The Bourne ConspiracyThe Bourne Conspiracy - Provato 

Jason Bourne è un nome scomodo, legato a un passato misterioso e molto pericoloso che porterà il giocatore dalla Svizzera alla Francia in un crescendo di emozioni e adrenalina. Ecco la prima avventura dedicata a questo nuovo personaggio che in pochi anni è riuscito a catalizzare l'interesse degli appassionati di film ambientati nel sempre più complesso universo dello spionaggio mondiale.

Ispirazioni multiple

La storia, infatti, mescola alcuni aspetti propri della serie dei libri scritti da Ludlum con altrettanti spunti presi dalla prima pellicola cinematografica e permette al giocatore di rivivere alcune delle più memorabili scene del film come, per esempio, l’ingresso nell’ambasciata americana di Zurigo e l’inseguimento mozzafiato per le vie di Parigi a bordo della piccola Mini di proprietà di Marie, la ragazza che Jason “costringe” a una rocambolesca fuga dalla città svizzera alla capitale francese. Qui salta subito all’occhio una delle varie differenze tra cinema e videogame. Al posto della vecchia Mini di Marie, infatti, Jason dispone di una fiammante Mini Cooper S rossa tappezzata di adesivi, a bordo di questa il protagonista dovrà scappare alle auto della polizia che cercheranno di fermarlo. Uno degli aspetti che si notano immediatamente è rappresentato dalla cura con cui sono realizzati gli sfondi del gioco, caratterizzati da un ottimo livello di dettagli. Alla stesso modo è palese la mancanza di somiglianza tra il Jason Bourne digitale e Matt Demon, l’attore che ne impersona le avventure sul grande schermo. Alla domanda del perché di ciò gli sviluppatori hanno risposto indicando il motivo principale nella necessità di disporre di una maggior libertà di azione nella realizzazione del personaggio digitale.

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Combattimenti avvincenti e spettacolari

Dopo un breve filmato introduttivo è quindi ora di cimentarsi con il gioco.
Nei pochi livelli accessibili nella build utilizzata per la presentazione si sono potute apprezzare molte cose che non mancheranno di soddisfare i fan di Bourne, primo fra tutti il sistema di combattimento che, se a prima vista può sembrare assolutamente scriptato e molto “pilotato”, si fa apprezzare per alcune idee decisamente valide. Nel momento in cui il protagonista ingaggia gli avversari, infatti, si decide come questo dovrà proseguire. L’intelligenza artificiale degli avversari, infatti, si adatta in base al tipo attacco scelto dal giocatore. Un approccio di tipo stealth condurrà a una gestione del combattimento diversa da un approccio più fisico ma, non per questo meno letale o complesso. Il risultato è poi molto spettacolare grazie alle numerose sequenze cinematiche che collegano una sequenza di colpi a un’altra.
I colpi vengono assestati utilizzando semplicemente due tasti il cui risultato varia a seconda del tempo di pressione e della combinazione composta dal giocatore. In caso di un corpo a corpo poi il giocatore si troverà a poter disporre di combinazioni simili a quelle viste in God of War con cui Jason riuscirà compiere quelle mosse tipiche del suo stile di combattimento fulmineo dominato dall’inconscio. Per replicare questo stile particolare Vivendi si è affidata a Jeff Imada, uno dei più apprezzati stuntman e coreografi di arti marziali autore delle scene di combattimento del film.

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Tecnologie hollywoodiane

In una breve conversazione Jeff Imada ci ha confidato che le sessioni per la registrazione delle scene di combattimento del videogame hanno richiesto molto più tempo rispetto a quello necessario per le riprese effettuate da attori in carne ed ossa e sono durate quasi un anno.
Il motivo principale è da ricercarsi nelle tute necessarie per catturare i movimenti degli stuntman, che tendevano a incollarsi l’una all’altra nei punti in cui era presente il velcro necessario a fissare le palline di riferimento, e alla necessità di rifare quasi all’infinito le varie mosse in modo da creare una libreria di movimenti il più dettagliata possibile. Il risultato è decisamente buono tenendo presente lo stile puramente action del titolo e il giocatore non mancherà di apprezzare le numerose speed-combo utilizzabili nel gioco. Per rendere ancora più avvincenti i combattimenti gli sviluppatori hanno dato la possibilità di interagire con gli sfondi, che possono essere utilizzati sia come riparo sia come arma. Come nella più recente consuetudine degli action game più celebrati, The Bourne Conspiracy può vantare sfondi completamente interattivi che si danneggiano e distruggono in base al tipo di oggetto che li colpisce.

