ArchivioSpeciale Console War: Il Fondamentalismo videoludico 

Padri contro figli, fratelli contro fratelli, tutti contro tutti. Guerre di religione? Quasi: è la "console war", la piaga virtuale del nuovo millennio...

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Commodore Vs Spectrum, SEGA vs Nintendo, Ps2 Vs Xbox Vs NGC. La storia infinita…

C'era una volta una coppia di amichetti molto affiatata che viveva in una piccola cittadina. I due bambini solevano giocare insieme dall'alba al tramonto, scuola permettendo, correndo liberi e spensierati spesso dietro ad un pallone (che poeta...). Ma un bel giorno il destino avverso e cinico decise di fargli un terribile scherzo. Con l'imminente arrivo del Natale i genitori dei due bambini avevano pensato di regalare ai rispettivi pargoli la novità assoluta di quell'anno: una macchinetta per videogiochi da casa. Ma non volendo fare entrambi lo stesso dono, decisero di comperare ad ognuno di loro un aggeggino diverso dall'altro, visto che il mercato offriva due belle alternative. Così, pochi giorni dopo, a casa di uno dei due amichetti venne collegato al tv color una strana macchinetta chiamata Atari VCS 2600, mentre in quella del suo vicino di casa un'altra chiamata Mattel Intellivision. E da quel preciso momento nulla fu come prima… Le origini della guerra di console potrebbe essere proprio questa. Una volta il ritratto tipico del consollaro matto era pressappoco rappresentato da quello di un ragazzino con le manine pacioccose e sudaticce che trascorreva giornate intere davanti alla tv. Ma dopo, come ogni cosa, la sua figura si è evoluta ed oggi è sempre più spesso una persona di una certa età, abbastanza colta, intelligente, spesso calma e razionale nella vita quotidiana, una sorta di Dottor Jekyll e Mister Hyde che quando si ritrova su un forum scatena la “fracchiana” belva che è in lui. Ci sono vari tipi di “guerrieri della console”, il 99% gente normale, serena, parte delle quali perde un po’ il lume della ragione solo in quei momenti di discussione accesa per avvalorare le proprie tesi. Ma esiste un 1% che fa davvero paura, mette i brividi e con i quali è impossibile dialogare o trovare un punto di intesa civile. Gente che dedica giornate intere al suo “sport” preferito. Il “fondamentalista”.

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Elogio della follia: analisi psicologica del 'fondamentalista'

Il fanatico delle console war è o può essere un individuo che in primis ha un mucchio di tempo libero a disposizione, visto che trascorre intere giornate davanti al Pc in attesa delle risposte dei suoi “avversari” sui forum, pronto a controbattere passo per passo le “teorie” altrui. Ha la mania di competere, di imporre le proprie idee anche se bislacche quasi fosse il tenutario delle verità assolute, l"unto dal Signore", il prescelto di matrixiana memoria, perchè solo così riesce a sentirsi realizzato, appagato. Avesse questo atteggiamento nella vita di tutti i giorni, al lavoro ad esempio, sarebbe più che un semplice e modesto impiegato. Invece no, tutta questa attenzione ed energia rivolta verso cose futili. Il misurarsi con gli altri, il "vincere" per abbandono dell'avversario una discussione spesso inutile, li fa sentire al settimo cielo, ripagati dalle delusioni che magari subiscono quotidianamente nella vita reale. Si chiama “sindrome da spogliatoio”, termine che è nato anni fa per indicare la mania di molti giovani di confrontare le dimensioni del proprio e dell’altrui attributo ("io ce l'ho più grande di te"), e successivamente utilizzato per indicare varie forme di confronto di questo genere (muscoli più sviluppati, automobile migliore della tua, donne, etc). Non memore del fatto che nove su dieci non ci azzecca mai, e che notoriamente viene considerato nella vita di tutti i giorni una persona qualunque, magari dal gusto pessimo nel vestire, nello scegliere le fidanzate etc, ma anzi, convinto che siano gli altri, il resto del mondo a non capire nulla, a non avere il suo buon gusto, il tipo in questione va dritto per la sua strada rasentando la follia e cercando sfogo a quel suo disagio nel non trovare riscontro alle sue idee nella realtà vera di tutti i giorni nella virtualità di internet. Ahimè, il sottoscritto ha un amico così, e, credeteci o no, non ha nemmeno una console (la sua ultima è stata il SuperNes…) e non gioca mai col Pc. Eppure in goni thread, per ogni piattaforma compaiono i suoi accesi commenti, come se avesse una conoscenza illimitata dei giochi degli ultimi 15 anni. Tra l’altro non si capisce cosa voglia visto che sul forum Ps3 attacca la console Sony e vanta Xbox360, su quello della console Microsoft vanta quella Sony, poi attacca o difende il Pc o il Wii a seconda delle circostanze… Misteri della follia.

