Speciale RPG - Quinta Parte  0

Ultima puntata del nostro appuntamento con gli RPG più attesi della stagione. Per chiudere in bellezza abbiamo Lionheart, Vampire: Bloodlines e World of Warcraft.

Lionheart

Nel mondo di Lionheart, la religione viene sostituita dalla magia potente in coloro che furono toccati dagli spiriti; gli uomini si divisero non per credo ma per sangue, i puri di sangue, coloro che non avevano poteri magici difesi dalla Inquisizione e gli usufruitori della magia, che trovavano rifugio nell’Inghilterra tollerante.
Da qui iniziano le nostre gesta, da una puzzolente prigione di Barcellona, incarcerato come fruitore della magia nell’anno del signore 1588. Lionheart utilizzerà un motore grafico a visuale isometrica in grado di usare il meglio della tecnologia 2D e 3D; tutti gli scenari di gioco sono in 2D prerenderizzato, dove si muovono i personaggi completamente in 3D con effetto anti-aliasing a mitigare lo stacco. I fondali, anche se prerederizzati, sono in grado di supportare un certo dinamismo, così da potersi modificare in tempo reale e visualizzare gli effetti di un’esplosione, la caduta di un muro e via dicendo.
Ogni RPG utilizza un set di regole che ne determinano il sistema di crescita del personaggio, Lionheart utilizza il sistema S.P.E.C.I.A.L. Il sistema S.P.E.C.I.A.L. (basato sul set di regole GURPS di Steve Jackson) è un set di regole estremamente versatile e potente che ha nella libertà di sviluppo del personaggio il suo punto di forza maggiore.
L’avventura si svolgerà in nove differenti aree per un totale di un centinaio di mappe dove incontreremo più di 150 NPC (Non Player Character, personaggi non giocanti) con i quali interagire con un sistema di dialogo ad albero, ovvero ad ogni domanda o richiesta potremo rispondere attraverso la scelta di più frasi, le quali apriranno altri filoni di discorso e così via. Gli NPC, a seconda delle nostre azioni, della nostra razza e affiliazione, si comporteranno in maniera differente, dimostrando simpatia o antipatia nei nostri confronti e decidendo addirittura di unirsi a noi.
Lionheart non sarà un gioco party oriented (basato sulla gestione e coordinamento di un gruppo di personaggi giocanti), ma ciò non toglie che numerosi NPC potranno unirsi a noi per il corso di una quest o per l’intero gioco. Questi personaggi speciali saranno comunque controllati dalla loro AI nell’intenzione di esser più compagni di viaggio che personaggi controllati dal giocatore. Il sistema di combattimento sarà in tempo reale, con una limitata possibilità di mettere in pausa per accedere all’inventario e per poter mirare a parti specifiche dell’avversario. Quest’ultima caratteristica è un’aggiunta graditissima, soprattutto perché il mirare alla testa, piuttosto che al torso o alle braccia, avrà effetti differenti che, uniti alla fortuna di effettuare un colpo critico, potranno abbattere un avversario temibilissimo in un lampo di freccia in mezzo agli occhi!
Oltre a questo saranno implementati due stili di combattimento diversi: Hectic, che permetterà di combattere in maniera più veloce e meno accurata, utile per le mischie e Calculated, che al contrario sarà uno stile di combattimento lento ma molto più preciso. Un’ambientazione affascinante, una trama che pare avvincente, una libertà incredibile nelle scelte che si faranno nel gioco, un’implementazione del party che se ben strutturata potrebbe rivelarsi un’ottima caratteristica, il tutto condito da un sistema di combattimento che per stessa ammissione di Doug Avery, producer della Black Isle, sarà “più veloce di quello di Icewind Dale II ma non così erratico come quello di Diablo”, presentato con novità quali i diversi stili di combattimento e il puntamento a specifiche parti del corpo, faranno di questo titolo un sicuro vincente.

