Star Trek: Elite Force 2  0

Teletrasportiamoci nel futuro e diamo un'occhiata al nuovo, e ormai imminente, Star Trek: Elite Force 2. Il testimone dai Raven è passato ai Ritual ma si annuncia ugualmente un grande FPS!

Un paio d’anni più tardi eccoci in attesa del secondo episodio, su cui abbiamo potuto mettere le mani in attesa dell’imminente uscita nei negozi della versione definitiva.
Innanzitutto questa volta lo sviluppo è stato affidato ai Ritual. Niente di male, certo (chi ha detto Sin?) ma indubbiamente i ragazzi della Raven raramente hanno deluso e dispiace non ritrovarli in questo sequel. Ma bando ai preconcetti e tuffiamoci in una galassia lontana lontana… scusate, a bordo della Voyager volevo dire.
Il gioco si avvale ancora dal motore di Quake 3, ovviamente dopo i debiti miglioramenti. A dire il vero, nei livelli presi in visione, i le differenze si limitano a modelli più definiti e curati e texture generalmente migliori. Al contrario l’architettura degli ambienti appare un po’ squadrata e semplificata rispetto all’episodio precedente. Ma in generale l’engine di Q3 si dimostra sempre capace di ottime prestazioni, anche su computer precocemente invecchiati, e in grado di garantire una flessibilità e una completezza rare.

La trama prende le mosse dalla conclusione della serie Voyager: vestiremo ancora i panni di Alex Munro, ora a capo dell’Hazard Team, per scoprire ulteriori e inediti particolari sul ritorno della Voyager a casa. Il gioco inizia con Munro imbarcato sull’Enterprise ricevere ordini direttamente da un certo capitano Picard...
Come la storia procederà è ancora un mistero: non resta che attendere l’arrivo della versione definitiva. Aspettatevi tutta una serie di chicche in grado di far la felicità dell’appassionato e di dare spessore all’esperienza ludica per il semplice giocatore: ad esempio si potrà visitare l’accademia della flotta stellare.

Com’era prevedibile le nuove armi e i nuovi gadget a disposizione del giocatore saranno numerosi: a cominciare da un tricoder nuovo di zecca in grado di sbloccare porte e meccanismi alieni. Per fare ciò il giocatore dovrà risolvere una sorta di puzzle-game a base di tubi comunicanti: potrebbe anche essere rilassante se non ci fosse un’orda d’alieni che vi sta sbranando!
Tra le novità annunciate dalla Ritual particolarmente preziosa è la promessa di una maggiore longevità e la barra d’energia per i boss: quanto sarà durato il combattimento con il boss finale nel prequel? Era passata mezz’ora e ancora non sapevo se gli avessi fatto almeno un graffio!

Il game-play appare inalterato. Siamo curiosi, in particolare, di vedere come i Ritual declineranno la loro idea di gioco di Star Trek: come detto l’episodio precedente rimane una miscela armonica e equilibrata di azione, qualche enigma (non troppo impegnativo), e scene d’intermezzo che rendevano perfettamente l’atmosfera del telefilm: resta da vedere quale aspetto sarà privilegiato in questa "puntata". Da segnalare la difficoltà assolutamente scoraggiante: ma è un aspetto che sarà senz’altro perfezionato prima del gold.
Anche il versante multiplayer si annuncia di livello eccelso. Di certo oltre ai classici DM e CTF ci saranno tutte le modalità particolari già viste nell’espansione Elite Force Expansion Pack dall'impostazione abbastanza simile a Team Fortress.

Insomma, un’idea ve la siete fatta: in attesa di mettere le mani sul prodotto finito potete consolarvi con il demo disponibile nella nostra area Files.
Adesso non vi resta che sintonizzare il teletrasporto e stare attenti alle mosche: Sulu portaci a casa!

Un paio d’anni fa sembrava che le software house pubblicassero solo titoli dedicati a Star Trek, quasi fossero possedute da una strana smania di far uscire una versione “trekkies” di ogni genere videoludico. Nella massa non ebbe difficoltà a distinguersi Elite Force: lo sparatutto in prima persona sviluppato dalla Raven e basato sull’engine di Quake 3 ben presto si impose come uno dei titoli migliori tra quelli sviluppati con l’allora nuovo motore grafico di casa iD.
Non solo: a tutt’oggi Elite Force rimane probabilmente il miglior videogioco basato sulla licenza di Star Trek in circolazione.
Certo non era il massimo della longevità, ma si lasciava giocare con estremo piacere e divertimento: in particolare, grazie anche ad un aspetto tecnico per l’epoca favoloso, riusciva a ricreare perfettamente l’atmosfera del telefilm (Star Trek Voyager): la cura dei dettagli e la coerenza della trama rendevano il titolo Raven praticamente un episodio interattivo degno di figurare tra le puntate più celebri della saga.