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Sperperare o aspettare?

Settembre mese difficile: il ritorno dalle ferie è sempre traumatico, magari per colpa dell’ingente impatto delle ferie avuto sul proprio portafoglio. Con un pensiero rivolto al problema, questo mese vi propongo la motherboard A44P8-MLF gentilmente fornitaci da EQS Computers, dotata di grafica integrata, che ci permette di assemblare un Pc dalle ottime prestazioni evitando la spesa immediata della scheda video. In un momento come questo, dove le richieste hardware iniziano a farsi pressanti (vedi Half Life 2 e Doom III, che richiedono entrambi almeno una top di gamma da 400€ per fruire del loro impatto visivo), è decisamente meglio stare da parte un attimo e vedere i prezzi scendere. Quando toccheranno livelli consoni al nostro portafoglio, con i soldi ora risparmiati grazie alla VGA integrata, potremo permetterci una scheda di classe superiore. Due parole su EQS: la ditta, una delle più grandi produttrici di OEM PC Motherboard e Add-on Card ha sede in Hong Kong e un’efficiente sede europea logistica e a livello di marketing in Inghilterra, in modo da fornire un celere RMA per 3 anni dall’acquisto del prodotto (alto rispetto al normale mercato) e una veloce consegna i distributori.

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Sperperare o aspettare?

Il cuore della mainboard

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Sperperare o aspettare?

Il mercato dei chieste per sistemi Intel Pentium4 sta vivendo negli ultimi mesi un periodo quanto mai florido: oltre ai sempreverdi 865 e 875, le soluzioni VIA e Sys una volta destinate spesso al mercato entry level, sono cresciute incredibilmente livellando il piano prestazionale a standard di performance quanto mai elevati e decisamente impensabili poco tempo fa. Cosa veniva realmente a mancare era un controller con sottosistema video integrato di qualità, in grado di rivaleggiare con il mercato delle schede video a basso e medio costo: se Nvidia dal canto suo lo aveva fornito al settore AMD con la serie Nforce, chi prediligeva le piattaforme Intel doveva accontentarsi dei decisamente scadenti in ambito 3D chip 845G, 865GE e relativi concorrenti. L’arrivo di ATI ha colmato questa lacuna: il primo Northbridge prodotto, RS300 o Radeon 9100 IGP, forniva finalmente prestazioni 3D simili alle corrispettive Radeon 9000 senza rinunciare a caratteristiche tipiche di Intel, come il controller per la memoria di tipo Dual Channel DDR400, il supporto ai processori dotati di Hyper Threading e architettura Quad Bumped a 800Mhz. Il sottosistema video invece si basava su un core dotato di 2pipeline di rendering capace di elaborare ciascuna una texture per ciclo di clock ed operava ad una frequenza di 300Mhz. Il quantitativo di memoria rimaneva a discrezione dell’utente, essendo condivisa con quella di sistema e poteva raggiungere i 128MB. La sua appartenenza alla famiglia Radeon 9000 gli consentiva infine il pieno supporto alle Direct X 8.1 (primo chipset integrato al mondo a fornirlo, essendo gli Intel & Nvidia natii 7.0), quindi a Pixel e Vertex Shader, oltre al 4X FSAA, 16X di Filtro Anisotropico, HyperZ , Smoothvision, Surroundwiev e tutti le altre caratteristiche.Tallone d’Achille erano una certa delicatezza ai timings aggressivi delle RAM, una scarsa compatibilità con la ram a standard DDR400 ed un Southbridge che pagava ancora una certa giovinezza di progetto. Molte mainboard in circolazione ne adottano ancora questa versione: l’EQS oggetto della prova si basa invece sul nuovo Radeon 9100 IGP Pro o RS350, migliorato nei precedenti problemi e che fornisce inoltre:
- Performance ottimizzate con l’AGP 8x
- Performance generali del chip migliorate
- Ottimizzazioni per processori di classe Prescott
- Possibilità di integrazioni su mainboard dotate di socket 478 ed il nuovo 775LGA
- Nuovi Southbridge

Il nuovo south bridge IXP300 qui presente include il controllo di due periferiche SATA, possibilità di RAID Sata in modalità 0 o 1, otto USB 2.0, audio a 6 canali di qualità senza contare le caratteristiche classiche (come il controller ATA133). A corredo, tramite chip Realtek e VIA, la classica scheda di rete 10/100 ed il controller Firewire.

L'occhio e la sua parte

Confezionata in un box che strizza l’occhio alle Sapphire, la EQS si fa apprezzare da subito per l’abbondanza della dotazione: otto prese USB 2.0, due porte Firewire, cavi SATA, uscita Tv S-video e RCA, staffa per il connettore audio digitale e uscite rear/centrale, un pacchetto software da quasi 80$ e molto altro ancora, mettono già di buon umore il fortunato possessore della scheda madre, coccolandolo con un prodotto dall’immediata e palpabile alta qualità.

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L'occhio e la sua parte

La scheda, in formato Full ATX, colpisce immediatamente per la scelta cromatica: il PCB nero ed i vari connettori in varie cromie permettono un’immediata lettura delle periferiche presenti, rendendo inoltre appagante il posizionamento in un case dotato di finestra laterale. Montata sul Centurion V nero di Coolermaster, sembravano pensati per l’utilizzo congiunto.
Analizzando il layout, possiamo evidenziare alcune caratteristiche:
- Ottima ed in buon numero la circuiteria di alimentazione presente, importante vista la certificazione per il pieno supporto ai processori di serie Prescott e Extreme Edition.
- Comoda la posizione del connettore ATX, vicino alle RAM ma senza i classici connettori IDE accanto, permettendo in tal modo di poter operare agevolmente su esse.
- Veramente ottima la posizione dei due canali IDE: ubicati dove generalmente si trovano i connettori aggiuntivi nelle mainboard dotate di Controller RAID IDE, permettono l’utilizzo di cavi estremamente corti per gli hard disk, rendendo sufficienti allo stesso tempo i normali cavi da cm.30 per le periferiche ottiche.

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L'occhio e la sua parte

Ricco il pannello delle connessioni posteriori, ulteriormente integrato dalle staffe presenti: oltre alle classiche Ps/2 per tastiera e mouse, parallela e seriale, troveremo l’uscita VGA, quattro USB e i tra jack dell’audio. Questi ultimi, a seconda della configurazione scelta (2.1, 4.1, 5.1 con o senza staffa supplementare) fungeranno da uscite o ingressi line in e microfono.

