Metroid PrimeSpeciale Player's Choice 

Grande qualità, piccolo prezzo. E' la filosofia che da un po' di tempo a questa parte spinge i più grandi produttori di videogames a proporre linee budget coi titoli che più successo hanno riscosso a prezzo pieno, e poteva Nintendo esimersi? Certamente no, ed eccovi la guida ai titoli della gamma Player's Choice, aggiornata di volta in volta con le nuove uscite: buon acquisto!

Mario Party 4

Quarto episodio della serie che ha reso appetibile al grande pubblico un genere, i Party Game, che prima di allora era quasi inesistente. Mario Party 4 è il primo della saga per GameCube e, pur non presentando grandi differenze dai suoi predecessori, l’anno scorso è comunque riuscito a vendere un discreto numero di copie.
Prima di prendere in seria considerazione l’acquisto del gioco, dovete sapere che è quasi inutile comprarlo senza prospettive multigiocatore. Il Single Player è noioso, perché dovrete sorbirvi le mosse degli altri tre giocatori mossi dalla CPU, perché mancano i soliti insulti con gli amici e, soprattutto, perché é totalmente privo di modalità pensate a questo scopo. Quindi se non avete conoscenti disposti a fare una partita ogni tanto non acquistatelo assolutamente.
Situazione opposta, discorso opposto, poiché Mario Party è il nirvana del multiplayer e perciò diventa automaticamente un must buy, soprattutto al nuovo prezzo. Le possibilità offerte dal gioco in questo senso sono moltissime: un buon numero di personaggi, dei tabelloni interattivi come non mai e tanti minigiochi, più di 60. Cosa più importante, un sacco di imprevisti che potrebbero ribaltare in ogni momento le sorti della partita e che conferiscono a Mario Party 4 la capacità di tenere col fiato sospeso fino all’ultimo minuto sia il giocatore esperto sia il novellino. Al contrario almeno la metà dei minigiochi avvantaggia il possessore del titolo, perché, rispetto ai vecchi episodi, sono abbastanza complicati. L’altra metà invece è rappresentata da sottogiochi divertenti e di immediato apprendimento. La qualità è piuttosto alta per tutti e sessanta, con qualche eccezione.
Il concetto alla base di Mario Party è molto semplice, ogni giocatore comanda una pedina e ad ogni turno lancia il dado per decidere gli spostamenti, come in un normalissimo gioco da tavolo. Qui cominciano le differenze: il tabellone non è semplice ma pieno di imprevisti, e soprattutto il vostro compito non sarà il completare per primo un percorso, bensì raccogliere più stelle degli altri giocatori, stelle che si comprano alle mutevoli postazioni di Toad con venti monete. Quest’ultime si ottengono sia finendo in determinate caselle del tabellone, sia vincendo i minigiochi, che si svolgono alla fine di ogni turno (un turno è completo quando hanno tirato tutti e quattro i giocatori). I minigiochi possono svolgersi tutti contro tutti, due contro due e uno contro tre, quindi potreste ritrovarvi a dover cooperare col vostro diretto avversario...
Questo sostanzialmente è Mario Party 4, un acquisto obbligatorio per ogni amante del multiplayer, un titolo da scartare per ogni giocatore solitario.
Voto: 7.5