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La parola all'esperto

E trattandosi di follia non potevamo non rivolgerci ad un esperto, il Prof. Hans Von Verrückte, docente presso la facoltà di studi sulle console war dell’Università di Friburgo. “Il fondamentalista è un individuo un tantino particolare. Analizzandolo dal punto di vista prettamente psicologico ci rendiamo conto che la sua è una figura alquanto complessa, in cui la libido, l'eccitazione derivante dal possedere un oggetto migliore di quello degli altri (il discorso di cui sopra sul "confronto" del membro) è una componente fondamentale del suo essere videogamer (quando lo è)” spiega l’esperto. “Secondo la teoria freudiana, la libido rappresenta la principale fonte di energia psichica. Essa non sarebbe solo alla base della sessualità, ma potrebbe dominare qualsiasi attività umana. Grazie al processo di sublimazione, infatti, sempre secondo le teorie del suddetto, la libido potrebbe essere indirizzata verso obiettivi differenti rispetto al mero rapporto sessuale, quindi ad altri aspetti della vita come lo studio, la ricerca, l'arte, etc. Nel nostro caso essa viene indirizzata verso la "macchina da gioco" preferita” continua il Dottor Hans Von Verrückte "Da questo punto di vista la libido, nell'investire il simbolo che media il suo rapporto con l'oggetto, nel desiderio di realizzare infine il suo desiderio inappagato di unione definitiva del soggetto all'oggetto quale fantasia simbiotica pre-umana naturale, crea quello che è il mondo propriamente umano altro da quello naturale: il mondo creativo della cultura e degli oggetti culturali, in una parola il mondo dei simboli o nuovo universo simbolico in cui ormai tutti siamo completamente immersi.” Ed ancora “Ma non dimentichiamo anche la componente immedesimativi del soggetto con l’oggetto. In psicoanalisi si chiama "transfert" altri non è che una normale "proiezione" (di stima, affetto, amore o immedesimazione) che può essere positiva (transfert positivo) oppure avere una valenza negativa (transfert negativo) quando le emozioni che vengono messe in gioco sono per lo più di competitività, invidia, gelosia, aggressività. Nel caso del fondamentalista videoludico entrambi le parti si scontrano spesso fra di loro, in una sorta di perenne attrazione-repulsione." Puff...

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Il mio è più grosso del tuo… Console Vs Pc

Con l’avvento di nuove tecnologie applicate al mercato delle console e hardware sempre più potenti, tali da tenere testa ai più pompati (e costosi) computer, nel mondo delle console war si è fatto largo, fra i contendenti, una nuova figura: il fanatico Pcista (da Personal Computer). L’individuo in questione, anch’esso rientrante in quell’1% di cui parlavamo qualche paragrafo fa, ha sempre basato molto delle sue teorie e convinzioni per la sua “guerra”, sul concetto “potenza=grafica HD=qualità” e sull’esibizione di tale potenza “in numeri”, per il Dott Von Verrückte si tratta di una manifestazione del Super IO di nietzschiana memoria, associata alla macchina posseduta. Ma ora che, come dicevamo, anche le nuove console hanno hardware che possono tranquillamente tener testa ai computer più pompati, il Pcista convinto teme un’invasione del suo territorio argomentale. Ed eccolo quindi partire lancia in resta contro Playstationmaniaci, Xboxari, Nintendari (detti cosi sembrano vere e proprie tribù) per l’occasione alleati sulla difensiva, attaccandoli su tutto ciò che è attaccabile, dalla presunta difficoltà di programmazione della Ps3 alla poca potenza hardware della Wii passando per il rischio, infondato, di un'altra scarsa line-up di titoli di livello per la Xbox360. Spesso litiga perfino con tutti quei felici possessori di Pc che per avere una maggiore varietà di scelta videoludica hanno comprato una console, giocando con entrambi le macchine, tacciati di tradimento ed eresia… E a poco serve fargli notare, ad esempio, che nel caso della console Sony a nessun utente importa se sia difficile o no da programmare, in quanto a questi ultimi interessa solo il prodotto finito. Cosa può importare a noi utenti delle problematiche legate alla programmazione di un gioco? Fino a quando le software house più importanti non scappano, a noi cosa può cambiare? Anche Ps2 era difficile da programmare, sicuramente lo era molto di più della Ps3 anche per via dei limiti hardware del Monolite. Ma questo non ha impedito alla macchinetta Sony di avere un supporto praticamente immenso e di ospitare alcuni dei titoli più importanti della storia dei videogames, sicuramente il 90% dei titoli più importanti di questa generazione.

