Star Wars Galactic BattlegroundsStar Wars: Galactic Battlegrounds 

Alcune brevi impressioni sullo strategico della Lucas Arts dedicato al mondo di Star Wars, dal nome accattivante "Galactic Battlegrounds".

Star Wars: Galactic Battlegrounds Star Wars: Galactic Battlegrounds

Ensemble Studios e LucasArts

Se analizziamo il flop di Star Wars: Force Commander notiamo che per certi versi è una vicenda singolare, in fondo bastava realizzare un gioco nella media, al resto ci avrebbe pensato la licenza del marchio Star Wars che come tutti sanno è una panacea di tutti i mali. Invece le cose andarono diversamente. Come mai?
Beh, principalmente perché i giochi di strategia sono molto più difficili da realizzare di quanto si pensi, anzi a mio avviso sono uno delle tipologie di gioco più complesse in assoluto.
Consci di questa situazione ai piani alti della LucasArts si sono guardati in faccia e si sono chiesti quale potesse essere la soluzione dei loro problemi. Immagino che, dopo una lunga seduta di Brainstorming, avranno pensato di affidarsi ad uno dei maggiori sviluppatori del settore, quegli Ensemble Studios, creatori della fortunata saga di Age of Empires.
Avete capito bene, Star Wars: Galactic Battlegrounds adotterà il motore di gioco di Age of Empires II e credo che la mossa sia di quelle giuste, visto che stiamo parlando di uno dei giochi di strategia di maggior successo. Da un lato desta impressione l’abbandono della 3th dimensione (ricordo che SW: Force Commander era in 3D) per tornare ad una più classica visualizzazione isometrica in 2D, ma gli enormi problemi di interfaccia e grafica che avevano afflitto SW: Force Commander hanno finito per influenzare le scelte in questo senso. Un altro aspetto che risulterà determinante e che per la prima volta troveremo, oltre alle classiche fazione dei Ribelli e delle Forze Imperiali, anche tutte quelle (per un totale di 6) che incontriamo durante l’intera Saga, a cominciare dagli eventi antecedenti il’Episodio I per arrivare fin oltre la sconfitta dell’Impero per coprire un periodo “storico” di ben 5000 anni!
Impressionante vero? Beh personalmente non vedo l’ora di comandare i Naboo.

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Curiosi? Scarichiamoci il demo.

In questi giorni è stato rilasciato un demo con alcune missioni in Single Player ed il supporto per il gioco On-Line tramite The Zone che trovate anche nella nostra Area Files. Le nostre prime impressioni sono positive, anche se per esprimere un giudizio di merito aspettiamo la versione completa, ad ogni modo a me piace la politica di quelle Software House, che prima pubblicano un demo giocabile su rete e la LucasArts si è sempre distinta sotto quest’aspetto.
Facciamo un piccolo sunto di quello che troveremo da qui a poco: dunque, abbiamo uno dei migliore motori di gioco, 6 fazioni, più di 200 unità diverse tra mezzi di fanteria, veicoli ed unità navali, una complessa modalità campagna, un robusto editor ed un ottimo Multiplayer Non ci rimane che dire che l’uscita del gioco è prevista per la fine di quest’anno.

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La pecora nera

Quando nominiamo la LucasArts non possiamo che metterci sull’attenti dato che si sta parlando di un colosso che ha prodotto alcuni tra i giochi più belli ed interessanti di sempre. I successi di LucasArts abbracciano quasi tutti i settori, da quello dei simulatori spaziali, al FPS, passando per le bellissime avventure grafiche. Insomma una vera gotha del settore. Ma in tutte le grandi famiglie esiste una pecora nera e per la LucasArts questa si chiama Star Wars: Force Commander, uno dei peggiori strategici mai prodotti per PC, un titolo che ha provocato più di un imbarazzo a chi lo realizzato. Eppure di uno strategico di qualità sul mondo di Star Wars se ne sente la mancanza, a tal punto che la stessa LucasArts ha deciso di riprovare a scrivere il tema.
Speriamo che il risultato sia diverso dal precedente (non è che ci voglia molto).