Vampire the Masquerade: Bloodlines

Eccoci a parlare di uno dei più recenti titoli di questo succosissimo speciale, un gioco presentato nel corso dell’E3 2003 (la fiera sul mondo dei videogiochi che si svolge tutti gli anni a Los Angeles), che definire illustre appare quantomeno riduttivo, sia per l’ambientazione che per il team che lo sta portando alla luce.
Dopo ben 18 mesi di sviluppo segreto, ecco svelati alcuni aspetti di Bloodlines, il secondo gioco nella storia degli rpg che utilizza la curiosa ambientazione partorita dalla casa editrice White Wolf e tratta dai romanzi di Anne Rice; se ricordate il primo fu quel Redemption uscito nel 2000, oggetto di pesanti critiche sia da parte della stampa specializzata che dai giocatori. Questa volta al timone del team di sviluppo troviamo Tim Cain, il quale dovrà condurre la sua Troika Games (conosciuti per Arcanum e adesso al lavoro anche su un altro titolo del quale parliamo in questo speciale, Greyhawk: The Temple of Elemental Evil) attraverso il loro primo progetto con visuale in soggettiva.
Altro “pilastro” del progetto Bloodlines è il motore grafico utilizzato; questo gioco infatti è la prima implementazione da parte di terzi dell’engine di Half Life 2, il titolo che ha sbalordito tutti a Los Angeles.
Apparentemente tutto ciò può lasciare indifferenti, osservando però i vari filmati girati al già citato E3, è stato possibile osservare un livello di interazione con l’ambiente e di accuratezza dei modelli fisici letteralmente inconcepibile fino ad oggi.
Riguardo all’ambientazione del gioco, gli sviluppatori hanno optato per un cambiamento radicale rispetto al passato. Se infatti Redemption era ambientato in molti luoghi e su una linea temporale alquanto varia, Bloodlines si sviluppa unicamente in una Los Angeles completamente differente dall’odierna metropoli e dai tratti estremamente gotici.
In generale l’atmosfera di gioco sembra essere molto fedele all’originale letterario, ambientazioni cupe, oscure, dove le macchinazioni e i tradimenti, anche tra membri dello stesso clan, sono sempre in agguato.
Per la gioia degli appassionati di vecchia data, sarà presente un uso massiccio di scripting, ovvero tecniche che simulano lo svolgimento di una vita verosimilmente reale, con situazioni che si sviluppano indipendentemente dall’azione del nostro personaggio (i negozi che ad una certa ora chiudono, per fare un esempio banale).

Vampire the Masquerade: Bloodlines

Rispetto al predecessore, Bloodlines presenta aspetti molto simili alla controparte p&p (pen and paper, espressione utilizzata per indicare i giochi di ruolo cartacei), pensate che la creazione del personaggio rispecchia in tutto e per tutto quella del gdr, anche dal punto di vista grafico.
Durante questa fase si deve selezionare il proprio clan tra i sette disponibili, in base a questa scelta vengono assegnate le relative tre discipline (ciascuna sviluppabile fino al quinto livello). Oltre a questi aspetti, sono personalizzabili sia le caratteristiche psico-fisiche del personaggio che il suo numero di punti sangue e la sua umanità (ovvero la misura della “bestialità” del vampiro).
Vampire the Masquerade: Bloodlines appare come un rpg fortemente sviluppato sull’esperienza di gioco del singolo personaggio. I vari NPC (personaggi non giocanti) rispondono in maniera radicalmente differente in base al comportamento del personaggio, al suo aspetto fisico, al suo clan. Anche per far fronte a questo sono presenti ben cinque skin per ciascuno dei quattordici modelli, due per ogni clan (maschio e femmina).
Il gioco si avvale sia della visuale in prima persona (specialmente durante i combattimenti) che di quella in terza persona; ad ora non ci è dato sapere nulla di preciso riguardo alla presenza o meno di combattimenti a turni e dell’adozione di un party, anche se, osservando l’unico filmato attualmente disponibile, entrambi questi aspetti non dovrebbero essere presenti.
Durante gli scontri fisici è possibile utilizzare le discipline di cui è provvisto ciascun vampiro (come Obfuscate per rendersi invisibili, oppure Celerity per aumentare la propria velocità), oltre a queste è disponibile un arsenale di tutto rispetto che spazia da pistole, fucili a pompa, automatici, uzi, katane e molto altro.
I dialoghi sono composti da sequenze abbastanza coincise, e saranno decisivi per l’assegnazione dei punti esperienza, che quindi non saranno distribuiti solo in base ai risultati dei combattimenti (se così fosse alcuni clan sarebbero troppo avvantaggiati rispetto ad altri). Giusto per accontentare gli appassionati della serie di gdr edita da White Wolf, sappiate che saranno presenti i clan vampirici dei Tremere, Malkavian, Nosferatu, Toreador, Brujah, Gangrel e Tzimisci; dovrebbero (e sottolineo dovrebbero) comparire anche Ravnos, Giovanni, Lasombra, oltre ad altri membri del Sabbat e probabilmente le creature appartenenti ad altre saghe White Wolf (come i licantropi). Insomma, questo Vampire the Masquerade: Bloodlines promette di essere uno dei sicuri blockbuster della prossima stagione, entro l’inverno prossimo è prevista l’uscita di una alpha release, mentre la pubblicazione definitiva è schedulata per la prossima primavera, al massimo per l’estate 2004.
Tenetevi pronti, e cominciate ad affilare i canini!