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L'occhio e la sua parte

Due parole sul Surroundwiev di cui è equipaggiato il chipset: contrariamente alle classiche mainboard con VGA integrata, la famiglia 9100 IGP permette di utilizzare in congiunzione una scheda video AGP con la soluzione allegata permettendo, qualora la prima abbia la doppia uscita, di utilizzare fino a 3 monitor contemporaneamente. Un’ottima soluzione per chi abitualmente utilizza questa tipologia per lavorare, e soprattutto economica rispetto ai concorrenti come Matrox.

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L'occhio e la sua parte

Completo il bios Phoenix: interessante la voce che permette di avvantaggiare la memoria sul versante video e sul sistema e decisamente ottima l’integrazione nel south bridge delle connessioni SATA, che non hanno dato nessun problema di compatibilità con Windows 2000 (come invece successo con l’MSI). Peccato solamente per le limitate funzionalità di tuning presenti; i timings della memoria sono regolabili, così come l’FSB, ma con un margine di soli 15 Mhz: se calcolate che il Pentium4 in mio possesso raggiunge i 275Mhz di bus sull’MSI così come buona parte dei processori della ditta di Santa Clara, capite come sia lecito aspettarsi di più da una scheda di qualità così elevata.

Gentleman, start your engine…

Passando ai test, ho deciso di effettuare i test con Cpu Celeron e Pentium4, in modo da analizzarne meglio la dipendenza dal processore. Sono state prese a paragone inoltre la scheda madre dotata di chipset 865 più veloce sul mercato ed una decisamente entry level, dotata di VIA PX266A.

Configurazione dei sistemi:

CPU: Intel Pentium 2.4C @ 2.4 Ghz
Celeron 2.4Ghz
Mainboard : MSI 865PE Neo2-S (Bios 1.9)
Acorp chipset VIA PX266A
EQS A44P8-MLF
Ram: 256 x 2 banchi di OCZ PC 3500 DDR in Dual Channel operante a 200Mhz
128 MB+256MB DDR266 Hyundai
Scheda Video: Sapphire Fireblade 9600XT
ATI All in Wonder 7500
Hard disk: Maxtor 6Y120L0 (120 GB, ATA 133, 2MB di cache)
Scheda Sonora: Sound Blaster Live! GOLD 4.1
Scheda di rete: VIA Rhine III Pci
Controller SCSI: Adaptec 2904CD
Lettori CD/DVD : Zip100 SCSI, CDrom Toshiba 16x SCSI, Masterizzatore Plextor PX-504A
Alimentatore : Encer 400W (amperaggi 25/15/30A )
Case : Coolermaster Centurion V, Staker

Sistema Operativo: Windows 2000 Professional, Service Pack 3, pacchetto driver inclusi nella confezione in modo da creare la situazione che un qualunque cliente si troverebbe al momento dell’acquisto.

Programmi utilizzati:

- Pc Mark 2002 loop di 5 sessioni.
- 3D Mark 2001 Second Edition – risoluzione 1024 * 768 @ 32bit – 3 loop
- Halo Timedemo.

Prima di iniziare con le rilevazioni, alcune considerazioni: varie configurazioni sono state testate, riassumibile nelle seguenti, in modo da avere un quadro quanto mai più veritiero, a parità di situazioni di operatività:
1) Acorp – Celeron 2.4 Ghz – 384 MB di Ram (Single Channel) – All In Wonder 7500
2) EQS – Celeron 2.4 Ghz – 384 MB di Ram di cui 64MB per la VGA (Single Channel)
3) EQS – Celeron 2.4 Ghz – 512 MB di Ram in Dual Channel – 64 MB dedicati alla VGA
4) EQS – Pentium 2.4 Ghz – 512 MB di Ram in Dual Channel – 64 MB dedicati alla VGA
5) Msi – Pentium 2.4 Ghz – 512 MB di Ram in Dual Channel – ATI Sapphire 9600XT
6) EQS – Pentium 2.4 Ghz – 512 MB di Ram in Dual Channel – ATI Sapphire 9600XT

Per iniziare l’analisi, sono partito dal Celeron, confrontato su una piattaforma ormai ampiamente collaudata come il VIA PX266A: il chip ATI ha superato con un buon margine l’avversario,segno del subito ottimo lavoro eseguito dai tecnici canadesi rispetto ad un avversario preparato come VIA.

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Gentleman, start your engine…

Diverso il discorso sul lato memorie: per ricreare una situazione il più possibile “reale”, ho montato la stessa memoria su entrambe le piattaforme, cioè due banchi con tagli da 128 e 256 MB. EQS, dovendo condividere 64MB per la VGA, ha ottenuto un punteggio più basso ma comunque di tutto rispetto, vista la limitazione precedente e la progettazione quale scheda Dual Channel. Se Excel avesse conoscenza delle proporzioni, il quadro non sarebbe così drastico.

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Gentleman, start your engine…

Passiamo invece alla configurazione Dual Channel, sempre con Celeron, comparato però su una Intel 865PE. Per evitare impropri valori, dall’MSI è stato disabilitata l’opzione D.O.T. (che overclocca automaticamente la CPU ed il sistema in un range tra il 2 ed il 10% rendendo non veritiera la situazione), mentre è rimasto attivato il MAT, corrispettivo, in casa MSI, del PAT di Intel integrato nell’875P. Come possiamo vedere dai numeri, le due mainboard si mantengono praticamente allo stesso livello nello sfruttamento della CPU:

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Gentleman, start your engine…

Passando al versante memoria, l’Intel guadagna qualcosa: ricordo però che l’865 in questione permette lo sfruttamento della tecnologia PAT, non sempre disponibile con tutte le schede prodotte, in particolar modo quelle a buon mercato e che la EQS “deve” alla VGA i soliti 64MB di memoria video.

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Gentleman, start your engine…

Ma ora lasciamo il Celeron e spostiamoci sul Pentium4 Northwood; tralasciando il solito fattore Excel, come potete vedere dal punteggio numerico l’EQS è praticamente allineata all’MSI. Mettete in conto l’ottimizzazione per i processori di classe Prescott e arriveremo finalmente al punto cardine della recensione: le performance dell’IGP 9100 Pro oscillano tra l’uguale ed il più veloce rispetto ad una chip Intel, dominatore incontrastato della scena fin’ora.

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Gentleman, start your engine…

Sul versante RAM, il tallone d’Achille: ATI paga ancora qualcosa (sempre considerando i problemi precedenti) ma, come vedremo più avanti, l’influenza è minima ai fini videolugici.