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Tecnologie hollywoodiane

Le suppellettili, inoltre, possono essere impiegate come armi improprie nei combattimenti corpo a corpo. Il motore grafico, una versione riveduta e adattata dell’ormai onnipresente Unreal Engine, si dimostra eccellente in ogni situazione e consente di mantenere il frame rate costante anche nel caso in cui sullo schermo siano presenti molti personaggi e oggetti. Contrariamente alla tendenza attuale che vede una diversificazione del gioco in base al tipo di console posseduta, The Bourne Conspiracy non presenta alcuna differenza macroscopica tra la versione per Xbox 360 e Playstation 3. Le uniche differenze sono da ricercare in alcuni effetti di illuminazione dovuti a una differente interpretazione delle istruzioni grafiche delle Gpu delle console. Lo storyboard, infatti, è lo stesso e non sono state inseriti aspetti o bonus differenti da una versione all’altra. Un aspetto che ha decisamente convinto è stato poi quello relativo alla gestione delle inquadrature che si è dimostrato sempre all’altezza della situazione. Jason, infatti, è sempre perfettamente visibile e, nel caso in cui la telecamera coincida con la posizione del giocatore quest’ultimo viene reso invisibile per il tempo necessario allo svolgimento dell’azione.

Fisica semplificata

Anche la fisica è buona per la tipologia di gioco adottata da Vivendi e non si sono notate grosse imprecisioni. Certo il modello è semplificato rispetto a titoli come Gears of War o Encharted, ma considerando la vocazione action arcade non si possono che apprezzare le scelte degli sviluppatori. Questo si può notare soprattutto nella parte relativa all’inseguimento nelle vie di Parigi. La Mini del protagonista, infatti, ha un comportamento molto più simile a Burnout che a Forza Motorsport. Nell’economia del gioco, infatti, aver dotato la vettura di un motore fisico così verosimile avrebbe rischiato di compromettere la spettacolarità della scena che avviene in mezzo a un traffico decisamente animato. Anche in questa situazione sono state adottate alcune sequenze scriptate che hanno la funzione di far eseguire esercizi al volante decisamente ostici come inversioni a 180 gradi o testacoda. Le uniche pecche degne di nota sono rappresentate da boss di fine livello molto lunghi da superare e da un livello grafico lontano da quelli di alcuni dei giochi più recenti, ma la natura frenetica del gioco impedisce al giocatore di notare le varie imperfezioni.

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In conclusione The Bourne Conspiracy è un gioco ben realizzato, dalle caratteristiche tecniche non esaltanti ma in grado di assicurare un numero di ore di gioco complessivo compreso tra le 8 e le 12, caratterizzatoa uno storyboard avvincente e mai monotono. L'uscita è prevista per giugno 2008 e in questi ultimi mesi che ci separano dalla data di uscita gli sviluppatori hanno assicurato che miglioreranno in modo consistente la grafica dei personaggi e si dedicheranno a "limare" le imperfezioni che usciranno mano a mano che si procederà nella fase di controllo.

The Bourne Conspiracy sarà disponibile per PlayStation 3 e Xbox 360
La versione testata è quella per PlayStation 3

Parigi val bene una messa! disse Enrico IV di Francia in occasione della sua conversione al cattolicesimo per sottolineare l’importanza della capitale francese, non solo come città ma come set ideale per ambientare un videogame ispirato a uno dei film di maggiore successo degli ultimi anni. The Bourne Conspiracy è il titolo del primo videogame a prendere spunto dai libri di Robert Ludlum e dal primo dei tre film dedicati all’agente segreto Jason Bourne.
Nella splendida cornice dell’Hotel Regina di Parigi, lo stesso utilizzato per alcune scene della pellicola interpretata da Matt Demon, Vivendi ha presentato al pubblico quello che potrebbe diventare uno dei giochi più interessanti del 2008. La presentazione è stata preceduta dall’intervento di alcuni sviluppatori, tra cui il Game Director Emanuel Valdez, che hanno spiegato il perché abbiano deciso di dedicare a questa splendida trilogia un videogioco.
Il motivo principale è quello di creare un passato a Jason Bourne, un background che permetta a giocatore di capire il perché di alcune scelte narrative all’interno del film e di fornire gli indizi necessari per ricostruire la personalità dell’agente segreto prima del suo ritrovamento nel Mediterraneo. Ma non solo.