Speciale Winning Eleven: Japan mania  0

E’ la serie di videogiochi sul calcio più amata dai fans, con ben 14 milioni di copie vendute dall’intera saga ad oggi. E noi abbiamo pensato bene di dedicargli due speciali. Viaggio nell’universo di Winning Eleven, da Jon Kabira alla J-League, dai KTYO al mercato in oriente, abbiamo vivisezionato per voi la saga calcistica più famosa di tutti i tempi.

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I “papà” di Winning Eleven

Konami TYO Ltd. è uno dei team di sviluppo della Konami Corporation, con sede a Tokyo. Composto da uno staff di ben 260 elementi, l'ex KCET (KCE Tokyo) è da un paio d'anni diventata KTYO per una riorganizzazione interna alla Compagnia nipponica di appartenenza. Noto all'inizio per l'ottima realizzazione di titoli musicali e simulatori di appuntamenti come Dance Dance Revolution e Tokimeki Memorial, il team ha ottenuto la definitiva consacrazione sulla Ps2 grazie allo splendido lavoro effettuato con le evoluzioni delle serie WE e Silent Hill. Ma chi si cela dietro questo acronimo? Chi sono in realtà i KTYO al di là del puro aspetto corporativo? Da quello che possiamo vedere dalla qualità finale dei loro prodotti, dalla cura maniacale per i dettagli tecnici, diremmo un gruppo di appassionati di calcio con in più il dono di saper programmare magistralmente e di saper quindi rendere concrete le proprie idee, la propria passione per il “soccer” imprimendole quasi come per magia sui freddi numeri dei codici di programmazione. In un recente intervista rilasciata sulle pagine di Famitsu, il capo- progettista della serie, Shingo Takatsuka sembrava quasi voler confermare questa nostra idea, dichiarando di fatto: “Noi prima che programmatori della serie siamo appassionati di calcio e di WE. Ogni volta che testiamo un nostro nuovo prodotto o lo giochiamo quando è finito, ci diciamo, ok, bene, ci siamo, però magari la prossima volta possiamo aggiungere questa animazione o questa competizione, oppure rivedere il sistema di gestione dei passaggi. Ognuno di noi gioca e rigioca. E così prendono corpo le idee per i successivi progetti”. Sarà per questo che WE è la migliore simulazione calcistica mai realizzata? Il Re incontrastato dei videogames di calcio? Noi crediamo di si.

Il calcio vero in un videogioco

E’ possibile giocare a calcio con un videogames? La risposta è: si. Chi ha avuto la fortuna di giocare almeno una volta ad un titolo della serie Konami non è poi tornato più indietro, quasi rapito, catturato, dal fascino ammiccante di WE. Accendete la Ps2, inserite nel lettore il DVD di WE7 International , tanto per citare il più recente, e come per magia vi ritroverete proiettati veramente sul rettangolo di gioco. Gia’ a partire dal 2000, con Winning Eleven 5, era sembrato chiaro il progetto di Konami: spingere al massimo l’accelleratore della sua produzione per arrivare presto ai massimi livelli, mai raggiunti in una simulazione di calcio. Dopo i trionfi sulla vecchia PlayStation c’era molta attesa per quella che veniva definita dagli addetti ai lavori come l’ “evoluzione” della serie sulla neonata console Sony. Chissà, ci si chiedeva in molti, cosa saranno in grado di fare ora i KCET con le nuove tecnologie? Tecnicamente non perfetto, e non poteva essere diversamente visto che il Kit di sviluppo della Ps2 era in mano alla Konami da troppo poco tempo per poter tirar fuori dal cilindro un capolavoro, anche questa prima versione a 128 Bit, comunque di buona fattura, neanche a dirlo ebbe un immediato successo, al punto tale da contribuire notevolmente ad un fortissimo incremento delle vendite della console Sony. Nel corso di questi anni la Konami, o meglio i KTYO hanno gradualmente apportato lievi ma sostanziali modifiche alla meccanica di gioco della saga, in una escalation di migliorie che hanno reso sempre più sofisticato e realistico WE. Le parole di Takatsuka citate poc’anzi, sono emerse via via con i fatti insomma, e quanto finora visto confermano la grande passione e professionalità dei ragazzi di Konami Tokyo per il gioco del calcio, da loro visto non come un mero business, ma piuttosto come un divertimento personale da condividere con gli utenti, in una sorta di simbiosi videoludica che annulla le barriere fra produttore e consumatore. Il Produttore è in questo caso, il primo Consumatore del prodotto finale. Ed i risultati si vedono. La cosa che lascia basiti è il fatto che, se ci fate caso, ogni qualvolta esca una versione aggiornata di WE, davanti a tanto realismo ci si dice sempre "hanno raggiunto il massimo. Meglio non si potrà fare" salvo poi ricredersi mesi dopo grazie ad un nuovo capitolo incredibilmente migliorato e perfezionato. Solo allora, mai prima, ci si rende conto dei difetti del titolo precedente. Fino a quel momento si era vissuto con la convinzione che quello precedente fosse il gioco di calcio definitivo. Credo proprio che sia questa la forza della KTYO, il non cullarsi sugli allori di un successo meritato ed oramai consolidato, e la pretesa, il desiderio di offrire sempre di più, ottenere sempre il massimo dalla fisica del pallone, dagli impatti fisici, per portare sulle nostre Tv il calcio vero.