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Metroid Prime

Il miglior gioco a 128 bit, su una console a 99 Euro, al prezzo di 29 Euro. Questo dovrebbe bastarvi per passare all’acquisto, e di sicuro non ve ne pentireste.
Metroid Prime arriva ai lidi cubici nel Novembre 2002, grazie alla neo-first party Nintendo Retro Studios. Sviluppatore statunitense, visuale in prima persona, tutti elementi che prima dell’uscita hanno avvilito ogni appassionato della saga. E invece Nintendo è riuscita a zittire tutti per l’ennesima volta, stupendo sia i sostenitori di vecchia data della cacciatrice spaziale sia i giovani alla prima esperienza Metroidiana. Il titolo è semplicemente Super Metroid in 3d, una meraviglia. L’hanno definito il primo esponente di un nuovo genere, il First Person Adventure, ma sarebbe più giusto dire che Metroid fa categoria a parte. È l’incontro di tanti generi, c’è esplorazione come nelle migliori avventure, un amabile Backtracking, dei salti millimetrici tipici dei Platform, c’è azione e ci sono innumerevoli componenti Shooter. In più la prima persona è riuscita ad aumentare il senso di solitudine e il coinvolgimento del giocatore. In Metroid Prime ci siete voi (Samus Aran), un pianeta da esplorare in ogni suo piccolo angolo e un’orda di nemici, e il bello è che nessuna componente prevale su un’altra, tutte sono così ben bilanciate che l’attenzione del giocatore resta sempre ai massimi livelli. Anche il Backtracking, noioso in molti giochi, in Metroid è piacevolissimo, in quanto ogni volta scoprirete, grazie alla conquista di nuovi power up, delle stanze mai viste prima. E’ un prodotto quindi molto vario, e anche molto impegnativo, sia da portare a termine semplicemente, sia da completare al 100%. Metroid è anche il gioco col miglior level design in circolazione, un design complicatissimo e allo stesso tempo intuitivo che subisce un leggero calo solo nelle fasi finali del gioco. Il tutto è impreziosito da una fisica allo stato d’arte, tuttora la migliore in circolazione, e da una grafica meravigliosa, superata su GameCube solo da altri due o tre giochi.
Metroid Prime è un prodotto grandioso, se non lo avete ancora correte a comprarlo. Giocarlo è un obbligo per ogni possessore del GameCube e per ogni amante dei videogiochi che si rispetti.
Voto: 10

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StarFox Adventures

La prima e ultima fatica della Rare su GameCube si è rivelata un insuccesso, sia perché tutti si aspettavano un prodotto in grado di eguagliare i fasti di Ocarina of Time, sia perché è a tutti gli effetti un semplice giochino. Non c’è dubbio che lo sviluppo sia stato disturbato dalle incongruenze con Nintendo, fatto sta che tutti si aspettavano di più.
StarFox Adventures non è altro che un clone di Zelda con un mondo piccolo, incredibilmente lineare, con obiettivi scontati ed enigmi banali. Oltre a questo, non ci sono praticamente personaggi coi quali interagire se non quelli della Main Quest. Anche gli spezzoni in nave spaziale tipici della saga non sono niente più che un omaggio al classico Star Fox.
Quindi a conti fatti SFA presenta un'avventura principale lineare e semplice, nessuna subquest e un sistema di combattimento impreciso e casuale. A questo si aggiunge una bassissima Intelligenza Artificiale, che si fa risentire proprio negli scontri coi nemici. Nonostante ciò è riuscito a vendere diversi dischetti e a farsi spazio nei cuori dei videogiocatori, questo perché sfrutta un brand famoso e vanta una grafica di tutto rispetto: buona modellazione poligonale, bellissime le texture e gli effetti luce. Da segnalare inoltre l’introduzione del Fur Shading, un nuovo effetto speciale che riesce a ricreare alla perfezione il pelo degli animali e, in questo caso, il manto erboso del gioco. Un vero spettacolo per gli occhi, peccato per qualche piccolo scatto ogni tanto e per la realizzazione dell’acqua, bella sì da vedere, ma fisicamente irrealistica.
Sono allo stesso livello anche il sonoro e la sceneggiatura, quest’ultima di pregevolissima fattura fino ai momenti finali del gioco, durante i quali scade precipitosamente probabilmente a causa del poco tempo rimasto in mano a Rare. L’altro pregio del gioco è l’aggiunta, in aiuto di Fox, di un personaggio secondario, il principe triceratopo Tricky. Questi vi accompagnerà per tutta l’avventura, e i pochi enigmi apprezzabili sono proprio quelli che vi vedranno in collaborazione col dinosauro.
L’ultimo gioco Rare / Nintendo eccelle negli aspetti solitamente trascurati dalla casa di Kyoto, mentre scade in quelli, fondamentali, tenuti in maggiore considerazione nelle precedenti opere. Sicuramente il gioco è stato sviluppato in un momento difficile, ma ciò non toglie che il prodotto finale valga a malapena i 29 Euro che costa adesso. Solo per gli amanti della bella grafica e per quei pochi che vogliono cimentarsi in un’avventura poco impegnativa.
Voto: 6.5

