Speciale Pandemic Studios  0

Seguiteci nella scoperta dei progetti futuri di una delle migliori Software House del momento: Pandemic Studios

Dopo aver lavorato per diversi anni e con importanti progetti alle spalle, Josh e Andrew decisero che era il momento di dare una svolta alla loro vita

Dopo aver lavorato per diversi anni e con importanti progetti alle spalle, tra cui spiccano Spycraft, Battlezone, Mechwarrior 2 e Dark Reign, Josh e Andrew decisero che era il momento di dare una svolta alla loro vita, salutare le certezze e la tranquillità che poteva dare il lavorare per uno dei colossi dell’industria e rendersi indipendenti da mamma Activision. A questo punto proprio la casa madre ebbe un’idea geniale per evitare la fine di Atari, realmente smantellata dalla fuga di cervelli, quella di non opporsi al progetto, rischiando di perdere così alcuni dei suoi migliori dipendenti, ma anzi di supportare la nascita dei Pandemic Studios con l’accordo, però, di produrre diversi titoli in esclusiva proprio per Activision. Da questo accordo nacquero due ottimi giochi come Battlezone 2 e Dark Reign, seguiti di giochi celebri che riuscirono a migliorare i loro predecessori, imponendosi all’attenzione dei giocatori su personal computer e facendo conoscere al mondo questa nuova Software House. Gli anni che seguirono videro i Pandemic Studios impegnati su vari fronti e con risultati un po’ altalenanti come per Army Men RTS che doveva essere pubblicato da 3DO, ma che venne soppresso, e Triple Play 2002 gioco di baseball uscito per PlayStation 2 e Xbox prodotto da Electronic Arts, forse il loro peggior gioco fino ad ora pubblicato. Lo studio si riprende poi fortunatamente e lega il proprio nome a quello della Lucasarts sfornando il discreto Star Wars: The Clone Wars, uscito su tutte le console di nuova generazione con una discreta fortuna. La vera consacrazione comunque è avvenuta all’E3 2003 con Full Spectrum Warriors, titolo che vinse diversi riconoscimenti come miglior gioco strategico e miglior gioco della fiera los angelina.

Il passato e la storia di Pandemic Studios sono sicuramente ricchi di informazioni interessanti ed aneddoti curiosi, ma a noi interessano soprattutto il presente ed il futuro di questa software house, e quando il presente si chiama Full Spectrum Warrior e il futuro ha nomi ancora poco noti, ma intriganti come Mercenaries, Destroy All Humans! e Star Wars Battlefront non possiamo che diventare impazienti. Seguiteci e cercheremo di fare più luce possibile su questi nuovi titoli di prossima pubblicazione.

Full Spectrum Warrior

Il gioco, uscito in questi giorni per Xbox e prossimamente su Pc, è nato da una versione dello stesso, ovviamente riveduta e adattata, commissionata dall’esercito americano allo scopo di addestrare le truppe di fanteria leggera. Capite dunque quanto il realismo nel titolo la faccia da padrone. Ci troveremo in un campo di battaglia al comando di due squadre di soldati e da esperti leader dovremo essere capaci di capire al volo la situazione, intuire da dove possa provenire il pericolo, e anticiparlo, dando reciproca copertura ai due team e muovendoli in modo sincrono, al fine di evitare le perdite e riuscire così nelle diverse missioni. Non immaginatevi un fps tradizionale, non saremo noi a sparare, guideremo semplicemente le nostre truppe, scegliendo come muoverle sul terreno degli scontri. I comandi si rivelano particolarmente azzeccati, anche se ovviamente è doveroso completare il tutorial prima di buttarsi a capofitto nell’azione. Le missioni dal canto loro saranno le più varie, dal soccorrere una squadra alleata, all’eliminare tutti i nemici di una zona, allo spostarsi in sicurezza da un punto ad un altro del territorio.