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Tutti i titoli KTYO per PlayStation 1 e 2

Psone:
Castlevania Chronicles - Dance Dance Revolution - Dance Dance R. 2nd Remix - Dance Dance R. Best Hits - Dance Dance Revolution Disney Mix - Dance Dance Revolution Konamix - Dance Dance Revolution: DDR Extra Mix - Dancing Stage Euromix - Elder Gate - GensoSuikogaiden Vol.1 - GensoSuikogaiden Vol.2 - Goal Storm - Goal Storm '97 - ISS Pro - ISS Pro 2 - International Track & Field 2000 - Suikoden II - Tokimeki Memorial 2 Dancing Summer Vacation - Tokimeki Memorial 2 Memories Ringing On - Tokimeki Memorial Drama Series - Tokimeki Memorial Drama Series Vol.2 - Tokimeki Memorial Selection - Tokimeki Memorial Taisen Pazurudama - Tokimeki Memorial: Forever With You - Tokimeki Memorial: Taisen Tokkaedama -

PS2:
Aerobics Revolution - Castlevania: Lament of Innocence - Dance Dance Revolution - Dance Dance Revolution Extreme - Dance Dance Revolution Party Coll. - Gradius V - J. League Winning Eleven Tactics - J.League Winning Eleven 6 - NanoBreaker - Neo Contra - Pro Evolution Soccer - Pro Evolution Soccer 2 - Pro Evolution Soccer 3 - Saishuu Heiki Kanojo - Shadow of Destiny - Silent Hill 2 - Silent Hill 3 - Silent Hill 4: The Room - Suikoden IV - Tokimeki Memorial 3 - Tokimeki Memorial Girl's Side - WWX: Rumble Rose - Winning Eleven 5 - Winning Eleven 6 Final Evolution - World Soccer Winning Eleven 5 Final Evolution - World Soccer Winning Eleven 6 International - World Soccer Winning Eleven 7 (JP) - World Soccer Winning Eleven 7 International

