Star Wars - Rebel Strike: Rogue Squadron III  0

Il seguito di uno dei primi giochi per GameCube ma anche di uno dei videogiochi tecnicamente più impressionanti mai realizzati è arrivato. Preparate le vostre spade laser, e che la Forza sia con voi.

I Capitoli Perduti

Inutile stare a disquisire sulla storia di Rebel Strike perchè significherebbe parlare (di nuovo) di quella di Guerre Stellari e bisognerebbe chiedersi chi ancora non conosce la saga di George Lucas, oggigiorno. Tuttavia, una nota va' scritta: mentre Rogue Leader si limitava a riproporre alcune delle sequenze più epiche della trilogia (il primo assalto alla Morte Nera, la battaglia di Hoth, lo scontro in prossimità del pianeta Endor, ad esempio), Rebel Strike invece affronta alcuni episodi che nella trilogia sono solo accennati e che, magari, sono stati curati più a fondo in uno degli innumerevoli romanzi ufficiali e non. Per esempio, vi siete mai chiesti come mai alla fine di Episodio IV (Una Nuova Speranza, il primo capitolo della trilogia classica, insomma) Luke, Han e Chewbacca vengono premiati da Leia in quel gran salone luminoso, presumibilmente in una base ribelle, per poi ritrovarli nascosti nelle lande ghiacciate di Hoth all'inizio di Episodio V (L'Impero Colpisce Ancora)? Insomma, cos'è successo, perchè i ribelli hanno abbandonato Yavin IV per dirigersi su Hoth? E come hanno scoperto, i ribelli, che l'Impero stava costruendo una seconda Morte Nera? E, piccola curiosità, che fine avrà fatto lo Jedi Starfighter abbandonato da Obi-wan sul pianeta Geonosis dopo la sua cattura in Episodio II (L'Attacco dei Cloni)? Rebel Strike prova a rispondere a tutte queste domande, in una serie di livelli da affrontare nei panni di Luke Skywalker, leggendario protagonista della saga, o Wedge Antilleas, spalla di Luke nella trilogia e pilota provetto. E questo ci porta irrimediabilmente alla questione puramente ludica.

Rebel Multiplayer

Una delle caratteristiche più interessanti (e sbalorditive) di Rebel Strike è la possibilità di giocare l'intero Rogue Leader in modalità multiplayer cooperativa. Avete capito bene, nel mini-DVD di Rebel Strike i Factor5 hanno compresso tutto il prequel, rendendolo disponibile per delle furibonde partite in coppia, via split-screen, negli stessi livelli di Rogue Leader, solo molto più difficili. Incredibilmente, nonostante la mole di dati in movimento, non si verificano praticamente mai rallentamenti degni di nota. In Versus, invece, sono disponibili varie modalità come Dogfight (che consente di affrontare un amico a colpi di laser), Rampage (vince chi distrugge più nemici), Tag and Defend (vince chi riesce a preservare più "basi" possibili), nonchè una serie di "gare" su speedbike o X-Wing (per esempio, chi arriva prima alla fine del canale di scarico della Morte Nera).

Shoot-em up, platform o che altro?

