Savage Moon - Provato  0

Cosa succede quando Fanteria dello Spazio incontra Tower Defense?

Torri per tutti i gusti

La cosa che si nota subito rispetto alle versioni classiche è, oltre alla grafica, la telecamera libera di essere mossa, ruotata e zoomata a piacere visto che, non ci si trova di fronte a semplice schermate fisse. Le ondate di alieni, qui chiamati Insectocytes, si muovono in grandi arene, ops complessi minerari, ma complici i molteplici punti di uscita dei nemici, starà al giocatore seguirli spostando la visuale, alla stregua di quanto succede, con proporzioni diverse, negli strategici in tempo reale. Quindi tutta le gestione delle proprie difese diventa molto più frenetica, bisogna necessariamente muoversi per tutta l'area, capire dove e quali torrette posizionare, azzeccando i sentieri di passaggio, visto che il percorso dalle zone di uscita fino al complesso minerario da difendere non è mai unico. Nonostante la giovinezza della build giunta in redazione, afflitta da alcuni piccoli problemi, è stato possibile apprezzare le meccaniche rinnovate del gioco, così come alcune interessanti aggiunte alla gestione strategica del proprio arsenale. Dodici diversi tipi di nemici, con la possibilità di strisciare come di volare, devono essere abbattuti usando tutta la tecnologia disponibile, che è possibile ottenere scegliendo accuratamente cosa sviluppare in un ben articolato schema ad albero. Non basta semplicemente, se i punti lo permettono, fare upgrade alle torrette iniziali, ma scegliere accuratamente se puntare alle armi più potenti oppure sviluppare fino alla massima potenza quelle di base. E' tutto molto libero, non esiste una configurazione fissa che garantisca il successo. Le torrette sono molto varie, oltre a quelle classiche dotate di minigun, di cannone antiaereo, ci sono mortai e raggi laser. Se poi si decide di spendere i punti acquisiti non in upgrade alle torrette gia piazzate, ma per sviluppare tecnologie superiori, si può fare strage di aracnidi mediante lanciamine, cannoni a particelle o grazie al costoso, quanto efficace bombardamento orbitale. Ci sono poi tutta una serie di torrette "di servizio", che donano bonus come potenza e danno ad area maggiorato, o come quelle che riparano i danni alle proprie strutture o che rallentano il passaggio dei nemici. Su tutte spicca però la possibilità di costruire dei blocchi di cemento, sui quali piazzare torrette, per far cambiare strada ai nemici, facendoli cadere in ben concertate imboscate. La gestione economica, insieme al numero limitato di torrette da costruire per ogni ondata di nemici, dona un inaspettato sapore strategico al tutto. Di fatto è possibile in tempo reale, e non in determinati momenti come nella maggior parte delle versioni browser in flash, cambiare tra maggiore potenza e maggior incasso, è assolutamente necessario quindi fare la scelta giusta, saper tirare la cinghia per accumulare i punti necessari per arrivare agli upgrade di quarto e quinto livello.

Trenta torrette per me posson bastare

Graficamente Savage Moon non stupisce per effetti speciali e modellazione poligonale, ma il tutto si lascia vedere con estremo piacere, le unità nemiche sono ben contraddistinte e dopo le prime ondate si acquisterà familiarità con il loro aspetto, andando quindi a scegliere in un batter d'occhio la giusta torretta. Il nostro arsenale invece, ben fatto e vario, sembra soffrire invece del problema inverso, non si riesce a distinguere tra un cannone antiaereo, una minigun e un mortaio: al primo livello si riconoscono le canne rotanti o l'affusto di cannone, mentre facendo gli upgrade, tutte le strutture diventano piuttosto simili, bisogna soffermarsi col cursore e spingere X, e questo quando si hanno venti-trenta torrette in campo fa perdere troppo tempo. La conformazione geografica delle aree è invece stata costruita oculatamente, costringendo il giocatore a studiare il campo di battaglia attentamente prima di fare le proprie mosse. In definitiva questo primo incontro con Savage Moon è stato certamente positivo, l'ambientazione lunare dona un certo fascino fantascientifico al gioco, ma quello che più conta è che pur rimanendo nel solco delle meccaniche tradizionali, il gioco non risulta troppo qualcosa di già visto e giocato, grazie ad una impostazione a metà tra il gestionale e lo strategico in tempo reale che sembra funzionare a dovere.