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Statistiche di 'guerra': chi determina il successo

E' un dato di fatto, lo dimostrano i numeri, lo dimostra la storia: a determinare il successo di una console sull'altra è, come detto, nove volte su dieci, la line-up dei titoli e il sostegno delle cosiddette "third part". Senza l'apporto consistente delle software house esterne, specie quelle giapponesi, le più potenti, e, secondo i più, le più quotate in termini di qualità generale dei prodotti realizzati, di capacità di creare giochi simbolo per questa o quella piattaforma, una macchinetta da gioco è destinata al fallimento. Anche se potente anche se valida. Fra il 1977 e il 1983, periodo dominato dallo "scontro" Atari-Mattel, ad esempio, l'Intellivision era considerata dagli addetti ai lavori come la console più all'avanguardia, essendo la prima a 16 Bit e dotata peraltro perfino di sintetizzatore vocale e servizio di scaricamento giochi online. Eppure, nonostante tutto, vendette la miseria di 6 milioni di pezzi in tutto il mondo contro le ben 25 milioni di copie della concorrenza, che col VCS 2600 poteva contare su esclusive di livello per l'epoca quali la conversione dell'arcade Space Invaders, forse la prima vera killer applications della storia delle console. Sempre i giochi determinarono il trionfo di Nes rispetto al Master System negli anni a venire: con titoli del calibro di Dragon Quest, Final Fantasy, Metal Gear, Castlevania, Megaman, Zelda e Mario, l’8 Bit della grande N non poteva avere rivali. La stessa cosa è accaduta per Playstation (100 e passa milioni di console vendute) rispetto alla più potente N64 (appena 33 Milioni) o della recente Ps2 (anche qui più di 100 milioni di macchine vendute) contro Xbox (ferma a 23 milioni) raggiunta e scavalcata perfino dal poco considerato (dalla massa) Nintendo Gamecube (24 milioni), che pure, a nostro parere, delle tre appare come la console meglio equilibrata in termini di potenza e qualità. E tralasciamo il mai troppo rimpianto Dreamcast: macchina dalle enormi potenzialità che fra i motivi della sua prematura scomparsa annovera soprattutto l’assenza del supporto vero di compagnie come Squaresoft, Konami e EA.

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A conti fatti

Abbiamo voluto, come precisato ad inizio articolo, in parte scherzare sul fenomeno delle “console war”, evidenziandone quegli aspetti che per noi sono esagerazioni, talvolta degli eccessi, magari amplificandoli in maniera volutamente “pesante” (tranne che per l’amico che cito: giuro, esiste davvero!) con un tocco di ironia che non vuole essere un’offesa per nessuno, sia chiaro, quanto un modo per far capire come qualche volta noi tutti si esagera nelle cose, prendendoci in giro. E per dire una volta per tutte “ma chi se ne frega di chi ce l’ha più tosta (la console)!”, godiamoci tutto questo ben di Dio e ringraziamo il cielo che esistono tante realtà nel panorama mondiale videoludico tale da soddisfare ogni gusto della nostra passione. Consapevoli del fatto che alla fine ci guadagniamo tutti da questa o quella piattaforma: gli utenti Ps3 e Xbox 360 possono ritenersi felici del fatto che grazie alle nuove tecnologie, spesso sfruttate, testate in primis sui Pc, potranno godersi giochi finalmente in alta risoluzione, con grafiche ultra-realistiche e innegabili vantaggi per quanto concerne fisica e gameplay, così come di contro i possessori di personal computer possono gioire del fatto che finalmente avranno, salvo imprevisti e scelte manageriali (le grandi sofcto nipponiche tendono a snobbare questo mercato), una maggiore varietà di generi e quantità di titoli nella loro ludoteca, grazie anche al fatto che sarà molto più semplice per i programmatori sviluppare in contemporanea anche per questa piattaforma o convertirvi i loro lavori. E i “nintendari”. Anche loro, gli utenti Wii potranno alfine godere dell’immenso genio di Nintendo e della sua capacità di creare “divertimento” con poco (si fa per dire), partendo dal concetto che “easy is better”, il famoso “Nintendo Power”, alla faccia di chi crede ancora alla favola che conta solo la grafica in un gioco… Ma insomma, le console war sono una perdita di tempo? Secondo noi si, visto che, come abbiamo più volte ripetuto, alla fin fine tutto si riduce al gusto personale di un individuo, e conseguentemente esse sfociano in assurde diatribe che non hanno sbocchi, ma se a qualcuno piacciono sempre e comunque, bontà sua, liberissimo di farle. Noi rispettiamo tutti, non per niente abbiamo una sezione del nostro immenso forum dedicata ai “nuovi crociati”. Ma non dimenticate, qualunque sia la vostra scelta in tal senso: “volemose bene”, sono solo giochi…

La potenza è nulla...