A differenza di Rogue Leader e Rogue Squadron, Rebel Strike non è solamente uno sparatutto: Factor5 ha deciso di fare le cose in grande, proponendo non solo le classiche sessioni in volo tra laser e TIE Fighter ma anche una gran quantità di stage nei quali si sfrutterà qualche altro mezzo o, semplicemente, si andrà a piedi. E qui comincia a sorgere qualche problema. Per quanto riguarda gli stage in volo (perlopiù nei panni di Wedge), la meccanica è rimasta identica a quella di Rogue Leader, con alcune gradite implementazioni: le astronavi si pilotano come nel prequel, direzionandole con gli stick e accelerrando o frenando il volo con i dorsali, e come nel prequel la pressione dei vari pulsanti permette di sparare con l'arma primaria, lanciare razzi o bombe e attivare la gradita visuale in prima persona; i cambiamenti e le implementazioni riguardano sopratutto la struttura dei livelli stessi, molto più vari, divertenti e complessi di quelli affrontati in Rogue Leader, che bene o male presentavano sempre gli stessi obbiettivi. In Rebel Strike sarà necessario risolvere task diverse e quasi sempre a tempo: distruggere i TIE Bomber prima che possano colpire le astronavi ribelli, spazzare via soldati e carri armati allontanandoli dalle basi ribelli e, al contempo, stendere gli AT-ST con il solito trucchetto del cavo intorno alle zampe, e così via... In tutto questo, Factor5 ha inserito delle battaglie ancora più imponenti che in Rogue Leader, che oltre a costringere il giocatore a risolvere le task principali, lo mettono contro decine di avversari secondari da affrontare a propria discrezione, ma che in ogni caso offrono una sfida in più all'interno dello stage: ad esempio, la battaglia nella fascia asteroidale di Geonosis costringe il giocatore a distruggere un incrociatore spaziale prima che questo abbandoni il campo di battaglia, evitando o distruggendo, contemporaneamente, centinaia di asteroidi e decine di TIE Fighter. Tuttavia, come già detto, non di sole battaglie spaziali è fatto Rebel Strike: alcuni livelli (o porzioni di essi) permettono al giocatore di pilotare altri tre mezzi principali, oltre alle varie astronavi: una Speedbike, un AT-AT e (beh, non è proprio un mezzo) i propri piedini. Queste sessioni presentano una qualità piuttosto altalenante: se quelle su Speedbike offrono un certo senso di velocità e frenesia (diventando presto incontrollabili...) quelle su AT-AT risultano le più divertenti del gruppetto, sia per la componente pratica (l'AT-AT è uno spasso da controllare, con il tasto R che lo muove e lo stick per volgerlo verso le varie direzioni insieme al suo cannoncino) che quella ludica (in pratica, qualsiasi cosa si muova va' disintegrata); tuttavia le sessioni a piedi sono le peggiori delle tre, non tanto per la loro struttura vagamente platformica e comunque intrigante, quanto per la loro realizzazione: praticamente, a un concept tuttavia interessante si contrappone una gestione dei vari algoritmi principali (movimento, collisioni, eccetera) men che mediocre. Muoversi nei panni di Luke o Wedge sembra quasi come scivolare sull'aria, il salto è una pratica del tutto assurda da quanto innaturale e sbilanciata si presenta sia l'azione in sè che la sua rappresentazione fisica, il lock-on sui nemici non ha praticamente senso ed è quasi impossibile schivare i colpi avversari, riducendosi il tutto ad attaccare come un kamikaze sperando di stendere i nemici prima che accada l'opposto. Per fortuna, i livelli a piedi sono veramente una minoranza rispetto agli altri: si tratta perlopiù di brevi sequenze interne a qualche stage o di un paio di schemi basati su alcune sequenze come l'addestramento di Yoda su Dagobah o l'assalto alla dimora di Jabba su Tatooine. Insomma, la minoranza di questi livelli di così scarsa qualità ludica è controbilanciata dalla varietà e vastità degli stage in volo o su altri mezzi, tuttavia rimane l'amaro in bocca per un'idea che, se fosse stata implementata meglio e non così apparentemente in fretta e furia, avrebbe reso Rebel Strike decisamente migliore di quanto già non sia.

Oltre il foto-realismo e poi...

Se per voi Rogue Leader è un gioco entrato nel mito per la realizzazione tecnica assurdamente realistica, preparate a vederlo spodestato da Rebel Strike: sembrava non fosse possibile, ma i Factor5 ci sono riusciti, Rebel Strike è visivamente ancora migliore di Rogue Leader. Non si tratta di migliorie immediatamente visibili, comunque, ma di perfezionamenti e chicche posizionati qua e là che lo rendono semplicemente incredibile per un videogiocatore qualunque e perfino commovente per un appassionato della saga. Le location più note e già ammirate al cinema sono qua riproposte in modo assolutamente preciso e fedele: Tatooine, Geonosis, Endor (semplicemente allucinante), i corridoi della Morte Nera, Hoth... Altri luoghi, come Yavin IV, magari solo citati nella versione cinematografica e visti di striscio in altri giochi (come in Jedi Knight), sono realizzati seguendo maniacalmente le indicazioni di Lucas. Oltre alla cura riposta nella programmazione visiva degli ambienti, c'è pur sempre la spettacolarità dell'azione, intesa come tutto quello che "succede" in queste location: la battaglia di Hoth, ad esempio, è di una maestosità davvero senza pari, sopratutto quando ci si ritrova a correre in groppa a un Bantha tra decine e decine di soldati e raggi laser, passando sotto le zampe di un AT-AT mentre i TIE Fighter affrontano gli X-Wing nel cielo, senza alcun rallentamento di sorta. Discorso diverso per i livelli a piedi, che anche anche in questo campo soffrono di pecche decisamente notevoli: oltre alla scarsa cura riposta nella codificazione del sistema di movimento e delle collisioni, si nota anche una certa legnosità nelle animazioni dei vari modelli poligonali (ripresi, peraltro, dalla sequenza di selezione delle astronavi negli hangar) che ne mina pesantemente l'ottima texturizzazione e modellazione tridimensionale. Niente da dire sulle sequenze cinematografiche prese direttamente dal film e qui inserite tra un livello e l'altro per fare da collante tra essi ed esaltare i fan. Passando al comparto sonoro, Rebel Strike lascia da una parte delusi e dall'altra sorpresi: la delusione è generata dalla sorprendente mancanza della maggior parte delle musiche classiche di John Williams, limitate principalmente alla classica fanfara introduttiva e a qualche brano più o meno noto tratto dalla serie cinematografica; la sorpresa, invece, è data dalla qualità dei brani inediti, sempre azzeccati all'azione ed epici al punto giusto. Insomma, una realizzazione tecnica generale degna di nota, benchè minata, indiscutibilmente, da alcuni difetti non trascurabili.