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Super Mario Sunshine

Per finire, il gioco che tra questi quattro ha venduto di più, il titolo che ha portato a 128 bit il brand Nintendo più famoso, il re dei platform per antonomasia, Super Mario.
Al contrario di quanto ci si potesse aspettare, il risultato è tutt’altro che perfetto, anche se l’idraulico rimane sempre il protagonista del miglior platform di questa generazione. Il gioco Nintendo riprende pari pari la struttura di Super Mario 64, con una base dalla quale partire, stavolta rappresentata da una città, Delfinia, che contiene i vari passaggi che vi condurranno ai livelli, nei quali dovrete collezionare i Soli Custodi, o Shine per dirla con la versione inglese. Si nota subito una differenza dal predecessore, infatti l’ordine delle Shine da raccogliere non è più libero ma prestabilito; ogni livello è diviso in otto missioni, ognuna contenente una Shine. Questo può essere considerato sia un pregio che un difetto, in quanto è vero che limita la libertà, però migliora la qualità dei singoli obiettivi e consente di variare la morfologia del livello da una Story (questo il nome delle missioni) all’altra. Ciò che è veramente un passo indietro rispetto a Mario 64 è la prevedibilità dei vostri compiti, infatti le missioni "sorprendenti" sono veramente poche, generalmente bisogna uccidere un boss o raccogliere le monete rosse. Un altro difetto, il più grande del gioco, è che circa 30 delle 120 Shine totali si ottengono raccogliendo 240 monete blu nascoste negli otto livelli. Se la loro posizione fosse solo impegnativa non ci sarebbe niente di male, il problema è che spesso e volentieri è totalmente illogica!
Una novità è lo “Spruzzino”, uno strumento ad acqua del quale è dotato Mario, capace di tre funzioni. Una di queste consente di planare e quindi di facilitare il salto, una caretteristica su cui si è molto discusso; qui terminano gli aspetti problematici.
Il più grande merito, invece, di Mario Sunshine è l’introduzione in ogni livello di alcuni stage senza spruzzino che mettono alla prova l’abilità manuale del giocatore e racchiudono il concetto primitivo alla base di questo genere, un autentico paradiso per gli appassionati dei platform. Il gioco riesce a migliorare la già profondissima giocabilità di Super Mario 64, proponendo un sistema di controllo praticamente perfetto e la solita ed inimitabile cura per i particolari. Senza dimenticare il ritorno di Yoshi, che farà tornare in mente più di un bel momento ai fan della saga. La libertà d’azione e di movimento è ormai giunta alla perfezione, e ciò consente al giocatore di portare a termine una missione in molte maniere diverse. L’unica limitazione in questo senso di Mario Sunshine è il dover sottostare alle Story.
La grafica è colorata, quasi sempre fluida e praticamente esente da pop-up, fatto, quest’ultimo, che è di grande pregio per un gioco di questo tipo. La fisica e le collisioni sono ottime come sempre, unico appunto verso le ambientazioni, tutte tropicali, che alla lunga potrebbero stancare. Mario Sunshine non è stato capace di superare in tutto e per tutto Super Mario 64, ha molti difetti e alcuni pregi che il gioco datato 1996 non aveva. Nonostante ciò rimane il miglior platform 3d di questa generazione e riesce senza ombra di dubbio nel suo obiettivo primario, cioè divertire il giocatore.
A 30 Euro non potete lasciarvelo scappare.
Voto: 9

Speciale Player's Choice Speciale Player's Choice

Quelli che seguono sono i primi titoli della linea Player's Choice europea, grandi titoli per GameCube riproposti a prezzo ribassato; se avete comprato un Cubo proprio adesso o ne state considerando l'acquisto, o semplicemente ve li siete persi, sappiate che questi titoli non dovrebbero mancare nella vostra ludoteca!