World of Warcraft

Blizzard si è resa nota per i suoi titoli di enorme successo: su tutti i due Diablo, la saga di Warcraft (arrivata al terzo capitolo) e Starcraft. La casa americana riesce sempre a mettere il proprio sigillo su ogni produzione, in modo tale da renderla inconfondibile e dotata di una personalità di spicco, anche per generi piuttosto inflazionati come gli strategici. Basti pensare alla saga di Warcraft, che pur appartenendo al genere degli RTS (strategici in tempo reale) è inconfondibilmente originale e unica nel suo genere. Questa piacevole tendenza di Blizzard a creare giochi assolutamente vincenti si presterà anche per una tipologia di gioco che, nonostante sia diventata oramai piuttosto diffusa, non è ancora riuscita a decollare definitivamente, almeno in Italia: parliamo dei MMORPG, ossia i massive multiplayer on line rpg, o meglio ancora giochi di ruolo da giocare esclusivamente on line assieme ad altri migliaia di utenti contemporaneamente nella stessa partita. La particolarità di questo genere di videogiochi risiede nell’assoluto senso di libertà che questi propongono. In pratica, giocare ad un MMORPG, vale a dire entrare col proprio personaggio virtuale in un mondo interamente ricreato, che vive e persiste anche senza la nostra presenza in esso o la nostra interazione. Quando giochiamo ad un titolo per giocatore singolo, il mondo di gioco si ferma quando chiudiamo il gioco. Nei MMORPG invece, questo non succede, in quanto anche se lasciamo il gioco, questo continuerà a svilupparsi, grazie agli altri migliaia di giocatori che lo “abitano”. Un’idea innovativa, a tratti esaltante, ma che fin’ora non ha definitivamente conquistato il cuore dei giocatori italiani, con l’unica eccezione, forse, per Dark Age of Camelot. La Blizzard, quindi, ha deciso di entrare nel mondo dei MMORPG, e lo fa prendendo il collaudato e affascinante mondo di Warcraft, creando attorno ad esso un nuovo, atteso titolo: World of Warcraft. Blizzard ha promesso di reinventare un genere, creando un MMORPG non solo intrigante, ma anche divertente e mai noioso.

