The HulkSpeciale Hulk 

Tra una settimana esatta invaderà anche i nostri cinema. Si tratta di Hulk, il 'mostro' verde nato dalla fantasia di Stan Lee.
Problematico e complesso, non è un supereroe alle prese con il crimine, ma un uomo che deve fare i conti con il proprio lato oscuro e bestiale...

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<b>Prima del mito, il Fumetto.</b>

Siamo nel 1962; Hulk nasce come fumetto in America per mano di Jack Kirby, che da un volto ai soggetti di Stan Lee, geniale inventore di molti personaggi Marvel.
Il protagonista del fumetto è lo scienziato Bruce Banner, incaricato dall’esercito di eseguire sperimentazioni sulla bomba ai raggi Gamma.
Durante un test eseguito nel deserto del New Mexico, Bruce viene coinvolto dall’esplosione della bomba nell’atto eroico di salvare il giovane Rick Jones. Le radiazioni non lo uccideranno ma daranno inizio ad una mostruosa mutazione. Durante le ore notturne Bruce si trasforma in un gigante grigio, la cui consapevolezza viene ridotta ai livelli brutali di una bestia primordiale, incapace di esprimersi.
Con il passare del tempo la mutazione diviene incontrollabile e si manifesta in qualsiasi momento della giornata quando Bruce viene provocato alla collera.
Il mostro sovrumano è ora verde e violento, immune alle ferite e dotato di una forza impareggiabile: le sue apparizioni faranno notizia in tutta America dove viene battezzato “l’incredibile Hulk” (cioè la cosa grande e deforme).
Sulle sue tracce si muove instancabilmente l’esercito agli ordini del generale Ross. Condannato a nascondere i suoi poteri, Bruce Banner vaga per la nazione incontrando molti altri personaggi dell’universo Marvel e conoscendo diverse evoluzioni della sua personalità.
Dopo un lungo periodo di impotenza verso i suoi poteri, lo scienziato riesce a controllare la coscienza di Hulk e concorda una tregua con l’esercito, decidendo di unirsi ai Vendicatori per lottare contro il male.
Successivamente Hulk tornerà a regredire ed ancora a rinsavire, evolvendo in personalità fino a liberarsi dei retaggi della retorica per divenire un personaggio del tutto verosimile nelle sue scelte di vita.

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<b>I padri di Hulk </b>

Nato dalla penna di Jack Kirby, il primo “Incredibile Hulk” fu un flop inaspettato e venne sospeso dopo solo sei numeri.
La Marvel, convinta dell’efficacia del personaggio, cercò di introdurlo al pubblico per vie traverse, come ospite de I Vendicatori, e poi come comparsa nel fumetto dei Fantastici Quattro.
Ripreso possesso di una sua testata dedicata, l’uomo verde conoscerà alterne fortune sotto le cure di Bill Mantlo, Sal Buscema e John Byrne, prima di raggiungere il massimo splendore nel 1987 grazie all’ispirato sceneggiatore fumettista Peter David.
Peter propone una visione cinica del personaggio, che utilizza la propria forza per avvantaggiarsi e scompare dalle scene per fare il vagabondo prima ed in seguito addentrarsi nel mondo della malavita. Ricchezza, belle donne e affari sporchi: è quello che la maggior parte di noi avrebbe fatto al suo posto, senza concessioni alla demagogia.
Oggi tocca alla penna di Bruce Jones regalarci nuovi colpi di scena. L’Hulk contemporaneo è un uomo lacerato dagli incubi del passato, che ha scoperto tristi verità risalenti alla sua giovinezza e il film nelle sale riprende esattamente questa caratterizzazione.

Uno sguardo al videogioco

Se esistesse una Valle di Lacrime nel "mondo dei videogiochi", sarebbe senza dubbio piena dei cadaveri dei tie-in cinematografici degli ultimi 20 anni.
Fra di essi, quanti meritano anche solo la mera denominazione di videogame sono una percentuale minima e se restringessimo il campo al solo materiale di una certa qualità, staremmo probabilmente parlando di una mezza dozzina di titoli, come l'indimenticabile Tie- Fighter per PC o il più recente 007 Goldeneye su N64. Di certo The Hulk non appartiene a questo esclusivissimo club dei capolavori, che in quanto nati dall'unione - solitamente infelice - di joypad e celluloide, sono a maggior ragione rari come gemme preziose, ma al contempo si distingue dalla massa per la qualità dell'intrattenimento che è in grado di garantire.
Un gioco senza troppi fronzoli, dotato di un gameplay solido e lineare, molto vicino a quello dei vecchi picchiaduro a scorrimento della Capcom che fecero la storia del beat'em up sulla mitica CPS1 da bar. Divertimento dunque, e in dosi massicce e costanti (almeno finchè non vi verrà a noia l'acefalo pesta-pesta generale) e massimo appagamento per quanti cercano un po' di sana e originale viulenza digitale. A ciò si somma una realizzazione tecnica tutto sommato più che onesta e soprattutto poco esosa in termini di requisiti hardware (a vantaggio dei più preoccupati utenti PC) pur senza intaccare che una minima parte delle potenzialità di Xbox e Ps2. Il tutto incredibilmete offerto dalla Radical, famosa in questi anni per aver realizzato un ragguardevole numero di titoli, per la maggior parte accomunati dalla totale carenza di stile e di fantasia (oltre ad essere flop commerciali naturalmente). Insomma non stiamo mica parlando della Shiny e del suo "bellissimo" Enter the Matrix... eppure The Hulk è stata una gradita sorpresa di inizio estate.

