma dopo averlo provato per qualche sessione di gioco, rimane impossibile non divenirne amanti. 1
Si rende subito apprezzabile per la notevole lunghezza del cavo che lo collega alla console (2,5 metri) e si prosegue poi per la bontà di certe peculiarità.
La sua caratteristica principe è senza dubbio l'alta qualità, precisione e robustezza degli stick analogici. Semplicemente perfetti. Di gran lunga migliori di quelli della concorrenza ed anche di quelli originali Sony. Inoltre, gli stick sono sempre attivi, infatti anche nella modalità digitale possono emulare il D-Pad (stick sinistro) e i quattro Pulsanti Azione (stick destro); addirittura, se premuti funzionano da pulsanti L1 e R1. Altro pregio delle leve analogiche è quello di poter essere bloccate (indipendente l'una dall'altra) lungo l'asse orizzontale o verticale. Questa funzione diviene certamente apprezzabile per quei giochi dove la precisione nei movimenti è fondamentale ed è indispensabile non perdersi in manovre (sugli stick) troppo ampie e superflue. Ad esempio, nei giochi di guida lo stick sinistro viene impiegato solo per sterzare (asse orizzontale), mentre il destro solo per accelerare/frenare (asse verticale). Il bloccaggio delle leve si realizza ruotando l'apposita ghiera posta alla base delle stesse.

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