Il realismo è la componente fondamentale del gioco e a tale realismo si rifà una I. A. dei nostri commilitoni decisamente all’avanguardia

Full Spectrum Warrior

L’atmosfera ricorda molto film come Black Hawk Down, ma non si tratta di un film, come detto prima, è il realismo la componente fondamentale del gioco e a tale realismo si rifà una I.A. dei nostri commilitoni decisamente all’avanguardia che consente agli stessi di coprirsi a vicenda e di aprire il fuoco in caso di difficoltà. L’interfaccia inoltre, venendo incontro alle nostre esigenze, ci permette, in maniera molto intuitiva, di capire dove si trovano i membri delle due squadre e il ruolo che ognuno ha nell’economia del gruppo stesso. Full Spectrum Warrior è già uscito in U.s.a. con risultati di vendita sorprendenti, che non fanno che confermare la bontà del prodotto. Da noi è uscito in questi giorni e non possiamo far altro che rinviarne la valutazione ad una ormai imminente recensione.

Star Wars: Battlefront

Il titolo più prossimo all’uscita, prevista per l’autunno, dopo Full Spectrum Warrior è Star Wars: Battlefront. Gli sviluppatori di Pandemic Studios, lavorando a stretto contatto con Lucasarts, sono consapevoli di avere sulle spalle un grossa responsabilità, quella di non dover deludere tutti i fan della saga, e inoltre hanno la possibilità di riscattarsi dopo il solo discreto Clone Wars e affermarsi nell’olimpo delle software house. Del resto, dopo Knights of the Old Republic, Lucas sembra intenzionato a voler concedere i diritti della sua saga solo a giochi di alto livello e qualità, e Battlefront sembra proprio quello che lo stesso Lucas, ma anche i tanti appassionati, stavano aspettando.

Dopo Knights of the Old Republic, Lucas sembra intenzionato a voler concedere i diritti della sua saga solo a giochi di alto livello e qualità, e Battlefront sembra proprio quello che lo stesso Lucas ma anche i tanti appassionati stavano aspettando

Star Wars: Battlefront

Battlefront si presenta come uno sparatutto in terza persona, ovviamente ambientato nel mondo di Star Wars, con cura quasi maniacale per i singoli aspetti relativi a costumi, razze e ambientazione in genere. Le possibilità offerte sono innumerevoli e innanzi tutto dovremo scegliere in che epoca giocare, avendo come opportunità alternative quella della trilogia classica e quella della guerra dei cloni. Dopo aver fatto ciò, dovremo decidere che personaggio interpretare, all’interno di quattro fazioni: i ribelli, l’impero, l’esercito dei cloni della Repubblica e i Droni separatisti. All’interno di ognuna troveremo chi impersonare, sia esso un pilota, una spia, un ufficiale imperiale e quant’altro. Ovviamente ogni personaggio ha le sue abilità e le sue caratteristiche peculiari che lo renderanno più forte in certe attività, prestando invece il fianco ad altre.

Il gioco è decisamente votato all’online game e permetterà ai possessori di Xbox e PlayStation 2 di sfidarsi fino in sedici contemporaneamente, mentre su Pc questo numero aumenterà fino a trentadue. Nella modalità online lo scopo è la conquista: ogni zona strategica sottratta al nemico, se mantenuta per un certo periodo di tempo sotto il nostro controllo, entrerà a far parte dei nostri territori. La modalità single player prevede invece una Galactic Conquest che ci permetterà di conquistare tutto l’universo, attraverso 15 pianeti. Gli scontri saranno il punto focale del gioco e sarà possibile utilizzare il voice communicator per accordarsi sulle strategie e sulle tattiche più efficaci. Il motore grafico è buono, presenta dettagli molto curati e su tutti spiccano i veicoli che sono perfettamente ricreati e ogni “mezzo” visto nei film lo si ritrova con piacere, dall’AT-ST alla Speeder Bike. Ci aspettiamo dunque un ottimo prodotto e speriamo di non restare delusi, date le ottime premesse e considerando anche le buone impressioni che ci ha fatto la versione disponibile all’E3 (uno dei titoli che ci ha più sorpreso, a dire il vero).