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Gentleman, start your engine…

Passiamo ad un benchmark più immediato: il 3D Mark con a confronto quattro soluzioni differenti (dalla 1 alla 4). Come possiamo vedere, la mainboard dotata del chipset ATI predilige i processori di classe Pentium4 che, per merito della cache più elevata e del bus di sistema doppio, riescono a tirare fuori il meglio dalla VGA integrata nella EQS. Con un discreto processore quindi si possono toccare e superare i 5000 punti al 3D Mark, un ottimo punteggio per una VGA integrata ed a livello di schede entry level come la Radeon 7500 o le GeForce MX. Decisamente troppo lento invece il processore Celeron: se il vostro ambito sono le applicazioni office no problem, altrimenti consiglio caldamente l’acquisto di una CPU di gamma alta, ormai stabile sui 200€ circa a fronte di un 3Ghz. Se poi di classe Prescott, i 6500 punti potrebbero non essere un’impresa impossibile, garantendo nei giochi una fluidità decente anche a 800*600 con un buon dettaglio visivo, garantito dalla compatibilità hardware Direct X 8.1. Veramente impensabile fino a poco tempo fa.

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Gentleman, start your engine…

Per testare le prestazioni ludiche in modo il più possibile dipendente dal chipset, ho infine affiancato la mainboard ad una VGA esterna come una Radeon 9600XT, sui sistemi configurati entrambi di Pentium4, 256*2 MB di Ram in Dual Channel e H.T. attivo. Test scelto Halo, piccolo capolavoro di Bungie e primo tra i titoli della nuova generazione Direct X9. Come potete vedere la differenza è irrisoria, poco meno di mezzo frame: un risultato che mi ha piacevolmente stupito per rimarcare, ce ne fosse ancora bisogno, la qualità della mainboard e la fine della supremazia dei chip Intel.

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Riassumendo la situazione nei punti cardine positivi avremo:
- A livello di sfruttamento della CPU la mainboard oggetto della recensione tiene decisamente testa alle soluzioni Intel, segno che la piattaforma è solida e matura.
- I problemi di compatibilità con le memorie DDR400 del precedente chip 9100 IGP sono state risolte, ed ora anche timings aggressivi sono concessi, senza creare problemi.
- Il surplus per i processori Prescott (quantificabile mediamente in un 5-10% secondo test visti in Rete) permette finalmente al nuovo step di CPU di sopravanzare il precedente core Northwood, prima vincitore se accoppiato a piattaforme Intel. Se ricordiamo che il chip 9100IGP Pro è destinato anche ai futuri socket LGA775 ed il basso incremento prestazionale offerto dalle nuove piattaforme 925 e 915 di Intel, non posso che immaginare un futuro decisamente roseo per il colosso canadese.
- Riguardo la 9200 integrata, parere decisamente favorevole: pur essendo particolarmente sensibile alla CPU a cui viene accoppiata (e per questo consiglio un Pentium4 di frequenze medio/alte, ormai a buon mercato), ha dato prova di ottimi risultati, in linea se non superiori a quelli della versione AGP natia (non disponibile al momento della prova) & comparabili, dimostrandosi quindi adatta a chi cerca buone prestazioni, costi contenuti e la possibilità di espansione.
- Ottimo il confezionamento della scheda: imballo, dotazione hardware, software & cromia fanno dell’EQS una delle migliori mainboard da me provate. Non le manca niente, dal Tv Out, al Firewire, alle prestazioni. Splendida in tutto.

Per quel che riguarda i punti deboli segnalo:
- Sconsigliata nettamente l’accoppiata con un processore Celeron per utenti propensi ai videogame.
- Qualche deficit nel Bios in ambito di overclock. Una maggiore customizzazione permetterebbe di abbatterebbe definitivamente il dominio di Intel nel settore dei chipset, permettendo di raggiungere anche qui i 300Mhz di bus, vetta di ogni possessore Intel. Speriamo nei tecnici EQS.

Casa dolce casa…

I case, questi sottovalutati. Capita spesso di acquistare un Pc spendendo migliaia di Euro, e lesinare sul case, spesso considerato poco importante o semplicemente semplice fattore estetico. Tutto questo fino a quando non inizieremo a lavorare di propria mano sull’hardware ed a capire cos’era quella differenza di prezzo che intercorreva tra le varie alternative. E soprattutto vedere come ora appaia molto più piccola. Passiamo quindi a Coolermaster, casa leader nel settore, partendo dal suo modello di punta, lo Staker. Dedicato a chi necessita di lavorare comodamente ed in ampi spazi, il tower in oggetto della rece è equiparabile, per prestazioni e ingombri in campo automobilistico, all’Hummer: imponente (mm.584x227x536 profondità x larghezza x altezza), comodo (fino a 12 vani frontali) e performante (E-ATX,BTX, svariate ventole…), ridimensiona il modo di concepire i case in alcuni punti fondamentali. Disponibile in tre diverse colorazioni (alluminio, rosso, blu), ha nel frontale la sua dote principale: completamente fruibile in tutta la sua altezza, permette l’installazione di 11 periferiche, oppure di un’aerazione interna senza precedenti grazie alle culle per tre (!) ventole da 12x12. A protezione degli slot sono presenti delle maschere in metallo finemente traforato, protetto dall’interno con della spugnetta nera: questa permette di filtrare la polvere richiamata dalla circolazione dell’aria, pur risultando del tutto invisibile una volta che il case è chiuso. La leggera bombatura e la cromia nera che accomunano tutta la parte frontale donano estrema eleganza al case, in particolare se abbinato a drive della medesima colorazione. Due particolarità caratterizzano i pannelli laterali: il sinistro è dotato di un’ampia bombatura grigliata, dalla forma circolare e del diametro di circa cm.29 che ricalca filosoficamente il pensiero delle maschere anteriori. Sei supporti a raggi permettono di montare al centro una ventola opzionale del diametro di cm.8, oppure sono facilmente asportabili per sistemare, volendo, una finestra in plexiglas.

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Casa dolce casa…

Il destro presenta invece una zona forellata, pensata per accogliere la Cross Flow Fan disponibile come optional che, in modo liminare, si occuperà di raffreddare la scheda madre e la circuiteria di superficie. Un’idea sicuramente valida, che concettualmente riprende l’idea pensata inizialmente da Abit per raffreddare i mosfet e condensatori della sua IC-7 Max.

