Diario del CapitanoTokyo A/R 

Metti cinque italiani, un Paese incredibile e Valentino Rossi...

e non è mancata nemmeno la ciliegina sulla torta, dal momento che all’aeroporto di Narita, abbiamo incontrato e conosciuto il grandissimo Valentino Rossi, di ritorno da Motegi

Ed è proprio questo contrasto, probabilmente, che mi ha entusiasmato. Mi sono molto divertito a notare le differenze culturali, come per esempio l’abitudine dei giapponesi di dormire su ogni mezzo di trasporto pubblico su cui salgano, anche solo per una manciata di fermate; o, in alternativa, impiegare il proprio tempo a scrivere e-mail con i cellulari (là gli sms sono roba da preistoria) o ancora leggere libri rigorosamente con la copertina nascosta.
Una riservatezza davvero incredibile per i nostri standard, che però fa parte del loro modo di rispettare il prossimo e non importunarlo. Anche il rapporto con l’inglese è assolutamente esilarante; come ci ha spiegato un simpatico ragazzo del luogo che, caso rarissimo, parlava correttamente la lingua britannica, la loro difficoltà principale sta nella pronuncia, enormemente diversa da quella a cui sono abituati.
Difficile da spiegare però il motivo per cui, anche mostrando di non capire nemmeno una parola di giapponese, la maggior parte delle persone continuasse a parlare ed esprimere concetti senza alcun problema di fronte alle nostre facce allibite.
Ma queste sono solamente un paio delle situazioni che abbiamo affrontato con l’entusiasmo dei bambini dentro un enorme parco dei divertimenti.

una riservatezza davvero incredibile per i nostri standard, che però fa parte del loro modo di rispettare il prossimo e non importunarlo

Il fascino di Tokyo va però ricercato in qualcosa di più, che la rende anche una città estremamente romantica specialmente di notte, quando si accende di mille colori e la si può ammirare sia attraversandone le strade che guardandola dall’alto, magari dallo splendido osservatorio a 250 metri di Roppongi Hills.
Dal mio punto di vista quindi, è stato un viaggio indimenticabile con un gruppo di amici eccezionale (ciao Fabio, Pierpaolo, Antonio e Luca).
E non è mancata nemmeno la ciliegina sulla torta, dal momento che all’aeroporto di Narita, prima di prendere il volo per tornare a casa, abbiamo incontrato e conosciuto il grandissimo Valentino Rossi, di ritorno da Motegi. Una persona davvero squisita, disponibile e simpatica, nonchè un videogiocatore (di parte Sony, sembra) piuttosto competente.
Chiacchierando, ci ha riferito infatti che Moto Gp di Namco dal suo punto di vista è carino, ma non molto realistico. E se lo dice lui...

Tokyo A/R Tokyo A/R

Tokyo A/R una settimana dal nostro ritorno in Italia da Tokyo, ho deciso di sfruttare questo spazio per tirare le somme di 8 giorni vissuti intensamente nella terra del Sol Levante. Del Tokyo Game Show abbiamo parlato fin troppo, per una edizione 2006 senza dubbio sottotono sotto molti aspetti. Ma esclusi i 3 giorni di fiera passati a lavorare, mi sono davvero goduto questa trasferta in una città incredibile, completamente diversa sotto ogni aspetto da quelle in cui siamo abituati a vivere noi occidentali, e proprio per questo straordinariamente affascinante.
Sono d’accordo con chi afferma che Tokyo o la si ama o la si odia; d’altra parte è un luogo che riesce incredibilmente a mescolare folle consumismo con grande spiritualità, progresso tecnologico con rispetto per le proprie radici, enorme cortesia con gli stranieri con una sottile punta di xenofobia (anche giustificata, vista la storia del Paese).

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