Commento

Chiariamo subito un concetto, chi aspettava Rebel Strike come il messia, come il miglior gioco ispirato a Star Wars, ne rimarrà un pelo deluso. Rebel Strike è, almeno visivamente, Star Wars in ogni angolino, tale è la cura riposta nella trasposizione in codice della sacra saga fantascientifica; come gioco, invece, presenta lo stesso problema di Rogue Leader: solo un fan di Guerre Stellari o degli sparatutto può apprezzarlo completamente, per altri invece può perfino sembrare una "demo tecnica", risibile affermazione di chi si ferma ad ammirare la grafica senza impugnare il pad e affrontare le sfide che il gioco propone, sfide che comunque pur sempre i fan di SW potranno completamente apprezzare, sentendosi lì, al loro posto, su un X-Wing a tirar giù i maledetti TIE. D'altra parte, se Factor5 non avesse avuto la bella pensata di inserire un buon quinto del gioco come stage a piedi, sicuramente Rebel Strike sarebbe stato un vero capolavoro, con i suoi livelli su AT-AT e Speedbike compresi: purtroppo, però, gli stage in terza persona esistono e minano indiscutibilmente la varietà stessa del gioco, in quanto, benchè selezionabili a piacimento, sono dei passaggi necessari a sbloccare livelli molto più belli e divertenti. A proposito di sbloccare... ancora una volta Factor5 ha inserito in Rebel Strike una quantità di segreti spropositata: per sbloccarli, appunto, sarà necessario completare gli stage in modo pressocchè perfetto, ottenendo le medaglie di bronzo, argento e oro che tanto hanno fatto dannare gli amanti di Rogue Leader ma che qui, per fortuna, sono molto più facili da recuperare. Infine, l'eccellente modalità multiplayer rappresenta un indiscutibile incentivo all'acquisto del gioco, sopratutto se si dispone di amici appassionati di Guerre Stellari ansiosi di imitare Wedge e la Rogue Squadron.

    Pro
  • Realizzazione tecnica eccezionale
  • Vario e impegnativo
  • Eccellente modalità multiplayer
    Contro
  • O lo si ama o lo si odia
  • Sezioni a piedi pessimamente realizzate
  • A tratti fin troppo difficile e frustrante

Quando il GameCube fu lanciato sul mercato americano, venne accompagnato, come sempre accade all'uscita di una nuova console, da una serie di titoli da lancio più o meno interessanti: ricordiamo Smash Bros. Melee, Luigi's Mansion, Super Monkey Ball e Waverace, per esempio. Ma ci fu un titolo che ebbe una certa importanza, per certi versi superiore perfino a quella di Luigi's Mansion (primo videogioco dedicato al mondo di Mario): questo titolo era Rogue Leader, seguito di Rogue Squadron, buon shoot'em-up per computer e Nintendo64 ispirato all'intramontabile saga di Guerre Stellari (o Star Wars, per gli anglofoni). La differenza lampante, però, tra Rogue Leader e Rogue Squadron, ma anche tra Rogue Leader e gli altri giochi, era il comparto tecnico: ancora oggi, Rogue Leader è uno dei giochi tecnicamente più impressionanti mai usciti e non parliamo di astrusi effetti grafici o di originalità visiva, quando di puro e semplice foto-realismo. Giocare a Rogue Leader vuol dire entrare nelle battaglie spaziali di Guerre Stellari quasi fisicamente, tante sono l'attenzione e la cura riposte per il dettaglio: volare nel canale di scarico della Morte Nera è quasi più facile se si ricorda il film perchè, appunto, è totalmente identico. La maestosità del motore grafico, in grado di muovere una quantità spropositata di poligoni, però, nascondeva un gioco divertente, senz'altro, appassionante per i fan, ma di una difficoltà fin troppo elevata e di una longevità basata sopratutto sul ripetersi delle stesse missioni per sbloccare gli extra tramite inarrivabili traguardi. Ora, a due anni di distanza, i possessori di GameCube si ritrovano tra le mani Rebel Strike, il seguito di Rogue Leader: ancora più impressionante del prequel, Rebel Strike però ha la sfortuna di confrontarsi con un mercato ludico che nell'ultimo biennio è maturato, sia tecnicamente che a livello di contenuti. Uscirà vivo dallo scontro?