Mercenaries

All’ultimo E3 i Pandemic Studios hanno presentato due titoli nuovi che usciranno nel corso del 2005, il primo di questi è Mercenaries. Programmato per Xbox e PlayStation 2, si presenta come un gioco volutamente action oriented e quanto più lontano ci sia da Full Spectrum Warrior, nonostante le apparenze possano far pensare il contrario. Dove in FSW si agisce di tattica e freddezza e il realismo permea tutto il gioco, in questo nuovo prodotto invece l’influenza degli action movie di guerra si sente eccome.

Impersoneremo un mercenario sulle tracce dei 52 personaggi più pericolosi presenti sulla terra. Non aspettatevi l’eroe che per salvare il pianeta e far trionfare la giustizia si immola alla causa, il nostro personaggio si muove solo dietro un lauto compenso: nel gioco il nostro unico scopo sarà proprio quello di eliminare uno ad uno i pericolosissimi boss; le missioni pur essendo abbastanza lineari non risulta mai banali e noiose, anzi ciò consente al giocatore di scegliere il modo migliore per portarle a termine.

Dove in FSW si agisce di tattica e freddezza e il realismo permea tutto il gioco, in questo nuovo prodotto invece l’influenza degli action movie di guerra si sente eccome

Mercenaries

Come ogni soldato che si rispetti il nostri arsenale è paragonabile a quello di Rambo 1, 2 e 3 messi insieme, non limitandosi alle armi da imbracciare, ma estendendosi ai mezzi di trasporto come i blindati e gli elicotteri da combattimento. Proprio per godere in maniera totale di questi mezzi e per rendere l’esperienza entusiasmante, gli sviluppatori hanno creato delle mappe grandissime e completamente esplorabili. Non è solo la loro grandezza a renderle accattivanti, quanto la completa interattività che offrono: potremo distruggere quasi ogni cosa, sfruttare i ripari naturali per proteggerci negli scontri a fuoco, far esplodere ogni dannata casa colma di guerriglieri. Il livello di distruzione che provocheremo si rifletterà sul nostro compenso alla fine della missione, e da questo dovremo togliere le spese per i mezzi che utilizzeremo durante la campagna, mezzi che ci verranno recapitati per via aerea sul luogo degli scontri. Se già così il gioco vi sembra intrigante, sappiate che presenta una realizzazione tecnica davvero buona e una gestione della fisica quasi perfetta, grazie all’utilizzo del motore Havok, quello di Half Life 2 per capirci, mai lodato abbastanza. La gestione della fisica ovviamente non sarà fine a se stessa e sarà possibile calibrare esplosioni, cadute di oggetti e quant’altro possa rivelarsi utile al nostro scopo. Un’altra componente fondamentale del titolo, certo inserita per aumentarne la profondità, è la possibilità di stipulare delle alleanze con le varie fazioni che incontreremo. Saranno alleanze sicuramente utili ai nostri scopi, ma decisamente fragili e ad alto rischio di rottura. Quanto abbiamo visto all’E3 ci è sembrato decisamente di ottimo auspicio per il futuro di questa che potrebbe rivelarsi l’ennesima sorpresa Pandemic.

Destroy All Humans!