A fare la differenza nel mercato videoludico sono sempre i giochi in se, la loro qualità, e non la semplicità di programmazione o la potenza della macchina che li ospita. E per averne conferma basta dare un'occhiata ai dati inerenti le vendite fatte registrare dalle varie piattaforme da gioco nel corso degli anni. Il Neo Geo o il N64 avevano più potenza dei concorrenti dell’epoca, qualche buon titolo, eppure non riuscirono a vincere la loro sfida, anzi, nemmeno a competere ad armi pari. Proprio perché, come vedremo nel prossimo paragrafo, in fondo all’utente vero, all’appassionato, importa si la grafica e quant’altro, ci mancherebbe, ma interessa soprattutto la giocabilità, la cura e il grado di divertimento, coinvolgimento che un titolo può offrirgli. Qualcuno ha dimenticato il “Nintendo Power”? Quel “potere” attribuito dai più alla Compagnia nipponica di saper creare giochi strutturalmente talvolta semplici, ma coinvolgenti, divertenti come pochi? Credo che solo un imbecille, mentre gioca, stia a soffermarsi su questi particolari insignificanti, contando manco fosse Robocop quanti fasci di luce o poligoni sono presenti in una scena… Senza dimenticare il fascino, il carisma che certi personaggi virtuali hanno sugli appassionati determinandone le scelte future in fatto di “macchina da gioco da acquistare”. Tanto è vero che un sondaggio commissionato da una nota rivista di costume a metà degli anni '90 rivelò che negli USA Super Mario era più famoso di Mickey Mouse (Topolino). Pertanto, per riallacciarci a discorso di prima, state pur certi che Wii riuscirà ugualmente a competere sul mercato con la sua line-up di titoli giocabili, divertenti, immediati e ai nuovissimi Remote Controller e Nunchuck, e Xbox360 sfornerà molti più titoli di successo che nel recente passato, specie se, come sembra, stà davvero attirando le attenzioni delle software house nipponiche, che dovrebbero consentirle di suscitare maggiore interesse in Asia (dove al momento invece non viene molto considerata).

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Quella di cui ci accingiamo a parlare in questo articolo è una guerra che da più di due decenni ha lacerato il mondo civile, dividento idealmente intere famiglie, gruppi di amici, vicini di casa. Una guerra subdola, nascosta, che ha minato spesso le menti di milioni di giovani in tutto il mondo. Non è combattuta sui campi di battaglia, per fortuna avviene senza spargimenti di sangue, ma non per questo è meno cruenta di altre, o crea danni irreversibili, come detto, alla psiche di chi l’ha combattuta o la combatte tutt’ora. E’ la “console war”, la guerra “di religione” fra appassionati di videogames! Ma cos'è la "console war"? In parole povere, in gergo questa espressione inglese, che letteralmente significa "guerra di console", indica in senso più o meno metaforico, sia la contrapposizione mediatica e finanziaria fra produttori di “macchine da gioco”, che si sfidano, esclusive dopo esclusive, spot dopo spot, per accaparrarsi lo scettro di Re/Regina del settore, per guadagnare una fetta imponente del mercato dell’entertainment, sia le sempre più spesso dure e interminabili discussioni fra utenti di diverse piattaformi, talvolta degli autentici fanatici, sostenitori delle suddette tecnologie concorrenti e pertanto in perenne conflitto fra loro. In quest’ultimo caso il “ring” dove avvengono gli scontri è generalmente, e per fortuna aggiungiamo noi, un forum. Qui gli utenti si affrontano a colpi di topic, di schede tecniche, di paragoni, di assurde, spesso, teorie basate però generalmente sui propri gusti personali, ma che si provano ugualmente a suffragare con questo o quella dichiarazione di qualche produttore o altri elementi (dati vendita, atteggiamento, interesse delle software house verso una macchina piuttosto che l’altra, qualità dei titoli di punta, etc). Spesso, infatti, gli "scontri" iniziano proprio così, dalla semplice scoperta di un bug in un sistema operativo oppure dalla scoperta che un gioco che veniva invece dipinto come l'espressione massima della potenza di quella determinata console, in realtà non è un granchè. E a quel punto si scatena l’inferno. I thread aperti sul tema tendono ad essere infiniti, a non terminare mai, a meno di un intervento “dall’alto”, quello punitivo di un moderatore che non riuscendo a portare la calma è costretto a chiudere il topic. Per alcuni esperti del settore queste “battaglie” somigliano, per fortuna in maniera meno tragica, alle vere guerre di religione, in cui la "fede" in questo caso non è rivolta a un Dio ma a un oggetto... Che poi per alcuni Dio è la loro console, beh, questo è un altro discorso.

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