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<b>Il telefilm </b>

Nel 1977 debutta in TV una nuova versione de “l’Incredibile Hulk”.
Lo scienziato Banner è interpretato da Bill Bixby e la sua controparte verde dal body builder Lou Ferrigno. In questa interpretazione della storia, Banner si dedica allo studio dei raggi gamma dopo la morte in incidente stradale della moglie.
Il suo scopo è quello di sviluppare la forza umana sotto condizionamento artificiale. Investito incidentalmente dalle radiazioni, si trasforma in Hulk e decide di nascondere la propria doppia identità in quanto non riesce a prenderne il controllo. Inizia così il suo girovagare per l’america, inseguito dall’esercito e braccato dal giornalista Jack McGee, che vuole svelarne i segreti ai media per realizzare lo scoop della vita.
Seppur molto stereotipate, le puntate della serie ebbero un successo travolgente, protraendosi per anni e rivaleggiando con il fumetto originale in termini di seguito.
Memorabili sono soprattutto le colonne sonore e le immancabili scene finali che vedono Banner fare l’autostop per raggiungere una nuova cittadina dove non lo può riconoscere nessuno.
Il tono strepitosamente malinconico che ne trapelava potrebbe venire citato ad emblema di tutta una generazione di quegli anni ’70.

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<b>Il Film – La trama</b>

Lo schivo scienziato Bruce Banner lavora in un laboratorio da anni ai vertici della ricerca mondiale sulle radiazioni. Il suo progetto prevede lo studio degli effetti rigenerativi dei raggi gamma. A coadiuvarlo sul progetto la sua ex fidanzata, Betty Ross.
I rapporti fra persone emotivamente coinvolte non sono facili, e Bruce non concede mai molto da dietro il muro emotivo che ha eretto verso il mondo. Il suo carattere è stato modellato da un’infanzia difficile e traumatica, parte della quale rimane solo un confuso ricordo che Bruce non sa interpretare.
La svolta nella vita dei protagonisti avverrà a causa di un incidente in laboratorio, durante il quale Bruce, nell’intento di salvare un collaboratore, viene investito da una dose letale di raggi gamma.
Misteriosamente, su di lui gli effetti mortali non si manifestano, ed anzi la salute e la forma fisica sembrano migliorare di giorno in giorno. E’ a partire da quell’evento che appaiono nella vita di Bruce nuove misteriose persone: l’enigmatico David Banner, il suo vero padre, che gli rivelerà sconcertanti realtà, il generale Ross, che si accanisce inspiegabilmente sullo scienziato privandolo delle sue autorizzazioni a lavorare, il rivale Glenn Talbot, che vuole comprare le sue conoscenze per fini militari.
Ma, soprattutto, è da quel giorno che inizia ad apparire per le strade d’america una incredibile creatura: un gigantesco mostro verde.
Il vero legame fra Banner e Hulk è conosciuto solo dal padre e da Betty Ross, che nel tentativo di aiutarlo scateneranno una sequenza esplosiva si avvenimenti.
Il mostro verde, adirato ed invincibile, sconvolgerà le città della costa dell’ovest, affrontato dall’esercito e dalle forze dell'ordine. Nulla può fermare la sua furia, se non, forse, l’amore.

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<b>Un capolavoro tecnologico</b>

Figlio del fumetto e padre del melodramma, il film di Ang Lee è nel contempo un tributo alle sue origini ed una sperimentazione coraggiosa.
Tributo perché sono molte le scene ed i colori che ammiccano alle tavole dei comics, con vere e proprie sovrapposizioni di inquadrature e primi piani invadenti.
Di sperimentazione si tratta perché mai prima d’ora una trasposizione in pellicola di un supereroe ha cercato di cogliere gli aspetti umani ponendoli prepotentemente al di sopra dell’azione, per regalare un’indagine introspettiva che affascina, e forse addirittura stancherà qualche parte della platea.
Ambientazione cupa e tinte dense vi accompagneranno quindi per lunga parte della visione, per poi fare posto a spettacolari sceneggiature esterne durante i momenti concitati.
Le battaglie intraprese da Hulk contro i mezzi militari sono uno dei picchi più alti mai raggiunti dai maestri degli effetti speciali, ed il contributo sonoro del THX renderanno il tutto talmente realistico da farvi sussultare, da trasmettervi sulla pelle la sensazione stessa dei colossali impatti.
Hulk in persona, poi, è stupendamente ricostruito con i tratti originali: possente, cattivo ma umanizzato da uno sguardo così ignaro da renderlo simpatico persino ai bambini. Le sue continue trasformazioni e le sue mirabolanti gesta fisiche sono da vedere per crederci.

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<b>“You won’t like me when I’m Angry”</b>

Il mito di Hulk è tornato. Esplosivo, invadente, micidiale. Difficile riuscire ad evitarlo: lo troverete sui manifesti, nelle edicole, sui cellulari, in internet, a scuola, nella vostra console di videogiochi.
La grande macchina dei sogni hollywoodiana ha preparato una bagarre inarrestabile per promuovere nell’olimpo uno degli eroi più longevi della cultura comic mondiale. Noi vi mostriamo il suo lungo cammino dai fumetti al telefilm, fino al cinema.

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