Luigi's Mansion
Il gioco che ha trovato più difficoltà nel momento della commercializzazione, pian piano è riuscito a ricavarsi un suo spazio nella ricca famiglia dei filoni “Made in Nintendo”. Anche se al lancio del GameCube questo titolo ha preso il posto di Super Mario, (che aveva sempre accompagnato il lancio di una console Nintendo) Luigi’s Mansion non è un platform, ma un’avventura che scimmiotta Resident Evil (!). Luigi si reca in una vecchia magione alla ricerca del fratello perduto, ignaro dei pericoli che presto incontrerà; difatti la villa è completamente infestata da fantasmi… Quando aprirete il portone di ingresso, potrete affidarvi solamente alla luce di una torcia portatile, che vi permetterà di perlustrare la sala di ingresso completamente buia. Subito dopo farete la conoscenza del Dottor Strambic che vi consegnerà un aspirapolvere, un GameBoy Horror, e vi insegnerà a cacciare i fantasmi. Lo scopo del gioco ovviamente è quello di esplorare tutta la villa alla ricerca del fratellone, facendovi largo tra gli spettri a colpi di torcia/aspirapolvere e risolvendo diversi puzzle. Ogni nuova stanza che esplorerete sarà completamente immersa nel buio, ed ogni stanza buia ospita qualche bel gruppetto di fantasmi. Ci sono diversi tipi di fantasmi: i più innocui saranno in bella vista e basterà aspirarli per liberarvene, altri invece prima di poter essere catturati richiederanno la risoluzione di qualche enigma. Ci sono anche quelli nascosti, nel mobilio, sotto le lenzuola, e in altre stramberie. Qui entra in gioco un’altra abilità di Luigi, quella di analizzare gli oggetti: quando vi trovate di fronte ad un pezzo di mobilio o altro oggetto con cui potete interagire alla pressione del tasto “A” Luigi scuoterà l’oggetto per ricavarne qualche bonus o scovare un fantasma, oppure busserà sulla parete per cercare qualche anomalia. Al limite usando l’aspirapolvere per qualche attimo sui mobili, anche quelli non raggiungibili fisicamente, otterrete lo stesso risultato. Quando avrete catturato tutti i fantasmi in una stanza tornerà la luce, e la stessa sarà sicura per tutto il resto del gioco, nonché vi sarà regalato un bonus, in genere una chiave per continuare la vostra ricerca. La villa si sviluppa su 4 piani, con un boss per ogni piano. Terminato il gioco vi sarà dato un voto in base ai soldi racimolati durante la vostra permanenza.
Tecnicamente il gioco si difende tuttora bene con una lode al Sound Design, davvero geniale. L’idea che sta alla base del tutto è veramente carina, e sviluppata altrettanto bene. L’unica pecca (piuttosto pesante) è la longevità dell’avventura, sicuramente non all’altezza degli abituali standard Nintendo.
Voto: 8

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Super Smash Bros. Melee

Beh, qui non avete proprio scuse, questo gioco deve assolutamente entrare a far parte della vostra softeca, non solo per il valore intrinseco che il titolo acquista per tutti gli appassionati della grande N, ma perché si tratta indubbiamente di uno dei giochi migliori su GameCube, nel quale niente è lasciato al caso. Si tratta di un party game, che può essere goduto completamente anche da chi lo gioca da solo (come il sottoscritto); la longevità in ogni caso è sconvolgente, forse il titolo più longevo di tutta la storia del GameCube (sportivi esclusi): una miriade di bonus da sbloccare, più tantissime modalità di gioco.
Smash Bros. potrebbe essere catalogato nel genere dei picchiaduro, ma come al solito Nintendo lo riscrive a modo suo: non bisogna esaurire la barra di vita dell’avversario (anche se in un’apposita modalità potrete farlo), ma dovrete scaraventarlo fuori dell’arena, arena che nasce proprio dai classici Nintendo, Hyrule Castle, le navi di StarFox, i livelli 2D di Mario, persino il Game & Watch… I personaggi sono moltissimi, più di venti (e non tutti disponibili da subito) e tutti appartenenti al mondo Nintendo, ognuno ha le sue mosse e abilità, anche se si eseguono tutte allo stesso modo. I colpi sono assegnati ai tasti A e B, con A eseguirete i colpi canonici e con B quelli speciali del personaggio (palle di fuoco, scariche elettriche, bombe, teletrasporti, ecc…). Usando A in combinazione con una direzione eseguirete un attacco “Smash”, quello più adatto per lanciare l’avversario fuori dal ring; man mano che colpite un concorrente un contatore di percentuale, ce n’è uno per ogni combattente, salirà e già quando si trova oltre il 50% sarà possibile mettere fuori combattimento il tizio, ovviamente più sale la percentuale, più sarà facile scaraventare fuori l’avversario. Con lo Z si effettuano le prese e con R o L si eseguono la difesa e schivate varie.
Molto immediato ma anche piuttosto profondo, i primi minuti di Melee li passerete a orientarvi in mezzo al marasma di effetti video: con 4 (o più) personaggi su schermo che schizzano, esplodono, colpiscono, mentre l’arena si trasforma sotto di voi, e magari una Sfera Pokè lanciata da qualcuno libera un Pokémon che impazza per tutto il livello non è affatto facile… In singolo già vale il prezzo del biglietto, in multi è ancora meglio, bisogna però trovare gente all’altezza… La realizzazione tecnica è lodevole come al solito.
Voto: 9