Il mercato in oriente

Nel Paese del Sol Levante la serie WE vanta ovviamente, come nel resto del mondo, una vastissima schiera di fan. Ogni volta che un nuovo capitolo della saga fa capolino sugli scaffali dei negozi nipponici, si registrano code chilometriche di appassionati davanti ai rivenditori del Paese, con migliaia di virgulti giapponesi desiderosi di accaparrarsi una copia del gioco, come dimostrano i dati di vendita di WE7 riferiti al primo mese dalla sua pubblicazione, e cioè la bellezza di 732,600 unità vendute (WE7I ad oggi è fermo a 479,527 copie), e l'importante riconoscimento concessogli dalla prestigiosissima rivista Famitsu, vera e propria "bibbia" per i videogiocatori di mezzo mondo, che gli ha riservato il bollino Platinum, dopo avergli attribuito un ottimo 36/40 di voto finale. Mediamente escono tre versioni annuali del gioco, almeno per Ps2. Oltre al consueto appuntamento stagionale con la versione cosidetta Internazionale, cioè con le nazionali ed i club europei, Winning Eleven (che poi è la stessa che viene pubblicata da noi col titolo Pes a parte qualche modifica verso il basso del gameplay), gli appassionati nipponici possono godere di altre due uscite: uno, J-League Winning Eleven, dedicato al pittoresco campionato di calcio per club giapponese, l'altro Winning Eleven Final Evolution, da quest’anno rinominato International (cosa che ha generato qualche confusione di troppo con il suo omonimo americano, che però altri non è che la versione USA di PES 3), una versione ampiamente aggiornata per gameplay e rosters del nostro Pro Evolution Soccer. L’International (ex Final Evolution, lo ribadiamo) è quasi definibile come la sintesi perfetta di tutte le versioni del gioco uscite in una stagione. Il meglio della prima edizione, di J-League, dell'edizione Pal, vengono racchiuse in questa versione, rendendo il gioco quasi un acquisto obbligato per ogni fan della serie. Oltre agli aggiornamenti ai rosters dei vari team, la versione "Finale" apporta sostanziali migliorie tecniche ad un titolo di per se già perfetto, al punto che esso costituisce spesso la base della nuova edizione che da li a poco prenderà forma nella mente dei programmatori e poi vita nel mese di marzo con la nuova uscita annuale (anche se quest’anno le date sono mutate radicalmente). Da quest’anno WE ha invaso anche il mercato cinese, e per la prima volta dalla sua nascita, le vendite in Corea hanno superato, anche se di poco, quelle in Giappone…

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La J-League

La J-League è il Campionato di calcio riservato ai club nipponici, l'equivalente delle nostre Serie A e B. E’ stata fondata nel 1993 da un gruppo di 10 società e da alcuni manager. Subito dopo, però, già durante la prima stagione, grazie al grande successo di pubblico e alla forte spinta popolare per l'ampliamento della competizione, altre squadre chiesero di potersi aggregare alle al torneo e di entrare a far parte del nuovo campionato professionistico appena creato. Nel 1998 si arrivò così a 18 team all'inizio della competizione. Tuttavia, al termine del girone di andata di quella stagione, il pubblico giapponese iniziò un pò a stancarsi e distaccarsi dal calcio: troppe partite, troppo "soccer", finirono per far perdere nell'appassionato nipponico il gusto del match. La "Federcalcio" nipponica decise così di rimediare riducendo il numero delle squadre in Prima Divisone a 16, in modo da diminuire le partite, e di creare una Seconda Divisione per accogliere i due team esclusi e le altre squadre che premevano per entrare a far parte di un campionato professionistico, uscendo così da quei tornei meno appetibili dal grande pubblico. Nel 1999, il campionato venne così diviso definitivamente in due Divisioni, J1 e J2, che, come dalle nostre parti, prevede retrocessioni per le ultime del torneo di "A" e promozioni per le prime del torneo di "B". La Konami, per venire incontro ai desideri degli appassionati del Paese del Sol Levante, come accennato qualche riga sopra, realizza ogni anno una edizione del suo WE dedicato appositamente alla "Temporada" nipponica. Il gioco è, in se, abbastanza simile all'edizione con le Nazionali, anche se solitamente viene migliorata la giocabilità, e vanta una maggiore cura per le divise delle squadre grazie alla licenza ufficiale della competizione che la Konami vanta di diritto. Tutte le competizioni della stagione calcistica giapponese possono essere vissute dagli appassionati dei vari Kashima Antlers, Urawa RedDiamonds, Jef United, Verdy Tokyo, Yokohama Marinos, Jubilo Iwata, in prima persona, dalla J-League, appunto, alle varie Coppe Nazionali, fino alla possibilità di affrontare le migliori squadre di club europee in una sorta di Coppa Campioni mondiale. Dallo scorso anno, la serie J-League ha subito una totale inversione di marcia nella struttura videoludica, trasformandosi in un ottimo gioco manageriale a discapito della simulazione calcistica vera e propria.

