Space Invaders Anniversary  0

In occasione del venticinquesimo compleanno di Space Invaders, Empire ha realizzato una raccolta del tutto particolare, contenente ben nove varianti del classico Taito. Nostalgici dei videogame, riunitevi!

Caratteristiche del gioco

Space Invaders Anniversary ci offre la possibilità di giocare con otto versioni del classico Taito: l’originale Space Invaders (in quattro varianti), Space Invaders Part II (due varianti), Space Invaders 3D Mode, Versus Mode e Doubles Mode.
Ci si trova all’interno di una sala giochi virtuale e si può cimentarsi con il coin-op desiderato, addirittura bisogna inserire una moneta “virtuale” prima di dare il via alle partite. Inutile dire che le macchine sono emulate alla perfezione, anzi di più: questa raccolta ci permette addirittura di selezionare l’inclinazione della visuale del gioco, possibilità che assume risvolti inediti nella versione 3D di Space Invaders.
La godibilità di Space Invaders Anniversary varia a seconda della predisposizione di chi si avvicina a un prodotto del genere e, naturalmente, alle lievi variazioni apportate al prodotto nelle sue varie incarnazioni. L’antico e “legnoso” Space Invaders può risvegliare emozioni sopite nei videogiocatori più attempati, che naturalmente ben presto realizzano gli evidenti limiti di uno dei padri dell’attuale intrattenimento elettronico. Le versioni più recenti come quella in 3D, invece, uniscono il classico al moderno: la meccanica è la stessa, la grafica è moderna ma essenziale, il controllo della postazione d’attacco è più fluido e “permissivo”.
Alle nove varianti di Space Invaders è stata affiancata una sezione “bonus” in cui è possibile dare un’occhiata a materiale promozionale relativo al gioco, nonché ai disegni preparatori dei programmatori e, addirittura, ad alcuni schemi del codice.

Una raccolta, un perché

Appartenendo a un filone del tutto particolare, fatto prevalentemente di raccolte di vecchi classici, Space Invaders Anniversary non è e non vuole essere un prodotto dalle grandi aspettative, bensì un titolo “di nicchia”, da riscoprire più che da scoprire da parte di un determinato target d’utenza. Questa raccolta palesa le proprie finalità “promozionali” nella notizia di una nuova, imminente distribuzione del coin-op originale di Space Invaders nelle sale giochi.
Volendo, potremmo interpretare questo ritorno come un appello per ritrovare lo spirito dei videogame: la voglia di mettersi alla prova per superare i propri limiti e raggiungere l’agognato high score. Una meccanica di gioco semplice e ripetitiva contrapposta allo spessore e ai tecnicismi dei prodotti attuali, sempre più dettagliati ma sempre meno disponibili alla “partita veloce”.

Parlare dell’importanza di Space Invaders per il mercato dei videogiochi è superfluo. Realizzato come coin-op nel lontano 1978 (anno ricordato per aver dato i natali anche al sottoscritto…), il gioco ha rappresentato il passo numero due nell’invenzione del videogame come forma di intrattenimento commerciale, e ha posto le basi per tutto ciò che è venuto dopo.
Ai comandi di una postazione d’attacco, ultimo baluardo dell’umanità contro l’invasione aliena, nel gioco bisogna fare fuoco contro lo sciame di esseri ostili che si avvicinano pericolosamente al suolo terrestre. Questi ultimi non si limitano a scendere sempre più velocemente, bensì sparano a loro volta; il giocatore, quindi, deve schivare i colpi nemici o trovare momentaneamente riparo dietro una serie di scudi che si disgregano progressivamente.
La meccanica di gioco funzionava così bene che non è stata minimamente modificata in occasione delle varianti, rinnovate eventualmente nella grafica (vedi Space Invaders 3D Mode) o nella presenza di una modalità in multiplayer (Space Invaders Versus Mode).