Il secondo titolo presentato di recente è Destroy All Humans! (conosciuto più che altro come DAH!), un action in terza persona, carico di humour nero che ci metterà nei panni di un alieno piovuto sulla Terra alla ricerca del nostro DNA, fondamentale per la sopravvivenza della sua razza. I ruoli si sono dunque invertiti, non lotteremo contro gli invasori ma anzi vedremo tutto il gioco attraverso gli occhi di un alieno e i nemici saranno gli stessi abitanti del pianeta Terra. Impersoneremo Crypto della razza dei Furono, uno dei “grigi” (i canonici alieni di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e di “X-files”), che ha lo scopo di preparare l’invasione del nostro pianeta, “coltivare” le menti di noi terrestri e infine distruggerci. L’ambientazione è particolarmente curata e dopo un arrivo a bordo del più classico dei dischi volanti, ci troveremo catapultati nell’america degli anni cinquanta, perfettamente ricreata, con tanto di veicoli originali dell’epoca e di drive-in funzionanti. Per portare a termine la missione di Crypto dovremo utilizzare i suoi poteri speciali che ci permetteranno di prendere le sembianze di ogni persona incontrata, di prendere il controllo delle loro menti e di far volare via i nemici più pericolosi grazie alla telecinesi. Immaginate la scena dell’alieno che, sostituendosi ad un capo dell’esercito, fa passare le notizie di un probabile attacco di forze extraterrestri come voci infondate che puntano al complotto… sarebbe il caos! E questa è solo una delle molte possibilità a disposizione di quelli che giocheranno DAH!.

DAH! è un action in terza persona, carico di humour nero, che ci metterà nei panni di un alieno piovuto sulla Terra alla ricerca del nostro DNA, fondamentale per la sopravvivenza della sua razza

Destroy All Humans!

Il gioco è ancora in una fase di sviluppo non molto avanzata, ma promette molto bene e oltretutto a condire la storia già intrigante di per sé, c’è anche lo humour presente in tantissime situazioni che si verranno a verificare, come quando Crypto proverà a parlare con le mucche credendole gli esseri più intelligenti della Terra. Graficamente l’ultimo nato in casa Pandemic Studios è decisamente curato, anche se ancora acerbo, ma di tempo ce n’è visto che l’uscita è prevista per un inoltrato 2005. Di certo possiamo dire che sarà presente al prossimo E3 e, ne siamo sicuri, farà parlare di se.

Concludendo, non possiamo che evidenziare quanto di buono uscirà dalle fucine dei Pandemic Studios: i quattro titoli presentati sicuramente faranno parlare di sé e siamo sicuri riusciranno a convincere un'utenza sempre più esigente. Ormai i Pandemic Studios sembrano avviati ad entrare nel giro delle migliori software house di quest'industria in continua evoluzione e, tra tanti fuochi di paglia, speriamo continuino a produrre giochi di alta qualità; di sicuro la sferzata di rotta avvenuta con Full Spectrum Warrior non può che farci ben sperare. Prima di lasciarvi vi ricordiamo solo che un misterioso progetto Q è l’ultimo titolo in produzione, di più per ora non è dato sapere, ma non vi resta che rimanere sintonizzati sulle pagine di Multiplayer.it per conoscere gli ulteriori sviluppi.

La storia come ben sappiamo è fatta di eventi che non fanno altro che ripetersi, permettendo ai più attenti osservatori di evitare gli errori del passato, individuando le tendenze e la “direzione del vento”. Questo è applicabile non solo alla storia dei grandi nomi e dei grandi eventi, ma anche a quello che ci riguarda più da vicino e cioè al mondo dei videogiochi e a chi ci permette di passare ore e ore con un joypad in mano: le software house. Abbiamo deciso di puntare l’obiettivo sui Pandemic Studios, sicuramente una delle softco emergenti di questi anni, il cui nome si può trovare legato ad alcuni dei titoli più interessanti dei prossimi mesi. Allo stato attuale i Pandemic Studios, fondati nel 1998 da Josh Resnick e Andrew Goldman, sono composti da circa 200 tra programmatori, designer e artisti al lavoro giorno dopo giorno in due sedi diverse, una situata a Los Angeles e l’altra a Brisbane in Australia. Oggi, dopo sei anni dalla nascita della compagnia, la situazione è questa, ma le radici dei due co fondatori affondano profondamente in casa Activision, una delle maggiori società del settore fondata da talentuosi membri fuoriusciti da Atari.