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Casa dolce casa…

Dalla foto seguente possiamo invece trarre altre indicazioni: il retro del case è equipaggiato, nella parte superiore, di una culla per l’alimentatore, così come di uno apposito spazio in quella inferiore per un secondo ali, nel caso sia necessaria particolare potenza. In caso contrario, rimovendo le due mascherine, sarà possibile installare delle ventole 8x8 per favorire lo smaltimento del calore. Questi spazi sarebbero particolarmente confortevoli per chi ha intenzione di installare sistemi a liquido, non fosse per la griglia presente sul fondo: il piano infatti non è perfettamente piatto, ma leggermente rialzato centralmente, rendendo esiguo lo spazio e non superiore a quello strettamente necessario per una ventola. Nel nostro caso ad esempio, volendo montare il radiatore aggiuntivo incluso nel kit TITAN TWC-A04, abbiamo dovuto ricorrere ad una soluzione alternativa: la parte superiore del case prevede una presa a camino con installata l’ultima 8x8 di turno, incassata in una struttura microforata in alluminio. Rimovendola e agganciando alla culla il radiatore siamo riusciti a fruire del kit nella sua completezza, senza modifiche particolare al case e seguendo quelle che sono le normali regole fisiche (con l’aria calda che tende a salire e quindi è più facilmente smaltita in questa posizione). Completa il quadro delle ventole la 12x12 inclusa nella confezione e posizionata adiacente alla mascherina della mainboard. Nessun problema infine per il corpo centrale del TITAN: nonostante il peso elevato le due guide ne hanno permesso l’installazione, bloccata poi da due viti per maggior sicurezza. La particolare conformazione infatti permette lo scambio dei drive da 5” con estrema facilità, grazie alle leve interne in ABS che bloccano i binari con cui le periferiche devono essere precedentemente installate: una soluzione veloce, pratica e decisamente interessante. Ampio lo spazio a disposizione: due periferiche IDE con relativi cavi di cui uno solo rounded, varie periferiche PCI con un cavo SCSI di cm.60, tubi dell’acqua e accessori per il modding, non hanno ostacolato comunque di lavorare con facilità sul computer interamente montato.

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Casa dolce casa…

Per chiudere, parliamo delle periferiche da 3.5” e degli accessori. La mascherina per l’accensione, delle dimensioni di 5”, trova alloggiamento in un bay a scelta, include il tasto del power, del reset e due luci azzurre per gli hard disk e il power on. Allegate, ben 6 (!) prese USB 2.0, un Firewire e le classiche cuffia/microfono. Da primato la sistemazione degli hard disk: una particolare culla, delle dimensioni di 3 slot e completamente intercambiabile nella posizione, dotata di ventola frontale 12x12 e otto gommini antivibrazioni di supporto rende la vita comoda per quattro HD, garantendo un notevole afflusso d’aria in virtù dei pannelli frontali microforati già descritti in precedenza. Con una temperatura di 26° siamo stati su valori sempre leggermente superiori a quelli della sogliola TITAN recensita negli scorsi numeri ma comunque indubbiamente di rilievo, sintomo del buon lavoro di progettazione operato per i flussi dinamici.

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Ricapitolando

Beh, dei pregi ne abbiamo parlato abbondantemente nel corso della recensione, ora passiamo ai pochi difetti. Dimensioni e peso sono i principali: se non siete di quelli che continuamente spostano il PC da una parte all’altra della casa, per quanto imponenti, non vi interesseranno minimamente. Una costruzione interamente in alluminio sarebbe stata forse troppo dispendiosa, ma avrebbe sicuramente beneficiato alla flessibilità d’uso del case. Per gli ingombri invece inutile obiettare, se volete stare nella comodità. Le finiture sono impeccabili e per questo motivo mi ha lasciato un po’ perplesso il progetto bay del floppy: una singola mascherina frontale, che necessita di guide laterali non allegate e soprattutto nella giusta misura. Per lo Zip100 che vedete in figura non ho avuto problemi, in quanto tutto veniva fornito nel kit Iomega, ma l’obsoleto supporto magnetico proprio non è potuto starci. Scomoda anche la griglia sul fondo del case, quasi inutile ai fini della ventilazione e d’intralcio per lavorare con soluzioni alternative. Infine il prezzo: sicuramente non alla portata di tutti, ma le qualità del case, la compatibilità con le venture mainboard BTX ne fanno un acquisto praticamente eterno, adatto contemporaneamente a chi vuole una solida base per il modding come per chi ha interesse in un prodotto su cui sia facile operare a livello professionale e continuo. Un vero must buy.

Una casetta piccolina in Canadà
Se invece per voi lo Staker è l’esagerazione di turno e preferite le sistemazioni comode, confortevoli ma più compatte, Coolermaster vi propone il Centurion V. Ultimo erede di una generazione ormai ampiamente collaudata e conosciuta per la sua accessibile qualità, il case si presenta ampiamente rinnovato e condivide caratteri comuni a quelli del fratello maggiore. Esteticamente questi geni si riconoscono nella colorazione a due tonalità che accosta il nero della struttura con inserti frontali selezionabili alle tre tinte disponibili bordeaux, blu, argento alluminio e nella sua costruzione. Il corpo frontale è un blocco unico asportabile ed include tutta la parte frontale in materiale microforato (vedi lo Staker), i due elementi verticali di differente cromia come il pannello incluso ed infine il marchio Centurion. Allegate due prese USB, un Firewire, i classici cuffia/microfono; infine i tasti reset e power on con relative luci leggermente più in alto. La costruzione con l’anteriore forgiato a griglia permette anche qui un maggior afflusso d’aria fresca interno, soprattutto alla ventola 8x8 posizionata nel classico bay a ridosso del telaio, stesso nella parte superiore con un maggior ricambio d’aria naturale attraverso quelli dedicati ai cdrom & simili.

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Ricapitolando

Aperto il case, salta subito in evidenza il meccanismo per l’ancoraggio dei drive da 5”: costruiti in plastica ed in colore bianco, permettono di fissare senza viti le periferiche in modo sicuro. Osserviamo anche le tre guide per gli hard disk, la ventola frontale anticipata in precedenza che crea un ottimo flusso sui medesimi e l’alimentatore incluso. Quest’ultimo è prodotto internamente da Coolermaster ed ha le seguenti caratteristiche:
- 350W a PFC passivo.
- Ventola interna da cm. 8x8 e rumorosità inferiore a 23db sotto sforzo.
- Uscite ATX, P4 a 4pin, 6 molex standard, due per floppy & VGA e 2 per periferiche SATA.
- Cavo di alimentazione raccolto in un tessuto nero, ha dei discreti amperaggi dichiarati sui vari valori.

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Ricapitolando

Il marchio Coolermaster si riconosce anche nella parte posteriore: qui ritroviamo la ventola 12x12 ed un particolare sistema di ancoraggio per le periferiche PCI. Delle ghigliottine in ABS ruotano di 90° all’interno del case per bloccarle e, nel caso qualcosa fosse fuori misura, le vecchie viti risolveranno il problema; certo è che il nuovo sistema è semplice e funzionale al medesimo tempo. Nella norma dei recenti case lo spazio interno, come possiamo vedere dalla foto seguente.