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Jon Kabira

Uno degli aspetti più interessanti della versione nipponica è sicuramente la telecronaca del Grandissimo Jon Kabira. Jon è nato nel 1958 ad Okinawa, nel distretto orientale di Tokyo dove si è affermato nel corso degli anni come uno dei più bravi giornalisti del mondo asiatico. Laureato presso la International Christian University/Tokyo nel 1982, Jon ha frequentato dei corsi di specializzazione negli USA (UC Berkeley University) ed ha lavorato a molte produzioni extra calcistiche, come video, documentari, programmi Tv, oltre che per CBS/Sony Inc. ed è una delle voci più famose dell'importantissima Radio J-Wave/Tokyo. Il suo programma, Tokio Today, vanta un vastissimo ascolto specie fra gli ascoltatori compresa nella fascia di età fra i 20 ed i 35 anni. Da poco tempo, Kabira San anche un sito, "NUZ: Network User Zoo," prodotto da AT&T WorldNet, con un forum molto frequentato e moderato direttamente da lui. Kabira negli ultimi due anni ha praticamente vissuto in aereo visto che ha girato il mondo in lungo e in largo per partecipare a decine di Convegni sul "prodotto radiofonico" e l'informazione come il NAB Events tenutosi ad Orlando (U.S.A.) e a Bruxells, Belgio. Il simpatico e attivissimo giornalista è da anni colui che dà la voce al commento tecnico dei match di WE. Ma forse sarebbe più giusto dire che da anni dà spettacolo per la serie calcistica Konami. La sua telecronaca è infatti quanto di più folle, divertente, splendida, fuori di testa ci sia mai capitato di sentire in un videogame. Il buon Jon è una vera forza della natura e riesce, pur nel suo incomprensibile giapponese, condito di frasi in italiano, inglese, francese, a trascinare, coinvolgere il giocatore come pochi commentatori al mondo. Ad ogni nuova versione di WE, l'esilarante telecronista nipponico esibisce sempre il meglio del suo repertorio, costituito da canti, lamenti e mugugni assolutamente incredibili! A volte da perfino la sensazione di non seguire più nemmeno la partita, e molti lo immaginano sugli spalti a cantare e ballare per un gol, infischiandosene delle pene di noi poveri tifosi. In un mondo come quello dei videogames in cui tutto muta continuamente e non esistono mai certezze, solo di una cosa si può avere conferma, e cioè che il simpatico Jon sarà il telecronista dei prossimi Winning Eleven ancora per molto tempo. Peccato che nelle ultime produzioni, specie in WE7I, Kabira pare abbia assunto un tono un po’ più professionale nel suo commento, eliminando in buona parte certi aspetti goliardici che però erano il sale della sua telecronaca.

