Sonic e il Cavaliere Nero - Anteprima  13

Sonic che corre tra castelli e praterie impugnando Excalibur? Non è un'allucinazione, è solo l'ultima follia di Sega...

Le ultime performance del porcospino blu più amato del mondo non sono state esattamente esaltanti. Il declino appare evidente con lo spin-off Shadow the Hedgehog, al quale seguono titoli davvero discutibili un po' per tutti i formati. Il Nintendo DS è l'unica console baciata dalla fortuna e da quel vero "spirito" di Sonic che sembra essersi perso in un mare di poligoni, grazie ai due episodi della serie Sonic Rush. Poi segue un poco elettrizzante pseudo-RPG addirittura programmato da BioWare che non risolleva le sorti di una mascotte leggendaria che sembra desiderare la pensione. E dopo averlo trasformato in un lupo mannaro nel bizzarro e deludente Sonic Unleashed, adesso il Sonic Team tenta la nuova svolta: proietta Sonic nel passato, gli affida una ben nota spada magica e spera che noi, impugnando il Wiimote, salviamo capra e cavoli...

Un porcospino alla corte di re Artù

L'idea generale di Sonic e il Cavaliere Nero è la stessa alla base di Sonic e gli Anelli Segreti, solo che questa volta la mascotte Sega e i suoi compagni sono traslati in un mondo medievale parallelo, dove Re Artù è malvagio e Amy interpreta la versione femminile di Merlino, tanto per rendere l'idea. Sonic, dal canto suo, deve affrontare una serie di stage a tutta velocità armato di spada: il gioco è quindi diviso in livelli, come da tradizione, piuttosto brevi ma frenetici e a scorrimento, per così dire, automatico. Il risultato è una spettacolare e cinematografica corsa a perdifiato in cui il giocatore può evitare gli ostacoli e combattere i nemici. Se la linearità di questa struttura ludica può essere una caratteristica della serie tutto sommato particolare e accettabile, la differenza si manifesta quando ci si ritrova a dover combattere contro i vari nemici che infestano gli stage: in questi casi la corsa di Sonic si interrompe finchè gli avversari non sono sconfitti, e il combattimento mischia i canonici attacchi di Sonic, come il colpo appallottolato, con alcuni nuovi di zecca che fanno uso della nuova arma del porcospino e, ovviamente, del Wiimote. Insomma, oltre a poter erigere uno scudo temporaneo con la pressione di un tasto, basterà scuotere il Wiimote per eseguire dei colpi di spada e sbarazzarsi dei nemici. Un'idea carina sulla carta, che però dovrà per forza essere sorretta da un sistema di controllo con un minimo di profondità.

The Legend of Sonic

Gli stage per quanto brevi offrono comunque una discreta varietà di situazioni che non si limitano a combattimenti con nemici occasionali e boss, ma anche piccoli puzzle, interazioni con paesani da salvare, ricerche di anelli e oggetti da collezionare. La connessione a Internet (con i canonici Codici Amico) permette di scambiare i "tesori" conquistati con altri giocatori e di condividere i propri record nei vari livelli del gioco. Una modalità multi-player permette perfino di affrontare gli altri personaggi principali dell'avventura, ognuno dotato di peculiari attacchi e abilità, in particolari arene disegnate per scontri all'ultimo sangue. E tecnicamente il gioco promette veramente bene: le atmosfere medievaleggianti sono reminiscenti dei vari The Legend of Zelda e in particolare di Ocarina of Time e Twilight Princess, la storia è raccontata attraverso sequenze in computer-grafica molto curate e in generale le varie ambientazioni sono ricche di dettagli, coloratissime e spettacolari.
E' certamente un peccato che ultimamente il Sonic Team sembri aver dimenticato la vera identità della loro pricipale creatura, annaspando in un mare di idee che dovrebbero rinfrescarne il concept e creando spesso e volentieri solo confusi minestroni poco convincenti. Sonic e il Cavaliere Nero quantomeno sembra avere le carte in regola per essere un buon videogioco, nella speranza che il sistema di combattimento possa offrire una sfida diversa dallo stancarsi di agitare il braccio senza guardare lo schermo. Attendiamo la versione definitiva per esprimere quindi il nostro giudizio definitivo.