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Rien va plus, les jeaux sont fait

Dovendo tirare le somme, non possiamo che ritenerci soddisfatti del Centurion V: non ci troviamo i fronte ad un prodotto adatto al modding più estremo, anche per via della robustezza dei materiali impiegati nelle paratie ma, indubbia è la qualità a cui andrete incontro nell’acquisto del case. Comodità di impiego, facilità di lavoro rispetto alle dimensioni contenute e buona ventilazione sono le basi per scegliere il prodotto Coolermaster. Dovendo trovare dei difetti, sicuramente le quattro viti che tengono al suo posto il pannello frontale, comunque sostituibili dalle sole morse presenti, rende laborioso smontarlo e la presenza di un solo spazio per periferiche da 3,5”.

Acqua calma per placare la tempesta
Ma facciamo un piccolo salto indietro nel tempo: luglio col bene che ti voglio diceva una vecchia canzone. Chi non lo apprezza particolarmente è invece l’appassionato possessore di Pc overcloccato, costretto a correre urgentemente ai ripari con l’arrivo delle prime giornate estive, ripiegando spesso su rumorosissime e fastidiose ventole. Questo almeno fino a poco tempo fa, fino all’arrivo dei primi sistemi a liquido; come abbiamo visto qualche mese or sono, stanno prendendo piede i kit a liquido preassemblati, come l’italiana Cooltech, i kit Corsair ed il compattissimo TITAN DWC-A1. In una di queste afose serate stavo navigando tranquillamente quando una mail del PR di TITAN gentilmente mi informa dell’uscita di un nuovo prodotto: stupore e meraviglia, stiamo parlando di un raffreddamento a liquido veramente pregiato, decisamente anni luce avanti al DWC-A1 da me precedentemente recensito. Quale occasione migliore quindi se non questi primi calori estivi per testarlo? Così è stato, ed eccoci ora ad un corposo resoconto, dopo i poderosi sbalzi termici dell’estate che lentamente stà scemando alle nostre spalle.

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Rien va plus, les jeaux sont fait

Dal package del nuovo TWC-A04 viene subito alla luce quelle che sono le ambizioni di TITAN: elegante, ben confezionata e dotata di tutte le indicazioni sugli accessori contenuti. Ad un primo acchito si rimane sbalorditi dall’apparente qualità costruttiva che traspare dalle foto dei waterblock, e per fortuna le aspettative non vengono deluse. A stupire è però l’incredibile divario che appare tra il soggetto della recensione ed il vecchio Data Cooler: Vediamo immediatamente le differenze principali tra i due. - il volume del radiatore, montabile sia internamente che esternamente, passa da occupare uno a due slot da 5 pollici (con misure di 144*240*85mm) e fornisce differenti informazioni.
- Il waterblock della CPU non è più dotato di alette di raffreddamento e ventola ma è di forma classica.
- E’ presente un waterblock per GPU ed un secondo radiatore aggiuntivo con ventola, la quale ricorda molto la TITAN TTC-CW9TB/SC già recensita.
Come vedete del vecchio non è rimasto molto se non la filosofia di estrema compattezza, e vi assicuro che ne vale veramente la pena.

Meglio che a Natale

Aperta la confezione ci troviamo di fronte ad una razionale organizzazione degli accessori: l’uso congiunto di quattro lettere e dei numeri, cataloga tutto il contenuto, in particolar modo nei box A e D, che contengono il primo gli accessori generali, il secondo waterblock ed i loro allegati. Ogni particolare è inserito in un sacchetto marchiato e durante il montaggio il manuale, in sei lingue tra cui manca però l’Italiano, fa riferimento a questo marchio rendendo più facile l’assemblaggio anche per il neofita. Certamente una volta svuotata la confezione si potrebbe rimanere disorientati, ma con un po’ di pazienza e facendo riferimento ai codici non avrete problemi nell’installarlo.

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Meglio che a Natale

Procediamo con ordine: cuore dell’impianto è certamente il box, definito Main Cooling System (o MCS): compatto, di una bella livrea grigia, l’alloggiamento è caratterizzato nella parte anteriore dalle bocchette superiori ed inferiori di aerazione per il raffreddamento. Chiudono l’insieme frontale l’uscita della vaschetta per il rabbocco, lo schermo LCD retroilluminato multifunzione e la manopola per il regolatore manuale di velocità delle ventole. Sul retro troveremo invece le due porte per l’ingresso/uscita del liquido (datate delle loro guarnizioni), il connettore per il sensore della termocoppia ed infine un tachimetrico per le ventole. A seconda se decidiate di montarlo internamente od esternamente, potremo montare le due paratie laterali dal gradevole accostamento cromatico.

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Meglio che a Natale

Come intuibile dal flusso di aria, il sistema “respira” dall’ingresso in alto, rinfresca il radiatore che internamente è spezzato in due parti (inferiore e superiore disposte entrambe a sogliola) e espelle il calore dalla bocca inferiore della parte frontale per mezzo di una ventola blower posta nella parte terminale del box, in modo da creare un fenomeno di ricircolo al suo interno. Quest’ultima è accreditata di sviluppare tra i 24.7 ed i 52.6 CFM, a fronte di un range regolabile compreso tra i 1300 ed i 2900 giri al minuto: un ottimo valore, vista anche la discreta superficie del radiatore e il rumore tutto sommato contenuto che genera.

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Meglio che a Natale

Il Main Cooling System ha poi un clone in miniatura: essendo il kit dotato di un waterblock per la GPU, la cui acqua arriverebbe calda dalla CPU, i progettisti della TITAN hanno (ben) pensato di posizionare tra i due un radiatore supplementare, consono al posto normalmente dedicato nei case alle ventole da 8 cm di diametro e di una di esse dotato, che opera in maniera intelligente a seconda della temperatura riscontrata. L’uscita tachimetrica di cui dispone infatti viene collegata al box principale, ed in base alla temperatura d’intervento settata, il regine di rotazione passerà in automatico dai 2300 ai 2800 giri disponibili, con un incremento dei 20% circa dei CFM sprigionati al regime più basso (30) in modo da migliorare la temperatura dell’acqua in arrivo alla VGA.

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Meglio che a Natale

Ottima la lappatura dei due waterblock: decisamente migliore del precedente DWC e praticamente a specchio come si può vedere dalla foto. Entrambi sono praticamente universali, permettendo l’utilizzo su sistemi AMD, Intel e schede video Nvidia o ATi. Come già anticipato, corposa la dotazione allegata: essendo pensato per un eventuale utilizzo esterno, il kit è dotato di tubi dalla notevole lunghezza, ognuno con terminazione a vite, guarnizione ed o-ring di tenuta veramente di notevole resistenza, che tranquillizzano notevolmente i prevenuti del liquido. Per chi avesse dubbi sui raffreddamenti ad acqua, modalità d’uso ed info, rimando al numero 6 di Multiplayer Offline per evitare di ripetermi.

Papà papà, perché il Pc fa acqua da tutte le parti?