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Il futuro prossimo venturo

Ma cosa ci aspetta nel futuro prossimo di questa serie? Se lo chiedono in molti. La saga prenderà definitivamente la via intrapresa gia dalla EA acquisendo quante più licenze possibili ed offrendoci quindi un Winning Eleven ricco di vari tornei più o meno ufficiali per club oppure continuerà imperterrita la propria strada affidandosi ancora una volta quasi esclusivamente alla giocabilità? Non lo sappiamo. Di concreto al momento, ci sono solo alcune voci, che, se confermate, darebbero vita al gioco di calcio definitivo. Il prossimo titolo della serie, probabilmente l’ultimo per PS2 (poi si inizierà a pensare alla PS3) dovrebbe intitolarsi Winning Eleven 8 Olympic (o Under 23) e sfruttare la licenza ufficiale del torneo Olimpico che si svolgerà questa estate per presentarci anche le nazionali Under 23 impegnate per la conquista della medaglia d’oro, oltre a tutte le consuete competizioni a cui ci ha abituato Konami. A tal proposito si vocifera della presenza anche delle selezioni di calcio femminili. Ad un incremento delle squadre di club (si parla di ben 80 team selezionati fra le prime dieci squadre, classifica alla mano, di ognuno dei campionati europei più importanti, oltre ai vari club del Resto del Mondo) dovrebbe far seguito anche un miglioramento dell’Editor interno del gioco che potrebbe ora poter permettere di editare perfino le esultanze dei propri beniamini. Scontato l’ennesimo salto in avanti della giocabilità e della fisica in generale, il gioco dovrebbe girare su supporto DVD. Il futuro, inoltre, sembra proprio riservarci un WE multipiattaforma, almeno nella sua controparte occidentale. L'annuncio ufficiale della Konami che prevede la conversione del suo capolavoro calcistico anche per Xbox, dopo aver fatto capolino in sala giochi con una versione più arcade, e su Pc e GameCube (WE6 FE) nell’ambito di una “guerra totale” a FIFA per la supremazia assoluta del mercato delle simulazioni calcistiche anche al di fuori delle mura amiche delle console Sony dove la saga ha già stravinto ogni sfida, sembrerebbe una conferma della nuova strategia. Non è da escludere, nonostante le ultime notizie in proposito dicano il contrario, una possibile versione per GCN, appositamente realizzata per i nintendo-maniaci. Per fine anno, salvo cambiamenti dell’ultima ora, si prospetta in Giappone il nuovo capitolo di J-League Winning Eleven, sempre più incentrato sul management, che potrebbe, finalmente, vedere la luce anche dalle nostre parti nel 2005 con Pro Evolution Soccer Manager, una versione manageriale della serie sulla falsariga dei famosissimi titoli per Pc. Questo gioco dovrebbe sfruttare ancora una volta l'accordo tra Konami e Sports Interactive, sviluppatrice del più famoso manageriale calcistico in circolazione, Championship Manager, che prevede la condivisione dell'immenso database di giocatori di club e nazionali detenuto dai secondi. A noi non rimane altro, ovviamente, di rimanere in attesa, sicuri che, tanto per cambiare, a fine estate ci troveremo per le mani l’ennesimo (o gli ennesimi) capolavoro made in Konami.



Appuntamento a presto per la seconda parte dello Speciale!

Dalla nascita del fenomeno dei videogames, fin dagli albori della comunità videoludica, il calcio è sempre stato il fiore all'occhiello di ogni qualsivoglia software house di livello. Da Capcom a Namco, da Square a Jaleco, tutte le principali case di produzioni si sono cimentate con alterne fortune nella creazione di giochi dedicati allo sport più popolare del globo. Ma solo una, nel corso di questi anni è riuscita nella titanica impresa di mettere daccordo critica e utenza: Konami. Con la serie Winning Eleven, la società nipponica è riuscita a creare quanto di più simile a gioco del calcio vero si possa immaginare su console. Ciò che noi però ci prefiggiamo di raccontarvi in questo speciale non è tanto l’evoluzione in se del gioco di calcio per eccellenza, cosa che cercheremo di fare in un prossimo articolo, ma piuttosto quello di compiere un escursus breve su quegli aspetti della saga, spesso messi in secondo piano, che in realtà si rivelano poi essere alcune delle componenti fondamentali per la riuscita di un gioco. Parleremo inoltre di ciò che è WE in Giappone e di alcune curiosità inerenti ai personaggi che ruotano attorno al mondo della serie calcistica più famosa di sempre.