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Super Smash Bros. Melee

Pikmin
A pochi giorni dalla rivelazione del secondo episodio (che promette di essere dannatamente più completo) è forse ora di rimediare questo piccolo gioiello. Piccolo perché non esente da alcuni difetti, anche minori, gioiello perché si tratta di una formula di gioco veramente interessante, rilassante, e ingegnosa.
Pikmin è uno strategico, che potrebbe ricordare alcuni videogiochi tipicamente su PC (di solito di ambientazione fantasy o militare), ma che in realtà non c’entra una fava! Dovrete sì controllare il vostro piccolo (piccolo un corno, 100 unità contemporaneamente!) esercito, ma lo farete in modo totalmente diverso. Innanzitutto, come da buona norma Nintendo, lo scopo del gioco non è ammazzare tutto quello che si muove, ma esplorare il mondo in cui siete capitati, cercando di non farvi eliminare dai fantasiosi insetti alieni che popolano il pianeta. Niente insetti giganti e spaventosi per carità, tutto nella regola… Peccato che voi siate alti meno di 4 centimetri e i Pikmin ancora meno…
Voi siete Olimar, la vostra astronave si è frantumata in 30 pezzi sparsi in 5 livelli, lo scopo del gioco è recuperare i pezzi, in 30 cicli solari, studiando e analizzando il mondo che avrete di fronte. I Pikmin vi aiuteranno a costruire ponti, abbattere muri, uccidere gli insetti ostili, e soprattutto portare alla base i pezzi dell’astronave. Se un Pikmin da solo può fare ben poco, una moltitudine di Pikmin sono una forza quasi inarrestabile; per raccogliere un oggetto o per interagire con un altro avrete bisogno di solito di un numero definito di Pikmin, e come regola più Pikmin avrete al lavoro e più veloce ed efficiente sarà la riuscita. Ma chi sono i Pikmin? Trattasi di piccole creaturine divise in 3 specie diverse (almeno in questo episodio) caratterizzata ognuna da un colore diverso e ognuna con la propria abilità: i rossi sono i più robusti, i gialli sono in grado di manovrare delle noci esplosive, i blu possono nuotare.
Per aumentare il numero dei vostri Pikmin dovrete raccogliere i “frutti” dei fiori oppure le carcasse degli insetti uccisi e portarli alla base: ogni tipo di Pikmin abita in una struttura chiamata Onion (cipolla), quando trasporterete qualcosa sotto di essa, spunteranno i germogli dei nuovi Pikmin pronti per essere strappati da terra. I Pikmin hanno, inoltre, tre gradi di evoluzione: bocciolo, foglia, e fiore. Nello stato di fiore sono più veloci e resistenti.
Come controllare i Pikmin? A quanto pare, queste creature non sono abbastanza intraprendenti da fare per conto loro (tranne che per fermarsi a giocare con qualcosa che li stuzzica!), e si riuniranno intorno a Olimar. Sarete voi che muovendo Olimar, indirettamente sposterete anche i Pikmin.
Lo spazio purtroppo è tiranno, e in queste poche righe non si riesce a spiegare in dettaglio l’uso dei Pikmin, perciò fate una cosa furba, compratelo e scopritelo da soli!
Voto: 8.5

Speciale Player's Choice Speciale Player's Choice

Dal 17 Ottobre, assieme al GameCube a 99 Euro, sarà disponibile la seconda carrellata dei giochi denominati “Player’s Choice”, ovvero alcuni tra i più importanti titoli Nintendo della passata stagione riproposti in versione economica. A soli 29 Euro saranno presenti sugli scaffali dei negozi Mario Party 4, Metroid Prime, Star Fox Adventures e Super Mario Sunshine, che vanno ad aggiungersi ai tre Player’s Choice dell’anno scorso, Luigi’s Mansion, Pikmin e Super Smash Bros. Melee

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