Passando al montaggio, vediamo di riassumere i passi più importanti:
- decidere se montare il kit esternamente od internamente: personalmente avrei preferito la seconda soluzione in modo da avere i cavi al sicuro da urti accidentali, ma la particolare conformazione del mio case (che è dotato di una particolare paratia frontale che chiude a dilo i bay da 5”) non me lo ha permesso. Montare eventualmente il passante PCI per tubi e cavi in caso di esterno.

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Papà papà, perché il Pc fa acqua da tutte le parti?

- Misurare la lunghezza dei tubi ed eventualmente tagliarli (facendo attenzione a serrare gli o-ring correttamente per evitare perdite accidentali).
- Assemblare il kit esternamente dal PC, anche se questo verrà poi montato interno.
- Riempire in varie sessioni la vasca con acqua distillata e soluzione allegata, facendola scorrere fino a colmare il circuito e rimovendo le bolle presenti.

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Papà papà, perché il Pc fa acqua da tutte le parti?

- Installare la termocoppia sul waterblock della CPU
- Installare quest’ultimo, bloccare il radiatore secondario al case e togliere il dissipatore dalla GPU.

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Papà papà, perché il Pc fa acqua da tutte le parti?

- Assicurare il waterblock alla GPU e montare il tutto

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Papà papà, perché il Pc fa acqua da tutte le parti?

Poi, a seconda del tipo di CPU in vostro possesso, dovrete compiere alcuni operazioni supplementari come, ad esempio, rimuovere il bay sulla mainboard che assicura il dissipatore nei socket 478. Unico appunto la lunghezza del cavo a 3 pin della ventola posta sul radiatore secondario: essendo ridotta, non permette di montare correttamente il kit esternamente su case big tower come il mio. Una soluzione alternativa, visto che le prolunghe di tal genere sono incredibilmente rare, consiste nell’utilizzare il connettore della ventola per CPU rimasto libero che si trova solitamente in alto sulle mainboard. Rimarranno comunque dei piccoli svantaggi: ad ogni avvio il kit emetterà un beep per segnalare che il radiatore è scollegato e la velocità della ventola sarà sempre tarata al massimo numero di giri fino all’avvio di Windows, dove diverrà poi modificabile attraverso il Core Center proprietario di MSI. Ultimamente parecchie schede madri hanno un programmino simile già in allegato, comunque se la vostra ne fosse esente, potrete recuperarne in Rete uno dei tanti simili disponibili (Motherboard Monitor o Speedfun per citarne alcuni) che utilizzano la medesima tecnologia e permette, oltre ai voltaggi, di monitorare anche la velocità delle ventole connesse su prese tachimetriche. La sola condizione è avere un chip (tipo il Winbond di cui è dotata la mia NEO2) che figura nell’elenco dei supportati dall’eseguibile.

Gentleman, start your engine

Mettendo vicini il vecchio ed il nuovo TITAN, il salto generazionale è quanto mai evidente: in meglio nella maggior parte delle situazioni, tranne un paio di cui parleremo più avanti.
Una volta acceso, il frontale del Main Cooling System assumerà la già anticipata retroilluminazione blu fornendo, tramite il suo LCD: - la temperatura attuale rilevata dalla termocoppia, ubicata nel waterblock della CPU, precisa al decimo di grado centigrado.
- Se connesso al M.C.S., la ventola stilizzata presente indicherà il regime di rotazione minimo al quale si trova, girando, mentre superata la temperatura critica pre-settata dall’utente, si fermerà ed appariranno tre onde intermittenti al suo fianco.
- Le tre scritte 50, 60 ed 80° lampeggeranno quando verrà raggiunta tale temperatura.
- L’ulteriore icona rimasta flasherà per evidenziare il corretto funzionamento della pompa.
Per finire, sarà possibile settare manualmente, tramite i tre pulsanti presenti, la temperatura alla quale far “accelerare” la ventola esterna. In quanto ad informazioni, rispetto al precedente, abbiamo quindi guadagnato una maggiore precisione nella valutazione dei gradi e la possibilità di intervenire in maniera “analogica” sulla ventola, non più solo scegliendo tra tre stadi prefissati: leva del box che cambierà poi colore, passando da azzurro a rosso, a seconda del regime di rotazione. Non male, ma personalmente mi duole parecchio aver perso la temperatura dell’acqua (probabilmente, vista l’estensione dei tubi e i differenti passaggi che compie, sarebbe stato impossibile dare una precisa valutazione) ed il sensore aggiuntivo da posizionare a scelta, utile sulle RAM ad esempio.

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Gentleman, start your engine

Vorrei spendere due parole sul versante video: il waterblock è di qualità, ben lappato ma di ridotte dimensioni, costituisce indubbiamente un buon surplus rispetto agli altri kit e, oltre ad un buon margine di overclock, garantisce un assoluto silenzio accompagnato da un netto abbassamento della temperatura di esercizio. Il problema principale consiste nella Ram: la Asus TI 4200 in mio possesso ha nelle DDR il suo tallone d’Achille: pur riuscendo a raggiungere i 310 Mhz di core al posto dei 250 di default è sensibile al minimo overclock della DDR, rendendo obbligata l’utilizzo di dissipatori di un certo rilievo. E qui entra in gioco il Copper VGA Cooler che abbiamo ricevuto in allegato di cui parleremo più avanti: quelli allegati, blu anodizzati, si rivelano insufficienti a garantire un buon margine (non siamo andati oltre i 523 Mhz in virtù dei 513 a cui operano di default le memorie). Personalmente, oltre alla propensione estrema a scaldare della VGA in questione, attribuisco la colpa alla veramente ridotta altezza di cui si possono vantare; produrli in misura maggiora avrebbe potuto arrecare interferenza ed alcuni tipi di VGA, ma così si rivelano a mala pena sufficienti. Detto questo passiamo ai test e vediamo il comportamento del tutto.