World of Warcraft

L’ambientazione è già di per sé suggestiva, visto che troveremo i personaggi e il particolare stile grafico “fumettoso” di Warcraft importato in un mondo 3D assolutamente fantastico. Dagli screenshots che finora sono stati pubblicati, risulta chiaro come World of Warcraft risulti assolutamente portentoso dal punto di vista tecnico. I personaggi sono bellissimi, con il particolare stile grafico (lievemente, ma solo lievemente, da caricatura), che rende la grafica più morbida, senza quella spesso inutile tendenza a rendere l’aspetto grafico realistico a tutti i costi. Anche le ambientazioni sono spettacolari, con foreste, radure, montagne, cittadine con negozi, case, taverne ed anche fortezze ricreate alla maniera di Warcraft (se volete, date un’occhiata a Warcfrat 3 per avere un’idea dello stile dei disegnatori Blizzard). Ma cosa sarà World of Warcraft? O meglio, che tipo di gioco sarà? Solitamente i MMORPG non sono come i normali giochi di ruolo. Il senso principale di questi titoli è sviluppare i propri personaggi, creare alleanze con altri giocatori e risolvere delle missioni (quest) legate all’ambientazione di gioco. Ebbene, secondo le premesse degli sviluppatori, World of Warcraft non sarà un MMORPG “impegnato”, ma un gioco di ruolo “massivo” ma anche divertente. Un po’ come accadeva con Diablo II giocato su Battle.net (il portale multigiocatore di Blizzard), avremo un mondo gigantesco e totalmente esplorabile, nel quale possiamo fare ciò che vogliamo. Ma le finalità di World of Warcraft sono da ricercare nel divertimento e nell’esplorazione, piuttosto che alla risoluzione di impegnative quest. Potremo esplorare ogni porzione di paesaggio (anche le montagne che si stagliano all’orizzonte) e combattere ogni tipo di creatura e mostro. Potremo allearci con altri personaggi (umani come noi naturalmente, e non comandati dal PC) per andare in giro per il mondo di Warcraft a caccia di tesori e creature terribili. Non mancheranno le quest (ossia le missioni) ovviamente, ma queste saranno incentrate soprattutto sull’esplorazione e i combattimenti.
All’interno delle città, inoltre, potremo visitare negozi, case, entrare nelle taverne a berci una birra virtuale con altri personaggi, e magari scambiare delle chiacchiere con la chat inclusa nel gioco, aggiungendo anche espressioni facciali ai nostri alter ego (avete presente le “faccine” che usiamo nelle chat o nelle email? Una cosa simile…).
I personaggi che creeremo saranno in base alle razze disponibili: Le razze degli archetipi finora annunciate sono cinque: Umani, Nani, Orchi, Tauren e Warlock. La creazione del personaggio sarà semplice, intuitiva e potremo anche scegliere personaggi predefiniti se non vogliamo perdere troppo tempo. Ogni razza ha una sua terra natale dalla quale i propri esponenti inizieranno il gioco e muoveranno i primi passi. Il mondo di gioco sarà quello di Azeroth, e lo stesso sarà diviso in varie regioni. Potremo scegliere di esplorare il mondo a caccia di nuove avventure, allenarci sfidando mostri di ogni genere e specializzandosi secondo i nostri gusti alla magia o al combattimento. Spesso i giocatori dei MMORPG finiscono col divertirsi ad ammazzarsi tra di loro, visto che trovano questa attività ben più divertente del gioco in sé: il fenomeno, che si chiama “Player Killing”, è un po’ lo spauracchio di tutti i giocatori dei MMORPG, in quanto i loro personaggi novelli vengono fatti fuori senza problemi da quelli più forti ed esperti. Alla Blizzard, circa World of Warcraft, spiegano che nel gioco non ci sarà ragione di praticare il Player Killing, visto che i giocatori troveranno di meglio da fare, e se proprio qualcuno vorrà sfidarsi a duello, ci saranno arene dedicate agli scontri tra giocatori.
La bellezza grafica che traspare dalle foto lascia presupporre computer molto potenti per far girare il gioco: ebbene, stando alle prime prove su versioni preliminari del titolo, la prossima fatica Blizzard è sì imponente dal punto di vista tecnico, ma il motore del gioco è piuttosto scalabile e quindi in grado di girare anche sulle macchine meno performanti, come i computer di qualche tempo fa. Secondo quanto si conosce finora, World of Warcraft potrebbe rappresentare una ventata di freschezza al genere dei MMORPG, un gioco bellissimo da vedere ma anche divertente da giocare: con spensieratezza, in grado di accogliere subito anche i giocatori meno esperti, che spesso vengono spaventati da titoli troppo complessi e difficili da gestire. L’enorme comunità on line di Blizzard già freme, e non ci resta che aspettare l’inizio del 2004 per entrare nel mondo di Warcraft!
Magari, se non avete ancora una linea veloce per le vostre connessioni, attrezzatevi…

Lionheart

L’ambientazione classica per i giochi di ruolo è solitamente una sorta di medioevo magico tanto caro ai lettori di Tolkien oppure ai giocatori di Dungeons&Dragons.
Questa ambientazione è stata sfruttata per decine e decine di titoli per PC nel corso degli anni, ma capita ogni tanto che esca un gioco dall’ambientazione originale e decisamente intrigante. Lionheart, il nuovo RPG sviluppato dalla Reflexive (“Star Trek: Away Team”) e prodotto dalla Black Isle (“Fallout I&II”, “Planescape: Torment”, “Icewind Dale I&II”, Baldur’s Gate: Dark Alliance) è ambientato nel nostro passato storico e precisamente nel 1588 nella cara terra d’Albione. Ma non pensate adesso di rispolverare i vostri vecchi libri del liceo, poiché il corso della storia così come lo conosciamo è stato radicalmente sconvolto nel mondo di Lionheart ben tre secoli prima e precisamente nel lontano 1192. A quel tempo il medio oriente era divenuto terra di conquista per i cavalieri della terza crociata capeggiati da Riccardo Cuor di Leone, il quale deciso a conquistare il santo sepolcro e sconfiggere Saladino, organizzò un imponente rituale mistico-religioso per ingraziarsi il volere di Dio.
Ma questo rituale scatenò qualcosa che andò oltre ogni immaginazione, un’enorme portale si aprì scatenando sulla terra forze magiche e aliene, questi spiriti si fusero con gli esseri umani, con gli animali e con la terra modificando per sempre la morfologia dell’Europa nord- occidentale e cambiando per sempre il corso delle umane gesta.