Configurazione di sistema:

CPU: Pentium 2.4C @ 3.3Ghz (275Mhz di bus) e 1.5875v di tensione per il Vcore
@ 3.48Ghz (290 Mhz di bus) e 1.7V di tensione per il Vcore
Mainboard : MSI 865PE Neo2-S (Bios 1.9)
Ram: 256 x 2 banchi di OCZ PC 3500 DDR in Dual Channel settata 4: con la CPU
(operante fuori specifica a 220Mhz, 2.5-3-3-6T come timigs) 2.65v
(operante fuori specifica a 232Mhz, 2.5-3-3-7T come timigs) 2.85v
Scheda Video: Asus V9260 Video Suite 128 DDR (Ti4200) ViVo @ SoftQuadro4.
Hard disk: Maxtor 6Y120L0 (120 GB, ATA 133, 2MB di cache)
Scheda Sonora: Sound Blaster Live! GOLD 4.1
Scheda di rete: VIA Rhine III Pci
Controller SCSI: Adaptec 2904CD
Lettori CD/DVD : Zip100 SCSI, CDrom Toshiba 16x SCSI, Masterizzatore Plextor 510B
Alimentatore : Encer 400W (amperaggi 25/15/30A )
Case : Yeong Yang YY-1250

Sistema Operativo: Windows 2000 Professional, Service Pack 3 per i benchmark di punteggio H.T. off Windows XP Professional, Service Pack 1 per I benchmark di temperatura H.T. on

Programmi utilizzati:

- Pc Mark 2002 loop di 5 sessioni di CPU test.
- 3D Mark 2001 Second Edition – risoluzione 1024 * 768 @ 32bit – 3 loop
- Halo Timedemo @ 1024*768 tutti gli effetti al massimo di dettaglio.
- TMPGEenc versione 2.521.58.169, H.T. supportato ed attivo sotto Windows XP Pro.

Prima di iniziare con le rilevazioni, alcune considerazioni:
- tutti i benchmark sono stati eseguiti ad una temperatura ambiente di 26° senza correnti esterne e seguendo lo stesso ordine.
- Per la rilevazione delle temperature si è fatto fede al Core Center 1.6.1.0 della MSI: il programma ha fornito le medesime temperature di Motherboard Monitor 5.3.4.0. La media è stata fornita dal Core Center, riavviandolo ad ogni programma in esecuzione.
- Trattandosi di prodotti specifici per il modding e l’overclock, sono state tralasciate le temperature al normale utilizzo di 200mhz x 12 cicli di clock a cui opera il Pentium4 Northwood di default, e si è partiti da 275Mhz di bus, limite di stabilità raggiunto con il TITAN DWC-A1. Per informazione in configurazione default la temperatura non ha mai superato i 50°, anche sotto stress.
- Essendo il filo tachimetrico del radiatore troppo corto, è stata collegato alla mainboard. In questa configurazione la ventola si configura alla massima velocità fino all’ingresso in Windows, quindi non mi è sembrato giusto effettuare benchmark alla velocità minima, in quanto lo sarebbe stata solo dopo l’avvio del sistema operativo, fornendo comunque un vantaggio. Ho quindi scelto le combinazioni “entrambe le ventole al massimo“ e “ventola dell’MCS al minimo e del radiatore al massimo”.

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Situazione decisamente rosea quella in cui mi sono venuto a trovare: mentre con il vecchio DWC-A1 (ed anche gli altri ad aria) in avvio il CoreCenter indicava un’impennata momentanea della temperatura, una volta installato il nuovo TWC la situazione è sparita, con una curva praticamente piatta che si assesta subito sui 40° circa. Pochissima la differenza tra le due configurazioni di ventole, come ritroveremo anche in seguito.

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Partendo con i programmi, ho scelto di iniziare dal 3D Mark 2001SE, in quanto mette sotto stress l’intero sistema (CPU, RAM, VGA…) così da far scaldare subito l’acqua lungo tutto il percorso. Tra i quattordici ed i sedici gradi in meno sono decisamente un bel salto di qualità per il sistema, che prima si trovava a ridosso della temperatura critica, con i suoi settanta gradi come punta massima. Senza calcolare che questi risultati sono arrivati con una temperatura esterna non favorevole, sui 26° e parecchio afosi

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Altro dettaglio che si può cogliere è come non vi siano più picchi assoluti (vedi 70° a seguito di una media di 65° rilevata con il DWC): in generale il nuovo prodotto è più stabile, seguendo il comportamento tipico dei raffreddamenti a liquido artigianali e professionali.

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Ottima la situazione con il Pc Mark – CPU Test: rispetto al 3D Mark le temperature massime si sono alzate di un paio di gradi, ma siamo abbondantemente sotto i 60° e comunque lontani dai circa 70 fatti registrare dal vecchio Data Cooler. Un risultato notevole che mi ha sorprendentemente impressionato cominciando a mettermi una bella pulce nell’orecchio.

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Stesso discorso del 3D Mark; praticamente nulla la differenza tra le due ventole a livello di media.

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Questo bench è quello che mi ha lasciato più di sasso: una quindicina di minuti circa di TMPEnc mettono a dura prova la CPU facendo venire tutti i nodi al pettine, e ben lo sa il Data Cooler con i suoi 77° di tetto massimo. I 55° toccati con il TWC-A04 sono una vera manna per la CPU, permettendole di operare meglio e evitando il calo di performance che si avverte, ad esempio, con i core Prescott, sopra i 70° circa Mostruoso il salto prestazione operato dai tecnici TITAN: se prima il DWC appariva come un buon sistema di raffreddamento, ora scompare letteralmente accanto al TWC. Un comportamento questo simile ai migliori raffreddamenti a liquido disponibili, in quanto ad inerzia termica, stabilità di temperatura e pure prestazioni, che lo rendono decisamente competitivo rispetto ai più estremi sistemi ad aria. Dissipatori che si, offriranno ancora qualche grado in meno, ma a scapito decisamente del comfort acustico: un particolare che fin’ora ho tralasciato infatti è la silenziosità del nuovo kit. Leggermente più rumoroso del vecchio Data Cooler, specie al minimo, offre un livello di silenziosità oltre le aspettative per le prestazioni che riesce a dare, inavvicinabile dai sistemi ad aria di pari prestazioni. Come già anticipato tempo or sono, aria e silenzio non vanno d’accordo, cosa che invece riesce perfettamente al TWC-A04; avendo poi la fortuna di collegare il radiatore al MCS (o via software una volta partito il sistema operativo, come nel mio caso), è possibile portare il livello di intrusione acustica ancora più in basso, a scapito minimo sul versante prestazionale. Come avrete potuto ben intuire mi ritrovo enormemente soddisfatto del nuovo prodotto di TITAN: rispetto al vecchio DATA Cooler ho guadagnato parecchi gradi che mi permettono, a scelta, una soluzione conservativa delle prestazioni a tutto beneficio della durata della CPU e del livello sonoro oppure un altro guadagno in clock. Le prove eseguite con il vecchio non mi permettevano, a 1.7 e 1.8v, di avere una sufficiente dissipazione, stando parecchio a ridosso dei 75°, e rendendomi impossibile salire sotto sforzo oltre i 275Mhz di bus; il nuovo arrivato mi ha permesso di raggiungere i 290 Mhz, bloccandomi non per la temperatura (sotto i 65°) ma per stabilità, probabilmente in seguito ai bassi voltaggi dell’alimentatore. Il sistema infatti non ha problemi nel completare i vari test o eseguire programmi, ma non completa il Torture Test del programma Prime95, vero punto di riferimento nel settore delle verifiche.

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E per occhi, due DVI
Passando al settore VGA, la mia TI 4200 ha il notevole vantaggio di avere un sensore per la temperatura sul core e Ram permettendo, con una piccola percentuale d’errore, di avere una visione dello stato di essa. In origine, l’equipaggiamento “di serie” fornito dalla ASUS consisteva in una placca di alluminio di elevate dimensioni posizionata sul core e memorie della medesima faccia: rimanevano allo scoperto le ram sul fronte opposto, deciso tallone d’Achille in caso di overclock e non solo. Se infatti nella totalità dei giochi non creavano problemi, in Halo, dopo una buona sessione di gioco, cominciavano ad apparire alcuni pixel bianchi, sintomo di surriscaldamento di qualche parte di essa. Probabilmente le memorie in quanto, tirato fino a 280 Mhz di clock (al posto dei 250 di default), il core non dava segnali di surriscaldamento nemmeno dopo vari cicli di bench o gioco. I due prodotti forniti da TITAN, il waterblock per GPU ed il nuovo Copper VGA Cooler, potevano essere la soluzione ai miei problemi: soprattutto nel primo riponevo molte speranze, mentre il secondo mi appariva per lo più indirizzato alla pura ricerca estetica, sin dall’analisi della confezione. Sempre in rame come il suo predecessore, presenta una forma migliorata delle alette (ora più fini e numerose), una ventola leggermente meno potente in quanto a CFM (6.89 invece di 9.59) e una copertura personalizzabile a scelta tra le 4 cover presenti. Presente l’illuminazione blu della ventola, decisamente apprezzata in un case moddato. In allegato vengono fornite viti, le due clip di chiusura per attacchi da 79.7mm, la pasta siliconica argentata ed il passante molex da utilizzare al posto del tachimetrico. Non mancano infine i medesimi dissipatorini blu anodizzati già visti in passato, che mi lasciano sempre un po’ perplesso per la loro ridotta dimensione. Ma passiamo ad una piccola fase di test:

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Come potete vedere, l’incremento fornito dall’utilizzo dei prodotti TITAN rispecchia le impressioni iniziali: il Nuovo Copper VGA Cooler batte l’originale di 6 Mhz, una cifra bassa ma vista l’estensione dell’originale ASUS (almeno quattro volte il soggetto in prova) non ci si può lamentare. Il rame, rispetto all’alluminio,ha i suoi vantaggi. Ottimo il risultato del waterblock invece: ottenuto con la CPU settata a 275 Mhz di bus e 1.5875v di alimentazione, in modo da evitare eccessivi surriscaldamenti dell’acqua. A lungo andare infatti, i 290 Mhz di CPU uniti ai 310 della GPU potrebbero dare qualche problema ma dopo almeno un’oretta di gioco. Queste frequenze non hanno dato problemi di stabilità in nessun gioco se non qualche raro pixel bianco in Halo, che comunque ho tollerato essendoci anche in configurazione default; per una maggior sicurezza togliete un 5-10Mhz dalla versione a liquido e sui 5 dai due ad aria e dovreste aver cancellato alcun problema come il sottoscritto. A conti fatti, siamo su un 10/15% circa di guadagno con il Copper e oltre il 22% per il DWC. Unendo questi risultati con quelli ottenuti dalla CPU ci troveremo di fronte a questo quadro prestazionale:

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25% in più nel 3D Mark 2001SE, 20% in Halo (importantissimi perché ci faranno superare la soglia critica del 25fps), 10% nel PC Mark 2002 sul versante Ram e ben 40% in quello CPU che si riflettono direttamente in tutti quei programmi che ne fanno largo uso, come TMPEnc, riducendo nettamente i tempi di conversione. Unico rammarico non avere disponibile un alimentatore per avanzare di bus e un maggior tempo per segnalarvi altri benchmark.

Tirando le somme

Dopo questa lunga recensione, siamo giunti alle battute finali, dovendo esprimere un giudizio sui due prodotti. Per quel che riguarda il DWC-A04 è mio spassionato consiglio l’acquisto, e vi elenco i pro:
- Ottimi risultati paragonabili ai più spinti sistemi a liquido
- Prezzo contenuto: sui 149/199€ a fronte del doppio spesso richiesto dai concorrenti e dagli 80€ per un adeguato e comparabile sistema ad aria (escluso il dissy per GPU naturalmente, che dovreste comprare a parte).
- Bassa intrusione acustica, soprattutto in rapporto con la capacità di dissipazione
- Bassa inerzia termica.
- Qualità dei componenti.
- Elevata compatibilità futura: Socket A, 478, Athlon64, GPU varie e chi più ne ha più ne metta. Praticamente per il vostro PC attuale e quello futuro.
- Montaggio sia esterno che interno
- Netto aumento delle performance del PC.
A contro, un numero decisamente inferiore:
- Mancano i dissipatori per le RAM.
- Cavo tachimetrico leggermente corto

Per quel che riguarda il Copper VGA Cooler invece, la situazione è più difficile: se la vostra scheda video non dispone di un dissipatore attivo o volete dare un pizzico di colore al vostro PC, non pensateci due volte e correte all’acquisto. In caso contrario, valutatene la qualità: le ultime VGA, soprattutto top di gamma, sono già costruite con materiali di qualità e potreste ritrovarvi con un prodotto uguale se non inferiore a quello di serie.

Si ringraziano Coolermaster, EQS Computers e TITAN Computer per la cortese collaborazione.
Siti Ufficiali:
http://www.coolermaster.it/
http://www.eqscomputers.com/
http://www.titan-cd.com

Non c’è male peggiore dell’hardware: come avviene nel campo delle mode, di anno in anno rimangono i nomi, ma cambiano in continuo i prodotti, costringendo il povero consumatore ad arrancare in difficili quanto salate rincorse tecnologiche. Un mondo incomprensibile a chi è da sempre abituato alle console, ma che ultimamente sta riscoprendo una leggera inflazione, soprattutto a livello prestazionale: spieghiamoci bene, non che manchino le novità tecnologiche, tutt'altro, ma è finita la corsa al Ghz che caratterizzava le pubblicità d'un paio di anni orsono. La tendenza del momento è il raffinamento produttivo e quel surplus tecnico che gli altri non possono offrire, tangibile nell’Athlon64, nel firewall integrato in hardware nei chip Nforce3, nella cache in aumento nelle CPU Pentium4 e così via. Di questo processo fanno parte i prodotti che andremo qui a recensire: abbiamo la summa dei case, delle schede video integrate e dei sistemi di raffreddamento. Ognuno di essi ha motivi per eccellere nei vari ambiti , seguiteci perchè a volte con poca spesa possiamo lavorare e vivere meglio vicino ad un computer.

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